La tiara papale o triregno (in latino: thiara o triregnum) è una particolare corona utilizzata dai papi a partire dal medioevo fino alla seconda metà del secolo XX come simbolo di sovranità.

Si tratta di un copricapo extra-liturgico con infule, utilizzato particolarmente nel corso della cerimonia dell'incoronazione, di foggia conica (su modello delle tiare mediorientali) più o meno rigonfia, inanellato da un numero di diademi via via accresciutosi sino ad un numero di tre (da cui il nome triregno) e sormontato da un piccolo globo crucigero. Le tre corone sovrapposte della tiara papale indicano il triplice potere del pontefice: Padre dei principi e dei re, Rettore del mondo, Vicario di Cristo in Terra. Secondo un'ulteriore interpretazione, le corone potrebbero rimandare anche alle tre componenti della Chiesa: quella militante (i vivi, che ancora combattono per Cristo - da cui "militante"), quella purgante (i defunti che si stanno purificando nel Purgatorio) e quella trionfante (i beati in Cielo).

L'ultima cerimonia di incoronazione papale con imposizione della tiara vi fu nel 1963 in occasione dell'elevazione al Soglio di papa Paolo VI, che cessò successivamente l'uso dello storico simbolo pontificio. La tiara, che fu creata dallo scultore e cesellatore Renato Valcavi della poliartistica Istituto Beato Angelico di Milano, venne messa in vendita e acquistata dal cardinale Francis Joseph Spellman, arcivescovo di New York, utilizzandone il ricavato per le missioni africane. L'uso del triregno fu sostituito con quello della mitra.

L'uso della tiara permane nello stemma pontificio e, fino al 2005, negli stemmi personali dei papi, quando papa Benedetto XVI la sostituì con la mitra nel proprio stemma personale. Il disegno di tale mitra, tuttavia, nella presenza di tre bande dorate orizzontali richiama quello delle tre corone del triregno.Bandiera pontificia sul sito dello Stato della Città del Vaticano Anche papa Francesco, nel 2013, e papa Leone XIV, nel 2025, hanno mantenuto la medesima mitra, con un disegno a tre bande dorate orizzontali che richiama le corone del triregno, sulla sommità del proprio stemma.

Storia Origini

L'origine della tiara è probabilmente di derivazione persiana, dove veniva utilizzata quale simbolo di distinzione, diventando infine paramento tipico dei sacerdoti di Mitra, con i quali giunse infine a Roma.

Tra il IX ed il X secolo la tiara o mitra di forma conica prese ad essere utilizzata in Occidente come copricapo dei vescovi, divenendo rapidamente di uso comune. A Roma i Papi, che sin dall'VIII secolo avevano assunto il potere temporale su gran parte dell'Italia centrale e che dall'800 avevano acquisito la potestà di investitura imperiale, inanellarono quindi la tiara con una corona, a simboleggiare la propria condizione sovranaJames-Charles Noonan, The Church Visible, (ISBN 0-670-86745-4). La più antica immagine della tiara papale è quella che appare in una moneta di papa Sergio III (904-911). Mano a mano che il potere temporale si accrebbe, scontrandosi con quello imperiale nella lotta per le investiture, la tiara fu decorata con pietre preziose per sembrare più simile ad una corona principesca.

La seconda corona venne aggiunta nel 1298 o 1301 da Bonifacio VIII, concordemente alla sua politica di supremazia pontificia al tempo del confronto con Filippo il Bello, re di Francia, per simboleggiare la doppia condizione di sovranità spirituale e temporale del papa e con l'intento di dimostrare che la sua autorità spirituale era superiore a qualsiasi autorità civile. La Statua di Bonifacio VIII e la sua tomba lo rappresentano con una tiara a due corone.

Le due infule pendenti dall'estremità posteriore della tiara apparvero nel 1314 circa, durante il pontificato di Clemente V, all'inizio della cattività avignonese, assimilando così l'aspetto della corona papale a quello oramai assunto dalle mitrie vescovili.

Triregno

Fu Giovanni XXII (1316-1334), a inserire per la prima volta, nel proprio stemma, una tiara sormontata da tre corone. Il successore Benedetto XII (1334-1342), dopo aver vanamente tentato di riportare la sede pontificia da Avignone a Roma, volle rafforzare l'autorità papale, riaffermando simbolicamente (proprio mediante l'introduzione della terza corona) il possesso della città di Avignone e la sovranità sulla Chiesa universale.

Nonostante, nel XV secolo, Innocenzo VIII giungesse addirittura a dare in pegno la sua tiara, il Triregno assurse in breve a simbolo stesso del papato. Come tale nel XVI secolo fu ampiamente al centro delle critiche connesse alla riforma protestante. Un esempio ne è la teoria luterana che afferma come il Triregno sia riconducibile alla profezia nel capitolo settimo del libro di Daniele , secondo la quale il "piccolo corno" del papato romano sradicherà i tre corni precedenti.

Il principale uso della tiara papale era connesso alla cerimonia di incoronazione, che si tiene nella basilica di San Pietro dopo il conclave e prima dell'intronizzazione nella basilica di San Giovanni in Laterano. L'apice della cerimonia era contrassegnato dall'imposizione del triregno sul capo del nuovo pontefice mentre uno stoppino veniva bruciato davanti ai suoi occhi recitando la formula sic transit gloria mundi ("così passa la gloria terrena"). L'uso rimase inalterato anche dopo la fine del potere temporale dei Papi nel 1871, sopravvivendo per quasi un altro secolo. Le tre corone corrispondono ad altrettanti titoli pontificali: Padre dei Principi e dei Re, Reggitore del mondo, Vicario in terra del Salvator Nostro Gesù Cristo. Erano in uso nel messale adottato per l'incoronazione di san Pio X., citando Ferruccio de Carli, Pio X e il suo tempo.

L'ultima incoronazione papale e dismissione della tiara

L'ultima cerimonia venne condotta nel 1963, in occasione dell'elezione di Paolo VI, il quale venne incoronato in Piazza San Pietro nel tempo stabilito dalla Costituzione Apostolica per il cerimoniale di insediamento.

La tiara utilizzata per l'incoronazione, come altre volte era successo in passato, era nuova, donata dalla città di Milano, dove il pontefice era stato arcivescovo prima della sua elezione. Questa tiara, realizzata dallo scultore Renato Valcavi della Scuola Beato Angelico, era molto diversa dalle tiare precedenti, non era ricoperta di gemme e pietre preziose, ed era di forma conica, piuttosto semplice. Pesava inoltre molto più delle tiare precedenti.

Dopo l'incoronazione il pontefice usò la tiara il 10 novembre 1963 per la presa di possesso dell'Arcibasilica LateranenseFoto pubblicata su La Stampa Sera del 10 novembre 1963, pagina 3. La tiara fu usata nuovamente da Paolo VI per la benedizione Urbi et Orbi del 30 marzo 1964. Il 13 novembre 1964, nella messa che celebrava la riapertura del Concilio Vaticano II (14 settembre), Paolo VI scese dal trono papale nella Basilica di San Pietro e, con gesto inaspettato e simbolico, depose il triregno sull'altare papale come segno di umiltà e di rinuncia a qualsiasi potere di natura politico-umana. Inoltre, il gesto voleva essere un segno di cambiamento nell'ottica di rinnovamento del Concilio. Nello stesso anno il Pontefice volle dare un ulteriore segno mettendo in vendita la tiara per darne il ricavato ai poveri. Il cardinale Spellman chiese di acquistare la tiara, che è oggi esposta nella basilica dell'Immacolata Concezione a Washington.

La decisione di abbandonare l'uso di questo simbolo del papato, la tiara papale, fu molto contrastata dai cattolici tradizionalisti, molti dei quali ancora continuano una campagna a favore del suo ripristino. Alcuni, persino, etichettarono Paolo VI come antipapa, sostenendo che nessun papa autentico rinuncerebbe alla tiara. Almeno uno dei "pretendenti" alla "Cattedra di Pietro" dopo la morte di Paolo VI, Clemente Domínguez, proclamato "papa" con il nome di "Gregorio XVII" dai suoi seguaci del movimento di Palmar de Troya, a Siviglia, in Spagna nel 1978, fu "incoronato" con una "tiara papale", dimostrandone la potenza suggestiva di questo simbolo. Un altro papa autoproclamato, in seno alla sedicente "Vera Chiesa Cattolica" (True Catholic Church), Lucian Pulvermacher che prese il nome di "Pio XIII", usa la tiara nel suo stemma.

Nonostante questo l'uso della tiara non era stato ufficialmente abolito dal pontefice, tanto che la costituzione apostolica Romano Pontifici Eligendo "Romano Pontifici Eligendo (1975), § 92.

Fu il successore Giovanni Paolo I nel 1978 a rifiutare una cerimonia di incoronazione, sostituendola con una più sobria "Messa di solenne inizio del Ministero Petrino", pur non abolendo mai ufficialmente l'uso della tiara, che semplicemente non divenne più obbligatoria. Dopo la morte improvvisa di Giovanni Paolo I, il successore Giovanni Paolo II, nella sua omelia d'inaugurazione affermò che:

Nel 1981 Giovanni Paolo II ricevette una tiara in dono dai cattolici ungheresi, che non venne mai utilizzataImmagine della Tiara .

Nel 1996, nella sua nuova costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, Giovanni Paolo II rivide le regole per l'elezione del papa, togliendo ogni riferimento all'incoronazione papale e sostituendola con il termine "inaugurazione": "Il Pontefice, dopo la solenne cerimonia di inaugurazione del pontificato ed entro un tempo conveniente, prenderà possesso della Patriarcale Arcibasilica Lateranense, secondo il rito prescritto."Universi Dominici Gregis (1996), $ 92.

Come nel documento di Paolo VI, la terminologia è descrittiva, non normativa. Inoltre, egli non stabiliva alcuna regola riguardo alla forma della "cerimonia di inaugurazione del pontificato", che poteva anche essere nella forma di un'incoronazione. Comunque, il papa non rimaneva vincolato a nessun cerimoniale fatto dai suoi predecessori, e può liberamente cambiarlo.

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Attuale uso del simbolo del Triregno

In occasione della festività dei santi Pietro e Paolo, il 29 giugno di ogni anno, si usa rivestire della tiara e dei paramenti pontificali la famosa statua bronzea di San Pietro nella Basilica di San Pietro per onorare l'Apostolo di cui i papi sono, secondo la fede cattolica, successori.

Fino al papato di Benedetto XVI la tiara fu anche l'ornamento sormontante lo stemma personale dei papi. Fu un elemento presente anche negli stemmi personali di Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II sebbene non la indossarono mai. Attualmente la tiara papale continua ad essere rappresentata sulla Bandiera vaticana e nello stemma della Santa Sede.

Rompendo con la tradizione, Benedetto XVI ha deciso ad inizio di pontificato di mettere una mitra al posto della tiara nel suo stemma personale. La mitra pontificia raffigurata nel suo stemma, a ricordo delle simbologie della tiara, è di argento e porta tre fasce d'oro.

Egli però ha mantenuto l'uso della tiara quale simbolo ufficiale del papato, lasciandola insieme con le chiavi decussate come simbolo della Sede Apostolica sia sullo stemma della Santa Sede sia su quello della Città del Vaticano. La tiara papale, come stemma dello Stato della Città del Vaticano, appare anche sulla bandiera nazionale. La foggia del drappo, nelle rappresentazioni in disegni, è quadrata - come l'unica altra, nel mondo, e cioè il vessillo della Svizzera - ma in genere è preparata con aspetto rettangolare, come quelle che si vedono sventolare agli edifici della Santa Sede, anche fuori dalla Città del Vaticano.