La Repubblica d’Egitto (in arabo: جمهورية مصر, traslitterato in Ǧumhūriyyat Miṣr) è stato il nome ufficiale dello Stato egiziano dal 18 giugno 1953, data dell'abolizione della monarchia, fino al 22 febbraio 1958, quando confluì nella Repubblica Araba Unita. Rappresentò la prima fase formale dell'Egitto repubblicano, nata dalla rivoluzione egiziana del 1952 guidata dal movimento degli Ufficiali Liberi.
Storia La transizione Il 23 luglio 1952 i militari dissidenti chiamati Ufficiali Liberi, guidati da Muḥammad Naǧīb e Gamal Abd el-Nasser, attuarono un colpo di stato che costrinse il re Fārūq I ad abdicare in favore del figlio neonato Fuʾād II. Il potere effettivo passò al Consiglio del Comando della Rivoluzione (CCR). Il 18 giugno 1953 il CCR dichiarò abolita la monarchia e proclamò la Repubblica d'Egitto. Naǧīb assunse la carica sia di Presidente della Repubblica che di Primo ministro.
La presidenza di Naǧīb e lo scontro con Nasser La nuova repubblica fu subito segnata da tensioni interne al CCR. Naǧīb sosteneva un rapido ritorno al costituzionalismo e al multipartitismo; Nasser riteneva invece necessario un periodo di transizione autoritaria per consolidare le conquiste della rivoluzione e attuare le riforme sociali. Nel corso del 1954 Nasser isolò politicamente Naǧīb e nel novembre dello stesso anno quest'ultimo fu rimosso da ogni incarico e posto agli arresti domiciliari. Nasser assunse la guida del Paese come Primo ministro e capo del CCR, lasciando la carica di Presidente formalmente vacante per circa due anni.
L'era di Nasser e la crisi di Suez Sotto la leadership di Nasser l'Egitto intraprese una politica di nazionalismo arabo, non-allineamento internazionale e riforme socialiste, tra cui una radicale riforma agraria. Nel giugno 1956 fu approvata tramite referendum una nuova Costituzione che trasformò l'Egitto in uno Stato presidenziale a partito unico e Nasser fu eletto ufficialmente Presidente. Nel luglio 1956 Nasser annunciò la nazionalizzazione del Canale di Suez, scatenando l'aggressione militare di Regno Unito, Francia e Israele. Nonostante la sconfitta militare sul campo, la pressione diplomatica di Stati Uniti e Unione Sovietica costrinse britannici, francesi e israeliani al ritiro. L'evento si tradusse in una grande vittoria politica per Nasser, consacrandolo leader del mondo arabo.
La fine della Repubblica Il crescente prestigio di Nasser e la popolarità del panarabismo portarono, il 1º febbraio 1958, alla firma di un trattato di unione politica tra Egitto e Siria. Il 22 febbraio 1958, a seguito di un plebiscito, nacque ufficialmente la Repubblica Araba Unita, ponendo fine alla Repubblica d'Egitto come entità statale sovrana e separata.
Istituzioni e politica Assetto costituzionale Il 16 gennaio 1956 Nasser presentò una nuova Costituzione, approvata per plebiscito il 23 giugno. Essa introdusse un modello di socialismo arabo fortemente presidenziale: il presidente concentrava poteri amplissimi, come capo dello Stato e del governo, comandante delle forze armate, con diritto di veto sulle leggi, facoltà di sciogliere il parlamento e di nominare ministri e funzionari. Furono vietati i vecchi partiti e al loro posto nacque l’Unione Nazionale, organizzazione politica di stampo socialista. L’Egitto venne definito “Stato arabo e democratico”, con l’Islam religione di Stato. Per la prima volta le donne ottennero il diritto di voto e furono riconosciuti, almeno formalmente, ampi diritti sociali come istruzione gratuita e sanità pubblica.
Politica economica e sociale Uno dei pilastri della Repubblica fu la riforma agraria, pensata per spezzare il potere della vecchia élite fondiaria legata alla monarchia e guadagnare il consenso delle masse rurali. Dal settembre 1952, e con decreti successivi, il limite massimo di proprietà individuale fu drasticamente ridotto (prima a 200 feddan, circa 84 ettari, poi ancora di più). Le terre in eccesso vennero espropriate dallo Stato dietro indennizzo in titoli pubblici e ridistribuite in piccoli lotti (2-5 feddan) a contadini poveri e braccianti. Per evitare il crollo della produttività, i nuovi proprietari furono obbligati a iscriversi a cooperative agricole gestite da funzionari governativi, che centralizzavano l’acquisto di sementi e fertilizzanti, l’irrigazione e la vendita dei prodotti. La riforma non eliminò la povertà rurale, frenata dalla forte crescita demografica, ma distrusse l’influenza politica del latifondo e fece dello Stato il principale attore economico del Paese.
Politica estera Nasser rifiutò l’allineamento con l’Occidente, giudicando patti come quello di Baghdad del 1955 una forma di neocolonialismo. Nell’aprile 1955 l’Egitto fu tra i protagonisti della Conferenza di Bandung, da cui nacque il Movimento dei Paesi Non Allineati: Nasser ne divenne uno dei leader mondiali insieme a Jawaharlal Nehru e Josip Broz Tito . Il rifiuto occidentale di finanziare la diga di Assuan e di vendere armi senza condizioni politiche spinsero il Cairo a guardare a est. Nel settembre 1955 venne firmato un grande accordo segreto con la Cecoslovacchia, alleata dell’Unione Sovietica, per l’acquisto di armi pesanti: si ruppe così il monopolio occidentale sulle forniture militari nella regione, allarmando Washington e Londra. Dopo il successo del 1956 l’influenza britannica e francese in Egitto fu cancellata. Banche, imprese e beni dei cittadini di quei paesi furono nazionalizzati o sequestrati. L’URSS prese il posto dell’Occidente nel finanziamento e nell’assistenza tecnica per la diga di Assuan, legando a sé lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Voci correlate Rivoluzione egiziana del 1952 Ufficiali Liberi Repubblica Araba Unita Storia dell'Egitto moderno Altri progetti
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