I bombardamenti di Pescara furono una serie di attacchi aerei eseguiti dagli Alleati sulla città adriatica durante la Seconda guerra mondiale.
Le azioni principali si verificarono il 31 agosto, il 14, 17 e 20 settembre e l'8 dicembre del 1943, causando la morte di circa 3000 persone (varie fonti indicano anche un numero di 6000 caduti) e la distruzione di 1265 edifici, il danneggiamento grave di 1335 e lieve di 2150 costruzioni del centro abitato (un totale pari a circa l'80% degli edifici della città)..
L'area della città maggiormente colpita dai bombardamenti fu quella centrale, in quanto l'obiettivo strategico principale delle azioni militari era la distruzione della stazione di Pescara Centrale e l'interruzione della ferrovia Adriatica: la zona a nord del fiume fu rasa al suolo, determinando la fuga di massa dei cittadini di Pescara verso i paesi dell'entroterra. Grazie a questi sfollamenti i successivi bombardamenti del 17 e del 20 settembre causarono poche vittime civili poiché la città era stata quasi del tutto abbandonata.
L'8 febbraio del 2001, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città la Medaglia d'oro al merito civile per le pesanti perdite umane e materiali subite.
Contesto storico
Tra settembre e ottobre 1943 l'avanzata degli Alleati sul versante adriatico aveva già raggiunto il Molise, con la prospettiva di occupare Pescara entro la fine dell'anno per poi raggiungere Roma attraverso la via Tiburtina Valeria; l'aspra resistenza tedesca presso la Linea Gustav, che in Abruzzo seguiva grossomodo i rilievi circostanti il fiume Sangro, mise tuttavia in difficoltà gli Alleati, che riuscirono a raggiungere la città adriatica solamente il 10 giugno 1944, dopo la sanguinosa battaglia di Ortona, culmine dei combattimenti nel settore dell'Abruzzo adriatico.
I bombardamenti su Pescara avevano l'obiettivo di interrompere il nodo ferroviario cittadino, dove dalla ferrovia Adriatica si dirama la ferrovia Roma-Pescara, ampiamente usato dagli occupanti tedeschi per la movimentazione di truppe e rifornimenti.
L'attacco del 31 agosto Intorno alle 13:20 del 31 agosto del 1943 vi fu il primo bombardamento aereo sulla città: numerosi bombardieri B-24 del 376th Bombardment Group dell'aeronautica americana provenienti dalla direzione del mare bombardarono il centro cittadino, corrispondente alla vecchia Castellammare. Furono particolarmente colpite e danneggiate le aree comprese tra via Nicola Fabrizi e via Firenze, oltre a numerosi edifici pubblici come il palazzo del governo, che allora ospitava il presidio militare, e le aree limitrofe alla stazione. L'obiettivo principale dell'attacco, la stazione di Pescara Centrale, fu però mancato, e i danni all'infrastruttura ferroviaria minimi. Stime successive hanno calcolato circa 1600-1900 vittime, tra morti e feriti..
L'attacco del 14 settembre e la strage della stazione
Il 14 settembre vi fu il secondo attacco, stavolta più circoscritto all'area della stazione ma più distruttivo, poiché i 37 bombardieri del 376º e 98º gruppo della A.I. F. lanciarono 341 bombe ad alto potenziale esplosivo e incendiario, distruggendo completamente magazzini, scali merci e depositi di rifornimenti della stazione.. La presenza di centinaia di persone, attirate sul posto da un convoglio di rifornimenti militari bloccato in stazione saccheggiato dalla folla stremata dalla fame, fece di questa azione quella con il più alto numero di vittime. Nonostante non vi siano stati conteggi ufficiali, studi e ricostruzioni successive stimano tra le 600 e le 2000 vittime. Il bombardamento colpì in pieno la stazione, la linea ferroviaria e le aree limitrofe nel lato nord della città in particolare le zone circostanti corso Vittorio Emanuele II, corso Umberto I, via Ravenna, via Bologna e via Firenze, finendo inoltre per danneggiare anche il centro storico, sull'altra sponda del fiume, dove vennero distrutte due chiese seicentesche in via dei Bastioni e la principale porta d'ingresso cittadina della vecchia fortezza, in seguito ricostruita in stile moderno e parte del Museo delle genti d'Abruzzo.
Gli attacchi del 17 e del 20 settembre I successivi attacchi produssero danni materiali, per lo più nella sponda nord del fiume, ma poche vittime civili poiché la popolazione fu fatta sfollare dagli occupanti tedeschi, e i bombardamenti colpirono una città deserta.
Note
Bibliografia
Voci correlate Seconda guerra mondiale
Collegamenti esterni
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