L'irrigazione capillare è una tecnica di irrigazione che sfrutta la capillarità per trasferire l'acqua da una riserva al terreno o al substrato in cui crescono le piante. L'acqua può risalire attraverso il materiale di coltivazione oppure essere trasportata da tappeti e altri elementi assorbenti. È impiegata nella coltivazione in contenitore e nelle coperture verdi, anche nei sistemi blue-green roof dotati di accumulo d'acqua.

Funzionamento Il principio è quello osservabile quando l'estremità di un tessuto viene immersa nell'acqua: il liquido si diffonde nel materiale e può risalire sopra il livello della riserva. Nei terreni questo movimento avviene attraverso i piccoli pori tra le particelle. La distanza e la velocità della risalita dipendono dalle caratteristiche del materiale: nei terreni sabbiosi l'acqua risale per distanze più brevi rispetto ai terreni a tessitura fine.

Il trasferimento dell'acqua dipende anche dall'umidità del substrato e dalla distanza dalla riserva. Quando le radici assorbono acqua e il substrato si asciuga, si crea una differenza di potenziale idrico che può favorire il richiamo di altra acqua dal basso.

Sistemi di distribuzione Nella coltivazione in vaso si utilizzano tappeti capillari mantenuti umidi, sui quali vengono appoggiati i contenitori. Il substrato assorbe l'acqua attraverso i fori sul fondo. Il tappeto può essere alimentato da tubazioni gocciolanti, che distribuiscono l'acqua nel tessuto.

Nelle coperture verdi l'accumulo può trovarsi sotto lo strato di coltivazione ed essere collegato a questo mediante elementi capillari. L'acqua raccolta viene così resa disponibile alla vegetazione nei periodi asciutti.

L'alimentazione dal basso rientra nelle tecniche di subirrigazione. La distribuzione dell'acqua e il suo trasferimento al substrato sono però due passaggi distinti: tubazioni o serbatoi alimentano la riserva, mentre la capillarità permette all'acqua di raggiungere il materiale di coltivazione. Nei sistemi in serra possono essere presenti pompe e dispositivi di controllo, anche se l'assorbimento dal basso avviene per capillarità.

Impiego nelle coperture verdi

Nel verde pensile, le piante crescono in uno strato di coltivazione, chiamato substrato, separato dal terreno naturale dalla struttura dell’edificio. L’irrigazione capillare permette di alimentare questo strato dal basso, attraverso elementi assorbenti collegati a una riserva d’acqua.

In alcune configurazioni, l’acqua viene distribuita da un collettore, cioè una tubazione principale che alimenta le ali gocciolanti: tubi provvisti di piccoli erogatori, disposti sotto il substrato. L’acqua raggiunge gli elementi di accumulo, nei quali sono inseriti i camini capillari, elementi porosi che la assorbono e la trasferiscono per contatto allo strato filtrante capillare sovrastante e, da questo, al substrato. Le tubazioni distribuiscono quindi l’acqua nella copertura, mentre i materiali assorbenti ne consentono il passaggio verso la zona delle radici.

Nei blue-green roof predisposti per questo funzionamento, l’alimentazione capillare può utilizzare anche l’acqua piovana accumulata sotto la vegetazione. La riserva può così sostenere le piante nei periodi senza pioggia; un impianto di irrigazione può integrare l’apporto quando l’acqua disponibile non è sufficiente.

Gestione Il funzionamento richiede che la riserva e il substrato siano collegati da un percorso attraverso cui l'acqua possa muoversi. La quantità disponibile alle radici dipende dalle proprietà del materiale e dal suo stato di umidità. Un apporto eccessivo può saturare i pori e ridurre l'aria disponibile alle radici: l'alimentazione idrica deve quindi essere compatibile con il drenaggio e con le esigenze delle piante.

Nei sistemi in serra che riutilizzano soluzioni nutritive, la gestione comprende anche il controllo dei sali e del pH della soluzione.

Note

Voci correlate Capillarità Irrigazione Subirrigazione Irrigazione a goccia Tetto verde Verde pensile Giardino pensile Blue Green Roof

Categoria:Irrigazione