Il rombo chiodato(G.U. della Repubblica Italiana 2ª Serie speciale - n. 25 del 30-03-2026 (Regolamento (UE) 2026/249 del 26 gennaio 2026)) (Scophthalmus maximus ()), è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Scophthalmidae comune nel mar Mediterraneo e molto apprezzato per le sue carni. Un sinonimo molto usato fino a tempi recenti è Psetta maxima.

Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa sulle coste dell'Oceano Atlantico tra l'Islanda e la Norvegia meridionali e il Sahara Occidentale, nel mar Mediterraneo, nel mar Baltico eccetto il golfo di Botnia, nel mar Nero e nel mar d'Azov.

Vive su fondi sabbiosi o ghiaiosi, più di rado rocciosi o ciottolosi e raramente fangosi. Si incontra tra 20 e 70 m di profondità. Penetra in acqua salmastra. I giovani vivono in acque basse.

Descrizione Come tutti i pesci piatti ha corpo molto appiattito ed è privo di pigmenti colorati sul lato cieco (in S. maximus il destro) mentre gli occhi sono entrambi sul lato oculare (il sinistro). La forma del corpo è all'incirca romboidale. La bocca è molto ampia e profonda, è armata di piccoli denti a forma di cuore appuntiti, la mandibola sporge leggermente. La linea laterale ha una forte curvatura nella parte anteriore. Gli occhi sono piccoli e abbastanza lontani fra loro. La pinna dorsale è molto lunga, inizia più avanti degli occhi e termina sul peduncolo caudale; è composta di 57-72 raggi. La pinna anale è opposta alla dorsale ma leggermente più breve, conta 43-56 raggi. La pinna caudale ha margine arrotondato. La pelle è priva di scaglie ma è cosparsa di tubercoli cutanei ossei di dimensione variabile e disposti irregolarmente, mancano quasi sempre sul lato cieco e non sono presenti negli individui inferiori a 7 cm.

La colorazione è mimetica. a fondo marrone o grigiastro, di solito cosparsa di macchiette scure su corpo e pinne, queste macchie sono più grandi e contrastate nei giovani.

Eccezionalmente la taglia può giungere a un metro per 25 kg di peso, la taglia media è di 50 cm per i maschi e di 70 cm nelle femmine.

Biologia La longevità massima nota è di 25 anni.

Comportamento È una specie piuttosto sedentaria e la maggior parte degli individui non si sposta oltre 30 km dal luogo di nascita. Vengono comunque effettuate brevi migrazioni, soprattutto verticali. I giovanili si accrescono in acque poco profonde e si spostano più al largo con la crescita. Inoltre gli adulti si spostano verso acque basse durante la riproduzione e nella stagione calda svernando in acque profonde.

Alimentazione È un predatore, la dieta è basata su altri pesci, tra i quali ghiozzi, ammoditidi e fasi giovanili di merluzzo e platessa. Secondariamente si nutre di invertebrati bentonici come molluschi bivalvi, crostacei e vermi marini.

Riproduzione Avviene alla fine dell'inverno ed in primavera. Le uova sono pelagiche e vengono deposte in numero enorme, fino a 15 milioni; il loro diametro varia tra 0,9 e 1,2 mm e sono dotate di una gocciolina oleosa per favorire il galleggiamento. La schiusa avviene dopo circa una settimana e la larva misura 2,5-3 mm. Anche la larva è pelagica, fino a una lunghezza di circa 4 cm, la migrazione dell'occhio avviene a circa 23 mm. La maturità sessuale viene raggiunta a circa 5 anni nei mari nordici mentre nel Mediterraneo può venir raggiunta a solo due anni di vita. Sembra che i maschi siano molto più numerosi delle femmine e sono in genere anche assai più piccoli.

Predatori Tra i predatori noti alla scienza vi sono la foca grigia e il merluzzo.

Pesca Si cattura soprattutto con reti a strascico ma abbocca facilmente anche alle lenze innescate con esche animali, soprattutto sardine. Le carni sono pregiatissime e molto ricercate. Viene pescato attivamente e l'area in cui la pesca è più sviluppata è il mare del Nord. Viene anche allevato in piscicoltura.

Conservazione Il rombo chiodato è una specie molto pescata soprattutto nei mari nordici dove, pur rimanendo comune, le sue popolazioni sono declinate a causa della sovrapesca. Sebbene la riduzione degli stock non sia forte sono state implementate misure di protezione come limitazioni alla pesca e reintroduzione di giovanili allevati in cattività. La IUCN classifica S. maximus "a rischio minimo" con la raccomandazione di monitorare l'andamento delle popolazioni.

Note

Bibliografia

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Collegamenti esterni

Categoria:Pleuronectiformes Categoria:Taxa classificati da Linneo Categoria:Taxa descritti nel 1758