Considerato uno dei migliori attaccanti nella storia del calcio, è primatista di presenze (86) e di reti (42) con la maglia dell'Arsenal nelle competizioni UEFA per club. Con la nazionale francese, di cui con 51 reti è il terzo miglior marcatore di tutti i tempi dopo Olivier Giroud e Kylian Mbappé, vinse il campionato del mondo del 1998 e il campionato europeo del 2000.
Lanciato nel professionismo nel 1994 dal Monaco e passato nel 1999 alla Juventus, fu con l'Arsenal che si consacrò come cannoniere; per i Gunners ha totalizzato 228 gol, vinto due Premier League, tre FA Cup e due Community Shield. L'esperienza con il Barcelona gli permise di conquistare la UEFA Champions League (2008-2009), Coppa del mondo per club FIFA (2009) e la Supercoppa UEFA (2009), oltre ai due Campionati spagnoli, alla Copa del Rey e alla Supercopa de España. Nel gennaio 2012 Henry è tornato a vestire la maglia dell'Arsenal, essendo stato ceduto in prestito per due mesi dai New York Red Bulls.
A livello individuale vanta quattro titoli di capocannoniere in Premier League e due Scarpe d'oro. Si aggiudicò altresì due volte il premio di Giocatore dell'anno della PFA e in tre occasioni quello di Giocatore dell'anno della FWA, risultato, questo, mai conseguito da nessun altro calciatore da quando è stato istituito il riconoscimento. Nel 2004 venne inserito nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi stilata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della federazione. È stato inserito nella squadra ideale del decennio dal Sun nel 2009. Nell'agosto 2008 Henry risultò da un sondaggio proposto ai tifosi dell'Arsenal primo tra i 50 migliori giocatori della storia del club londinese.
Biografia Henry è originario delle Piccole Antille: il padre, Antoine, viene dalla Guadalupa, mentre la madre, Maryse, è martinicana. Thierry nasce e cresce a Les Ulis, comune in periferia di Parigi che, nonostante le ristrettezze, lo aiuta ad apprendere i rudimenti del calcio.
Nel luglio 2003 ha sposato la modella inglese Claire Merry, dalla quale ha divorziato quattro anni dopo, nel 2007.
Campagna contro il razzismo Spesso Henry è stato vittima di atteggiamenti razzisti negli stadi. Suscitò clamore quanto avvenne in Spagna nel 2004, quando la nazionale francese affrontava quella iberica, occasione in cui il tecnico degli spagnoli Luis Aragonés si rivolse durante la conferenza stampa pre-partita al proprio giocatore José Antonio Reyes con queste parole:
Lo sdegno non fu solo fra i francesi ma anche fra gli inglesi, che successivamente in un incontro contro la a Madrid furono bersaglio di cori razzisti da parte delle curve di estrema destra dei due maggiori club della capitale, durante una partita al Bernabéu. Per promuovere la lotta a questo fenomeno, Henry ed altri colleghi, sponsorizzati dalla Nike diedero vita al progetto Stand Up Speak Up.
Caratteristiche tecniche Nonostante nel periodo delle giovanili avesse giocato prevalentemente da centravanti, venne impiegato sia dal Monaco che dalla Juventus come ala. All'Arsenal l'allenatore Arsène Wenger lo riportò al centro dell'attacco, spesso proponendolo in coppia con l'olandese Dennis Bergkamp. Dall'annata 2004-2005 il francese si dovette adattare al nuovo modulo scelto dall'allenatore, il 4-5-1, e dunque ricoprire il ruolo di unica punta. Tale posizione, che caratterizzò anche le successive stagioni con i Gunners, gli diede più spazio e gli permise in più occasioni di marcare reti spettacolari; «Thierry Henry potrebbe prendere palla in mezzo al campo e segnare un gol che nessun altro al mondo potrebbe segnare», dichiarò Wenger.
Considerato uno dei più prolifici ed eleganti goleador del suo tempo,.. dotato di una tecnica sopraffina, tra le qualità più evidenti di Henry che testimoniano l'attitudine al gioco offensivo c'era la facilità di segnare in situazioni di "uno-contro-uno". A ciò egli univa un passo ed un dribbling fuori dal comune, che sfruttava per inserirsi nelle difese e creare circostanze favorevoli. Notevole è il suo peso anche in materia di assist, dacché con i suoi movimenti il francese tendeva a decentrarsi in posizione di ala sinistra; sostenuto da grande fantasia e altruismo, tra il 2002-2003 e il 2004-2005 mandò in gol circa 50 volte i suoi compagni.
Riusciva molto spesso a eludere gli avversari posizionandosi di proposito in fuorigioco, per poi rientrare repentinamente nell'azione prima del passaggio a lui diretto. Non particolarmente efficace nel gioco aereo; viceversa, ha mostrato una straordinaria abilità e precisione nel calciare sia da distanza ravvicinata con tocchi morbidi o secchi, sia da fuori dall'area di rigore con veemenza. All'Arsenal era infatti lui il giocatore incaricato di battere a rete in occasione di calci di punizione e rigori.
Carriera Giocatore Club Esordi A sette anni Henry dimostra di avere un gran potenziale, il che spinge Claude Chezelle, l'allenatore del club calcistico locale, il CO Les Ulis, a chiedergli di giocare nella sua squadra. Il padre lo convince a partecipare agli allenamenti. Nel 1989 Henry passa all'US Palaiseau, ma dopo un anno il padre inizia ad avere dei problemi con il club, così Henry si trasferisce nel Viry-Châtillon per due stagioni. L'allenatore del Palaiseau, Jean-Marie Panza (futuro mentore di Henry), lo segue allo Châtillon.
Monaco
Nel 1990 l'osservatore del Monaco Arnold Catalano è mandato dal club a guardare una partita in cui gioca Henry, che in quell'incontro segna tutte e sei le reti del 6-0 finale. Impressionato dalla sua prestazione, Catalano gli offre l'ingresso nel Monaco senza provino preliminare, a condizione che Henry frequenti i corsi dell'accademia di Clairefontaine. Malgrado le resistenze del preside, poco propenso a far entrare Henry all'accademia per via dei suoi scarsi risultati scolastici, il giovane completa il corso e fa il suo ingresso nel settore giovanile del Monaco, allenato da Arsène Wenger. Firmato il contratto professionistico, poco dopo Henry debutta da professionista nel 1994. Wenger lo utilizza come ala sinistra, perché ritiene che il suo passo e la sua naturale abilità nel controllo di palla possano risultare più efficaci contro il libero che non contro i difensori centrali. Henry chiude la sua prima stagione con il Monaco con 3 gol in 18 presenze.
Wenger continua a cercare la posizione di gioco ideale per Henry e rimane indeciso se schierarlo come attaccante puro. Eletto Giovane calciatore francese dell'anno nel 1996, Henry è tra i protagonisti, nel 1996-1997, della vittoria del titolo francese da parte del Monaco. Nel 1997-1998 contribuisce a portare il Monaco in semifinale di UEFA Champions League, segnando 7 gol, record francese nel torneo. Alla terza stagione con i monegaschi riceve la prima convocazione nella Nazionale francese e fa poi parte della vittoriosa squadra del campionato del mondo 1998 organizzato in casa. Nelle sue cinque stagioni nel Principato di Monaco continua la propria ascesa, portando il numero di gol in Ligue 1 a 20 in 105 presenze. Nel corso della sua esperienza nel Principato Henry fa spesso coppia con il giovane David Trezeguet. I due si ritroveranno spesso accanto anche con la maglia della Nazionale.
Juventus
Nel gennaio 1999 viene acquistato dalla Juventus per sostituire il capitano Alessandro Del Piero, gravemente infortunatosi in autunno. La società bianconera sborsa 21 miliardi di lire per accaparrarsi il giocatore, strappato alla concorrenza dell'Arsenal. In una stagione incolore per i piemontesi, che subiscono tra l'altro le dimissioni di Marcello Lippi in febbraio, il francese non riesce a incidere, complice anche la scelta del nuovo tecnico Carlo Ancelotti di impiegarlo come ala anziché punta. Il bottino è di tre reti, tra cui la doppietta nella vittoriosa trasferta sul campo della Lazio (3-1) in cui gioca come punta.
Inizialmente confermato per la stagione successiva, rimane a Torino solo lo spazio del precampionato prima di essere ceduto all'Arsenal di Wenger per 10 milioni di sterline. Anni dopo Henry motiverà l'addio ai colori bianconeri per l'incompatibilità con l'allora direttore generale del club, Luciano Moggi, il quale avrebbe avuto – a detta del calciatore – una mancanza di rispetto nei suoi confronti.
Arsenal La svolta della sua carriera arriva con il trasferimento all'Arsenal, voluto da Arsène Wenger, che lo aveva allenato già a Monaco. A Londra Henry si conferma come uno dei migliori giocatori al mondo e, anche se il suo trasferimento porta un po' di controversie, secondo Wenger i soldi utilizzati per acquistarlo sono stati spesi bene. Ingaggiato con l'obiettivo di sostituire il connazionale Nicolas Anelka, Henry è immediatamente utilizzato come attaccante puro, scelta azzeccata che avrebbe dato i suoi frutti negli anni a venire.
Un anno prima Wenger aveva già avviato un ciclo di vittorie, con la conquista del double (Premier League-FA Cup) e con l'acquisto di Henry intende dotare la squadra di un bomber di alto livello. Ciononostante dubbi e critica iniziano ad attaccarlo poco dopo l'arrivo a Londra, mettendo in discussione la sua abilità nell'adattarsi alla velocità e durezza fisica del gioco inglese. Henry, infatti, non riesce a convincere nelle sue prime otto partite e non segna nemmeno un gol. In questo periodo di difficile adattamento, Henry dichiara anche che deve "reimparare tutto riguardo all'arte del segnare". Tuttavia questo difficile periodo è solamente l'inizio di una brillante stagione, terminata con 26 gol e 11 assist in 47 partite totali. I Gunners terminano l'annata con un 2º posto in campionato, dietro al Manchester United, perdendo nella finale di Coppa UEFA contro i turchi del Galatasaray.
In seguito al vittorioso Europeo 2000 con la maglia della Nazionale francese, Henry nella stagione 2000-01 segna 22 gol tra le varie competizioni, miglior marcatore stagionale della squadra. Nonostante segni meno reti e fornisca meno assist rispetto al suo primo anno, la seconda stagione di Henry si rivela il suo trampolino di lancio. Durante la sua quarta stagione Henry riesce già a segnare la centesima rete con la maglia dei Gunners e non scende mai sotto le 22 reti stagionali. Diventa ben presto il giocatore simbolo dell'Arsenal, oltre che il punto di riferimento della Nazionale francese insieme a Zinédine Zidane. Vince la Scarpa d'oro per due volte e si classifica secondo al Pallone d'oro nel 2003 e terzo nel 2006, anno in cui ottiene il secondo posto in Champions League e, con la Francia, al Mondiale. Inoltre per la stagione 2005-2006 arriva secondo anche per la Scarpa d'oro.
Barcellona
Il 25 giugno 2007 viene acquistato dal Barcellona per 24 milioni di euro. Secondo quanto dichiarato dal giocatore, a indurlo a essere ceduto sono le dimissioni di David Dein da vicepresidente dell'Arsenal per divergenze con la società oltreché il possibile addio del tecnico Wenger, che rinnova il proprio contratto in scadenza soltanto dopo la cessione di Henry.
La sua prima stagione in maglia blaugrana lo vede concludere con un bottino stagionale nella Liga di 12 gol in 30 partite e in Champions di 3 gol in 10 gare. La squadra chiude al terzo posto dietro al Real Madrid e al Villareal e chiude la Champions League in semifinale, eliminata dal Manchester United, poi vincitore.
Nella stagione 2008-2009 si laurea campione di Spagna e d'Europa (conquistando l'unico grande trofeo che mancava alla sua bacheca) con il club catalano, segnando 26 gol, 19 dei quali nella Liga e 6 in Champions League (1 nel turno preliminare). Con 72 reti messe a segno, il tridente formato con Lionel Messi e Samuel Eto'o è stato il più prolifico di sempre nella storia della Primera División, avendo superato il precedente record di 66 gol dei madridisti Ferenc Puskás, Alfredo Di Stéfano e Luis del Sol nella stagione 1960-1961.