Vinovo (Vineuv in piemontese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte, situato presso la seconda cintura della città capoluogo.
Geografia fisica Territorio
Nel territorio di Vinovo, ai margini del nucleo abitativo originario e principale, scorre il torrente Chisola che va a sfociare in Po nei pressi di Moncalieri.
Storia La città ha una storia che affonda le sue radici in tempi molto antichi: sono stati infatti ritrovati in questa zona reperti risalenti al V secolo d.C. I documenti storici coevi, che citano quella che sarà l'odierna Vinovo, risalgono al 1040: in quell'anno un atto notarile certifica che i marchesi Romagnano donano all'abbazia di San Silano di Romagnano alcuni terreni siti nel territorio di Vinovo. In questo documento il territorio è indicato come Vicus Novus (in latino: "Villaggio nuovo"), nome che permase per tutto il Medioevo.
Nel 1268 un atto di vendita vede l'affacciarsi, nella storia locale, della famiglia Della Rovere, che diventerà feudataria di Vinovo nel 1400. La nascita del Comune è datata 1458, quando il duca Ludovico di Savoia concede alla Comunità Vinovese gli Statuti, a difesa dei cittadini. Con la morte dell'ultimo discendente dei Della Rovere, nel 1692, il feudo viene ceduto ai Conti delle Lanze che ne godranno il possesso sino al 1732. In quell'anno il cardinale Carlo Vittorio Amedeo Ignazio delle Lanze cede la città al re Carlo Emanuele III, che ne fa dono, insieme a Stupinigi, alla Commenda dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. L'Ordine viene soppresso nel 1800, e molte terre vengono vendute a privati e solo dopo il 1815, anno del ritorno dei Savoia nei loro possedimenti piemontesi, ne viene ricostruito il patrimonio con Stupinigi, e parte di Vinovo: il castello, alcuni terreni, le cascine e i boschi. Nel 1865 la frazione di Stupinigi viene definitivamente separata da Vinovo e annessa a Nichelino.
Nel 1775 parte del castello viene adibita a fabbrica per la lavorazione di maioliche e porcellane, che, negli anni a seguire, assurge a livelli di grande rinomanza, sotto la direzione di Vittorio Amedeo Gioanetti. Alla fine dell'800, all'industria ceramica si affiancano le fornaci e le filande, con un proporzionale aumento della popolazione, e conseguente espansione dell'abitato; si rende necessario edificare il municipio, le scuole, l'asilo e una Casa del Cottolengo.Segno di progresso e di acquisita importanza è, nel 1882, l'inaugurazione di una linea tranviaria che dalla stazione torinese di Porta Nuova porta a Vinovo; questa viene poi soppressa nel 1934, e sostituita con autocorriere di linea.
La notte dell'11 settembre 1941 il paese subisce un bombardamento da parte degli aerei della RAF, che provoca tre feriti e la distruzione di molte case.
Simboli L'attuale stemma di Vinovo venne approvato dal consiglio comunale il 4 maggio 1917 e concesso con regio decreto del 13 gennaio 1918.RD di concessione del 13 gennaio 1918, registrato alla Corte dei conti l'8 febbraio 1918, Reg. Interno, foglio 289 e trascritto nel Libro araldico degli enti morali al vol. I, p. 43.
Nello stemma vi è un riferimento al blasone dei Marchesi di Romagnano (d'azzurro, alla banda d'argento, accostata da due filetti, d'oro), antichi feudatari del paese. Per ornamenti dello scudo furono scelti due rami di pino fruttati d'oro, come nel cimiero dei Romagnano, e per ricordare l’origine del Comune venne aggiunta la legenda Vicus Novus.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa di San Bartolomeo Eretta nel 1451 come ampliamento della cappella privata dei Della Rovere, e dedicata a san Bartolomeo, subentrò allora come chiesa parrocchiale a quella di San Desiderio. Nel 1615 venne ampliata e rimaneggiata, dandole le forme che grosso modo si possono osservare oggi. Durante la guerra del Monferrato, il 4 agosto 1630 alcuni squadroni di cavalleria la incendiarono; cessata la battaglia la chiesa fu ricostruita.
Tra il gennaio 1784 ed il luglio 1789 l'architetto Lodovico Bò elaborò cinque disegni per l'ingrandimento della chiesa parrocchiale, composti da una pianta (su cui si legge lo stato di fatto e la proposta di arretramento della facciata per dillatar la Contrada), una sezione longitudinale sulle cappelle e un prospetto, oltre che dal progetto per il nuovo altare e da quello per le porte centrale e laterali.I progetti per l'ingrandimento della chiesa parrocchiale di Vinovo, in Carlo Balma Mion, Lodovico Bò (1721-1800). Misuratore, Soprastante, Architetto, UNI Service, Trento, 2007, pp. 78-79 Partendo dalla considerazione che gran parte della muratura delle cappelle esistenti versava in cattive condizioni, Bò proponeva di cogliere l'occasione per ampliare le cappelle e per arretrare la facciata della chiesa di quattro piedi (poco più di due metri), in modo da dare più spazio alla via antistante la chiesa.
Tale progetto, conservato presso l'Archivio dell'Ordine Mauriziano insieme al calcolo della spesa prevista per l'esecuzione dei lavori, venne però quasi del tutto accantonato, e solo l'altare maggiore venne realizzato secondo le indicazioni dell'architetto.
Chiesa di San Desiderio Chiesa cimiteriale eretta nella prima metà del XVIII secolo sulle rovine dell'antecedente cappella del santuario di San Desiderio di Vienne (iniziale patrono del paese) costruita per conservare l'immagine della Madonna Addolorata presente ancor prima della cappella (l'autore dell'opera è ancor'oggi sconosciuto). La cappella di San Desiderio era molto più piccola dell'attuale chiesa ed era isolata in aperta campagna, pur costituendo chiesa parrocchiale. L'8 marzo 1451, con atto notarile, la sede della parrocchia fu trasferita alla cappella di S. Bartolomeo, posta nel centro e facente parte del primo Castello Della Rovere. Da quel momento, la cappella di S. Bartolomeo fu destinata alla comunità vinovese e ottenne il titolo di chiesa parrocchiale. Alla chiesa di San Desiderio rimase la funzione della custodia dell'immagine della Madonna Addolorata (e la sede per la sua venerazione). Nel 1702 il marchese Carlo Francesco Delle Lanze, conte di Sales, successore dei Della Rovere nel possedimento di Vinovo, ne fece oggetto di ristrutturazione. Un'altra radicale sistemazione edilizia fu eseguita nel 1735: la chiesa fu praticamente ricostruita con una pianta a croce greca e con gli interni dominati dall'ordine corinzio, mentre del precedente edificio rimase probabilmente il solo muro dell'abside, sul quale è dipinto l'antico affresco. La facciata fu progettata dall'ingegnere Crescentino Caselli ed eseguita tra il 1888-89. Intorno alla chiesa, a partire dal 1820-21, prese corpo e via via fu ampliato il cimitero comunale.
Chiesa di Santa Croce (o dij Batù) Fu innalzata nella seconda metà del XV secolo ed adibita a sede di culto per la Compagnia dei Flagellanti (in piemontese, Batù). Con la fondazione nel 1577 della Confraternita di Santa Croce per opera di Bartolomeo Feccia, la chiesa nel corso dei secoli subì molti cambiamenti e miglioramenti. I confratelli di Santa Croce durante le processioni, erano rivestiti di un camice bianco e con il capo ricoperto da un cappuccio bianco, ed erano appunto detti i Batù. Grazie alle offerte che provenivano da fonti diverse (quote che venivano versate per ogni sepoltura ed elemosine anonime) nel 1601 furono comprati due candelieri di ottone ed i relativi ceri e nell'aprile del 1603 furono completati i lavori dell'altare.Nel 1612 i maestri Giovanni Maria Sarasino e Antonio Franchetto piazzarono la porta della chiesa. Nel 1751 iniziarono i lavori per l'edificazione di un nuovo campanile «…per poter regere detta Campana, ed a ciò si senta più lontano il sono della medesima».Walter Canavesio e Piergiorgio Grana (a cura di), La confraternita di Santa Croce in Vinovo, Quaderni della Famija Vinoveisa. La nuova costruzione sarebbe sorta lateralmente all'asse della navata ed avrebbe misurato circa sei metri dall'altezza del tetto della chiesa. Nei primi anni dell'Ottocento i confratelli comprarono un nuovo organo per 150 lire. Durante la seconda guerra mondiale sul campanile fu montato, da parte dei militari, un posto di avvistamento antiaereo e nel 1945 i militanti della resistenza vinovesi e partigiani trovarono rifugio sul campanile, per sfuggire alle pattuglie nazifasciste. All'interno è presente un bel coro ligneo, intagliato dai mastri Bartolomeo Borello e Francesco Antonio Rochie nel 1715 e restaurato nel 2010. Dal 2000 viene utilizzato in periodo natalizio per la "Mostra dei Presepi Memorial Angela Penati" organizzata dalla Famija Vinoveisa. Dal 2011 iniziarono i lavori di restauro della chiesa, che sono stati completati nel maggio del 2015. Nel giugno del 2017 un violento nubifragio ha distrutto la croce posta al vertice della facciata.
Architetture civili
Castello Della Rovere Il Castello Della Rovere è un palazzo di stile rinascimentale eretto fra il 1480 ed il 1517 su disegno dell'architetto Baccio Pontelli e prospetta sull'attuale piazza Rey. Fu eretto per volere del cardinale Domenico Della Rovere, originario di Vinovo.
Municipio