Biografia Giovanni Angelo Medici nacque a Milano. Il padre, Bernardino Medici di Nosigia, apparteneva alla famiglia dei Medici milanesi che si riteneva imparentata alla lontana con i Medici di Firenze, pur senza prove effettive di discendenza comune.Nonostante il famoso cognome, la famiglia paterna non apparteneva all'alta aristocrazia, ma al patriziato milanese (i Medici di Nosigia erano già presenti nella matricola delle nobili famiglie milanesi di Ottone Visconti - Matricula nobilium familiarum Mediolani) e non aveva rapporti di parentela con i nobili Medici di Firenze: [...] non ha infatti alcun rapporto di parentela con il prestigioso casato dei Medici [...], Claudio Rendina, I Papi. Storia e segreti, 1983, p. 274. Il padre, Bernardino Medici, risiedeva in un palazzo sito in contrada Nosigia a Milano; la famiglia conduceva un tenore di vita non molto superiore a quello medio. Il padre era un esattore delle imposte e un prestatore di denaro. Anche la madre, Cecilia, apparteneva a una famiglia che non poteva dirsi ancora compiutamente nobile: suo padre infatti era un giureconsulto, appartenente a una famiglia di notai. La madre, Cecilia SerbelloniBiografia di Papa Pio IV nell'Enciclopedia dei papi Treccani, era figlia di Giovanni Gabriele, membro del Senato di Milano. Giovanni Angelo era inoltre fratello del celebre condottiero lombardo Gian Giacomo Medici, nominato in seguito marchese di Melegnano, nonché zio di San Carlo Borromeo.
Giovanni Angelo studiò filosofia e medicina all'Università di Pavia, poi frequentò i corsi di diritto in quella di Bologna, dove si laureò in utroque iure (11 maggio 1525). Divenne un quotato esperto giurista, e a 28 anni decise di entrare al servizio della Chiesa recandosi a Roma dove giunse il 26 dicembre 1527. Da lì tornò nel 1528 in Lombardia, dove fu arciprete di Mazzo di Valtellina fino al 1529, quando il lontano "parente" Clemente VII (1523-1534) lo richiamò a Roma e lo nominò protonotario apostolico (26 dicembre 1529).In realtà, data l'influenza crescente della famiglia dei Medici di Milano in Lombardia, Clemente VII, che apparteneva invece alla dinastia dei Medici di Firenze, sfruttò l'assonanza di cognome per servirsi di una figura religiosa in quel momento politicamente influente, grazie anche alle imprese del fratello Gian Giacomo.
Le sue qualità di instancabile lavoratore, e l'abilità nel gestire gli affari, lo portarono a riscuotere la profonda stima del successore di papa Clemente, ovvero papa Paolo III (1534-1549). Contemporaneamente, nel 1545 il fratello Gian Giacomo Medici sposò, con il beneplacito di Paolo III, Marzia Orsini. Con questo matrimonio la famiglia Medici diventò parente dei potenti principi Orsini, ascendendo ai piani alti dell'aristocrazia italiana. Inoltre divenne parente anche di Paolo III, la cui nonna materna era Caterina Orsini dei duchi di Gravina. Fu proprio Paolo III a creare Giovanni Angelo Medici cardinale, nel 1549. Un'altra conseguenza indiretta fu che i nobili Medici di Firenze iniziarono a chiamare “parenti” la famiglia di Giovannangelo, per evidenti motivi di prestigio, specialmente dopo l'elezione di quest'ultimo.https://uniterinsieme.altervista.org/medici-papi-e-pirati/ In quello stesso anno e sino al 1553, venne eletto vescovo della Diocesi di Ragusa di Dalmazia.
Sotto papa Giulio III (1550-1555), il Medici fu nominato prefetto della Segnatura di Grazia, legato di Romagna (1551) e governatore di Campagna e Marittima (1552). Al conclave del 1555 si schierò con la fazione anti-francese.
Sotto il pontificato di Paolo IV (1555-1559), la sua posizione s'incrinò: infatti preferì lasciare Roma (estate del 1558). Trascorse un periodo in Lombardia, poi in Toscana, dove cercò di curare la gotta che lo affliggeva.
Conclavi Durante il suo periodo di cardinalato, Giovanni Angelo de' Medici partecipò a quattro conclavi: conclave del 1549-1550, che elesse papa Giulio III conclave dell'aprile 1555, che elesse papa Marcello II conclave del maggio 1555, che elesse papa Paolo IV conclave del 1559, che elesse papa lui stesso.
Cronologia incarichi 1529: è nominato protonotario apostolico, riceve l'arcipretura di Mazzo, presso Tirano (Valtellina); 1534: è governatore di Ascoli; 1535: è governatore di Città di Castello; 1536-1541: è governatore di Parma; 1539: è governatore di Fano; 1542-43: è commissario delle truppe pontificie inviate in Ungheria e Polonia contro Turchi e luterani; Novembre 1542: è nominato commendatario perpetuo del priorato di San Gemolo di Ganna; 1543: è incaricato di una missione diplomatica presso il Duca di Ferrara. Si reca a Busseto, per risolvere una disputa di confine; 1544: è governatore di Ancona; 14 dicembre 1545 – 1553: è arcivescovo di Ragusa di Dalmazia (viene ordinato vescovo il 25 aprile 1546); 1546: è legato pontificio in Germania, dove collabora con l'imperatore Carlo V d'Asburgo nella sua guerra contro la Lega di Smalcalda; 1547: è legato a Bologna; 1548: è vicelegato a Perugia; 8 aprile 1549 – 1º settembre 1550 e 11 dicembre 1552 – 1553: è cardinale presbitero di Santa Pudenziana; 21 luglio 1550: è prefetto della Segnatura di Grazia; 1º settembre 1550 – 23 marzo 1552: è cardinal presbitero di Sant'Anastasia; 27 marzo 1550 - 1554: è ministro commendatario dell'Ospedale Maggiore di Vercelli; 22 maggio 1551: è legato di Romagna; 1552: è governatore di Campagna e Marittima; 1º marzo 1553 – 25 giugno 1556; è vescovo di Cassano all'Jonio; 11 dicembre 1553 – 20 settembre 1557: è cardinal presbitero di Santo Stefano al Monte Celio; 25 giugno 1556 - 7 maggio 1557: è vescovo di Foligno; 20 settembre 1557 – 25 dicembre 1559: è cardinal presbitero di Santa Prisca; (1557-58): è nominato abate commendatario di San Silano di Romagnano e priore commendatario di Santa Maria in Calvenzano, presso Marignano, nel Milanese; 25 dicembre 1559: viene eletto Papa.
Il conclave del 1559
Giovanni Angelo Medici fu eletto papa il 26 dicembre 1559. Il 6 gennaio 1560, giorno dell'Epifania, fu incoronato nella Cappella Paolina dal Decano del collegio cardinalizio, Alessandro Farnese. Pio IV fu il quarto cardinale, tra quelli creati da Paolo III (1534-1549) a diventare papa.
Il conclave si aprì il 5 settembre e si chiuse il 26 dicembre, per una durata di 112 giorni: fu il più lungo dopo oltre due secoli. Per trovarne uno più duraturo bisogna ritornare agli anni 1314-1316 (elezione di papa Giovanni XXII).
Il pontificato Il Concilio di Trento Il 29 novembre 1560 Pio IV pubblicò la bolla Ad ecclesiae regimen con la quale riaprì i lavori del Concilio ecumenico, convocando i padri conciliari a Trento per il 18 gennaio 1562. La ripresa del concilio richiese lunghe trattative tra Roma e le maggiori potenze cattoliche (Spagna, Impero e Francia). Le tre potenze erano divise: da una parte, l'imperatore Ferdinando I d'Asburgo e la regina consorte di Francia Caterina de' Medici, avrebbero voluto l'indizione di un nuovo Concilio in una città diversa da Trento. Al contrario, il re di Spagna Filippo II desiderava fosse esplicitamente affermata nella bolla la continuità con le precedenti assemblee. La bolla annunciò la convocazione del concilio, senza però affermare esplicitamente la continuità con le sessioni precedenti.
Prima che fossero ripresi i lavori, Pio IV ordinò la revisione del processo al cardinal Giovanni Gerolamo Morone (imprigionato da Paolo IV con l'accusa di eresia), che si concluse con la sua piena assoluzione. Completamente riabilitato il cardinale, Pio IV lo inviò a Trento per dirigere le ultime sessioni del Concilio in qualità di legato papale (1563).
Pio IV chiuse infine il Concilio di Trento il 4 dicembre 1563. I decreti del Concilio vennero confermati dal pontefice nel Concistoro del 26 gennaio 1564 e pubblicati il 30 giugno seguente (bolla Benedictus Deus). Con la costituzione apostolica Alias Nos del 2 agosto il pontefice nominò un collegio di otto cardinali incaricati di rivedere e valutare i decreti: la Congregazione del concilio. In precedenza, il 24 marzo aveva approvato il nuovo Indice dei libri proibiti (bolla Dominici gregis custodiae). Il 13 novembre 1564 il pontefice approvò, con la bolla Iniunctum nobis, il "Credo Tridentino" (Professio fidei Tridentinae), affermando con questo atto la suprema autorità papale all'interno della comunità ecclesiale. Infine, il 24 febbraio 1565 fece pubblicare la bolla In principis apostolorum sede, con la quale vennero espressamente revocati tutti i privilegi, esenzioni e immunità per qualunque titolo accordati, che fossero in contrasto con le norme del ConcilioPaolo Prodi, Il sovrano pontefice, il Mulino, Bologna 1982, p. 262..
La Professio rimarrà immutata fino al 1877.
Lotta alle eresie e difesa del cristianesimo In Francia il pericolo di un scisma degli ugonotti era incombente. Per sventarlo, Pio IV sostenne la lotta del re di Francia contro di essi, fornendo truppe e denaro. Il pontefice fece le sue rimostranze alla regina d'Inghilterra Elisabetta I per le discriminazioni operate nei confronti dei cattolici inglesi. A Maria Stuarda, cattolica regina di Scozia, donò la rosa d'oro.
Ricevette la rosa d'oro anche Anna di Boemia, moglie di Ferdinando I d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero.
Per difendere i cristiani dell'Africa del Nord, organizzò una spedizione militare a GerbaAlfonso de Ulloa, La historia dell'impresa di Tripoli di Barbaria: fatta per ordine del Serenissimo re cattolico l'anno 1560 con le cose avenute a christiani nell'isola delle zerbe, in Venezia, Appresso Francesco Rampazetto, 1566, accessibile su google libri.
Relazioni con le istituzioni della Chiesa Per regolamentare l'Inquisizione Pio IV pubblicò quattro costituzioni apostoliche: Pastoralis Officii (14 ottobre 1562), Cum inter crimina del 27 dicembre 1562, Romanus Pontifex (16 febbraio 1564)Secondo altre fonti, fu pubblicata il 10 marzo 1561. e Cum per nos del 1564; Il 10 marzo 1561 pubblicò la bolla Sacrosanta Romana Ecclesia con la quale riconobbe il miracolo eucaristico di Morrovalle, avvenuto nell'omonima cittadina marchigiana nell'aprile 1560; Il 1º ottobre 1561 approvò la fondazione dell'Ordine di Santo Stefano papa e martire creato da Cosimo de' Medici, duca di Firenze e di Siena (breve Eximiae devotionis). Il successivo 1º febbraio 1562 ne approvò lo Statuto, consacrandolo sotto la regola benedettina (bolla His, quae pro Religionis propagatione); 1º marzo 1564: impose ai vescovi la presenza effettiva nelle loro diocesi. Il pontefice vietò la rielezione delle stesse persone al provincialato, salva causa urgente (costituzione apostolica Sedis Apostolicae, 14 settembre 1565);
Decisioni in materia teologica Nel 1562 il Tribunale dell'Inquisizione condannò il francese Odet de Coligny de Châtillon, creato cardinale da papa Clemente VII (1523-1534), che nel 1560 si era convertito alla Riforma protestante. Il 31 marzo 1563 Pio IV confermò la condanna per eresia con la scomunica.
Il 24 marzo 1564 pubblicò la bolla Dominici Gregis Custodiae con la quale riaffermò il divieto di evocazione dei defunti, già affermato dal Concilio di Firenze nel 1439, dichiarandola una pratica magica.
Decisioni in materia liturgica Pio IV abolì la riforma disciplinare dei conventi e dei monasteri del suo predecessore Paolo IV (1555).
Relazioni con gli ebrei Il 27 febbraio 1562 Pio IV pubblicò la bolla Dudum felicis con la quale confermò i duri provvedimenti del suo predecessore Paolo IV nei confronti degli ebrei. Egli però aumentò le dimensioni del ghetto romano e s'impegnò ad aprire dei negozi poco fuori le mura del serraglio, per favorire gli ebrei. Successivamente però desistette da questo proposito su consiglio dell'imperatore Ferdinando I d'Asburgo. Pio IV concesse agli ebrei di realizzare copie stampate del Talmud, anche se il nome dello stampatore che appariva sul frontespizio doveva essere cristiano.
Altri documenti del pontificato
Dopo la chiusura del Concilio, Pio IV emanò altri provvedimenti: