Biografia È cresciuta nella Bulgaria stalinista. Sulla spinta dal padre, che non condivide gli ideali bolscevichi e seguenti, ha studiato le lingue straniere. Si è avvicinata alla cultura francese sin dall'infanzia, frequentando una scuola materna francese e poi i corsi dell'Alliance française. Ha progettato di studiare astrofisica, un desiderio anche caldeggiato dalla madre, ma ha deciso poi di dedicarsi alla letteratura. Ha frequentato il corso di laurea in filologia romanza alla facoltà di lingue straniere dell'Università di Sofia e contemporaneamente ha lavorato come giornalista, scrivendo anche sul quotidiano Gioventù popolare. Nel 1965 si è trasferita a Parigi grazie a una borsa di studio francese. Si è iscritta all'École pratique des hautes études e sotto la supervisione di Lucien Goldmann nel 1968 ha discusso la tesi di dottorato, poi pubblicata con il titolo Le Texte du roman. Approche sémiologique d'une structure discursive transformationnelle.
La sua attività di ricerca è proseguita dal 1967 al 1973 al Centre national de recerche scientifique (CNRS), ottenendo un ruolo di ricercatrice in linguistica e letteratura francese, affiliata alla sezione di semio-linguistica del Laboratorio di antropologia sociale del Collège de France di Claude Lévi-Strauss e all'École des hautes études en sciences sociales (EHSS). Nel 1973 ha conseguito un dottorato presso l'Università Paris-Vincennes con Jean-Claude Chevalier, pubblicando la tesi La rivoluzione del linguaggio poetico. Ha fatto parte della redazione della rivista Tel Quel e, soprattutto negli anni sessanta e settanta, ha partecipato attivamente alla vita culturale francese, teorizzando e sviluppando tra l'altro il concetto di intertestualità. Ha collaborato con Michel Foucault, Roland Barthes, Jacques Derrida e Philippe Sollers, con cui si è sposata. A partire dal 1976 è diventata visiting professor del Dipartimento di lingue romanze della Columbia University. Nel 1979 è diventata psicanalista, dopo aver seguito dei seminari di Jacques Lacan. Ha costruito una relazione tra la semiologia e l'analisi psicanalitica. Ha insegnato semiologia alla State University of New York e all'Università di Parigi-Diderot. Ha diretto il "Centro Roland Barthes" e nel 2004 ha ricevuto il Premio Holberg.
Nel corso degli anni si è interessata a diverse tematiche. Nel 2003 ha promosso la creazione del Conseil national du handicap (CNH), di cui è diventata presidente. In occasione del centesimo anniversario della nascita di Simone de Beauvoir, nel 2008 ha creato il Premio Simone de Beauvoir per la libertà delle donne, conferito a chi contribuisce a promuovere la libertà delle donne nel mondo Papa Benedetto XVI la invitò alla Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, che si tenne ad Assisi il 27 ottobre 2011. Il 12 dicembre 2018 ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in traduzione specialistica e interpretariato di conferenza presso la Libera università di lingue e comunicazione IULM di Milano. Secondo una commissione statale bulgara incaricata di controllare i dossier della polizia segreta dell'era comunista, Julia Kristeva avrebbe collaborato in epoca sovietica con i servizi segreti della Bulgaria, con il nome in codice "Sabina". Kristeva ha smentito il fatto respingendo le accuse, che sono state anche ridimensionate da un ex agente della polizia segreta bulgara.
Opere
Formula il concetto di intertestualità. Ispirandosi al dialogismo bachtiniano, Kristeva concepisce l'analisi del testo alla luce del suo intertesto. Nella prima fase della sua ricerca si dedica alla semiologia ed elabora la semanalisi, che espone nell'opera Séméiôtiké. Ricerche per una semanalisi.
Il suo lavoro infatti comincia intorno alla semiologia occupandosi di dialogo, verosimiglianza, ideologemi, moda e letteratura. Specialmente di autori come Sade, Roussel, Bataille, Beckett (con Le père, l'amour, l'exile) e in misura maggiore di Mallarmé, al quale dedica una monografia importante.
Nel 1974, su invito delle autorità cinesi, intraprende un viaggio per la Cina con una delegazione formata da alcuni componenti della rivista Tel Quel. Parte insieme a Philippe Sollers, François Wahl, Marcelin Pleynet e Roland Barthes. Al ritorno dal viaggio pubblica Donne cinesi. L’opera viene criticata in particolare nel contesto degli studi postcoloniali poiché alcuni analisti e analiste vi ravvisano stereotipi orientalisti ed essenzialisti,.
Nel libro Polylogue (1977) analizza diverse pratiche di simbolizzazione: il linguaggio, la pittura (Giotto, Bellini), la letteratura moderna (Artaud, Joyce, Céline, Beckett, Bataille, Sollers), e gli approcci della linguistica, della semiotica, dell’epistemologia e della psicoanalisi.
Un altro libro di critica letteraria che già apre alla psicoanalisi è Pouvoirs de l'horreur (1980), su Céline. In questa opera analizza anche il tema dell'abiezione. Seguono poi anni d'interesse verso i fenomeni dell'amore e della depressione, l'idea di esilio, e il problema della fede. In Poteri dell'orrore, come in Storie d’amore (1983) e Sole nero, depressione e malinconia (1987) si ricollega sia alle opere letterarie sia alla pratica psicoanalitica, due ambiti che nella ricerca di Kristeva interagiscono. Questo approccio si ritrova anche nell'analisi del tempo sensibile in Proust, nell'opera Le temps sensible. Proust et l'expérience littéraire.
Le tematiche dell'estraneità, dell'identità e dell’alterità, sono affrontate in particolare nel saggio Stranieri a noi stessi, pubblicato nel 1988.
Nell’opera Le nuove malattie dell’anima tenta di definire le nuove specificità dei pazienti e delle pazienti di oggi.
Nell'opera Sens et non-sens de la révolte. Pouvoirs et Limites de la Psychanalyse (1996), si interroga se di fronte alla cultura dello spettacolo o dell’intrattenimento sia possibile una "cultura-rivolta", nel senso sia etimologico sia proustiano della rivolta: svelamento, capovolgimento, ricostruzione del passato, della memoria e del significato.
Un romanzo semi-autobiografico (I samurai, 1990) ricostruisce i suoi anni d'impegno politico maoista e gli incontri di lei, giovane ragazza giunta a Parigi dall'est Europa, con gli intellettuali dell'epoca. Di una successiva ricerca sul "genio femminile" fanno parte i tre libri su Hannah Arendt, Melanie Klein e Colette, alle quali dedica la trilogia Il genio femminile Hannah Arendt, Melanie Klein, Colette. In quest’opera decide di non affrontare la questione femminile parlando delle donne in generale, ma concentrandosi sulla «singolarità sempre capace di superarsi». Una riflessione che formula sulla scia della sua vicinanza intellettuale al pensiero di Duns Scoto.
Nel 2004 pubblica il romanzo Meurtre à Byzance, un giallo storico, in cui affronta anche il tema della migrazione, dello sradicamento e perdita di identità. Tra racconto e saggio, il romanzo Teresa, mon amour, pubblicato nel 2008, narra la vita e l’esperienza mistica di Teresa d'Avila. Il tempo tra realtà e finzione è il tema del romanzo L'Horloge enchantée, pubblicato nel 2015, dove mette in scena personaggi appartenenti a epoche diverse.
Kristeva è stata considerata una delle maggiori esponenti del femminismo francese insieme a Simone de Beauvoir, Hélène Cixous e Luce Irigaray.Vanda Zajko e Miriam Leonard (edited by), Laughing with Medusa. Oxford University Press, 2006. Griselda Pollock, Inscriptions in the feminine. In: Inside the Visible edited by Catherine de Zegher. MIT Press, 1996. Ha avuto una notevole influenza sul femminismo e la critica letteraria femminista negli Stati Uniti e nel Regno Unito.Parallax, n. 8, [Vol. 4(3)], 1998.Humm, Maggie, Modernist Women and Visual Cultures. Rutgers University Press, 2003.
Impostures intellectuelles Nel 1997, i fisici Alan Sokal e Jean Bricmont hanno dedicato un capitolo del loro libro Impostures intellectuellesA. Sokal, J. Bricmont, Impostures intellectuelles, Éditions Odile Jacob. Poi pubblicato anche in inglese come Fashionable Nonsense. Postmodern Intellectuals' abuse of science, Alan Sokal, Picador, 1998. all'utilizzo che Kristeva aveva fatto della matematica in alcuni degli scritti che la resero famosa negli anni 1960 e 1970. Essi hanno illustratopp. 38-49 della prima edizione americana la conoscenza superficiale che Kristeva aveva della matematica che purtuttavia ella pretendeva di richiamare, e hanno sostenuto inoltre che ella non riesca a mostrare la rilevanza, in linguistica, dei concetti matematici che importava in modo analogico, e che tale rilevanza verosimilmente potrebbe non esistere.
Julia Kristeva ha risposto a queste critiche con l'articolo intitolato Une désinformation, pubblicato su Le Nouvel Observateur
Saggi Semiologia e grammatologia (1968), in Jacques Derrida, Posizioni. Colloqui con Henri Ronse, Julia Kristeva, Jean-Louis Houdebine, Guy Scarpetta, Lucette Finas, Verona: Bertani, 1975 Séméiôtiké. Ricerche per una semanalisi (1969), Milano: Feltrinelli, 1978 Le texte du roman : approche semiologique d'une structure discursive transformationnelle (1970), The Hague-Paris: Mouton, 1976 La semiologia scienza critica e/o critica della scienza (1971), in Umberto Silva (a cura di), Scrittura e rivoluzione (trad. parziale di Théorie d'ensemble), Milano: Mazzotta, 1974 Bataille l'esperienza e la pratica (1973), in Philippe Sollers (a cura di), Bataille. Verso una rivoluzione culturale, Bari: Dedalo, 1974 Il soggetto in processo (1973), in Philippe Sollers (a cura di), Artaud. Verso una rivoluzione culturale, Bari: Dedalo, 1974 La Révolution du langage poétique (1974); trad. La rivoluzione del linguaggio poetico (1974), Venezia: Marsilio, 1979; Milano: Spirali, 2006 Des Chinoises (1974), trad. Donne cinesi, Milano: Feltrinelli, 1975 Discorso e famiglia in Cina. Alcune proposte (1975), in Armando Verdiglione (a cura di), Psicanalisi e semiotica, Milano: Feltrinelli, 1975 Eretica dell'amore, a cura di Edda Melon, Torino: la Rosa, 1979 Materia e senso. Pratiche significanti e teoria del linguaggio (trad. parziale di Polylogue, 1980), Torino: Einaudi, 1980 (con presentazione di Giovanni Bottiroli) Le language, cet inconnu (1981); trad. Il linguaggio, questo sconosciuto: iniziazione alla linguistica (con un'intervista di Augusto Ponzio), Bari: Adriatica, 1992 Pouvoirs de l'horreur (1980); trad. Poteri dell'orrore. Saggio sull'abiezione, Milano: Spirali, 1981 Histoires d'amour (1983); trad. Storie d'amore, Roma: Editori Riuniti, 1985; n.ed. Roma: Donzelli, 2012 Au commencement était l'amour (1985); trad. In principio era l'amore. Psicoanalisi e fede (1985), Bologna: il Mulino, 1987, n.ed. Milano: SE, 2001; Bologna: il Mulino, 2015 (con presentazione di Massimo Recalcati) Soleil noir. Depression et mélancolie (1986); trad. Sole nero. Depressione e melanconia, Milano: Feltrinelli, 1986; n.ed. Roma: Donzelli, 2013 Étrangers à nous même (1988); trad. Stranieri a sé stessi, Milano: Feltrinelli, 1990; n.ed. Roma: Donzelli, 2014 La testa senza il corpo. Il viso e l'invisibile nell'immaginario dell'Occidente (1989), Roma: Donzelli, 2009 Les Nouvelles maladies de l'âme (1993); trad. Le nuove malattie dell'anima, Roma: Borla, 1998 Sens et non-sens de la révolte. Pouvoirs et limites de la psychanalyse (1996), Paris: Fayard Au risque de la pensée (1998); trad. Il rischio del pensare, Genova: Il melangolo, 2006 (intervista a Marie-Christine Navarro) L'Avenir d'une révolte (1998); trad. L'avvenire di una rivolta, a cura di Marta Albertella, Genova: Il melangolo, 2013 (con Catherine Clément) Le féminin et le sacré (1998); trad. Il femminile e il sacro, Roma: Donzelli, 2025 La Haine et le pardon, a cura di Pierre-Louis Fort, Paris: Fayard, 2005 Hannah Arendt. La vita le parole (La Génie féminin. I, 1999), Roma: Donzelli, 2005 Melanie Klein. La madre la follia (La Génie féminin. II, 2000), Roma: Donzelli, 2006 Colette. Vita d'una donna (La Génie féminin. III, 2002), Roma: Donzelli, 2004