I Pixar Animation Studios, noti semplicemente come Pixar, sono una casa di produzione cinematografica statunitense specializzata in animazione digitale (CGI), con sede a Emeryville, in California.
Fondata originariamente nel 1979 come Computer Graphics Project (una divisione della Lucasfilm di George Lucas), l'azienda è stata rinominata "Pixar" nel 1986 dopo l'acquisizione da parte di Steve Jobs, per poi essere rilevata dalla The Walt Disney Company nel 2006.
La Pixar è universalmente riconosciuta per aver rivoluzionato l'industria cinematografica globale: nel 1995 ha realizzato Toy Story - Il mondo dei giocattoli, il primo lungometraggio interamente sviluppato in computer grafica della storia del cinema. Per lo sviluppo tecnico delle sue opere, lo studio ha creato e brevettato importanti innovazioni tecnologiche, tra cui RenderMan, un software di rendering standard del settore per la generazione di immagini tridimensionali ad alta qualità.
Nel corso della sua storia, lo studio ha prodotto numerosi successi commerciali e di critica, tra cui Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili, Ratatouille, WALL-E, Up, Inside Out e Coco. Inoltre è specializzato anche nella realizzazione di cortometraggi e speciali televisivi animati di successo.
Al 2026, i film Pixar hanno incassato complessivamente oltre 15 miliardi di dollari al botteghino mondiale e lo studio ha collezionato decine di prestigiosi riconoscimenti, tra cui 23 Premi Oscar, 11 Golden Globe e 11 Grammy Award.
Storia Origini e primi anni di attività La compagnia nacque nel 1979 inizialmente come una divisione della Lucasfilm di George Lucas. Nel 1982 la divisione creò la prima sequenza realizzata interamente al computer per il film Star Trek II - L'ira di Khan, durante la quale un pianeta interamente deserto viene riempito di vegetazione. Fu acquisita da Steve Jobs (cofondatore della Apple Computer) per dieci milioni di dollari nel 1986. Jobs la rese indipendente e la rinominò Pixar Animation Studios. In quel periodo la società si occupava di grafica al computer dal punto di vista software e hardware e il suo principale prodotto era una workstation grafica sviluppata per gestire ed elaborare immagini di grandi dimensioni. I progetti hardware della società non ebbero molto successo mentre i cortometraggi e lo sviluppo di software per la computer grafica si dimostrarono una strada più produttiva. Nel 1986 Jobs fondò la nuova compagnia indipendente con Edwin Catmull, che rimane membro del team esecutivo. La divisione della Lucasfilm contattò un ex animatore della Disney, John Lasseter, regista e animatore due volte vincitore dell'Oscar, proponendogli di realizzare un'animazione in computer grafica. Lasseter aveva già acquisito esperienza con quella tecnica alla Disney, pur non essendo un esperto di computer né di informatica, e il suo obiettivo a lungo termine era la realizzazione di un lungometraggio animato interamente in CGI. Lasseter supervisiona tutti i progetti dello studio come vicepresidente esecutivo del Creative Department. Altri membri degni di nota del team esecutivo sono Sarah McArthur (vicecapitano esecutivo della produzione), Simon Bax (vicepresidente esecutivo e tesoriere) e Lois Scali (vicepresidente esecutivo e consigliere generale).
I primi film Nel 1984 nacque Le avventure di André & Wally B. Oltre ad essere il primo cortometraggio in CGI ad avere una trama e dei personaggi, The Adventures of André and Wally B. introduceva anche delle importanti innovazioni tecniche. Comparivano infatti per la prima volta il sistema a particelle (che consentiva di animare migliaia di piccoli oggetti contemporaneamente, qui fu utilizzato per le foglie) e il motion blur, ossia l'effetto mosso che faceva sì che gli oggetti che si muovevano velocemente si sfocassero seguendo la direzione del movimento. In più, John Lasseter, nel realizzare i personaggi si trovò di fronte a un grosso problema: si potevano utilizzare soltanto semplici forme geometriche (come cilindri o sfere), che non gli consentivano di dare al corpo dei personaggi la flessibilità e morbidezza che avrebbe dato loro la maggior parte dell'espressività. Sottopose il problema ai tecnici della Pixar, che in risposta introdussero una primitiva geometrica chiamata teardrop (forma a goccia) e una chiamata bound. Queste nuove forme, unite alle possibilità dello squash and stretch, tecnica di deformazione delle forme tipica dell'animazione classica, mostrarono a tutti le grandi potenzialità dell'animazione al computer.
Presentato al SIGGRAPH del 1984, il corto ebbe un grandissimo successo. In seguito alla fama ottenuta, la computer division della Lucasfilm fu acquistata da Steve Jobs, diventando la Pixar.
Tuttavia non si trattava ancora di uno studio di animazione, in quanto lo scopo principale dell'azienda era vendere hardware, e i cortometraggi animati avevano lo scopo di pubblicizzare i computer mostrando le prestazioni che potevano raggiungere, oltre che essere un mezzo per lo sviluppo di nuovi software.
Nel 1985 lo studio si occupò di animare il cavaliere di vetro del film Piramide di paura.
Nel 1986, ispirandosi alla lampada appoggiata sulla sua scrivania (una struttura piuttosto semplice), Lasseter creò il personaggio di Luxo. Ne modificò poi le proporzioni, per creare una lampada "bambina", Luxo Junior, che sarà il protagonista del cortometraggio omonimo, oltre a diventare successivamente il logo della Pixar. In Luxo Junior le due lampade, genitore e figlio, sono animate in una scena di vita quotidiana. Dal punto di vista tecnico è notevole l'algoritmo usato per le ombreggiature, con le lampade che sono esse stesse la fonte della luce che le illumina. I dettagli tecnici passarono però in secondo piano al SIGGRAPH di fronte all'umanità impressa nelle lampade dall'animatore.
È dell'anno successivo Il sogno di Red, in cui i tecnici della Pixar si impegnano nella realizzazione di una scena di pioggia e della prima figura "antropomorfa" realizzata in CGI (un clown). Dal punto di vista dell'animazione, Lasseter inserisce un notevole pathos, realizzando un finale triste.
Ma quello che forse è il più importante cortometraggio realizzato dalla Pixar è Tin Toy del 1988, che fu il primo cortometraggio in CGI a vincere il premio Oscar. In questo cortometraggio compare per la prima volta una figura umana, un bambino, che terrorizza i giocattoli, che sono dotati di una volontà propria e scappano a nascondersi. Il cortometraggio è molto importante anche perché contiene in embrione l'idea da cui nascerà Toy Story - Il mondo dei giocattoli.
In questo periodo Steve Jobs effettua una riorganizzazione dell'azienda, eliminando la parte hardware e concentrandosi totalmente sull'animazione. Nascono ufficialmente i Pixar Animation Studios.
L'ultimo cortometraggio realizzato da Lasseter come regista è Knick Knack del 1989. Realizzato con forme semplici e geometriche e senza figure umane, contiene diverse innovazioni tecniche, soprattutto nel fluttuare della neve all'interno della sfera.
Nell'ambito del suo obiettivo di realizzare un lungometraggio animato in CGI il gruppo della Pixar incominciò a dedicarsi alla televisione, realizzando pubblicità e altre sequenze. L'obiettivo intermedio era quello di realizzare uno speciale per la TV di mezz'ora.
Dagli anni '90 al 2017
Lasseter e il gruppo della Pixar abbandonarono quindi momentaneamente i cortometraggi per dedicarsi alla realizzazione di Toy Story del 1995, ricordato per essere stato il primo lungometraggio animato interamente digitale. Dalla pellicola, che ottenne tre Oscar, prenderanno le mosse molti altri film dello studio di animazione. Il film, diretto da Lasseter, registrò un incasso di 361 milioni di dollari a fronte dei 30 milioni di dollari di budget (e per la prima volta un film d'animazione ricevette una candidatura all'Oscar nella categoria miglior sceneggiatura originale).
Sin dal primo lungometraggio, quasi tutti i lungometraggi della Pixar sono prodotti in collaborazione con la Walt Disney Pictures. Le compagnie, come parte dell'accordo per la realizzazione di Toy Story avevano siglato un contratto da 10 anni e 5 film, nei quali si dividevano i costi di produzione ed i profitti, con la Disney che riceveva il 12,5% del reddito ed i diritti del film (compresi quelli per il merchandising). In questo periodo, la Pixar decise di interrompere la produzione delle pubblicità per "focalizzarsi sui lungometraggi e l'intrattenimento interattivo".
I primi sei lungometraggi della Pixar incassarono più di 2,5 miliardi di dollari, rendendola, film dopo film, la casa di produzione con il maggior successo di tutti i tempi. Dal 1995 al 2004 infatti uscirono, oltre a Toy Story, A Bug's Life - Megaminimondo (1998) di John Lasseter, che incassò 363 milioni di dollari contro i 120 milioni di budget, Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa (1999) di nuovo diretto da John Lasseter che fece 485 milioni di dollari d'incasso a fronte dei 90 milioni di budget, Monsters & Co. (2001) di Pete Docter che fece 562 milioni di dollari a fronte dei 115 milioni di budget e diventando uno dei primi film ad essere nominato agli Oscar nella categoria di miglior film d'animazione assieme a Jimmy Neutron - Ragazzo Prodigio di Paramount e Nickelodeon, ma venne sconfitto da Shrek della DreamWorks, Alla ricerca di Nemo (2003) di Andrew Stanton che fece 936 milioni d'incasso contro i suoi 94 milioni di budget e vincendo anche il premio Oscar come miglior film d'animazione, Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi (2004) di Brad Bird che incassò 633 milioni di dollari contro i 93 milioni di dollari di budget e vinse l'Oscar come miglior film d'animazione. Ben presto però il CEO della Disney, Michael Eisner, e quello della Pixar, Steve Jobs, entrarono in contrasto a causa del fatto che il primo aveva considerato Toy Story 2 fuori dall'accordo dei cinque film in quanto inizialmente previsto come film direct-to-video.
Nel frattempo, nel 1997, la Pixar aveva ricominciato a realizzare dei cortometraggi con Il gioco di Geri, che vinse l'Oscar come miglior cortometraggio animato. Da allora, continua ininterrotta la produzione di cortometraggi animati, anche allo scopo di far emergere nuovi talenti e di sviluppare ulteriori innovazioni tecniche. Spesso i nuovi corti vengono realizzati come spin off dei lungometraggi.
All'inizio del 2004 ci fu un tentativo di rinnovo del patto. Per il nuovo affare, la Pixar avrebbe voluto pagare solamente per la distribuzione, senza la divisione dei profitti e dei diritti commerciali. L'offerta non fu accettata e la Pixar rifiutò ogni altra concessione. La Disney, forte del fatto di detenere i diritti sui personaggi di tutti i film fino ad allora prodotti e quelli di creare i rispettivi seguiti, anche senza il coinvolgimento della Pixar, mise in piedi lo studio di animazione digitale Circle 7 Animation, con l'intento di produrre film e serie televisive con i personaggi Pixar. Eisner era convinto che Circle 7 avrebbe rotto definitivamente gli accordi con la Pixar, e in quel caso la Disney sarebbe andata avanti a produrre film con personaggi Pixar a budget più contenuti, o avrebbe convinto Jobs a ridimensionare le loro richieste. Il regista Andrew Stanton commentò dicendo: «Non ci hanno mai fatto credere che Circle 7 non fosse la moneta di scambio più costosa mai realizzata. Ma sapevamo anche che, merce di scambio o no, sarebbero davvero andati fino in fondo».