Le montagne russe (ottovolante o roller coaster) sono una tipologia di attrazione di luna park e parchi di divertimento, con una sorta di ferrovia in miniatura, il cui tracciato è composto da repentine salite e discese, curve paraboliche e, nei tipi più moderni, anche evoluzioni particolari.
Il treno, composto unicamente da sedili e protezioni per gli ospiti, sfreccia a gran velocità sul percorso, portando, in alcuni modelli, gli ospiti anche a "testa in giù". Le montagne russe sono le attrazioni simbolo dei parchi di divertimento, sia per la loro imponenza, sia per la loro capacità di attrazione verso una grande fascia di ospiti.
Nome
L'espressione montagne russe è usata nei Paesi di lingua neolatina e deriva dalle prime strutture conosciute costruite in Russia. Nell'Ottocento si trova utilizzato il nome ferrovia russa.
Nei Paesi anglosassoni invece si usa il nome di roller coaster usato talvolta anche nei parchi divertimento italiani,Ad esempio all'Europark Idroscalo Milano. mentre "Russian Mountains" si riferisce ai primi esempi nati in Russia e portati in occidente dalla Francia.
Storia
Sicuramente, bisogna risalire ai secoli XVI e XVII per individuare le origini delle montagne russe. Ed è proprio in Russia che compaiono, in quel periodo, i primi scivoli ghiacciati, tra cui va menzionato quello della Reggia di Oranienbaum, nei dintorni di San Pietroburgo voluto dall'imperatrice Caterina II di Russia e costruito da Antonio Rinaldi. Strutture in legno, alte anche 15-20 metri, su cui scivolare con una slitta, a una velocità che poteva arrivare anche ai 70 km/h.Robert Coker, Roller Coasters: A Thrill Seeker's Guide to the Ultimate Scream Machines. Metrobooks New York 2002. ISBN 1-58663-172-1. L'idea piacque a un uomo d'affari francese, che volle importare l'idea nel suo Paese. Poiché le temperature erano diverse, le slitte vennero prima incerate e poi montate su ruote. È nel 1817 che compare l'attrazione "Le Montagne Russe di Belleville": due tracciati identici e adiacenti (così da permettere la sfida e relative scommesse), con vere e proprie carrozze che vi correvano sopra.Steven J. Urbanowicz, The Roller Coaster Lover's Companion. Citadel Press, Kensington, New York 2002. ISBN 0-8065-2309-3.
Ma l'attrazione nella sua veste definitiva compare negli Stati Uniti, più precisamente in Pennsylvania nel 1827. La Mauch Chunk Switchback Gravity Railroad era la seconda ferrovia costruita negli USA e originariamente serviva per movimentare carbone dalla montagna al fiume Lehigh, caricando il materiale nei carrelli a monte e lasciando fare tutto alla gravità, con il solo ausilio di un coraggioso addetto ai freni. Tramite l'uso di muli, i carrelli venivano riportati in quota. Le potenzialità di questa sorta di attrazione vennero ben presto notate: la gente pagava 1 dollaro per salire a monte tramite treno a vapore (in sostituzione del mulo) e scendere a 140 km/h per il pendio. Gli ospiti continuavano ad aumentare: a monte vennero costruiti un albergo e un punto ristoro, mentre per il trasporto del carbone venne costruita una seconda ferrovia. L'attrazione operò continuamente senza incidenti fino al 1933, quando fu definitivamente chiusa.
Intanto, però, nel 1846 un inglese vendette ai francesi un'attrazione che presentava un giro della morte chiamata Centrifugue Railway (Chemin du Centrifugeur). Consisteva in una discesa di 14 metri che conduceva a un anello (loop) di 4 metri, da affrontare su una minuscola slitta monoposto, che rimaneva a contatto con le rotaie solo per via della forza centrifuga apparente.
A fine Ottocento venne ripresentata l'idea del giro della morte a Coney Island, con la Flip-Flap Railway. Tuttavia, l'attrazione si rivelò eccessivamente rude, provocando continuamente colpi di frusta e dolori alla schiena. Fu chiusa dopo pochi anni. Ma sempre a Coney Island, nel 1901, Edward Prescott costruì un nuovo ottovolante, chiamato Loop the Loop. Presentava anch'esso un giro della morte, ma a forma ovale, per ridurre la forza centrifuga. Anche questo, tuttavia, rimase aperto per soli sei anni.
Il Parco Coney Island però stava già ospitando, dal 1884, la Gravity Pleasure Switchback Railway, una struttura lunga più di 200 metri ispirata dagli scivoli ghiacciati russi. I clienti salivano sulla prima torre, più alta, montavano su una carrozza e, tramite questa, scendevano lungo il percorso a sobbalzi, raggiungevano la seconda torre, la carrozza veniva girata e ripetevano il percorso al contrario. In realtà, questa attrazione aveva uno scopo più panoramico: le carrozze erano dotate di panchine orientate lateralmente e la velocità non aumentava mai più di 10 km/h. La Gravity Pleasure ispirò molte innovazioni, tra le quali, ad esempio, un dispositivo meccanizzato di risalita a fune. Vennero poi montati i freni sul tracciato e gli stessi percorsi venivano sempre più allungati e resi più eccitanti.
Qualche anno dopo, nel 1892, le montagne russe approdano in Italia, e precisamente a Genova, in occasione dell'Esposizione Italo americana, celebrativa dei quattrocento anni della scoperta dell'America. L'impianto, costruito dalla ditta Giorgio Trice di Quarto al mare (all'epoca comune a sé stante ben distinto dal capoluogo ligure) concessionaria del brevetto della Patent Gravity Switchback Railway Co. Ltd. di Londra, misurava 130 metri di lunghezza ed era costituito da una rotaia doppia, percorsa da tre vagoncini della capienza di 10 persone ciascuna, al prezzo di 25 centesimi a corsaMario Bottaro, Genova 1892 e le celebrazioni colombiane, Francesco Pirella editore, 1984.
Nel 1912, John Miller, progettista di montagne russe, ne brevettò un tipo di rivoluzionario, che rese possibili notevoli miglioramenti nella sicurezza, maggiori pendenze, maggiori velocità e minor resistenza aerodinamica. Miller depositò più di 100 brevetti. Tuttavia, proprio durante la fase di maggior diffusione di questo tipo di attrazioni, la crisi americana del 1929 si fece duramente sentire. Vennero demoliti più di 1500 ottovolanti e, si stima, altrettanti in Europa.
Ma nel 1955 aprì Disneyland. In particolare, è fondamentale il contributo della Matterhorn Mountain che presentava una nuova fondamentale caratteristica: la rotaia in acciaio a forma tubolare. Fu una rivoluzione. Infatti, con questo tipo di binario, le ruote possono correre sopra, sotto e lateralmente alla rotaia, garantendo una elevatissima sicurezza. Con maggiore sicurezza per gli ospiti, viene da sé, il treno poteva ora affrontare qualsiasi tipo di percorso e qualsiasi evoluzione. Knott's Berry Farm nel 1975 apriva il Corkscrew, il primo ottovolante a presentare una speciale inversione chiamata, appunto, corkscrew (cavatappi). Un anno dopo, al Magic Mountain venne inaugurato il California's Great Revolution. Entrambi riproponevano, in chiave moderna (e sicura!) l'idea – vecchia di secoli – di viaggiare capovolti. Nel 1985 nel parco di Gardaland a Castelnuovo del Garda (Verona) fu costruita dalla ditta Vekoma una montagna russa in acciaio alta 30 metri (tuttora esistente), record europeo, composta da due giri della morte e due avvitamenti laterali, chiamata originariamente Magic Mountain e dal 2017 Shaman.
Negli ultimi anni, poi, l'industria delle montagne russe sta affrontando una forte crescita ed evoluzione, mai registrata prima. Periodicamente vengono presentati nuovi modelli, tutti innovativi, sempre più emozionanti, sempre più alti, in uno sviluppo che sembra non avere fine.
Funzionamento
Almeno in teoria, il funzionamento della maggior parte delle montagne russe è molto semplice e sfrutta i principi elementari della fisica.
Il treno, di solito, lascia la stazione di carico e scarico per mezzo della spinta di apposite ruote munite di pneumatici (boosters). Tali ruote sono situate all'interno dei binari e, quando iniziano a girare, producono attrito sulla parte inferiore delle vetture, provocandone l'avanzamento e quindi la partenza. Il percorso prevede generalmente, subito dopo la stazione, un piccolo dislivello, in modo che la vettura (o il treno) continui ad avanzare per gravità fino all'inizio della salita, che può avvenire tramite diversi sistemi.
Il più comune è la salita cosiddetta a chain lift, ossia a catena. In questo caso la vettura, all'inizio della salita, si aggancia a una catena motorizzata che lo trascina in cima alla salita principale, la più alta di tutto il percorso. Da qui, una volta sganciatosi dalla catena, il treno non avrà altro "motore" se non la forza di gravità. Il tracciato, infatti, dopo la salita principale, si articola in una serie di salite e discese, per un continuo scambio di energia potenziale in energia cinetica, ovvero quota e velocità. Le colline (e nei tipi più moderne anche le varie evoluzioni, come loop, avvitamenti ecc.) saranno, nel percorso, via via sempre più basse, per compensare la perdita di velocità del treno dovuta all'attrito tra ruote e rotaia e fra lo stesso treno e l'aria. Una volta giunto alla fine del percorso, appositi freni (meccanici o elettromagnetici) rallentano e fermano il treno.
Un altro sistema talvolta utilizzato per la salita delle vetture prevede l'uso di ruote simili ai boosters usati nella partenza del treno dalla stazione. Questo sistema, se da un lato ha il vantaggio di permettere salite con tracciato diverso da quello rettilineo, ha d'altro canto l'inconveniente di costringere all'utilizzo di pendenze molto ridotte, poiché le ruote funzionano per attrito e non agganciano realmente la vettura, con il risultato che la parte in salita del tracciato, per raggiungere la stessa quota, si allunga notevolmente rispetto a quando si impiega la chain lift.
In alcuni moderni tipi di montagne russe, tuttavia, il treno viene "sparato" dalla stazione verso il percorso tramite motori a induzione lineare, evitando, così la salita motorizzata (detti "Launched Coaster"). In altri tipi, è il treno a essere motorizzato, alimentato da struscio su una canalina elettrica posta sul binario.
Le montagne russe, a seconda della loro grandezza e complessità, vengono comandate da uno o più operatori del Parco. È fondamentale la console dove si trova una schematica rappresentazione del tracciato con i vari blocchi, i pulsanti per l'apertura/chiusura dei cancelletti d'accesso, delle protezioni degli ospiti e quelli per la partenza del treno (che viene in gergo chiamata dispatch). Inoltre, sono presenti i pulsanti per gestire le operazioni di emergenza. Ma il cuore dell'attrazione resta solitamente nascosto agli ospiti. Si tratta dei PLC che controllano, gestiscono, supervisionano l'intera attività automaticamente, tramite ricezione dei dati dagli innumerevoli sensori di vario genere sparsi lungo il percorso. Inoltre, un computer fornisce l'interfaccia grafica del resoconto dell'attrazione, mostrando tutti i dati utili e per mettersi in contatto direttamente con la casa progettista per la risoluzione dei problemi.
Sicurezza
Dato che il treno delle montagne russe non ha freni, la sicurezza di questo tipo di attrazione va ricercata nel sistema a blocchi, analogo a quello usato nelle ferrovie. Il tracciato, infatti, è diviso in sezioni, tutte terminanti con un freno o con un sistema comunque in grado di bloccare il treno. Tramite una complessa disposizione di sensori, il PLC che controlla l’attrazione è in grado di rilevare la posizione dei treni. Un treno non può uscire da un blocco se il blocco successivo non è libero. La tipica divisione in blocchi è la seguente: stazione, salita a catena, blocco di metà percorso (block brake), freni finali, freni di sicurezza. Anche il binario di transfer, in alcune installazioni, costituisce un blocco.