La Associazione Sportiva Dilettantistica Pomezia Calcio 1957, meglio nota come Pomezia Calcio o semplicemente Pomezia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Pomezia, nella città metropolitana di Roma.
Milita attualmente in Eccellenza, la quinta divisione calcistica italiana.
È nata nel 1957 dall'unione tra lAssociazione Sportiva Pomezia (nata nel 1949) e la Virtus Pomezia (nata nel 1956).
Conta una presenza tra i professionisti, nella stagione 2010-2011, e undici stagioni passate in Serie D.
Dopo la retrocessione giudiziaria nel 2011 per irregolarità nell'iscrizione precedente in Lega Pro, in estate arriva il fallimento, che porta il Pomezia a ripartire dalla Seconda Categoria. Al termine della stagione 2011-2012 viene retrocesso, e la società si scioglie definitivamente dopo 55 anni di vita.
Nell'estate del 2014 lAssociazione Sportiva Dilettantistica Sporting Real Pomezia D.A., squadra pometina fondata nel 2010 e militante in Eccellenza Laziale, annuncia il cambio di denominazione in Associazione Sportiva Dilettantistica Pomezia Calcio e riprende la tradizione sportiva dello storico Pomezia Calcio. Il 19 giugno 2022, dopo aver battuto il Livorno ai calci di rigore nella finale play-off nazionale, torna in Serie D.
Storia I primi anni
La nascita della prima squadra di calcio a Pomezia si ha con la fondazione dell'Associazione Sportiva Pomezia nel 1949 e l'iscrizione al torneo Gabetto, creato in ricordo dell'esemplare giocatore del Torino che morì nella tragedia di Superga. Con l'anno successivo e con l'iscrizione a un campionato federale, la III Divisione Romana, il Pomezia incomincia la sua storia calcistica giocando inizialmente le sue partite in quello che è conosciuto oggi come il campo dei preti, ma già nel 1950 viene inaugurato un nuovo campo di gioco, dove ora sorge il Comunale. In quegli anni il Pomezia diede vita a diverse fusioni prima con la Virtus Pomezia (che dà vita al sodalizio attuale) e successivamente con il Divino Amore, per riuscire a creare una squadra competitiva. La prima promozione risale al 1968 con il passaggio alla 2ª Divisione Laziale (equivalente dell'attuale 1ª Categoria) e qualche anno dopo in Promozione, dove la squadra si afferma nei primi anni settanta. Quello a cavallo tra gli anni sessanta e settanta è anche il periodo in cui giocano a Pomezia calciatori che verranno ricordati come alcuni tra i migliori di sempre, come il difensore Arcangelo Faeti e il centravanti Pietro Paolo Brighenti.
Le prime stagioni in D
Sono anni difficili quelli della fine degli anni settanta, l'Italia è nel pieno degli anni di piombo e il calcio a Pomezia affronta il periodo peggiore della sua storia, retrocedendo di nuovo in 1ª Categoria dopo 9 stagioni consecutive in Promozione. Negli anni ottanta però, la squadra, che già da qualche anno si chiama Virtus Pomezia, in seguito ad altre 2 fusioni, incomincia la sua ripresa tornando in Promozione nel 1980. Il Pomezia si affaccia per la prima volta in Interregionale con la storica ed entusiastica promozione del 1982, che vede i dragoni arrivare primi davanti al Tivoli Calcio e festeggiare così la prima promozione nel massimo campionato dilettantistico. Purtroppo il Pomezia retrocede subito arrivando ultima nel girone G, e torna nuovamente in Promozione. Dopo qualche anno di stagioni concluse a metà classifica, viene nuovamente promossa in D nel 1988, con alla guida mister Sparacca, grazie a un secondo posto in Promozione laziale (alle spalle della e dopo un duro testa a testa per la seconda piazza con il Ladispoli) e raggiunge quella che poi diventerà il CND restandoci ben 7 anni consecutivi. Nel primo anno riesce a salvarsi arrivando all'8º posto, mentre la stagione successiva raggiunge quello che era il miglior risultato fino ad allora, cioè un buon 5º posto raggiunto nel 1989-1990. Seguono un 10º e un 7º posto, ma nel 1992 torna Sparacca (che aveva lasciato nel 1990) e riesce a eguagliare il 5º posto di qualche anno prima. Questo è l'apice che raggiunge la società pometina, portando grande entusiasmo agli sportivi della città. In seguito a questo risultato, la compagine rossoblù non riesce a ripetersi e raggiunge un mediocre 13º posto. La stagione successiva, i rossoblù non riescono a evitare una retrocessione che sembrava scritta dall'inizio della stagione, e chiudendo al 16º posto, a 3 punti dalla salvezza, retrocedono nella da poco nata categoria dell'Eccellenza.
Il nuovo millennio e la discesa in Promozione Il Pomezia torna, dopo 7 anni consecutivi in D, in un campionato regionale, e la società tenta l'immediata risalita sfiorando la promozione sia con il 3º posto del 1995-1996, sia con il 2º posto dell'anno successivo, in cui perde la possibilità di tornare in Serie D con la sconfitta nel doppio spareggio con il Rieti, che si conclude con il risultato complessivo di 1-0 per i sabini, che ottengono un successo di misura in casa dopo aver pareggiato per 0-0 a Pomezia. Il Pomezia salì agli onori della cronaca nazionale per via dello scandalo scoppiato al termine della partita play - off per la promozione in Serie D, Rieti - Pomezia: la gara, anche se sospesa negli ultimi minuti per la quinta espulsione del Pomezia (che era così rimasto con 6 giocatori, con il punteggio a sfavore per 1 - 0), fu inserita nella colonna Totogol come se fosse finita regolarmente. Successivamente furono fatte indagini dalla magistratura per la denuncia fatta dall'arbitro di gara Marrazzo, che affermava di aver ricevuto pressioni dal presidente della LND, Elio Giulivi, affinché stilasse un secondo referto sulla partita che aveva diretto, Rieti - Pomezia, poiché l'otto nel Totogol pagava 300 milioni. Dopo oltre un anno, il capo procuratore federale, Carlo Porceddu, deferisce Elio Giulivi, l'ex commissario della CAN (D'Elia), il suo vice (Ramicone), il commissario di campo di Rieti - Pomezia (Belfiori) e un collaboratore del comitato regionale laziale. Si dimette invece il segretario della lega dilettanti, Mauro Grimaldi.
Le cose cominciano a girare per il verso sbagliato, e ad alcuni campionati di basso livello (escluso un altro buon 3º posto), farà eco la discesa in Promozione nel 2001 che allontana il Pomezia dai vertici del calcio dilettantistico.
L'era Di Mario L'Eccellenza Con il cambio di proprietà che passa a Raffaele Di Mario, noto imprenditore della zona, inizialmente affiancato dal presidente Franco Mancini, il Pomezia vince il campionato di Promozione nel 2005 dopo un duro testa a testa con Gaeta e Vis Artena. Il patron inizia a gettare le prime basi per una nuova organizzazione societaria. Nel primo anno di Eccellenza la squadra si salva dai play-out solo a poche giornate dalla fine, terminando a quota 46 punti. Nel 2006 l'arrivo del nuovo presidente Giovanni Santodonato sancisce l'inizio di una politica volta alla crescita del club. Tutti i campi da calcio della società godono di un restyling e vengono dotati di manti sintetici di ultima generazione. Viene creata una mascotte "Pommy" raffigurante un dragone, il soprannome della squadra, e lo stemma diventa la dea Pomona, stabilendo così un ritorno alla tradizione della città. Viene prodotto l'inno del Pomezia: "Ora siamo noi" e distribuito ai tifosi il giornalino del club prima di ogni partita. Tutte queste novità vengono accompagnate anche dalla creazione di sciarpe e bandiere come merchandising, nonché dal completo rinnovamento del sito internet. Gli sforzi della società ripagano sul campo, tanto che i rossoblù giocano un campionato di vertice. La squadra colleziona il 3º posto rimanendo imbattuta nel girone di ritorno, trascinata soprattutto dalle 22 reti del bomber pometino Corrado Zanchi, tornato a Pomezia in estate dopo avervi già giocato nelle giovanili e ribattezzato dai tifosi "The King". La stagione 2007-08 comincia con l'obiettivo di lottare per le prime posizioni della classifica. Gli stretti contatti tra il presidente Santodonato e vari esponenti del calcio europeo portano grandi nomi del pallone a scegliere la città di Pomezia come luogo ideale per svolgere la preparazione pre-stagionale. Nella città pontina arrivano gli azzurri della Nazionale di calcio a 5 dell'Italia e il Futbol'nyj Klub Lokomotiv Moskva, uno dei principali club di Russia. La presidenza organizza anche due amichevoli di lusso: una contro la Società Sportiva Lazio a Formello, un'altra contro l'Associazione Sportiva Roma a Pomezia davanti ad uno Stadio Comunale gremito in ogni ordine di posto. Si ha fame di vittoria e per raggiungere la serie D viene scelto l'allenatore Scarfini. Arriva solo il 6º posto, con l'allenatore esonerato a qualche giornata dalla fine per far spazio sulla panchina all'ex calciatore della Roma tricolore Odoacre Chierico (a sua volta non confermato a fine stagione). Nei primi tre anni di Eccellenza quindi, il Pomezia non riesce a trovare l'assetto giusto per la promozione, nonostante le ingenti spese del patron Di Mario per rafforzare la squadra, ma il club acquisisce prestigio e l'affluenza dei tifosi allo stadio raggiunge una media di 1.500 presenze registrate. La vittoria del campionato viene solo rimandata alla stagione successiva.
Il biennio Lanza