L'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" (nota anche come Sapienza Università di Roma o semplicemente La Sapienza) è un'università statale italiana fondata nel 1303, tra le più antiche del mondo nonché la più antica della città.
Nata per volontà di papa Bonifacio VIII che, il 20 aprile 1303, con la bolla pontificia In Supremae praeminentia Dignitatis, istituì a Roma lo Studium Urbis. Con oltre 120 000 studenti (2022) è la più grande università d'Europa, a lungo l'unica università statale di Roma.
La Sapienza ha ospitato, nel corso della sua plurisecolare storia, alunni illustri e ha contribuito a formare gran parte della “classe dirigente” italiana. La Sapienza annovera collaborazioni con alcune delle università più illustri e prestigiose al mondo, come l'Università Columbia di New York, l'Università Cornell di Ithaca, la Sorbonne Université di Parigi e l'Università Complutense di Madrid. Nel 2025, secondo la classifica del Center for World University Rankings (CWUR), si conferma il primo ateneo italiano nel mondo e nel sud Europa per il 14º anno consecutivo
Sapienza ha un campus internazionale a Wuhan, in Cina, dedicato a diritto, economia, scienze forensi cognitive, innovation management e informatica applicata.
Storia Fondazione dello Studium Urbis
Nel XIV secolo, operavano a Roma diverse istituzioni scolastiche, ma senza un ente ufficialmente riconosciuto ed esterno alla corte papale. Con la bolla di papa Bonifacio VIII In Supremae praeminentia Dignitatis del 20 aprile 1303, viene istituita la prima università di Roma, lo Studium Urbis. I finanziamenti iniziali giungevano dalla tassazione del vino forestiero, oltre alla munificenza di alcuni nobili romani. Quando la sede pontificia fu spostata ad Avignone, la gestione dell'Università fu affidata al Comune di Roma.
Durante tutto il periodo rinascimentale diversi papi richiesero al Comune l'incremento del corpo docente, con l'inserimento prosecutivo di nuove cattedre. Inoltre vennero acquistati diversi edifici del rione Sant'Eustachio, dove durante il Seicento venne costruita la nuova sede, voluta da Alessandro VII, fondatore tra l'altro della stessa Biblioteca Alessandrina, ancora oggi in piena attività; la sede fu istituita presso il Palazzo della Sapienza. Infatti, da appena dieci anni, il nome "Sapienza" era divenuto quello ufficiale. Dopo alcuni anni, Francesco Borromini costruì la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, la quale, sul portone principale, reca scritto Initium sapientiae timor Domini ("L'inizio della sapienza è il timor di Dio").
Riforme napoleoniche Diverse furono le riforme successive, fra cui le più note quelle di papa Benedetto XIV (1748) e della Repubblica Romana (1798), ma di fondamentale importanza fu quella introdotta dai francesi stanziatisi a Roma dopo la conquista: l'università viene infatti uniformata alla legislazione imperiale francese, e la sede viene spostata al Palazzo del Collegio Romano, per volontà del rettore Giovanni Ferri de Saint-Constant (1811-1815).
Italia post-risorgimentale e fascista
Durante la fase di passaggio fra lo Stato Pontificio e il Regno d'Italia, garante dell'istituzione fu Terenzio Mamiani, che laicizzò l'ateneo. Il 3 ottobre 1870 fu nominato primo rettore Clito Carlucci, rimasto in carica fino al 1872. Durante il suo mandato Carlucci attuò profonde riforme, prima fra tutte l'introduzione di un istituto di fisiopatologia, nel quale vennero aperti gli insegnamenti di fisiologia sperimentale, istologia e anatomia patologica.
Il 27 agosto, con decreto regio, fu estesa alla Sapienza la legge Casati con conseguente inquadramento nella legislazione nazionale. Fu creato un laboratorio per le esercitazioni chimiche e farmaceutiche e si dotarono il più possibile i gabinetti scientifici già esistenti, soprattutto quelli di mineralogia, geologia e paleontologia. Furono poi istituite molte altre cattedre sia nell'area giuridica sia economica e financo un insegnamento di storia moderna. La Sapienza subì poi un periodo di crisi in concomitanza con il primo conflitto mondiale, a causa degli scontri fra interventisti e neutralisti.
Quando a ottobre 1931, in pieno fascismo, fu richiesto ai docenti universitari l'obbligo di giurare fedeltà, quattro accademici della Sapienza si rifiutarono di sottoscriverlo, perdendo la cattedra: Ernesto Buonaiuti (storia del cristianesimo), Giorgio Levi Della Vida (studi orientali), Gaetano De Sanctis (storia antica) e Vito Volterra (matematica e fisica). Nel 1935 il nuovo complesso ideato da Marcello Piacentini, la nuova Città Universitaria, fu inaugurato alla presenza dei reali d'Italia. Dopo il secondo conflitto mondiale, l'università riprese rapidamente la sua attività e fu realizzata, sempre su progetto di Piacentini, la chiesa della Divina Sapienza.
Il 27 aprile 1966, in occasione del rinnovo dell'organismo rappresentativo degli studenti, attivisti neofascisti del "FUAN-Caravella" provocarono violenti incidenti all'interno della facoltà di Lettere e Filosofia; in tali incidenti rimase ucciso Paolo Rossi, studente di architettura iscritto al PSI, precipitato dal muretto di destra alla sommità della scalinata della facoltà di Lettere. Dopo alcuni giorni, il 2 maggio 1966, a seguito delle richieste di dimissioni, cui si unirono i gruppi del PCI, PSI, PSIUP, PSDI e PRI della Camera dei Deputati, per la prima volta nella storia dell'Università il rettore Giuseppe Ugo Papi si trovò costretto a dimettersi.
Due anni più tardi, nel marzo 1968, una sede della facoltà di Architettura fu teatro di uno scontro tra studenti di destra e sinistra con la polizia, che passò alla cronaca e, successivamente alla storia, come battaglia di Valle Giulia. La Sapienza diviene un punto di riferimento nazionale del movimento studentesco del 1968 e rimane un luogo di fermento politico per tutti gli anni settanta. In particolare, la Sapienza fu luogo di grande agitazione durante il 1977, in occasione dello sviluppo del movimento che prese il nome da quell'anno. L'Ateneo infatti è teatro di scontri il 17 febbraio durante il comizio del segretario della CGIL Luciano Lama, quando gli studenti della sinistra extraparlamentare contestarono violentemente l'iniziativa del sindacato di irrompere nella città universitaria occupata dal movimento.
Dal 2006 a oggi Dal 27 novembre 2006, la Sapienza adotta un nuovo sistema di identità visiva: nel logo la Minerva è stata sostituita da un cherubino, che rimanda all'originaria sede del Palazzo della Sapienza. Nel novembre del 2009 il Senato accademico ha approvato un piano di riorganizzazione, superando la precedente divisione in Atenei federati, i quali comprendevano facoltà simili per argomenti di studio e autonome nella gestione delle risorse. Dopo la riorganizzazione strutturale del 2010, la Sapienza conta undici facoltà, oltre 60 dipartimenti, ventuno musei e cinquanta biblioteche.
L'Università nelle cronache dal 1980 in poi Il 12 febbraio 1980, le Brigate Rosse assassinarono all'interno dell'Università il giurista e docente Vittorio Bachelet.
Negli anni ottanta e novanta un grande scandalo, chiamato dai media "Esamopoli", investì l'Ateneo. L'inchiesta riguardava la compravendita di esami, accertata poi dall'autorità giudiziaria, da parte di decine di studenti delle facoltà di Economia e Commercio e di Giurisprudenza. La magistratura appurò che si era costituito un sistema colluso: alcuni studenti, invece di sostenere gli esami, pagavano una cifra minima di lire a un bidello, che faceva in modo che venisse registrato che li avevano superati. L'inchiesta coinvolse nomi illustri, come quello di Antonio Mastrapasqua.
Il 9 maggio 1997, un fatto di sangue segna la storia della Sapienza: la giovane studentessa Marta Russo, da poco uscita dall'aula in cui si teneva la lezione di diritto costituzionale, viene uccisa nel vialetto situato tra le Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze Statistiche da un colpo sparato dall'aula 6 del dipartimento di Filosofia del diritto. Il fatto scuote a lungo l'opinione pubblica italiana e dà vita a un controverso caso giudiziario. Nel 2003, due assistenti dell'Istituto di Filosofia del Diritto, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, vengono condannati con sentenza definitiva, il primo a cinque anni e quattro mesi di reclusione per omicidio colposo e il secondo a quattro anni e due mesi per favoreggiamento.
Il 15 gennaio 2008, la Santa Sede cancellò il programma di visita alla Sapienza di papa Benedetto XVI a seguito di una formale protesta sottoscritta da sessantasette accademici che hanno ritenuto inappropriata la presenza del Papa e il suo discorso di prolusione all'inaugurazione dell'anno accademico. La protesta era rivolta contro le posizioni della Chiesa nei confronti della scienza e in particolare stigmatizzando un'affermazione formulata nel 1990 da Papa Ratzinger, allora Cardinale che, riferendosi al processo intentato contro Galileo Galilei nel 1633 e al conseguente verdetto di colpevolezza, lo definì "razionale e giusto". L'iniziativa è stata parallelamente supportata dalle proteste degli studenti, durante quattro giornate di mobilitazione.
Il 25 ottobre 2022, la lista Azione Universitaria Sapienza (organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia) invita in ateneo Fabio Roscani e Daniele Capezzone per un convegno sul capitalismo. In risposta a ciò, un gruppo di studenti di sinistra protesta al di fuori della struttura contro la rettrice, per aver autorizzato tale evento, e contro i ragazzi di Azione Universitaria denunciandoli di essere portatori di ideologie neofasciste. All'arrivo della Celere, per disperdere la folla, gli studenti vengono manganellati mentre tentavano di avvicinarsi all'ingresso dell'edificio per appendere uno striscione.
Il 6 maggio 2024 nasce un presidio di tende pro-Palestina organizzato dagli studenti, in corrispondenza ad altri Atenei italiani, che durante tutto il mese rivendica lo stop agli accordi con le università Israeliane e aziende belliche che contribuiscono all'occupazione, oltre ad organizzare conferenze e formazioni sul tema Palestina. Il presidio si conclude il 3 giugno con l'assemblea Nazionale delle varie acampade studentesche.
Sedi
Oltre alle numerose sedi periferiche presenti a Roma, l’Università dispone di poli succursali a Latina (Polo Pontino), e a Rieti.
Per quanto riguarda i corsi di laurea afferenti alle professioni sanitarie, sono attive diverse sedi nella provincia di Latina (oltre al capoluogo, a Terracina e Gaeta), nella provincia di Frosinone (Frosinone, Cassino e Sora) e nella Città metropolitana di Roma Capitale (Bracciano, Civitavecchia, Nettuno, Colleferro e Ariccia). Sono inoltre presenti sedi fuori regione, a Pozzilli e Isernia.
Gli immobili di proprietà o concessi in uso perpetuo dal Demanio sono oltre cento, di cui trentotto situati all’interno della Città Universitaria e i restanti distribuiti in altre zone di Roma.
La Sapienza è inoltre collegata con due policlinici universitari, il Policlinico Umberto I e l’Ospedale Sant’Andrea, per lo svolgimento di attività didattiche e di ricerca in ambito medico.
La Città Universitaria occupa una superficie di circa 439.000 metri quadrati.
Città universitaria
La città universitaria è stata realizzata durante gli anni trenta, nel pieno del ventennio fascista, da una serie di architetti razionalisti sotto la supervisione del più tradizionale architetto Marcello Piacentini, il quale era responsabile della pianta e del Palazzo del rettorato e aveva il diritto di effettuare modifiche agli altri progetti.
Sedi a Roma
Ordinate per facoltà: Architettura: Sede di Borghese - Piazza Borghese, 9 Sede di Flaminia - Via Flaminia, 70 Sede di Gianturco - Via E. Gianturco, 2 Sede di Gramsci (Valle Giulia) - Via A. Gramsci, 53 Economia - Via del Castro Laurenziano, 9 Farmacia e Medicina. Giurisprudenza.