Le licenze Creative Commons (a cui vi si può riferire anche come le Creative Commons) sono delle licenze di diritto d'autore, e si possono applicare a qualsiasi opera da esso tutelata. Una licenza Creative Commons è un contratto ed il presupposto fondamentale per poterla utilizzare è di essere titolari di tutti i diritti o di avere una esplicita autorizzazione/richiesta dal titolare dei diritti (ad esempio l'editore). L’autore, in un modo semplice e standardizzato, può utilizzare le licenze CC (Creative Common) nel momento in cui vuole concedere ad altri il diritto di usare o modificare un’opera che lui stesso (l’autore) ha creato. CC permette all'autore di scegliere le modalità di utilizzo (per esempio può permettere solo un uso non commerciale di una determinata opera) e protegge le persone che usano o diffondono un’opera di altri dalla preoccupazione di infrangere il diritto d’autore, purché siano rispettate le condizioni specificate dall'autore stesso nella licenza."What are Creative Commons licenses?". Wageningen University & Research. June 16, 2015. Archived from the original on March 15, 2018. Retrieved March 15, 2018.Shergill, Sanjeet (May 6, 2017). "The teacher's guide to Creative Commons licenses". Open Education Europa. Archived from the original on June 26, 2018. Retrieved March 15, 2018."Creative Commons licenses". University of Michigan Library. Archived from the original on November 21, 2018. Retrieved March 15, 2018."The Creative Commons licenses". UNESCO. Archived from the original on March 15, 2018. Retrieved March 15, 2018.

Vi sono diversi tipi di Creative Commons. Le licenze differiscono per numerose combinazioni che condizionano i termini per la loro distribuzione. Furono inizialmente messe in rete il 16 dicembre 2002 da Creative Commons (CC), un'organizzazione non a scopo di lucro statunitense fondata nel 2001 da Lawrence Lessig, professore di diritto all'Harvard University.

Queste licenze si ispirano al modello copyleft già diffuso negli anni precedenti in ambito informatico e possono essere applicate a tutti i tipi di opere dell'ingegno. In sostanza rappresentano una via di mezzo tra copyright completo (full-copyright) e pubblico dominio (public domain): da una parte la protezione totale realizzata dal modello all rights reserved ("tutti i diritti riservati") e dall'altra no rights reserved ("assenza totale di diritti"), basandosi dunque sul concetto some rights reserved ("alcuni diritti riservati"): in questo senso è quindi l'autore di un'opera che decide quali diritti riservarsi e quali concedere liberamente.

Le licenze Le licenze Creative Commons, giunte nel novembre 2013 alla versione 4.0.La nuova generazione di licenze Creative Commons: benvenuta Versione 4.0!: http://www.creativecommons.it/cc4, sono idealmente strutturate in due parti: la prima parte indica le libertà concesse dall'autore per la propria opera; la seconda, invece, espone le condizioni di utilizzo dell'opera stessa.

Le libertà

Le due libertà sono: Simbolo Condizione Condizione Descrizione Condividere To Share Libertà di copiare, distribuire o trasmettere l'opera. Rielaborare To Remix Libertà di riadattare l'opera.

Le condizioni di utilizzo dell'opera

Le condizioni di utilizzo dell'opera, anche dette clausole, sono quattro e a ognuna è associato un simbolo grafico allo scopo di renderne più facile il riconoscimento: Simbolo Sigla Condizione Descrizione BY AttribuzioneAttribution Permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano copie dell'opera e dei lavori derivati da questa a patto che venga indicato l'autore dell'opera, con le modalità da questi specificate. Ad esempio, potrebbe essere richiesto a chi cita un'opera di indicare oltre all'autore anche il link al sito web dell'opera o dell'autore. NC Non commercialeNon-Commercial Permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano copie dell'opera e lavori derivati da essa o sue rielaborazioni, solo per scopi non commerciali. ND Non opere derivateNo Derivative Works Permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano soltanto copie identiche (verbatim) dell'opera; non sono ammesse opere derivate o sue rielaborazioni. SA Condividi allo stesso modoShare-Alike Permette che altri distribuiscano lavori derivati dall'opera solo con una licenza identica (non maggiormente restrittiva) o compatibile con quella concessa con l'opera originale (vedi anche copyleft).

Combinazioni: le sei licenze CC Ognuna di queste quattro clausole individua una condizione particolare a cui il fruitore dell'opera deve sottostare per poterne usufruire liberamente. Combinandole si ottengono sedici possibili combinazioni, di cui undici sono licenze CC valide, mentre le altre cinque non lo sono. Di queste ultime, quattro includono sia la clausola ND (No Derivative Works) sia quella SA (Share-Alike) che sono mutuamente esclusive, mentre una non è valida perché non contiene alcuna clausola.

Delle undici combinazioni valide, le cinque che non presentano la clausola BY (Attribution) sono state ritirate perché richieste da meno del 3% degli utenti; rimangono tuttavia disponibili per la consultazione sul sito di Creative Commons.

Quindi le licenze Creative Commons in uso sono sei più la CC0 (o pubblico dominio):

Simboli Sigla Descrizione Permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall'originale, anche a scopi commerciali, a condizione che venga riconosciuta una menzione di paternità adeguata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche.   Permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall'originale, anche a scopi commerciali, a condizione che venga riconosciuta una menzione di paternità adeguata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche; e che alla nuova opera venga attribuita la stessa licenza dell'originale (quindi a ogni opera derivata verrà consentito l'uso commerciale). Questa licenza, per certi versi, può essere ricondotta alle licenze "copyleft" del software libero e open source.   Permette di distribuire l'opera originale senza alcuna modifica, anche a scopi commerciali, a condizione che venga riconosciuta una menzione di paternità adeguata e venga fornito un link alla licenza. Quindi non consente la distribuzione di opere modificate, remixate o basate sull'opera soggetta a questa licenza.   Permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall'originale, ma non a scopi commerciali, a condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità adeguata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche. Chi modifica l'opera originale non è tenuto a utilizzare le stesse licenze per le opere derivate.    Permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall'originale, ma non a scopi commerciali, a condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità adeguata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche; e che alla nuova opera venga attribuita la stessa licenza dell'originale (quindi a ogni opera derivata non verrà consentito l'uso commerciale).    Questa licenza è la più restrittiva: consente soltanto di scaricare e condividere i lavori originali a condizione che non vengano modificati né utilizzati a scopi commerciali, sempre attribuendo la paternità dell'opera all'autore. I diritti di condividere e/o modificare l'opera non sono revocabili dal licenziante finché vengono rispettati i termini della licenza.

CC0: pubblico dominio

CC0, anche detto CC Zero, annunciato nel corso del 2007 e reso disponibile al pubblico nel 2009, è uno strumento, definito anche protocollo, dotato di valore legale, per rinunciare al copyright sull'opera in tutto il mondo. Questo strumento, non è una licenza perché non riserva nessun diritto all'autore e non impone nessuna limitazione all'utilizzatore, serve a collocare il materiale nel pubblico dominio nelle giurisdizioni in cui è possibile, intendendo l'espressione "pubblico dominio" nel senso più ampio consentito dalla legge, perché vi sono alcune giurisdizioni dove il pubblico dominio non è definito, quindi per il riutilizzo di qualsiasi opera è necessaria l'esplicita autorizzazione; nelle altre giurisdizioni, dove il pubblico dominio è vietato, rinuncia al maggior numero di diritti possibile tramite una semplice licenza il più possibilmente permissiva compatibilmente con la sua natura di licenza.

A livello globale, poche giurisdizioni consentono l'attribuzione al pubblico dominio delle opere di coloro che intendono operare in favore dell'ampliamento del sapere pubblico. Spesso risulta complesso, se non impossibile, rinunciare ai propri diritti morali, in quanto automaticamente applicati dalla quasi totalità delle giurisdizioni nazionali. Rispetto al concetto di pubblico dominio, la licenza CC0 si propone di annullare le ambiguità dovute alle differenti legislazioni locali, con un'attribuzione che rappresenti su scala globale la rinuncia a qualsiasi tipo di diritto autoriale. Per tali scopi non è stata adattata a nessuna legislazione specifica.

Appare chiaro come il progetto CC Zero sia fortemente influenzato dal diritto anglosassone e ancor più da quello statunitense, in cui le possibilità di "rinunciare" ai diritti su un'opera sono decisamente maggiori – in numero e ampiezza – rispetto all'ordinamento giuridico italiano.

Nel 2011, la Free Software Foundation ha incluso CC0 nella lista delle free software licenses, ovvero nell'elenco delle licenze compatibili con la sua definizione di software libero.

Public Domain Mark

Nel 2010, Creative Commons ha annunciato che sarebbe stato introdotto il Public Domain Mark, uno strumento che permette di segnalare opportunamente le opere che già sono nel pubblico dominio. Insieme, CC0 e il Public Domain Mark (PDM) sostituiscono quello che precedentemente era noto come Public Domain Dedication and Certification, il cui approccio era basato sulla legge statunitense e che era usato per gestire insieme due casi differenti. A differenza di CC0 e delle altre licenze Creative Commons, il PDM non è uno strumento legale; non è accompagnato da un testo legale o un accordo.

CC e Opera Culturale Libera

Nel 2008 la Creative Commons rende disponibile il marchio Approved for free cultural works per due tra le sue licenze, la CC BY e la CC BY-SA, che sono compatibili con la definizione di opera culturale libera, nonché successivamente anche per quelle di Pubblico dominio, non in quanto oggetto di licenza, ma in quanto tipo di copyright anch'esso coerente con la definizione di opera culturale libera.

Tale definizione, introdotta da E. Möller, si ispira a quella di software libero, con cui condivide l’incompatibilità con le licenze contenenti le clausole non-commercial e no derivative works: come nelle licenze di software libero, infatti, l’utente può fare qualsiasi uso, commerciale e non, dell’opera distribuita con licenza di opera culturale libera ed inoltre è sempre possibile apportare modifiche.

Nel 2014 la Open Knowledge Foundation approvò le licenze Creative Commons CC BY, CC BY-SA e CC0 come conformi alla "Open Definition" e definì ulteriori tre licenze libere per dati e metadati, precedentemente non disponibili: la Open Data Commons Public Domain Dedication and Licence (PDDL), la Open Data Commons Attribution License (ODC-BY) e la Open Data Commons Open Database License (ODbL).

Attribuzione Dal 2004 tutte le licenze richiedono l'attribuzione dell'autore originale. L'attribuzione deve essere data da "il meglio della [propria] capacità di utilizzare le informazioni disponibili". In genere, questo comporta quanto segue: Includere gli avvisi di copyright (se disponibili). Se l'opera originale contiene degli avvisi di copyright inseriti dal detentore dello stesso, tali avvisi devono essere lasciati intatti o riprodotti in modo ragionevole sul mezzo su cui il lavoro è stato ripubblicato.