La gazzella di montagna (Gazella gazella ), talvolta indicata più precisamente come gazzella di montagna settentrionale, è una specie di mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Bovidi e alla tribù degli Antilopini. È originaria del Levante e rappresenta una delle poche grandi specie di mammiferi endemiche di questa regione.

In passato il nome Gazella gazella veniva applicato in senso molto più ampio anche alle gazzelle della Penisola Arabica. Le moderne analisi morfometriche e molecolari hanno tuttavia dimostrato che le cosiddette gazzelle di montagna comprendono almeno due linee evolutive profondamente differenziate. La classificazione adottata dal Mammal Diversity Database limita attualmente G. gazella al clade settentrionale del Levante, mentre le popolazioni meridionali del Levante e della Penisola Arabica sono comprese in Gazella arabica.Mammal Diversity Database, 2026, Gazella gazella (MDD n. 1006150), versione 2.5, American Society of Mammalogists, consultato il 12 settembre 2026.

La specie sopravvive soprattutto in Israele, nei Territori palestinesi e sulle alture del Golan, oltre che in una popolazione geograficamente isolata nella provincia turca di Hatay, presso il confine con la Siria. È classificata come in pericolo (EN, Endangered) dalla Lista rossa IUCN.

Descrizione La gazzella di montagna è una gazzella di piccole o medie dimensioni, dalla corporatura particolarmente slanciata. Presenta arti relativamente lunghi, collo sottile e testa affusolata. La lunghezza testa-corpo è generalmente compresa tra circa 98 e 115 cm e la coda misura 8-13 cm.

Il dimorfismo sessuale è moderato ma ben evidente. I maschi adulti pesano generalmente 17-29,5 kg, con una media prossima ai 25 kg nelle popolazioni studiate, mentre le femmine pesano circa 16-25 kg e sono mediamente più piccole.

Il mantello delle parti superiori varia dal fulvo al bruno rossastro e al bruno scuro. Le parti inferiori, l'interno delle zampe e gran parte della groppa sono bianchi. Le due colorazioni sono separate sui fianchi da una sottile ma evidente fascia bruno scura. La coda è corta e nera.

Il capo presenta un caratteristico disegno facciale. Una fascia biancastra si estende dall'occhio verso il muso ed è delimitata inferiormente da una banda scura; una macchia scura è normalmente presente sopra il naso. Il colore relativamente scuro della specie la distingue dalle gazzelle maggiormente adattate agli ambienti desertici aperti.

Nelle popolazioni mediterranee il mantello mostra anche una certa variazione stagionale. Durante l'estate è corto, liscio e lucido, mentre durante l'inverno diviene più lungo, folto e resistente alle precipitazioni.

Le corna sono presenti in entrambi i sessi, ma differiscono nettamente per dimensioni e struttura. Nei maschi sono robuste, fortemente anellate e generalmente lunghe circa 22-29,5 cm; divergono leggermente alla base e tendono quindi a incurvarsi verso l'interno. Nelle femmine sono molto più sottili, generalmente lisce o poco anellate, irregolari nella forma e lunghe circa 8-15 cm.

Tassonomia La specie fu descritta da Peter Simon Pallas nel 1766 con il nome di Antilope gazella. La località tipo viene indicata come Siria e non è noto alcun esemplare tipo tuttora esistente.

Nel corso del XIX e XX secolo il concetto di Gazella gazella divenne progressivamente molto ampio e numerose popolazioni del Levante e della Penisola Arabica vennero riunite nella specie. La terza edizione di Mammal Species of the World, pubblicata nel 2005, riconosceva al suo interno diverse sottospecie distribuite dal Levante attraverso l'Arabia.

Questa interpretazione è stata profondamente modificata dagli studi genetici condotti nel XXI secolo. Le analisi del DNA mitocondriale hanno inizialmente individuato due linee monofiletiche, una settentrionale nel Levante e una meridionale estesa dalla valle dell'Arava alla Penisola Arabica. Successive analisi basate su microsatelliti nucleari hanno confermato l'esistenza di due cluster genetici distinti e non hanno rilevato flusso genico recente fra essi.

La separazione tra le due linee è stata stimata approssimativamente a un milione di anni fa. Uno studio morfometrico e genetico più ampio pubblicato nello stesso anno ha confermato la distinzione e ha fornito il quadro tassonomico sul quale si basa in larga misura la classificazione moderna.

Il Mammal Diversity Database limita pertanto Gazella gazella al clade settentrionale. Le popolazioni della Penisola Arabica e del Levante meridionale precedentemente indicate come G. g. cora, G. g. acaciae, G. g. muscatensis, G. g. farasani e altre forme affini vengono oggi comprese in Gazella arabica.

Tra i sinonimi attribuiti dal MDD a G. gazella figurano Gazella merrilli Thomas, 1904, descritta da Hizmeh, a nord di Gerusalemme, e Gazella arabica rueppelli Neumann, 1906, descritta sulla base di materiale proveniente dal Sinai.

Distribuzione Storicamente la gazzella di montagna era diffusa lungo gran parte del Levante mediterraneo, dalla Turchia meridionale attraverso Siria, Libano, Israele, Palestina e Giordania fino probabilmente alla penisola del Sinai. Durante il XX secolo l'areale subì tuttavia una drastica contrazione a causa soprattutto della caccia, della trasformazione dell'habitat e della crescente frammentazione del territorio.

Il principale nucleo contemporaneo si trova in Israele e nei Territori palestinesi. In Israele la specie è distribuita soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali, comprese la Galilea, le alture del Golan, il Monte Carmelo, la Samaria, la Giudea e diversi settori della pianura costiera. Verso sud raggiunge le regioni settentrionali del deserto di Giudea e del Negev occidentale, oltre le quali viene sostituita prevalentemente dalla gazzella dorcade (Gazella dorcas).

Una seconda popolazione importante e completamente isolata vive nell'estrema Turchia meridionale, nella provincia di Hatay, tra i distretti di Kırıkhan e Kumlu, nei pressi del confine siriano. La popolazione occupa principalmente la Hatay Mountain Gazelle Wildlife Development Area, un'area protetta di circa 13.300 ha.

La popolazione siriana che un tempo collegava almeno parzialmente quella turca con quelle meridionali sembra essere stata in gran parte eliminata dal bracconaggio, ma il suo stato attuale non è conosciuto con precisione. Piccoli nuclei o individui isolati potrebbero inoltre sopravvivere in Giordania e forse in altre parti del Levante. La presenza attuale in Libano, Siria e Sinai rimane incerta.

Habitat

A differenza delle gazzelle strettamente deserticole, Gazella gazella è prevalentemente associata ad ambienti mediterranei, semiaridi e collinari. Occupa praterie, garighe, macchia mediterranea aperta, boschi radi, pianure erbose, aree agricole tradizionali e versanti rocciosi.

In Israele è particolarmente comune nei mosaici di praterie, arbusteti e territori agricoli aperti. Evita generalmente le foreste molto dense e le zone completamente desertiche, ma mostra una notevole capacità di adattarsi a paesaggi modificati dall'uomo purché rimangano disponibili aree aperte sufficientemente estese e collegate tra loro.

La popolazione dell'Hatay occupa un mosaico di praterie, arbusteti, colline rocciose, pascoli e coltivazioni intervallate da vegetazione naturale. L'area si trova a circa 200-450 m di altitudine ed è caratterizzata da clima mediterraneo semiarido.

Uno studio del 2026 ha mostrato che nella provincia di Hatay la superficie classificata come potenzialmente idonea alla specie è diminuita da circa 1390 km² nel 1990 a 738 km² nel 2018, con una perdita netta di circa 652 km². All'interno dell'area protetta, invece, circa il 68% del territorio conserva caratteristiche considerate idonee.

Biologia

La gazzella di montagna è prevalentemente diurna. L'attività è maggiore nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, mentre durante le ore più calde gli animali riducono gli spostamenti e riposano in luoghi ombreggiati o relativamente freschi.

La struttura sociale è flessibile. Le femmine vivono generalmente in piccoli gruppi costituiti da individui imparentati e dalla loro prole, mentre i maschi adulti territoriali tendono a vivere separatamente. I maschi giovani e quelli non territoriali possono riunirsi in piccoli gruppi di scapoli.

Studi condotti in Israele hanno mostrato che i gruppi femminili possono mantenere una composizione relativamente stabile durante tutto l'anno. I rispettivi home range possono sovrapporsi, ma i diversi gruppi tendono a utilizzare le stesse zone in momenti diversi, riducendo gli incontri diretti. Le dimensioni medie dei gruppi femminili osservati sul Monte Carmelo variavano stagionalmente da circa 3,4 a 6,4 individui.

I maschi adulti occupano e difendono territori che vengono marcati mediante secrezioni ghiandolari, urine e accumuli di feci. Le cosiddette latrine territoriali hanno una funzione importante nella comunicazione olfattiva. Osservazioni pubblicate nel 2025 hanno mostrato che diversi maschi possono utilizzare gli stessi cumuli di feci, soprattutto in punti favorevoli situati lungo i confini territoriali.

Alimentazione La gazzella di montagna è un erbivoro selettivo dalla dieta mista. Consuma principalmente erbe e altre piante erbacee quando queste sono abbondanti, integrandole con foglie, germogli, fiori e frutti di alberi e arbusti durante la stagione secca.

Nelle regioni mediterranee la dieta segue fortemente la stagionalità delle precipitazioni. Durante l'inverno e la primavera, quando germinano le piante annuali, le gazzelle pascolano soprattutto vegetazione erbacea verde. Tra la tarda primavera e l'autunno, con il disseccamento delle piante annuali, aumenta invece la brucatura di arbusti.

Nella Bassa Galilea orientale Ziziphus spina-christi e altri arbusti possono costituire risorse importanti durante la lunga stagione secca, fornendo sia alimento sia riparo.

La specie beve quando l'acqua è disponibile, ma può sopportare lunghi periodi senza accesso diretto ad acque superficiali, ricavando una parte considerevole del fabbisogno idrico dalla vegetazione.

Riproduzione Il sistema riproduttivo è poliginico. I maschi territoriali tentano di monopolizzare l'accesso alle femmine che utilizzano i rispettivi territori e possono affrontarsi attraverso posture ritualizzate e combattimenti con le corna.

La riproduzione può avvenire durante gran parte dell'anno, soprattutto nelle regioni mediterranee relativamente produttive, ma presenta un marcato picco stagionale. La maggior parte delle nascite avviene in primavera, quando la vegetazione erbacea raggiunge la massima disponibilità, con un secondo picco più piccolo talvolta osservato in autunno.

La gestazione dura circa sei mesi e normalmente nasce un solo piccolo. Poco prima del parto la femmina tende a isolarsi e il neonato trascorre le prime settimane nascosto nella vegetazione, mentre la madre ritorna periodicamente per allattarlo.

Le femmine possono raggiungere la maturità sessuale molto precocemente. In condizioni favorevoli sono state documentate prime concezioni già intorno ai sei mesi, sebbene il primo parto avvenga naturalmente più tardi. I maschi raggiungono la maturità sessuale successivamente e normalmente non riescono a occupare un territorio riproduttivo finché non sono completamente sviluppati.

Conservazione

La Lista rossa IUCN classifica la gazzella di montagna come in pericolo (EN). La valutazione riflette soprattutto la forte contrazione dell'areale, la frammentazione delle popolazioni e le numerose pressioni antropiche che interessano il Levante.

Le principali minacce comprendono la perdita e frammentazione dell'habitat causate dall'espansione urbana e agricola, la costruzione di strade, ferrovie e recinzioni, il bracconaggio, gli investimenti stradali, le malattie infettive e la predazione esercitata da lupi, sciacalli dorati e cani vaganti.