Gli anfipodi (Amphipoda ) sono un ordine di crostacei malacostraci.
Distribuzione e habitat Gli anfipodi sono importanti componenti della catena trofica di molti ambienti e costituiscono un'importante risorsa alimentare degli uccelli marini, dei pesci e di mammiferi marini, oltre che di altri invertebrati.
Gli anfipodi rappresentano uno dei gruppi più diversificati tra i crostacei e sono diffusissimi. La maggior parte delle specie vive sui fondali marini a tutte le latitudini, dai poli all'equatore: esistono anche forme planctoniche negli oceani. Diverse specie sono eurialine e possono vivere anche in acque del tutto dolci. Gli anfipodi terrestri vivono solo in ambienti umidi, come le spiagge o le lettiere di foglie delle foreste.
Molte specie di anfipodi pelagici sono mutualisti o generalmente parassiti; essi vivono in associazione con meduse o altri organismi dello zooplancton. Phronima è un genere relativamente comune di anfipodi pelagici che uccide e svuota il corpo a forma di barile di un tunicato pelagico del genere Salpa per vivere al suo interno in cui svolge l'intero ciclo riproduttivo.
Themisto gaudichaudii è la più abbondante specie tra gli anfipodi planctonici. Vive nell'Oceano Pacifico in densi banchi, dove si nutre di copepodi e altri piccoli rappresentanti dello zooplancton. Dopo copepodi, krill e salpe, i quali sono erbivori, il carnivoro Themisto è il genere più abbondante del mesozooplancton dell'Oceano Pacifico.
In mari freddi, gli anfipodi bentonici sono molto diversificati e abbondanti. Nell'Oceano Pacifico costituiscono i crostacei bentonici più rappresentati. Molti sono erbivori, altri onnivori, altri ancora saprofagi di carcasse di animali.
Descrizione Anatomia
Negli anfipodi bentonici costieri si ritrovano due principali schemi morfologici del corpo: una molto allungata e sottile (Caprellidae), l'altra compatta (Gammaridae). In genere i gammaridei sono appiattiti lateralmente ma sono riconoscibili grazie alla presenza di 3 paia di uropodi e di solito hanno le prime due paia di zampe modificate in gnatopodi dotati di chela per catturare il cibo. Non hanno carapace, sono visibili sette segmenti toracici e sei segmenti addominali. Il capo è provvisto di due paia di antenne, di occhi e di parti boccali. Gli anfipodi hanno sette paia di zampe (pereiopodi), di cui le prime quattro sono orientate in avanti e le restanti 3 paia sono orientate all'indietro. L'addome è diviso in due parti, tre segmenti con arti a spazzola e tre con corti uropodi immobili.
Molte sono le modificazioni anatomiche che si discostano da questo schema, basti pensare a quelle che si verificano nelle specie parassite oppure a quelle specie in cui parte dei toracopodi si trasformano in massillipedi muniti di chele utilizzate per la predazione e la difesa. Comunque si deve sottolineare che il numero e le dimensioni relative dei segmenti rimangono i caratteri più stabili del gruppo.
Biologia Sviluppo Lo sviluppo è spesso diretto. In qualche caso dall'uovo nasce una larva tipo “nauplius”, con il corpo non segmentato, un occhio mediano semplice e tre paia di appendici, che si allungano, per formazione di nuovi segmenti, e si arricchisce di appendici. Segue, con successive mute, lo stadio di “zoea”, in cui si può distinguere: un cefalotorace, un addome e alcune paia di appendici. Successivamente la zoea si trasforma in “mysis”, o larva misidiforme, con 13 paia di appendici. Da questa forma, con un'ulteriore muta, si passa all'adulto. La maggior parte delle specie che conduce vita fissa o parassita presentano alterazioni profonde, tanto da renderne difficile il riconoscimento che però è più facile allo stato larvale.
Riproduzione In qualche specie di anfipodi, la maturità sessuale maschile è espressa dallo sviluppo di occhi sporgenti e recettori chimici sulle antenne. In questo stadio l'anfipode è denominato “maschio nuotatore” e va alla ricerca della propria compagna. Durante la riproduzione, l'anfipode maschio porta la femmina (di dimensioni più piccole) tra le zampe, una condizione nota come “amplexus”. Lo sperma è trasferito dal maschio al dotto genitale della femmina. La femmina depone le uova in una tasca ventrale dove sono incubate durante lo sviluppo. Le uova non sono adesive come nei granchi ma sono libere in uno spazio creato da estroflessioni delle zampe. Contrariamente ai granchi e ai gamberi, i nuovi nati non vengono liberati allo stadio di zoea ma assomigliano già molto agli adulti. Qualche specie pratica cure parentali.
Stile di vita
Gli anfipodi vivono in habitat diversissimi tra loro. Le specie che vivono tra le alghe possono essere erbivore, quelle che vivono nel fango e nella sabbia si nutrono di batteri sulla superficie delle particelle, altri sono saprofiti di piante o animali in decomposizione. Un gruppo di famiglie vive in tubi costruiti attraverso ghiandole serigene, presenti nelle zampe. In momenti di pericolo essi possono nascondersi in questi tubi grandi fino a 2-3 volte la lunghezza del loro corpo. La parte del corpo che rimane al di fuori sono le antenne che possono catturare il cibo. I caprellidi vivono da epibionti su organismi bentonici quali idrozoi, gorgonie, briozoi, ascidie e fanerogame marine. Altri anfipodi, meno comuni rispetto ai gammaridei e ai caprellidei, sono gli Hyperiidea. Essi sono planctonici e traslucidi, spesso con occhi enormi, grandi quanto il resto del corpo. Qualche gruppo vive strettamente associato a mammiferi marini. I Cyamidae comunemente noti come “pidocchi delle balene” sono ectoparassiti che aderiscono e si nutrono della pelle delle balene. Al contrario di altri anfipodi, i pidocchi delle balene non sanno nuotare e al momento dell'espulsione da parte della femmina, si attaccano immediatamente nelle vicinanze.
Movimento Le modalità di locomozione degli anfipodi dipendono dalla disposizione delle zampe. La maggior parte si muove in verticale, usando le zampe toraciche, ma non sono molto veloci. Nuotare con le 3 paia di pleopodi permette di raggiungere velocità elevate. La specialità degli anfipodi è il “colpo di coda”, una reazione di fuga rapida in cui l'animale guizza velocemente e scava con gli uropodi un solco nella sabbia. I caprellidi non mostrano questo comportamento ma si muovono come i geometridi, i comuni bruchi misuratori.
Tassonomia Sottordine Gammaridea Acanthogammaridae Acanthonotozomatidae Acanthonotozomellidae Coleman & Barnard, 1991 Alicellidae Lowry & De Broyer, 2008 Allocrangonyctidae Holsinger, 1989 Amaryllidae Amathillopsidae Pirlot, 1934 Ampeliscidae Costa, 1857 Amphilochidae Boeck, 1871 Anamixidae Stebbing, 1897 Anisogammaridae Bousfield, 1977 Argissidae Walker, 1904 Aristiidae Lowry & Stoddart, 1997 Artesiidae Holsinger, 1980 Astyridae Baikalogammaridae Bateidae Stebbing, 1906 Behningiellidae Biancolinidae Barnard, 1972 Bogidiellidae Hertzog, 1936 Bolttsiidae Calliopidae Sars, 1893 Carangoliopsidae Bousfield, 1977 Cardenioidae Barnard & Karaman, 1987 Caspicolidae Birstein, 1945 Ceinidae Barnard, 1972 Cheidae Thurston, 1982 Chiltoniidae Clarenciidae Barnard & Karaman, 1987 Colomastigidae Stebbing, 1899 Condukiidae Barnard & Drummond, 1982 Crangonyctidae Bousfield, 1973 Cressidae Stebbing, 1899 Crymostygiidae Cyphocarididae Lowry & Stoddart, 1997 Cyproideidae Barnard, 1974 Dexaminidae Leach, 1814 Didymocheliidae Bellan-Santini & Ledoyer, 1986 Dikwidae Coleman & Barnard, 1991 Dogielinotidae Gurjanova, 1953 Endevouridae Lowry & Stoddart, 1997 Eophliantidae Sheard, 1936 Epimeriidae Boeck, 1871 Eulimnogammaridae Eurytheneidae Eusiridae Stebbing, 1888 Exoedicerotidae Barnard & Drummond, 1982 Falklandellidae Gammaracanthidae Bousfield, 1989 Gammarellidae Bousfield, 1977 Gammaridae Gammaroporeiidae Bousfield, 1979 Hadziidae Karaman, 1943 Haustoriidae Stebbing, 1906 Hyperiopsidae Bovallius, 1886 Iciliidae Ipanemidae Barnard & Thomas, 1988 Iphigenellidae Iphimediidae Boeck, 1871 Kuriidae Walker & Scott, 1903 Laphystiidae Sars, 1893 Laphystiopsidae Stebbing, 1899 Lepechinellidae Schellenberg, 1926 Leucothoidae Liljeborgiidae Stebbing, 1899 Lysianassidae Macrohectopidae Sowinsky, 1915 Maxillipiidae Ledoyer, 1973 Megaluropidae Thomas & Barnard, 1986 Melitidae Bousfield, 1973 Melphidippidae Stebbing, 1899 Mesogammaridae Bousfield, 1977 Metacrangonyctidae Boutin & Missouli, 1988 Micruropidae Kamaltynov, 1999 Neoniphargidae Bousfield, 1977 Nihotungidae Barnard, 1972 Niphargidae Bousfield, 1977 Ochlesidae Stebbing, 1910 Oedicerotidae Lilljeborg, 1865 Opisidae Lowry & Stoddart, 1995 Pachyschesidae Kamaltynov, 1999 Pagetinidae Barnard, 1931 Pallaseidae Paracalliopidae Barnard & Karaman, 1982 Paracrangonyctidae Bousfield, 1982 Paramelitidae Bousfield, 1977 Pardaliscidae Boeck, 1871 Perthiidae Williams & Barnard, 1988 Phliantidae Stebbing, 1899 Phoxocephalidae Sars, 1891 Phoxocephalopsidae Barnard & Drummond, 1982 Phreatogammaridae Bousfield, 1982 Platyischnopidae Barnard & Drummond, 1979 Pleustidae Buchholz, 1874 Plioplateidae Barnard, 1978 Podoprionidae Lowry & Stoddart, 1996 Pontogammaridae Bousfield, 1977 Pontogeneiidae Pontoporeiidae Pseudamphilochidae Schellenberg, 1931 Pseudocrangonyctidae Holsinger, 1989 Pseudoniphargidae Salentinellidae Bousfield, 1977 Scopelocheiridae Lowry & Stoddart, 1997 Sebidae Walker, 1908 Sicafodiidae Sinurothoidae Ren, 1999 Stegocephalidae Stenothoidae Boeck, 1871 Sternophysingidae Holsinger, 1992 Stilipedidae Holmes, 1908 Synopiidae Talitridae Rafinesque, 1815 Temnophliantidae Griffiths, 1975 Trischizostomatidae Lilljeborg, 1865 Tulearidae Ledoyer, 1979 Typhlogammaridae, Bousfield, 1977 Uristidae Hurley, 1963 Urohaustoriidae Barnard & Drummond, 1982 Urothoidae Bousfield, 1978 Valettidae Stebbing, 1888 Vicmusiidae Just, 1990 Vitjazianidae Birstein & Vinogradov, 1955 Wandinidae Lowry & Stoddart, 1990 Zobrachoidae Barnard & Drummond, 1982 Sottordine Corophiidea Leach, 1814 Infraordine Caprellida Leach, 1814 Superfamiglia Aetiopedesoidea Aetiopedesidae Paragammaropsidae Superfamiglia Caprelloidea Leach, 1814 Caprellidae Caprogammaridae Cyamidae Dulichiidae Podoceridae Superfamiglia Isaeioidea Isaeidae Superfamiglia Microprotopodidea Microprotopodidae Superfamiglia Neomegamphopodidea Neomegamphopidae Priscomilitariidae Superfamiglia Photoidea Ischyroceridae Kamakidae Photidae Superfamiglia Rakirooidea Rakiroidae Infraordine Corophiida Leach, 1814 Superfamiglia Aoroidea Aoridae Unciolidae Superfamiglia Cheluroidea Cheluridae Superfamiglia Chevalioidea Chevaliidae Superfamiglia Corophioidea Ampithoidae Corophiidae Sottordine Hyperiidea Milne Edwards, 1830 Infraordine Physosomata Pirlot, 1929 Superfamiglia Scinoidea Stebbing, 1888 Famiglia Archaeoscinidae Stebbing, 1904 Mimonectidae Bovallius, 1885 Proscinidae Pirlot, 1933 Scinidae Stebbing, 1888 Superfamiglia Lanceoloidea Bovallius, 1887 Famiglia Chuneolidae Woltereck, 1909 Lanceolidae Bovallius, 1887 Microphasmatidae Stephensen & Pirlot, 1931 Infraordine Physocephalata Bowman & Gruner, 1973 Superfamiglia Vibilioidea Famiglia Cystisomatidae Willemoes-Suhm, 1875 Paraphronimidae Bovallius, 1887 Vibiliidae Superfamiglia Phronimoidea Rafinesque, 1815 Famiglia Dairellidae Bovallius, 1887 Hyperiidae Phronimidae Rafinesque, 1815 Phrosinidae Superfamiglia Lycaeopsoidea Chevreux, 1913 Famiglia Lycaeopsidae Chevreux, 1913 Superfamiglia Platysceloidea Bate, 1862 Famiglia Anapronoidae Bowman & Gruner, 1973 Lycaeidae Claus, 1879 Oxycephalidae Parascelidae Bate, 1862 Platyscelidae Bate, 1862 Pronoidae Sottordine Ingolfiellidea Hansen, 1903 Ingolfiellidae Hansen, 1903 Metaingolfiellidae Ruffo, 1969
Note
Bibliografia
Costa F., Kraupp T. e Ruffo S., Atlante degli anfipodi mediterranei, Mursia, 2009, ISBN 978-88-425-3880-6
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Taxa classificati da Pierre André Latreille