La Birmania trae il suo nome dall'antica voce sanscrita Baarma, poi assimilata dall'inglese in Burma. È il più grande degli Stati della regione indocinese, con una superficie di , definitivamente precisata dopo gli accordi con la Cina del 1960 che hanno posto fine a una vertenza sulle frontiere che si trascinava da circa due secoli.

In base al nuovo accordo, la Cina ha rinunciato al territorio compreso nel cosiddetto «Triangolo di Meng Mao» () che è passato sotto sovranità birmana; la Birmania, da parte sua, ha rinunciato definitivamente alla zona compresa tra Hpimaw-Gawlun-Kangfang () e al territorio abitato dalle tribù tibetane Panhung e Panlao () che sono stati annessi allo Stato cinese. La Birmania deve ancora risolvere piccole dispute di confine con l'India, che riguardano una sessantina di km² di superficie complessivamente.

La popolazione della Birmania ascende a circa 56 milioni di abitanti (55.746.253 secondo il censimento del 2014), di cui quasi due terzi birmani, ma essa è distribuita assai irregolarmente sull'intero territorio: molto densa nelle zone deltizie dell'Irrawaddy, del Sittang e del Salween - dove può raggiungere i 600 abitanti per km² - essa scende a meno di un abitante per km² nelle zone montuose del N e dell'O. La densità media per km² è di poco superiore agli 82 abitanti.

I confini della Birmania sono molto bene precisati: a N e a NE essa è divisa dalla Cina dallo spartiacque tra l'Irrawaddy e il Salween; a O è cinta dall'alta catena dell'Arakan Yoma, che la separa dall'India e, più a S, dal Bangladesh. A E e SE, la Birmania confina per breve tratto con il Laos e per un tratto molto lungo con la Thailandia da cui è divisa prima dal Salween, dal suo tributario Thaungyin e poi nel Tenasserim dal crinale della lunga catena dei Bilauktaung. La Birmania, infine, ha circa 1930 km di coste sull'Oceano Indiano; esse, però, ad eccezione dell'ampio arco del golfo di Martaban, sono scoscese e inadatte all'approdo.

Il punto più a N della Birmania, che coincide anche con il punto più settentrionale della regione indocinese vera e propria, è segnato dalla vetta del Theing-Wang Razi (Hkakabo Razi) poco oltre il 28° di latitudine N, mentre a O si trova in Birmania anche il punto più occidentale della penisola nel triangolo del Kaladan (93° longitudine E di Greenwich). A S la Birmania si spinge fino all'Istmo di Kra, che si trova a 10° di latitudine N, mentre a E, con il cuneo di Mong Yaning, sfiora i 101° di longitudine E.

Morfologia e vicende geologiche I movimenti orogenetici che sconvolsero tutta l'Asia sud-orientale durante il grandioso corrugamento alpino-himalayano hanno impresso alla Birmania una struttura fisica assai composita e varia, caratterizzata comunque da una disposizione generale meridiana di tutti i suoi elementi fisici.

La porzione più antica del suolo birmano è costituita dall'altopiano di Shan, il cui imbasamento, da riferirsi in parte al Precambriano (oltre un miliardo di anni fa), è formato da rocce cristalline, graniti e gneiss ricoperti da potenti strati calcarei mesozoici. Intorno a questo zoccolo primitivo, per effetto dell'urto delle onde tettoniche himalayane di età terziaria si è sviluppata una lunga catena montuosa, in direzione N-S, che attualmente si estende lungo tutto l'arco nord-occidentale della Birmania formando i rilievi dell'Arakan, che nella parte più settentrionale sono stati ricoperti da strati calcarei del Paleogene (Eocene). Nell'incavo tra questi due massicci montani, dove ancora sul finire del Terziario esisteva un grande golfo marino, si sono venuti progressivamente depositando enormi quantità di detriti alluvionali che hanno provocato un sollevamento del fondo marino con la relativa costituzione di un vasto bassopiano di formazione piuttosto recente, tuttora in fase d'espansione lungo il litorale e i bassi fondovalle dei principali corsi d'acqua.

Relativamente estraneo a questo comune processo geomorfologico appare invece la parte meridionale della Birmania, che comprende le alture del Tenasserim e la costa omonima. Le opinioni sulla vera origine di questa regione sono piuttosto contrastanti: chi la considera un prolungamento naturale dell'altopiano Shan, chi una formazione autonoma preesistente ai grandi movimenti orogenetici del Terziario.

Il paesaggio naturale della Birmania, quindi, si può dividere in quattro regioni principali: quella montuosa del N e NO, il grande altopiano Shan, il bacino alluvionale centrale e la regione costiera del Tenasserim.

Le montagne del Nord

Sotto il nome di «regione montuosa del Nord» è compresa tutta la zona che va dalla superba vetta nevosa del monte Theing-Wang Razi (6024 m), la più alta della Birmania e che è anche il punto più settentrionale del Paese, alla costa orientale del golfo del Bengala. Si tratta di una regione impervia, dominata da grandi massicci montuosi, specie a N, dove l'altitudine media supera i 4000 m, digradanti quindi progressivamente a mano a mano che si scende verso S.

La sezione più settentrionale di questa arcata montuosa è conosciuta con il nome di Patkai e costituisce una barriera spesso invalicabile verso la Cina e l'India. Rari e sempre pericolosi sono i valichi tra i quali il Namni sul confine con la Cina, il Diphun e il Chaukan. È questa anche la zona meno conosciuta e meno popolata di tutta la Birmania, coperta prevalentemente da fitte foreste, rotte da corsi rapidi di torrenti irruenti che con l'andare dei secoli hanno asportato enormi quantità di terriccio facendo risaltare la nuda roccia. La catena dei Patkai divide i bacini del Brahmaputra e del Chindwin, il maggior tributario dell'Irrawaddy. Più a S i Patkai si collegano con i Naga e quindi, al centro, a S del monte Sarameti (3826 m), si allargano nell'altopiano di Manipur che giunge sino all'altezza del Tropico del Cancro, dove la catena montuosa assume una direzione più decisamente meridiana e il nome di Arakan. Anche la cresta dell'Arakan costituisce una barriera naturale alle comunicazioni con l'India e rappresenta al tempo stesso, come la più irregolare fascia dei monti Patkai, un impedimento insormontabile per i monsoni del SE, determinando così, sul versante birmano, un regime di abbondanti precipitazioni che, nelle zone più elevate, avvengono spesso sotto forma di neve.

Anche la natura della flora è fortemente influenzata dall'altitudine (medie dai 2000 ai 3000 m), dalle precipitazioni (da un minimo di 1400 ad un massimo di 3500 mm l'anno) e dal clima, notevolmente rigido sui rilievi maggiori. Nella sezione mediana del plesso arakanese si distinguono per la loro selvaggia bellezza i Letha Yoma e i Chin dominati dal monte Victoria (3053 m).

Più a S dall'Arakan si dipartono, con movimenti generalmente paralleli, numerose espansioni collinari coperte da fittissima vegetazione tropicale, che scendono dolcemente verso il bacino dell'Irrawaddy. All'altezza del 20º parallelo la catena montuosa si restringe e si abbassa ulteriormente piegando in direzione SSE. Il rilievo corre, qui, lungo la costa spingendosi fino al capo Negrais dove si perde nelle acque dell'Oceano Indiano per ricomparire con i suoi tratti inconfondibili sulle creste delle isole Andamane e Nicobare e, successivamente, sulle dorsali dell'arcipelago indonesiano.

Appartiene a questa regione anche un ampio tratto di costa di quasi 1000 km, addossata alla catena Arakan Yoma, scoscesa, priva di porti naturali, rotta solo dal piccolo delta del Kaladan, sul cui estuario si trova la città di Akyab. L'aspetto solitario di questo paesaggio spicca ancor più per la presenza di alcuni grossi isolotti disabitati, disseminati tra la costa e l'arcipelago di Ramree, dove si sta sviluppando una notevole industria della pesca.

Altopiano Shan

L'altopiano Shan, costituito da uno zoccolo primitivo dell'attuale penisola indocinese, forma un vasto tavoliere con altezze che variano da un minimo di 1200 a un massimo di 2000 m, e occupa circa un quarto dell'intera superficie della Birmania. L'altopiano, attraversato da diverse catene montuose che si interrompono e si susseguono, poggia su un imbasamento rigido arcaico di rocce cristalline metamorfosate (gneiss) e di graniti ricoperti da potenti strati di calcari del Permiano e del Mesozoico notevolmente carsificati, accompagnati da espandimenti lavici e terreni sedimentari recenti. A ovest l'altopiano è delimitato dal corso medio dell'Irrawaddy, mentre a nord e a est si perde confondendosi con l'altopiano cinese dello Yunnan di cui rappresenta un prolungamento naturale.

L'intero tavoliere è inciso profondamente da una serie di corsi d'acqua, il principale dei quali è il Saluen, che con potente e ostinata azione erosiva ha solcato profondamente l'altopiano formando un lungo canyon con gole e forre orride ancora inesplorate che arrivano fino a 1200 metri di altezza.

Il paesaggio si differenzia però sensibilmente nella parte settentrionale e meridionale dell'altopiano. Il nord, chiuso da tre lati da elevate catene montuose, riceve scarsissime precipitazioni (meno di 150 mm l'anno) è prevalentemente arido e incolto, mentre a sud, dove prevalgono le famose «terre rosse» (laterite), esistono favorevoli condizioni per la vegetazione tropicale e per l'agricoltura. Purtroppo, però, l'agricoltura è basata qui essenzialmente sul rudimentale sistema del caingin, che non solo ha depauperato sensibilmente il patrimonio forestale della zona, ma che crea condizioni proibitive per l'appoderamento agricolo razionale.

L'altopiano di Shan, specialmente nella sua parte settentrionale, dove prevalgono le rocce gneissiche, possiede ricchi giacimenti di pietre preziose: rubini, zaffiri, giada, lapislazzuli; tali giacimenti cominciarono ad essere sfruttati da immigrati cinesi già nel XIV secolo e assunsero presto grande fama perché erano gli unici al mondo che potevano essere sfruttati all'aria aperta. Negli ultimi decenni, però, tali giacimenti sono andati progressivamente esaurendosi e perfino quello famoso di Mogok è oggi pressoché abbandonato perché esaurito.

La mancanza di adeguate vie di comunicazione ha sempre tenuto questa regione un po' fuori dai grandi movimenti migratori della penisola indocinese e ne ostacola tuttora un più ampio inserimento nella vita economica della Birmania. Una sola strada congiunge l'altopiano Shan alla Birmania centrale, la «strada di Shwenyaung», mentre una linea ferroviaria arriva fino a Lashio, da dove si diparte la famosa «strada della Birmania», aperta nel 1937, e riattata dagli anglo-americani durante l'ultima guerra per avere un collegamento diretto con la Cina, dopo che i giapponesi, occupata la penisola indocinese, avevano reso impossibili i collegamenti via mare. Le cime montuose più elevate dell'altopiano sono il Loi Leng, con 2.673 metri di altezza; e il Mong Ling Shan (2.641 metri)

Il bacino dell'Irrawaddy