Biografia Figlio di Èdouard Autant, architetto, e di Louise Lara, un'attrice della Comédie-Française, studiò al Liceo Janson de Sailly, ancor oggi l'istituto di studi superiori più frequentato di Parigi ma, per lo scarso rendimento, venne inviato in un severo collegio britannico; tornato in Francia, si diplomò all'École nationale supérieure des arts décoratifs e, affascinato dal cinema, contro il volere del padre cominciò a collaborare con Marcel L'Herbier come decoratore in teatro e al cinema nel film La giustizia del mare. Nel 1924, sempre grazie a L'Herbier, realizzò il suo primo cortometraggio Fait divers filmando sua madre. Con un secondo film volle sperimentare dei procedimenti di anamorfosi (che poi verranno utilizzati nel Cinemascope), ma fu un disastro: sommerso dai debiti, partì per Hollywood, dove curò le versioni francesi di comiche di Buster Keaton e di Douglas Fairbanks Jr., e dove ebbe modo di conoscere altri artisti europei come Luis Buñuel.

Dopo due anni tornò in Francia e realizzò Ciboulette (1936), la prima di una serie di commedie e drammi originali che cominciarono a dargli un successo di pubblico. Fra questi, Fric-Frac, furto con scasso (1939) e Evasione (1943). L'occupazione nazista lo stimolò a dirigere opere in costume ma con sottintesi anti-borghesi e anti-tedeschi. Nel 1945 diresse un giovane Jacques Tati in Solo una notte, ma colse il suo più grande successo dirigendo due anni più tardi la discussa pellicola Il diavolo in corpo, virulento pamphlet antimilitarista imperniato sull'appassionata relazione fra Gérard Philipe e Micheline Presle.Guido Piovene, Esorcismi contro il diavolo, in Corriere della Sera, 5 ottobre 1947, p. 3 La censura italiana ne bloccò l'uscita nelle sale dopo la proiezione a Venezia, poi ne autorizzò la visione solo ai maggiori di 18 anni anziché 16, come avveniva di consuetudine.

Sostenuto da due validi sceneggiatori, Jean Aurenche e Pierre Bost, il regista, allora impegnato politicamente a sinistra, realizzò opere che irridevano la Chiesa, sostenevano la libertà sessuale e condannavano la repressione di ogni genere. Nel 1961 la questura di Roma proibì la proiezione del suo film Non uccidere, perché ritenuto capace di istigare all'obiezione di coscienza (all'epoca reato in Italia). Proiettato a Venezia, l'allora Presidente del Consiglio Amintore Fanfani, su esplicita richiesta del ministro francese André Malraux, intervenne sulla giuria per impedirne la premiazione con il Leone d'oro.<ref>Lorenzo Codelli, Un cineasta CONTRO, in Cinemazeronotizie, nº 2, 2019, p. 8</ref>

Uno dei film più ritrasmessi dalla televisione francese è La traversata di Parigi (1956), film che parla delle bolge del mercato nero sotto l'occupazione tedesca, al quale fece seguito dopo due anni La ragazza del peccato, altro film di grande successo in cui Jean Gabin, mito del cinema francese di tutti i tempi, si confrontava con una emergente Brigitte Bardot.

Autant-Lara ha continuato a lavorare fino agli anni '70, ma i giudizi sulla sua opera sono rimasti sepolti sotto le polemiche scaturite dalle sue opinioni controverse: pur avendo sostenuto e difeso le condizioni di lavoro degli artisti, dei tecnici e delle maestranze del cinema, più volte si è scagliato contro l'egemonia culturale statunitense, tanto da proibire al MOMA di New York di proiettare i suoi film per gli «americani che distruggono il cinema francese», ha accusato Simone Veil di vittimismo per la sua condizione di ex-deportata, ha deriso François Truffaut definendolo un jean-foutre, un buono a nulla.

Il 18 giugno 1989 fu eletto al Parlamento europeo nelle liste del Fronte Nazionale di Jean-Marie Le Pen. In quanto deputato anagraficamente più anziano, fu chiamato a presiedere la seduta inaugurale. In quell'occasione, tenne anche un lungo discorso di apertura di stampo sciovinista e in chiave fortemente critica verso gli Stati Uniti d'America, tanto che numerosi eurodeputati lasciarono per protesta l'aula.

In conseguenza di alcune sue affermazioni alla stampa, fu incriminato su iniziativa del ministro della giustizia Pierre Arpaillange per insulti razzisti, diffamazione ed incitamento all'odio razziale. In altre circostanze aveva descritto le camere a gas naziste come «una sfilza di bugie». Il successivo scandalo portò alla rassegnazione delle dimissioni da eurodeputato. Fu anche espulso dall'Académie des beaux-arts, di cui era vice presidente.

Nella sua settantennale carriera, Autant-Lara aveva conservato e archiviato una enorme quantità di documenti, che prima di morire affidò a Freddy Buache, fondatore della Cinémathèque suisse di Losanna.

Morto a 98 anni ad Antibes dopo una lunga malattia, fu sepolto a Parigi nel cimitero di Montmartre.

Vita privata Claude Autant-Lara fu sposato con Ghislaine Auboin (1912–1967) fino alla morte di lei.

Filmografia

Boul se met au verre (1929) Construire un feu (1930) Buster se marie (1931) L'Athlète incomplet (1932) Le plombier amoureux (1932) Ciboulette (1936) The Mysterious Mr. Davis (1936) L'affaire du courrier de Lyon (1937) Bufera d'amore (Le ruisseau), co-regia di Maurice Lehmann (1938) Fric-Frac, furto con scasso (1939) Le Mariage de Chiffon (1942) Lettres d'amour (1942) Evasione (Douce) (1943) Solo una notte (Sylvie et le fantôme) (1945) Il diavolo in corpo (Le Diable au corp) (1947) Occupati d'Amelia (Occupe-toi d'Amélie) (1949) Arriva Fra' Cristoforo... (L'auberge rouge) (1951) La superbia, episodio di I sette peccati capitali (1952) Una signora per bene (Le bon Dieu sans confession) (1953) Quella certa età (Le blé en herbe) (1954) L'uomo e il diavolo (Le rouge et le noir) (1954) Margherita della notte (Marguerite de la nuit) (1955) La traversata di Parigi (La Traversée de Paris) (1956) La ragazza del peccato (En cas de malheur) (1958) Il giocatore (Le Joueur) (1958) La giumenta verde (La Jument verte) (1959) Il risveglio dell'istinto (Les régates de San Francisco) (1960) Il bosco degli amanti (Le bois des amants) (1960) I celebri amori di Enrico IV (Vive Henri IV... vive l'amour!) (1961) Il conte di Montecristo (Le Comte de Monte-Cristo) (1961) Non uccidere (Tu ne tueras point) (1961) La pila della Peppa (Le magot de Josefa) (1963) L'omicida (Le meurtrier) (1963) Umorismo in nero, episodio La Bestiole (1965) Pelle di donna (Journal d'une femme en blanc) (1965) Une femme en blanc se révolte (1966) Aujourd'hui, episodio di L'amore attraverso i secoli (Le plus vieux métier du monde) (1967) Le franciscain de Bourges (1968) Les patates (1969) Gloria (1977)

Note

Bibliografia Jean-Pierre Bleys, Claude Autant-Lara'', prefazione di Bartrand Tavernier, Coedizione Actes sud/Institut Lumière, Parigi 2018. ISBN 9782330093013

Voci correlate Europarlamentari della Francia della III legislatura

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