I Maggi sono un'importante famiglia nobiliare di Brescia. Si diffusero poi a Milano, Cremona e Piacenza.
Maggi di Brescia
Sebbene le loro origini siano ancora avvolte nella leggenda, già all'inizi del XII secolo essi sono ricordati nei cognomi della città di Brescia nelle forme di Madii, Mazi, de Madiis, de Mazis, de Madio.Tratto da:
Discendenti diretti della antica casata nobiliare Maggi sono tuttora presenti nella provincia di Brescia.
Risulta un cognome piuttosto diffuso in città nel XII secolo. Già nel XIII i Maggi erano la famiglia più rappresentativa e facoltosa della provincia. Dal punto di vista politico erano schierati all'interno della domus Guelforum Magnatum, che si contrapponeva al partito ghibellino guidato da Griffo de Griffis, detto Griffolino.Tratto da:
Nel 1243 troviamo un Manuele Maggi a guida della repubblica di Genova, nel 1247 lo stesso è eletto podestà di Piacenza, mentre nel 1251 passava alla città di Parma.Tratto da: Della famiglia facevano parte anche due vescovi di Brescia: Berardo Maggi (?-1308) e Federico Maggi (?-1333).
Esponenti dei Maggi di Brescia Franceschina Maggi (XIII secolo), nobildonna, moglie di Guido dei Bonacolsi, signore di Mantova Emanuele Maggi (XIII secolo), politico, podestà di Milano, Genova, Piacenza e Parma e senatore di Roma; fu padre del vescovo Berardo. Berardo Maggi (XIV secolo), vescovo di Brescia e marchese, duca e conte di Brescia Maffeo Maggi (XIV secolo), podestà di Firenze, Perugia, Reggio Emilia, Parma, Siena, Lucca, Pistoia, Bologna, Viterbo, Fermo e Milano, capitano del popolo a Reggio Emilia e Bologna e signore di Brescia Federico Maggi (XIV secolo), vescovo di Brescia e vescovo eletto di Piacenza Sebastiano Maggi (1414-1496), religioso e beato Vincenzo Maggi (1498-1564), filosofo Berardo Maggi (1818-1885), parlamentare del Regno d'Italia Aymo Maggi (1903-1961), pilota automobilistico
Arma dei Maggi di Brescia D'azzurro, a tre fasce d'argento alias fasciato di azzurro e di argento.
Albero genealogico
Maggi di Cotone Tra il Duecento e il Quattrocento troviamo anche la dinastia dei Maggi di Cotone, legata ai Senesi in opposizione alla dominazione degli Aldobrandeschi nella Toscana meridionale, in un'area a cavallo tra la valle dell'Ombrone e le colline dell'Albegna e del Fiora. Oltre al Castello di Cotone, possedevano il Castello di Montepò, il Castello di Colle Massari, il Castello di Vicarello e il Castello della Sabatina, imponenti strutture fortificate sparse nei territori comunali di Scansano, Cinigiano e CampagnaticoTratto da: Giuseppe Guerrini (a cura di). Torri e castelli della provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto). Siena, Nuova Immagine Editrice, 1999. Pag. 147, 146, 120, 121, 112
Discendenti diretti de questa antica casata nobiliare Maggi, le "Cotoner" sono tuttora presenti nella isola di Maiorca.Scansano. Toscana.info, Siena Le prime notizie del Castello e Corte di Montorgiali si hanno in una bolla di Clemente III dell’anno 1188 diretta al Vescovo di Grosseto. Il Castello, di aspetto possente data la sua struttura a facciavista, fu costruito in vetta ad un poggio e presenta ancora oggi importanti finestre ad arco e mensole di piombatoi ormai spariti. Il Castello ed il Borgo seguirono le vicissitudini derivanti dalle ostilità fra gli Aldobrandeschi del ramo di Santa Fiora e la Repubblica di Siena. I Conti di Montorgiali, dapprima Vassalli degli Aldobrandeschi, nel 1224 si schierarono con Siena e sostennero costose guerre che li costrinsero, per fronteggiare le spese, a cedere diritti di alcuni beni fra i quali Castiglioncello e relativo distretto. Nell’anno 1378 Montorgiali fu venduto alla Repubblica di Siena.
Maggi di Parabiago
Intorno al 1490 compare a Milano un ramo della famiglia con capostipite Matteo, che ebbe due figli Giovanni Antonio e Giovanni Ambrogio, entrambi ricchi mercanti, i quali avevano un palazzo signorile in città, presso la Parrocchia di San Vittore a Teatro; nel 1606 Giuseppe Maggi acquistò fuori città, a Parabiago una villa signorile con podere annesso da un certo Lodovico Longone; suo figlio Luigi (m. 23 maggio 1680) ne ampliò i possedimenti in campagna. All'inizio dell'Ottocento, con Francesco Maria, possedevano in Parabiago una proprietà di circa 500 pertiche di terreno.
Altri esponenti del ramo da citare furono: Carlo Giuseppe, Deputato dell'Estimo a Parabiago tra il 1766 ed il 1770 un secondo Luigi, Parroco di Golasecca dal 1798 Francesco Maria, anch'esso Deputato dell'Estimo intorno al 1800 Giuseppe, dal 1845 sacerdote presso il Santuario della Colorina di Nerviano Emma Maggi, (1900-1985), nobildonna, moglie di N.H. Ulisse Derba Plinio Maggi, (1933-2019), cantautore
Sul finire del XIX secolo, l'ultimo del ramo, Domenico che fu Sindaco di Parabiago, dovette vendere gli immobili a causa delle scarse finanze familiari, a favore della famiglia Prandoni.
Maggi/Magio di Cremona Dal paese di Gradella al Vho di Piadena ai Palazzi ora Grasselli ed Affaitati in Cremona, i Maggi, antichi discendenti della Gens Magia, hanno lasciato testimonianze in questa città. Secondo l'abate Isidoro Bianchi (regio professore del Liceo e censore, estensore del testo "Antichi Monumenti della Gens Magia", 1793) i Magio arrivarono a Cremona già in epoca romana con Gneo Pompeo Magio, prefetto de' Fabri, console amico di Cesare e Pompeo.
Maggi di Milano Ippolita Maggi (1555-?), nobildonna, moglie di Alfonso Gonzaga, marchese di Castel Goffredo Giovanni Antonio Maggi (1583 ca.-1649), abate del Duomo di Castiglione delle Stiviere
La famiglia Maggi di Milano è una delle più antiche casate patrizie lombarde, attestata già nel Medioevo tra le famiglie influenti della città. I Maggi furono inseriti nel patriziato milanese e ricoprirono incarichi ecclesiastici, amministrativi e politici tra XVI e XVII secolo, mantenendo rapporti con altre famiglie nobili lombarde e con i Gonzaga.
Alcuni membri si distinsero nel clero e nelle corti signorili: ad esempio Ippolita Maggi, nel Cinquecento, sposò Alfonso Gonzaga, collegando il casato milanese alla nobiltà mantovana. Altri esponenti operarono come abati, giuristi e funzionari al servizio delle istituzioni ducali e poi spagnole.
Il cognome Maggi a Milano non indica un’unica linea familiare, ma più rami: uno nobile-patriziale documentato negli archivi cittadini e altri borghesi o artigiani diffusi in Lombardia. Nel tempo il nome si è esteso anche fuori Milano, soprattutto verso Brianza e Cremonese, mantenendo però un nucleo storico nel patriziato milanese.
Note
Bibliografia
Le informazioni del paragrafo Maggi di Parabiago, sono tratte da: Alessandro Giulini, Di un ramo ignorato del casato Maggi, dal Giornale Araldico n.2, Rocca San Casciano, tipografia Cappelli, 1905 Don Marco Ceriani, Storia di Parabiago, vicende e sviluppi dalle origini ad oggi, pagine 184-187, Unione Tipografica di Milano, 1948 Egidio Gianazza, Uomini e cose di Parabiago, pagina 96, Comune di Parabiago, 1990
Altri progetti
Collegamenti esterni