Biografia Infanzia
Maria Ludwig Michael Mies nacque il 27 marzo 1886 al n. 29 di Steinkaulstraße ad Aquisgrana, in Germania, da Amalie Rohe (nata a Montjoie, oggi Monschau, il 14 aprile 1843 e morta ad Aquisgrana il 31 maggio 1928) e Michael Mies, impresario di marmi funebri attivo anche come muratore e scalpellino..
Gli anni dell'infanzia del giovane Ludwig furono assai fecondi per il suo futuro architettonico: uno stimolo importante fu ovviamente il mestiere del padre, grazie al quale egli fu subito proiettato nell'universo del costruire, ma un'influenza non secondaria fu esercitata anche dal paesaggio architettonico di Aquisgrana, indissolubilmente legato all'emergenza della Cappella Palatina ma al contempo incalzato dalla crescente industrializzazione.. Di seguito si riporta una riflessione dello stesso Mies:
Dopo aver condotto una formazione di tipo tecnico presso la Domschule dal 1896 al 1899 e la Gewerbliche Tagesschule dal 1899 al 1901, completata da corsi serali di statica, costruzione, matematica e disegno di nudi seguiti su volontà del padre, Mies iniziò la propria carriera dapprima come scalpellino funerario e poi come operaio non salariato attivo nella manutenzione della cattedrale romanica della sua città, edificio che come già accennato lasciò un'impronta duratura nella sua fantasia (dal contatto assiduo con le pareti in mattoni di Aquisgrana, in particolare, avrebbe ascritto la sua approfondita conoscenza nonché devozione ai dettagli costruttivi)..
Esordi architettonici
Sotto il segno di Behrens Nel 1901 Mies indirizzò la sua carriera in senso architettonico impiegandosi dapprima come apprendista presso gli architetti Goebbles e Albert Schneider, sotto i quali attese alla progettazione dei grandi magazzini Tietz, e poi nel 1905 a Berlino, in un primo momento come disegnatore nei servizi municipali di Rixdorf, a sud-ovest della capitale, e poi nello studio di Bruno Paul. Parallelamente ai suoi impegni professionali, prestò servizio nelle milizie imperiali prussiane - venendo congedato dopo pochissimo tempo a causa di una polmonite - e approfondì i suoi studi seguendo le lezioni della Scuola di Arti Applicate e della Scuola di Belle Arti di Berlino..
Fu durante l'anno successivo, il 1906, che Mies ricevette la sua prima commissione per una casa unifamiliare, richiesta da Alois Riehl, docente di filosofia presso la Università Humboldt di Berlino - e dalla consorte Sophie: il giovane architetto interpretò l'incarico meditando sui progetti di architettura domestica di Hermann Muthesius e Heinrich Tessenow e affrontando i temi del dislivello morfologico verso il giardino, risolto mediante un podio (funzionale anche a distaccare l'opera dal contesto), oltre che dell'integrazione dell'arredamento con le pareti, e dell'adesione a una tradizione architettonica prussiana di fine Ottocento che aveva ricevuto anche la sua consacrazione letteraria nel libro di Paul Mebes Um 1800...
Particolarmente colpiti dalla qualità del lavoro, Sophie e Alois Riehl introdussero il giovane architetto nei propri circoli mondani (di cui facevano parte l'imprenditore Walther Rathenau, il filosofo Werner Jaeger e lo storico dell'arte Heinrich Wölfflin) e gli concessero una borsa di studio con cui egli poté recarsi in Italia (visitando Roma, Firenze e Vicenza e rimanendo particolarmente affascinato da palazzo Pitti e dalle ville palladiane). Fu sempre grazie al successo conosciuto da villa Riehl, d'altronde, che Paul Thiersch, capo dello studio di Bruno Paul, sollecitò il giovane Mies a entrare al servizio dell'architetto Peter Behrens, che in effetti lo assunse nel 1908..
Gli anni trascorsi nello studio di Behrens lasciarono un'impronta indelebile nella mente creativa di Mies. Fu qui che incontrò e fece conoscenza di Le Corbusier e Walter Gropius, anch'essi futuri maestri del Movimento Moderno, e che approfondì la propria conoscenza di Karl Friedrich Schinkel, che onorò per il suo «sorprendente sentimento» per «le masse, i rapporti, i ritmi, e l'armonia delle forme». I frutti architettonici di tanto arricchimento, tra l'altro, non poterono tardare: nel 1910 Mies progettò la casa del mercante d'arte Hugo Perls a Zehlendorf, che denuncia chiaramente i suoi legami con Behrens e, attraverso quest'ultimo, per l'appunto, Schinkel,. di cui ripropose la contingenza espressiva e l'economia spirituale da essa comportata. Al 1910, invece, risale il progetto di monumento destinato alle celebrazioni del centenario di Bismarck, non realizzato, con cui Mies riprese il tema sempre tipicamente schinkeliano del basamento, qui espresso con un monumentale bastione di pietra affacciato scenograficamente sul Reno.
I Kröller-Müller Nel 1912 Mies ricevette il primo incarico in proprio, una villa nei pressi di Otterlo per i coniugi Helene Kröller-Müller e Anton Müller i quali, avevano inizialmente affidato il progetto a Behrens col quale entrarono però in disaccordo. Questa iniziativa, segnò un brusco raffreddamento dei rapporti tra Mies e il maestro, che tra l'altro poco tollerava la fervente ammirazione dell'allievo per il rivale Hendrik Petrus Berlage, di cui si parlerà più accuratamente nel paragrafo § Hendrik Petrus Berlage.
Per i Kröller-Müller, dunque, Mies elaborò un progetto dove il tema della casa unifamiliare è risolto in una serie di parallelepipedi linearmente sovrapposti tra di loro e aperti sul paesaggio circostante. A questo progetto, tuttavia, venne preferito - malgrado le forti simpatie della signora Kröller-Müller verso Mies - quello elaborato dallo stesso Berlage.. Questa vicenda, tuttavia, fu comunque un prezioso stimolo per Mies che nel 1913, sancendo così il definitivo distacco da Behrens, aprì un proprio studio personale a Steglitz, quartiere a sud di Berlino. Allo stesso anno, inoltre, risalgono le nozze dell'architetto con Adele Bruhn, detta Ada, figlia di un ricco industriale con cui ebbe tre figli: Dorothea (conosciuta dagli amici come Georgia), Marianne e Waltraut..
L'affermazione professionale I grattacieli e la casa di Neubabelsberg
Il termine della prima guerra mondiale fu per Mies foriero di cambiamenti, sia sul piano personale che professionale. Separatosi dalla moglie, pur senza divorziare ufficialmente, dal punto di vista artistico si avvicinò ai circoli Dada e alle attività del Novembergruppe, di cui fu uno dei principali animatori: era quest'ultimo in particolare un gruppo d'avanguardia finalizzato a riunire tutte le arti «sotto le ali di una grande architettura» a cui parteciparono anche Erich Mendelsohn, Hans Scharoun, George Grosz e Walter Gropius.
Fu proprio durante questo periodo che, in risposta alle dure condizioni economiche imposte dal primo dopoguerra, Mies iniziò inoltre a contemplare l'impiego di materiali moderni come l'acciaio e il vetro, impiegati sperimentalmente in due serie di cinque progetti che non furono mai realizzati, ma che comunque lasciarono un'impronta indelebile sulla filosofia architettonica modernista. Nel 1921, per l'appunto, fu il turno del progetto per un grattacielo a Friedrichstrasse, in cui Mies propose un triplice prisma vetrato con ossatura di acciaio alto venti piani; l'anno successivo meditò ancora sul tema del grattacielo con un'ulteriore elaborazione, dove la pelle dell'edificio assume un disegno più plastico. Al 1923, invece, risale un progetto di edificio per uffici in cemento, dove gli orizzontamenti dei solai lasciati a vista dall'esterno, inframezzati dai diaframmi trasparenti delle vetrate (arretrate rispetto al filo esterno dell'edificio), sono portati da due sistemi ortogonali di telai in cemento armato, dalla limpida chiarezza e semplicità... Gli ultimi due progetti, invece, furono due ville di campagna: la prima in cemento armato, e la seconda in laterizio, a Neubabelsberg. Di quest'ultima rimangono in particolare solo una prospettiva in carboncino e una pianta, dove il puro ritmo delle pareti in mattoni - che non si intersecano, toccandosi solo all'estremità - genera uno spazio fluido ma al contempo proporzionato ed equilibrato..
G, il Deutscher Werkbund e il Weissenhof Mies condusse la sua battaglia per una rinnovata modernità non solo progettualmente, bensì anche mediante un'intensa attività pubblicistica e di divulgazione, condotta nell'ambito della rivista G. Zeitschrift für elementare Gestaltung, con cui iniziò a collaborare a partire dal 1923.. Fu tuttavia sempre l'architettura ad assorbire la maggior parte delle sue energie creative: a consacrazione della sua affermazione professionale, nel 1926 fu eletto vicepresidente del Deutscher Werkbund, per conto del quale si assunse nel 1927 l'incarico di dirigere il progetto del Weissenhof, un quartiere residenziale sperimentale a Stoccarda in cui i più grandi nomi della corrente Neues Bauen - tra cui Le Corbusier, Walter Gropius, Bruno Taut e Jacobus Johannes Pieter Oud - avrebbero potuto dare tangibile dimostrazione al grande pubblico dell'applicazione delle nuove modalità costruttive al campo residenziale.. Lo stesso Mies, nell'ambito di questa iniziativa, progettò un edificio collettivo di quattro piani, di cui curò collaborando con la disegnatrice Lilly Reich (con la quale iniziò anche una relazione stabile). anche la parte di arredo: fu così che nacque la sedia MR20, pietra miliare del design contemporaneo, in cui i tubi di acciaio cromato della struttura, curvandosi elegantemente, generano uno sbalzo su cui "aggetta" la comoda seduta in corteccia di giunco.
Il padiglione di Barcellona e villa Tugendhat
Nel 1928 il governo della repubblica di Weimar incaricò Mies di progettare il padiglione rappresentativo della Germania all'esposizione universale di Barcellona del 1929: fu così che nacque il celebre padiglione di Barcellona, punto di svolta non solo della produzione di Mies, ma dell'intera architettura del XX secolo. A differenza del linguaggio passatista del resto dei padiglioni della fiera, Mies qui diede vita a un progetto dichiaratamente moderno, in cui due corti esterne sono collegate da un padiglione animato da una forte differenziazione tra gli elementi portanti (i pilastri in acciaio cromato a cui è affidata la funzione di enunciare, con la loro essenza di scheletro strutturale, l'ordine profondo e la gerarchia dell'opera) e gli elementi di separazione, ovvero i setti di travertino, con cui Mies avvolge e definisce lo spazio interno ed esterno secondo i principi del plan libre. L'architetto progetta anche gli arredi e la sistemazione degli spazi esterni, sempre in collaborazione con Lilly Reich: in questa occasione fu creata per l'appunto la celebre poltrona Barcelona, in cui due linee curve incrociate e continue in trafilato di acciaio cromato sorreggono sinuosamente i cuscini in pelle di bovino.
Contemporaneamente ai lavori per il padiglione di Barcellona, di cui riprese e proseguì le scelte architettoniche, Mies attese anche alla progettazione di villa Tugendhat, a Brno, in Cecoslovacchia: anche qui, in un edificio articolato su tre piani, Mies predispose all'interno della regolarità cartesiana del telaio diversi elementi atti a scandire e definire i vari ambiti, come la parete semicircolare in ebano della sala pranzo, o il tramezzo in onice che separa il soggiorno dalla parte studio. Anche villa Tugendhat poté fregiarsi di un elemento di arredo appositamente concepito per i suoi spazi, la sedia Brno (modello MR50), animata dalla dialettica tra la nitida squadratura dello schienale e la linea tesa ed arcuata del telaio in acciaio.
Gli anni del Bauhaus e il declino hitleriano Il Bauhaus