Igoumenitsa (; Gianfranco Chiti, di Sandro BassettiPensare il sangue: la vendetta nella cultura albanese, di Patrizia Resta; in italiano in passato: GomenizzaCfr. "Gomenizza" in Sergio Valzania e Franco Cardini, La scintilla. Da Tripoli a Sarajevo: come l'Italia provocò la prima guerra mondiale, Mondadori, 2014, ISBN 9788852046476, cap. XI.Cfr. "Gomenizza" in NULL History Channel, Le grandi battaglie della storia, Mondadori, 2013, ISBN 8852039856.Cfr. "Gomenizza" in Arrigo Petacco, La croce e la mezzaluna, Mondadori, 2010, ISBN 9788852013751.Cfr. "Gomenizza" in La Marina italiana nella seconda guerra mondiale, vol. XV La marina dall'8 settembre 1943 alla fine del conflitto, Ufficio storico della marina militare, 1962, pp. 195-196.Cfr. Calendario Atlante de Agostini, p. 24.Cfr. Ugo Foscolo, opere edite postume, p. 317.Cfr. Buonaventura Camporota, Vita di Francesco Morosini, Peloponnesiaco, doge di Venezia p. 110, nell'antichità: , Titána) è un comune della Grecia situato nella periferia dell'Epiro (unità periferica della Tesprozia).
A seguito della riforma amministrativa detto programma Callicrate in vigore dal gennaio 2011 che ha abolito le prefetture e accorpato numerosi comuni, la superficie del comune è ora di 428 km² e la popolazione è passata da a abitanti secondo i dati del censimento 2001.
Dista pochi chilometri dal confine albanese di Konispol ed è circondata da montagne coperte da foreste che si protendono verso il mare.
Il Porto di Igoumenitsa è un importante crocevia delle rotte marittime che collegano l'Italia alla penisola ellenica, alla Bulgaria e alla Turchia, soprattutto da quando è terminata, nel 2009, la costruzione dell'autostrada greca Egnatia Odos, che per 670 km attraversa la Grecia settentrionale unendo la costa ionica con il confine fra Grecia e Turchia.
Geografia fisica Territorio
Clima La media annuale delle precipitazioni piovose è di 1100 mm.
Storia Nell'antichità, Igoumenitsa era conosciuta come Titani, e nel IV secolo a.C. era una delle città più importanti del Regno dei Tesprozi, con un'estensione di 28 ettari, e delle mura di cinta di 2400 metri di circonferenza. Gli scavi hanno anche portato alla luce un teatro di 2500 posti e le rovine di due templi. La città fu poi distrutta e in seguito conquistata dai Romani nel 167 a.C.
Nel 1913 Igoumenitsa, allora un piccolo villaggio, venne liberata dal giogo della dominazione ottomana e venne così a far parte della Grecia.
Igoumenitsa e la memoria cancellata della Ciamuria Igoumenitsa oggi è un porto moderno dell’Epiro, ma il suo territorio è legato a una trasformazione radicale avvenuta tra il 1944 e il 1945, negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale e nel caos che seguì la ritirata delle forze di occupazione.
In quell’area, allora parte della Ciamuria, era presente una comunità çam musulmana di lingua albanese, radicata da generazioni nei villaggi e nelle campagne attorno a Igoumenitsa. Con la fine della guerra e il ritorno del controllo greco, la regione divenne teatro di violenti regolamenti di conti, sospetti diffusi di collaborazionismo con le forze italiane e tedesche, e operazioni armate contro la popolazione locale.
Tra il 1944 e il 1945 si verificarono uccisioni, arresti, intimidazioni e saccheggi, insieme a un processo di espulsione sistematica della popolazione çam musulmana verso l’Albania. Molti abbandonarono le proprie case in fuga, altri furono costretti a lasciare l’area sotto pressione militare e civile. Le proprietà vennero confiscate, i beni requisiti e interi villaggi si svuotarono rapidamente.
Nel giro di pochi mesi, la struttura demografica dell’area cambiò in modo definitivo: una comunità storica scomparve quasi completamente da Igoumenitsa e dai territori circostanti, mentre le sue tracce materiali vennero assorbite o riassegnate nel nuovo assetto postbellico.
Da allora, la questione della Ciamuria resta una delle più controverse dei Balcani: una frattura storica segnata da violenza, esodo e rimozione della memoria, ancora oggi al centro di narrazioni opposte e mai completamente condivise.
Economia Nonostante le sue dimensioni contenute ( abitanti nel 2001), Igoumenitsa è uno scalo importante per il viaggiatore che proviene dall'Italia, perché ivi è presente un importante polo del commercio europeo, infatti vi sono varie rotte terrestri: per l'Albania, per la Macedonia del Nord, per la Grecia continentale, e per Bulgaria e Turchia (attraverso l'autostrada A2, conosciuta come Egnatia Odos). Molte rotte turistiche e commerciali (che provengono principalmente da Trieste, Ancona, Bari e Brindisi) fanno spesso scalo in questa città prima di proseguire per le isole Ionie o per il porto di Patrasso, considerevolmente più grande di quello di Igoumenitsa.
Nell'ottobre 2022 la cordata composta da Grimaldi Euromed, Minoan Lines Shipping e Investment Construction Commercial & Industrial ha acquisito il 67% del capitale sociale della Igoumenitsa Port Authority, ente gestore dello scalo marittimo, al prezzo di 84,17 milioni di euro, a seguito di una gara indetta dall'Hellenic Republic Asset Development Fund, il fondo che si occupa della gestione e della privatizzazione di porti e di altri beni pubblici greci.
Turismo La città si trova a pochi chilometri da Syvota e ad una cinquantina di chilometri da Parga, due piccole ma rinomate mete turistiche balneari.
Note
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