La miocardite è una malattia infiammatoria acquisita che coinvolge il muscolo cardiaco e che riconosce diversi agenti causali, più spesso virus, ma anche altri microrganismi come batteri, funghi e protozoi, malattie autoimmuni (sclerodermia, vasculiti) e sostanze tossiche.

Sintomi e segni astenia protratta dispnea dolore toracico aritmie recente malattia virale (febbre, sintomi respiratori e gastrointestinali) indici di danno miocardico indici elevati di infiammazione (VES, PCR, leucocitosi)

Eziologia Si dividono le miocarditi in base alla loro eziologia:Claudio Rugarli, Filippo Crea, Medicina interna sistematica. Estratto. Malattie del sistema circolatorio, Vignate, Edra, 2019, pag 183 miocardite infettiva: è la forma più comune. Causata da: virus: coxsackie, adenovirus, virus dell'influenza A e B, parvovirus B19, EBV, CMV, herpes virus; batteri: infezione reumatica e scarlattina; protozoi; miocardite autoimmune: per attivazione abnorme del sistema immunitario, secondaria a infezione virale, LES, sclerodermia e sarcoidosi; miocardite a cellule giganti: colpisce in particolare i giovani, ha prognosi sfavorevole; miocardite da ipersensibilità: indotta da farmaci, sostanze tossiche, e associata a ipereosinofilia.

Manifestazioni post vaccino La miocardite è inoltre un raro effetto collaterale, specie in adolescenti e giovani adulti, di alcuni vaccini come il vaccino contro il vaiolo e quelli a mRNA contro il COVID-19.

Anatomia patologica La miocardite non trova riscontro a livello macroscopico; è necessario quindi distinguere il tipo di infiltrato infiammatorio per effettuare una diagnosi. Troviamo un infiltrato linfocitario nelle infezioni virali e batteriche, mentre nelle miocarditi acute a veloce progressione troviamo neutrofili o cellule giganti. Può esserci un infiltrato di eosinofili nell'ipereosinofilia idiopatica o sindrome di Loeffler. La presenza di fibrosi può indicare una miocardite in stato borderline o di guarigione.

È importante fare diagnosi differenziale con la malattia ischemica del miocardio. Solitamente, l'interessamento necrotico a focolaio del miocardio è suggestivo di miocardite, a differenza della necrosi "a ventaglio" (con apice a livello del vaso occluso e necrosi nel territorio d'irrorazione) tipica dell'infarto.

Manifestazioni cliniche La presentazione può essere estremamente variabile, con diverse forme: fulminante: improvvisa disfunzione cardiaca; simil-infartuale: dolore toracico di natura oppressiva insieme a sopraslivellamento del tratto ST, con rialzo degli indici di necrosi; a presentazione aritmica: con aritmie sopraventricolari e ventricolari gravi; cronica: preceduta da una fase silente, si presenta con progressivo scompenso cardiaco.

Diagnostica ECG: per la ricerca di anomalie aspecifiche del tratto ST e dell'onda T; RM cardiaca: per identificare aree di danno; Ecocardiogramma; Biopsia: esame fondamentale, con ricerca di genoma virale con PCR.

Prognosi Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve in 4-6 settimane circa, senza importanti esiti. Se cronicizza invece può evolvere verso una cardiomiopatia dilatativa.Claudio Rugarli, Filippo Crea, Medicina interna sistematica. Estratto. Malattie del sistema circolatorio, Vignate, Edra, 2019, pag 185

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