Alla sua morte l'Impero russo aveva raggiunto lo zenith storico della sua espansione, pari a chilometri quadrati. Egli fu anche re di Polonia e granduca di Finlandia.

Biografia I primi anni e l'ascesa al trono Figlio di Paolo I e di Sofia Dorotea di Württemberg, fratello minore di Alessandro I, sposò Carlotta di Prussia (che dopo essersi convertita alla religione ortodossa prese il nome di Aleksandra Fёdorovna). Egli non venne allevato per divenire zar, dal momento che aveva due fratelli maggiori. Nel dicembre del 1825, però, tutto cambiò in seguito alla scomparsa di Alessandro (morto senza lasciare figli) e alla rinuncia alla corona da parte del fratello Costantino. Una volta salito sul trono dovette affrontare la rivolta dei decabristi, principalmente ufficiali della guardia imperiale che non intendevano riconoscere il nuovo zar e chiedevano una svolta in senso liberale.

Il regno Politica interna Questa esperienza generò in Nicola una profonda avversione per tutto ciò che era costituzionale e liberale. Uomo di cultura modesta e rigida moralità, era stato educato in ambienti militari e non aveva ricevuto alcuna preparazione alla vita politica e ai problemi connessi con la gestione dello Stato. Convinto che l'unica linea politica da seguire fosse quella del rafforzamento del suo potere personale, si comportò di conseguenza. Autoritario e privo della mentalità eclettica del fratello Alessandro I, passò alla storia come "il gendarme d'Europa".

In politica interna, dopo la rivolta dei decabristi, le sue convinzioni lo indussero a continuare nel mantenimento di un vero e proprio corpo di polizia segreta. Fondò quindi la "Terza sezione", che aveva il compito di controllare la vita e l'operato dei sudditi. Questa fu però una sorta di inquisizione e non una "guardia personale": essa interveniva sulle manifestazioni di pensiero, soprattutto di tendenza occidentalizzante, perseguitava e ostacolava, tra gli altri, personaggi come Dostoevskij, Gogol', Puškin e Turgenev. In una Russia che versava, all'epoca, in condizioni sostanzialmente buone, questo stato di cose produsse un fortissimo disagio, soprattutto presso le classi più elevate, che erano ovviamente le più controllate. Egli abolì molte aree di autonomia locale. La storica indipendenza della Bessarabia venne rimossa nel 1828 e quella della Polonia nel 1830.

La prima ferrovia di Russia venne inaugurata nel 1838 sotto il regno di Nicola I ed era costituita da 16 chilometri tra San Pietroburgo e Carskoe Selo. La seconda inaugurata fu la Mosca-San Pietroburgo, costruita tra il 1842 e il 1851. Già al 1855 vennero costruiti 570 chilometri di ferrovie in tutta la Russia.Henry Reichman, Railwaymen and revolution: Russia, 1905 page 16

Nel 1833 il ministro dell'educazione, Sergej Uvarov, inaugurò un programma di "Ortodossia, Autocrazia e Nazionalismo" come principi guida del regime. La popolazione doveva dimostrare lealtà nei confronti dell'autorità illimitata dello zar, nei confronti della Chiesa ortodossa russa e, in modo vago, anche per la nazione russa. Questi principi romantici e conservatori, delineati da Uvarov vennero abbracciati anche da Vasilij Žukovskij, uno dei tutori del granduca Alessandro.W. Bruce Lincoln, The Romanovs, p. 428. Il risultato di questi principi conservatori, portò alla repressione generale di tutte le religioni e dei nazionalismi non russi.W. Bruce Lincoln, The Romanovs, p. 490. Ad esempio, il governo diede ordine di sopprimere le chiese greco-cattoliche in Ucraina e Bielorussia nel 1839.

Nicola era completamente avverso alla servitù della gleba e aveva intenzione di abolirla in Russia, ma non attuò questo progetto per ragioni pratiche di Stato. Egli infatti temeva i proprietari terrieri e credeva che questi si sarebbero rivoltati contro di lui se avesse avanzato un'idea del genere. Egli fece comunque degli sforzi per incrementare lo status dei contadini (servi governativi) con l'aiuto del ministro Pavel Kiselëv. Durante gran parte del suo regno egli tentò di incrementare il controllo sui proprietari terrieri ed altri gruppi influenti in Russia. Nel 1831 Nicola decise di restringere i voti all'Assemblea dei Nobili solo a quanti disponessero più di 100 servi, lasciando un totale di 21.916 votanti.Richard Pipes, Russia under the old regime, p. 179. Nel 1841, i nobili senza terra vennero banditi dalla vendita di servi separati dalla terra.Geroid Tanquary Robinson, Rural Russia under the old régime: a history of the landlord-peasant world, page 37 Nel 1845 venne previsto che nella tavola dei ranghi della Russia imperiale bisognasse avere almeno il 5º livello per accedere alla nobiltà, mentre prima questo livello era più blando all'8º posto.Geoffrey Hosking, Russia: People and Empire, p. 155.

Il 23 ottobre 1845 lo zar giunse nel porto di Palermo con e la moglie per un soggiorno prolungato in città. La ragione risiedeva nella salute malferma della zarina che necessitava di una località più calda. Lo zar rimase a Palermo per quaranta giorni, mentre la zarina si trattenne per tutto l’inverno.

Politica estera

Nella politica estera, Nicola I agì come protettore del legittimismo contro le rivoluzioni. È stato spesso notato come questa politica fosse collegata strettamente al sistema controrivoluzionario di Metternich, derivatogli in gran parte dall'ambasciatore austriaco a San Pietroburgo, il conte Karl Ludwig von Ficquelmont, che era noto per esercitare un'influenza notevole sullo zar di cui era molto amico. La sua offerta di aiutare l'Austria a sopprimere le varie rivoluzioni nel continente europeo, tentando di indurre Nicola a seguire lo schema già dettato da suo fratello Alessandro I, lo portò a guadagnarsi l'appellativo di gendarme d'Europa. Nel 1825 Nicola I venne incoronato zar e iniziò a limitare le libertà della monarchia costituzionale nel Regno del Congresso. In cambio, dopo la rivolta di novembre, nel 1831, il parlamento polacco depose Nicola da re di Polonia per rispondere alle continue violazioni della costituzione locale: lo zar reagì a questa azione inviando delle truppe russe in Polonia e riuscì a reprimere la ribellione, abrogando la costituzione polacca e riducendo la Polonia allo status di provincia russa col nome di Privislinsky Krai, imbarcandosi in una politica repressiva anche nei confronti dei cattolici.An introduction to Russian history Negli anni quaranta dell'Ottocento, Nicola I ridusse 64.000 nobili polacchi allo status di comuni cittadini.Richard Pipes, Russia under the old regime, page 181 By Robert Auty, Dimitri Obolensky. p 180. Companion to Russian Studies: Volume 1: An Introduction to Russian History - Google Libri

Nel 1848, quando la famosa serie di rivoluzioni sconvolse l'Europa, Nicola fu sul fronte della repressione. Nel 1849 egli intervenne in aiuto degli Asburgo per sopprimere la rivolta ungherese, così come in Prussia, dove la popolazione stava costringendo il re ad adottare una costituzione liberale. Mentre Nicola era impegnato a mantenere lo status quo dell'Europa, egli adottò una politica aggressiva nei confronti dell'Impero ottomano. Nicola I era convinto infatti che il crollo del secolare e decrepito impero turco avrebbe potuto portare grandi vantaggi alla Russia sotto l'aspetto dell'espansione territoriale, in particolare nell'area dei Balcani.

A questo scopo la Russia combatté una guerra di gran successo contro gli ottomani tra il 1828 e il 1829. Nel 1833 la Russia negoziò il trattato di Unkiar-Skelessi con l'Impero ottomano. La maggioranza delle nazioni europee erano però convinte che questo trattato contenesse una clausola segreta che consentisse alla Russia di far navigare navi da guerra russe liberamente attraverso gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Con la convenzione di Londra sugli Stretti del 1841, le potenze dell'Europa affermarono pubblicamente il controllo ottomano sugli stretti e impedirono ad ogni altra potenza, tra cui alla Russia, di inviare navi da guerra lungo gli stretti. Basandosi sul ruolo che aveva avuto nella soppressione delle rivoluzioni del 1848 e credendo nel supporto diplomatico inglese, Nicola mosse guerra agli ottomani, che a loro volta dichiararono guerra alla Russia l'8 ottobre 1853. Il 30 novembre di quello stesso anno l'ammiraglio russo Nakhimov riuscì a rinchiudere la flotta turca nel porto di Sinope e la distrusse.Edward Crankshaw, The Shadow of the Winter Palace, p. 133.

Nel 1854, temendo i risultati della sconfitta della Turchia da parte della Russia, Inghilterra, Francia e Regno di Sardegna, si allearono con l'Impero ottomano per il conflitto che divenne noto come guerra di Crimea. Nell'aprile del 1854, l'Austria siglò un patto difensivo con la Prussia.Edward Crankshaw, The Shadow of the Winter Palace, pp. 135–136 Con questi pochi passi, la Russia si ritrovò in guerra con l'intera Europa alleata contro di lei.Edvard Radzinsky, Alexander II: The Last Great Tsar, p. 94.

L'Austria offrì agli ottomani il supporto diplomatico necessario e la Prussia scelse di rimanere neutrale, lasciando la Russia senza alleati sul continente. Gli alleati europei sbarcarono in Crimea e mossero assedio alle fortificazioni russe a Sebastopoli. I russi persero la battaglia dell'Alma nel settembre del 1854.W. Bruce Lincoln, The Romanovs, p. 425. A questa sconfitta fecero seguito altre sconfitte nelle battaglie di Balaklava e Inkerman. Dopo l'assedio di Sebastopoli, la base della difesa dell'Impero russo crollò, esponendo la Russia al grave pericolo di venire invasa partendo dal proprio territorio.

Riforme culturali L'enfasi del nazionalismo russo contribuì al dibattito circa lo spazio che la Russia doveva ricoprire nel mondo, oltre al rimando alla sua storia e a una riflessione sul futuro dello Stato. Un gruppo culturale creatosi all'epoca di Nicola I, gli occidentalisti, credevano che la Russia fosse rimasta indietro coi tempi e a uno stadio ancora primitivo e che potesse fare molto di più per la sua europeizzazione. Un altro gruppo, gli slavofili, favorirono di molto la cultura e i costumi degli slavi, prendendo le distanze dai costumi occidentali.

Gli slavofili vedevano la filosofia slava come una risorsa per la Russia che non si sentiva adatta a europeizzarsi col razionalismo e il materialismo della società occidentale.

Malgrado questo periodo repressivo, la Russia provò l'esperienza di un periodo fiorente nella letteratura e nelle arti. Attraverso le opere di Gogol', Puškin, Turgenev e molti altri, la letteratura russa ebbe l'atteso riconoscimento e la statura internazionale. Il balletto prese piede in Russia e venne importato anche in Francia, assieme alle composizioni di musica classica di Michail Glinka (1804–1857).

La morte Nicola morì il 2 marzo 1855, nel bel mezzo della guerra di Crimea. Dopo aver preso un semplice raffreddore, si rifiutò di ritirarsi per essere curato e riprendersi e morì di polmonite. Alla sua morte, suo figlio Alessandro divenne zar col nome di Alessandro II e il 15 gennaio 1856 fu lui in qualità di nuovo sovrano a porre fine alle ostilità.

Eredità