La Coppa Italia Dilettanti è una competizione calcistica italiana organizzata a cadenza annuale dalla Lega Nazionale Dilettanti.
Nata nella stagione 1966-67 come un «campionato tra squadre» dilettantistiche su base nazionale (sostituendo così le precedenti finali nazionali tra le prime classificate nelle fasi regionali), fino all'edizione 1998-99 la competizione era assegnata tra le formazioni uscite vincitrici da due distinte fasi, quella Interregionale da una parte e quella di Eccellenza e Promozione dall'altra. Dalla stagione 1999-00 la competizione si è scissa in due coppe separate: la Coppa Italia Serie D, a cui partecipano solo le squadre iscritte al campionato di Serie D, e la Coppa Italia Dilettanti propriamente detta, dove competono le formazioni vincitrici delle fasi regionali di Eccellenza.Inizialmente, alla Coppa Italia Dilettanti prendevano parte anche le squadre di Promozione poste fuori classifica; dal 2007, in seguito alle proteste di alcuni club di Promozione che chiedevano di partecipare alla fase nazionale, alcuni comitati regionali hanno risolto il problema alla radice escludendo le formazioni di tale categoria dalla competizione.
La vincitrice della Coppa Italia Dilettanti ha il diritto di partecipare al campionato di Serie D dell'anno successivo, rendendo il trofeo la coppa nazionale più appetibile dopo quella maggiore. Nel caso che essa abbia già ottenuto la promozione attraverso il posto in campionato, il posto-promozione andrà alla migliore fra le altre semifinaliste che abbia diritto (le compagini che militano in Promozione o che vi siano retrocesse nella stagione in corso non possono essere promosse in Serie D). Nel caso che tutte le 4 semifinaliste siano o già state promosse, o militino in Promozione, il posto-promozione non viene assegnato.
Il trofeo L'esemplare originale della coppa è conservato nella sede della Lega Nazionale Dilettanti in Piazzale Flaminio a Roma e, sul basamento di forma ottagonale, riporta le incisioni coi nomi di quasi tutte le vincitrici. Il trofeo è stato realizzato da Gaspare Oliverio nel 1964, nell'ambito del premio "Crogiolo d'oro"; è in argento e lapislazzuli e presenta cesellature sulle quali sono riprodotti temi animaleschi e floreali. Al termine delle finali, la LND consegnava alle vincitrici anche un secondo trofeo: quest'ultimo rimaneva al club, mentre quello principale veniva lasciato per il tempo di festeggiare nella propria sede.
L'attuale trofeo tenta invece di imitare la forma della Coppa dei Campioni.
Formula Annate Formula PartecipantiDal 1966 al 1981Eliminazione diretta256 squadre del massimo campionato regionaleDal 1981 al 1985Le squadre delle due categorie fanno due tornei separati fino alla fase finale: 8 squadre, di cui 3 dall'Interregionale e 5 dalla Promozione.Le squadre del campionato Interregionale (5º livello nazionale, primo dilettantistico) e quelle della Promozione (1º livello regionale, 6º nazionale)Dal 1985 al 1988 e nel 1990-1991Le squadre delle due categorie fanno due tornei separati con assegnazione delle rispettive Coppe Italia. Le due vincitrici si affrontano poi per l'assegnazione della Coppa Italia DilettantiLe squadre del campionato Interregionale (5º livello nazionale, primo dilettantistico) e quelle della Promozione (1º livello regionale, 6º nazionale)Dal 1988 al 1990Le squadre delle due categorie fanno due tornei separati fino alle semifinali comprese: le 4 squadre rimaste (2 per parte) disputano la "final four" in campo neutro a sfide incrociateLe squadre del campionato Interregionale (5º livello nazionale, primo dilettantistico) e quelle della Promozione (1º livello regionale, 6º nazionale)Dal 1991 al 1999Le squadre delle due categorie fanno due tornei separati con assegnazione delle rispettive Coppe Italia. Le due vincitrici si affrontano poi per l'assegnazione della Coppa Italia DilettantiLe squadre del Campionato Nazionale Dilettanti (5º livello nazionale, primo dilettantistico) da una parte, e quelle della Eccellenza (1º livello regionale, 6º nazionale) e Promozione (2º livello regionale, 7º nazionale) dall'altraDal 1999 ad oggiFormat attualeLe squadre della Eccellenza (1º livello regionale). Quelle della Promozione (2º livello regionale) dal 2007 non sono più ammesse alla fase nazionale
Format attuale Alla Coppa Italia Dilettanti partecipano le diciannove squadre vincitrici le fasi regionali. Nel primo turno le società sono divise in tre gironi triangolari e cinque accoppiamenti secondo questo schema fisso e numericamente diseguale: da 6 gironi d'Eccellenza: Liguria - Lombardia - Piemonte da 4 gironi d'Eccellenza: Friuli-Venezia Giulia - Trentino-Alto Adige - Veneto da 4 gironi d'Eccellenza: Emilia-Romagna - Toscana da 2 gironi d'Eccellenza: Marche - Umbria da 3 gironi d'Eccellenza: Lazio - Sardegna da 2 gironi d'Eccellenza: Abruzzo - Molise da 4 gironi d'Eccellenza: Basilicata - Campania - Puglia da 3 gironi d'Eccellenza: Calabria - Sicilia
Accedono alla fase successiva le squadre vincitrici del rispettivo triangolare e delle sfide d'andata e ritorno. Va sottolineato che, nei triangolari, nella seconda giornata riposerà la squadra che avrà vinto la prima gara o, in caso di pareggio, quella che avrà disputato la prima gara in trasferta; nella terza giornata giocheranno le squadre che non si sono incontrate in precedenza. Nelle gare ad abbinamento, invece, risulterà vincente la squadra che nei due incontri avrà segnato il maggior numero di reti, ricorrendo, in caso di parità, alla regola dei gol fuori casa e, permanendone la necessità, all'immediata esecuzione dei tiri di rigore.
Le otto squadre qualificate vengono abbinate con criterio di prossimità geografica nelle sfide dei quarti di finale e delle semifinali, concedendo per principio il vantaggio del ritorno in casa alla squadra che sia l'unica delle due a non averne usufruito nel turno precedente o procedendo a sorteggiarlo negli altri casi. Anche in questi turni è prevista la regola dei gol fuori casa e la possibilità dei calci di rigore.
La finale viene disputata in campo neutro, generalmente allo stadio Gino Bozzi di Firenze. Qualora la squadra vincitrice della Coppa Italia Dilettanti abbia acquisito il diritto alla partecipazione al campionato di Serie D dell'anno successivo avendo vinto (anche successivamente) il proprio campionato di Eccellenza, tale diritto viene riservato all'altra finalista. Nell'ipotesi in cui anche quest'ultima sia già stata promossa, l'ammissione alla Serie D è riservata alla vincitrice di un apposito spareggio fra le società eliminate in semifinale.
Da notare che le squadre sono obbligate a utilizzare in ogni gara un calciatore under 19 e uno under 18: ad esempio, per il campionato 2019-2020, deve essere utilizzato un giocatore nato dopo il 1º gennaio 2000 e uno nato dopo il 1º gennaio 2001.
Fasi regionali
Coppa Italia Dilettanti Abruzzo Coppa Italia Dilettanti Basilicata Coppa Italia Dilettanti Calabria Coppa Italia Dilettanti Campania Coppa Italia Dilettanti Emilia-Romagna Coppa Italia Dilettanti Friuli-Venezia Giulia Coppa Italia Dilettanti Lazio Coppa Italia Dilettanti Liguria Coppa Italia Dilettanti Lombardia Coppa Italia Dilettanti Marche Coppa Italia Dilettanti Molise Coppa Italia Dilettanti Piemonte-Valle d'Aosta Coppa Italia Dilettanti Puglia Coppa Italia Dilettanti Sardegna Coppa Italia Dilettanti Sicilia Coppa Italia Dilettanti Toscana Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige Coppa Italia Dilettanti Umbria Coppa Italia Dilettanti Veneto
Storia 1966-1981 Ripartizione delle 256 squadre partecipanti dal 1966 al 1981 Numerosquadre Comitati regionali 32 Lombardia 20 Campania Toscana Veneto 18 Emilia-Romagna 14 Friuli V.G. Lazio Liguria Piemonte Puglia Sicilia 12 Abruzzo Calabria Marche Sardegna 6 Umbria 4 Basilicata Trentino-Alto Adige Il torneo inizia domenica 4 settembre 1966 con le gare del primo turno a livello regionale, sotto l'egida della LND (nata nel 1959), con 256 squadre di Prima Categoria/Promozione (che al tempo era il massimo livello regionale) in rappresentanza di tutta la Penisola. Per le prime 7 edizioni la formula fu sempre la stessa: due turni con abbinamenti a livello regionale, poi quattro turni con abbinamenti extra-regionali (cioè non si potevano incrociare compagini della propria regione) ed infine le final four in campo neutro. Queste ultime videro lo Stadio Flaminio di Roma come scenario per le prime tre edizioni con le vittorie di (1967), (1968) e (1969); poi vennero tre edizioni a Forte dei Marmi con i successi di (1970), (1971) e Valdinievole (1972). Nel 1973 lo ospitò e vinse la coppa, mentre l'anno successivo la vinse a Montecatini. Da ricordare che due di queste finali furono dirette da arbitri di Serie A: Concetto Lo Bello (ALMAS-Parmense, 1969) e Sergio Gonella (Valdinievole-ValDiano, 1972).
Dal 1974 scomparvero le final four, quindi le semifinali divennero ad andata e ritorno, mentre la finale rimaneva a gara unica ed in campo neutro.
Dal 1975 al 1977 la finale della Coppa Italia Dilettanti è stata disputata come prologo di quelle della Coppa Italia maggiore, con 60000 spettatori ad ogni gara. Nel 1975 e 1976 lo Stadio Olimpico di Roma ha visto i successi del (prima di - 3-2) e (prima di - 4-0), mentre nel 1977 fu lo Stadio San Siro di Milano a vedere la vittoria del (prima del derby - 2-0). Nelle file della finalista sconfitta nel 1975, la , come portiere ed allenatore vi era Idilio Cei, storica bandiera della . Nelle successive 4 edizioni le finali videro stadi meno gloriosi. Nel 1978, allo Stadio Appiani di Padova vi fu un derby veneto: il superò il . Nel 1979 vi fu la prima vittoria di una squadra siciliana, ovvero il che batté i lombardi dello IAG Gazoldo, che però militavano nei gironi dell'Emilia-Romagna. Infatti, fino a metà degli anni '90 le compagini dilettanti della provincia di Mantova erano inserite nel sistema calcistico emiliano-romagnolo, mentre quelle della provincia di Piacenza in quello lombardo. Il presidente del Ravanusa era Salvatore Lauricella che organizzò la trasferta in treno di 500 tifosi da Agrigento alla Toscana, a Camaiore, sede della finale. Le finali del 1980 e del 1981 videro uno sfortunato protagonista, il , sconfitto in entrambe le occasioni: dal nella prima e dall' nella seconda.
1981-1991 Con l'entrata in vigore della Legge n. 91 del 23 marzo 1981 venne abolito il calcio semiprofessionistico, che in Italia era rappresentato dalla Serie C e dalla Serie D. Quest'ultima categoria passò sotto la gestione della Lega Nazionale Dilettanti e cambiò il nome in Campionato Interregionale. Venne anche decisa una riforma della Coppa Italia Dilettanti: oltre alle squadre di Promozione, vi parteciparono anche quelle dell'Interregionale. Il torneo venne diviso in due "binari" per le due categorie fino ai quarti di finale, dove approdarono 3 squadre di Interregionale e 5 di Promozione.
Mentre nella Coppa Interregionale gli abbinamenti erano col criterio di viciniorità, la Coppa Promozione continuò con la formula in vigore dal 1966: due turni a livello regionale, e tutti i successivi con abbinamenti extra-regionali.
Nel 1982 allo Stadio Brumana di Bergamo, di fronte a 6000 spettatori (il record, escludendo le 3 finali all'Olimpico e San Siro) e con incasso di lire, il superò la . Nella mattina di quel 29 maggio 1982, il portiere dei palazzolesi Claudio Ghezzi si sposò, e, finita la cerimonia, dietro il consenso della consorte, poté recarsi allo stadio per difendere i propri colori. La 17ª edizione (1983) fu l'unica in cui si incrociarono due squadre della stessa categoria (Interregionale): - finì 1-0 a Montecatini. Nel 1984 si dovette ricorrere per la prima volta ai tiri di rigore per decidere la sfida fra e , a prevalere furoni i primi. Nel 1985, a Santa Marinella, il superò il .