Biografia Nacque a Gravina in Puglia il 23 dicembre 1913 da Arcangelo Incannamorte e Maria Luigia Saulle come sesto di sette figli. Trascorse l'infanzia nella città natale dove frequentò gli studi fino al regio istituto tecnico, trasferendosi poi a Bari dove si diplomò presso un liceo scientifico.

Quando dovette prestare il servizio militare di leva concorse come allievo ufficiale e fu assegnato all'Arma di artiglieria come sottotenente di complemento; al termine del periodo di ferma obbligatorio poté accedere all'Accademia Reale di Torino, dove seguì gli studi strategici, e ne uscì sottotenente, proseguendo gli studi presso la Scuola di applicazione di artiglieria e genio.

Promosso tenente alla vigilia della seconda guerra mondiale, fu assegnato al 1º Gruppo obici da 100/17 del 17º Reggimento artiglieria "Sforzesca", trovandosi nel 1940 sul fronte alpino occidentale. Fu trasferito poco dopo al 4º Gruppo obici da 75/48 del 5º Reggimento artiglieria contraerei mentre nel 1941 è a Castellammare di Stabia presso il 2º Gruppo obici da 75/46, venendo quindi inviato nella Campagna italiana di Russia. Nonostante le dure condizioni del fronte russo, riesce a contraddistinguersi tanto da venir promosso capitano nel 1942; un comunicato ufficiale del 15 gennaio 1943 descrive le sue gesta a Millerovo: "Comandante di batteria in località assediata, durante 21 giorni di aspri combattimenti, sempre presente ove più grave era la minaccia, contribuiva a stroncare reiterati numerosi attacchi avversari. Precedentemente, in difficile ripiegamento, era riuscito a trarre in salvo tutto il materiale e il personale della batteria".

Tornato in Italia a Gravina con una licenza premio, fu poi assegnato nel 1942 a Roma, divenendo artigliere del 600º Gruppo semoventi 105/25 della 135ª Divisione cavalleria corazzata "Ariete", facente parte del Corpo d'Armata Motocorazzato (CAM) e dislocato a difesa della Capitale. Dopo l'armistizio di Cassibile rimase fedele al Regno e si distinse, al comando di un semovente Ansaldo 105/25 M.43 Bassotto, nella difesa del trasmettitore di Prato Smeraldo dell'EIAR il 9 settembre 1943. Il giorno successivo tuttavia fu colpito a morte da una raffica di mitragliatrice mentre era intenzionato ad eliminare un pezzo anticarro sulla via Laurentina. Esalò il suo ultimo respiro all'Ospedale militare del CelioAssociazione fra i Romani (a cura di), Albo d'oro dei caduti nella difesa di Roma del settembre 1943, Roma, 1968, pagg. 52-53. Per le sue azioni è stato insignito della Medaglia d'oro al valor militare.

Sepolto inizialmente al cimitero monumentale del Verano, la sua salma è stata poi traslata nel 1944 presso il cimitero comunale di Gravina.

Gli è stata dedicata la caserma di Sabaudia, quartier generale del 17º Reggimento artiglieria contraerei "Sforzesca", dove nel 1949 è stata inoltre posta una lapide marmorea a sua memoria; il suo nome è presente anche in una lapide sulla Strada degli artiglieri di Rovereto oltre che nel monumento ai Caduti della Montagnola. Nella città natale di Gravina in Puglia gli è stata intitolata una strada e una scuola secondaria di primo grado, seppure entrambe erroneamente denominate "Ingannamorte". Nel 1973 il comune di Roma gli ha dedicato una strada in zona Casalotti.

Onorificenze

Note

Voci correlate 135ª Divisione corazzata "Ariete II" Mancata difesa di Roma Caduti della Montagnola

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