La provincia di Olbia-Tempio (pruìncia di Tarranóa-Tèmpiu in gallurese, provìntzia de Terranòa-Tèmpiu in sardo) è stata una provincia italiana della Sardegna, istituita nel 2001 e attiva tra il 2005 e il 2016. Affacciata a nord sulle bocche di Bonifacio, e a est sul mar Tirreno, confinava a ovest con la provincia di Sassari e a sud con la provincia di Nuoro.

Contava complessivamente 26 comuni e si estendeva per (il 14,1% del territorio sardo), tornati successivamente alla provincia di Sassari. Era una delle 6 province italiane con capoluogo condiviso tra 2 o più città. È stata formalmente soppressa dal 2016 e operativamente sostituita dalla Zona Omogenea di Olbia-Tempio per garantire - attraverso la permanenza delle sedi di Olbia e Tempio Pausania - l'esercizio autonomo delle funzioni provinciali e l'erogazione dei relativi servizi, sia pure nell'ambito della provincia di Sassari. Con la riforma delle suddivisioni amministrative sarde del 2021 un ente intermedio di questo territorio è in via di re-istituzione col nome di provincia della Gallura Nord-Est Sardegna.

Geografia fisica Territorio

Il territorio provinciale comprendeva la regione storica della Gallura (con eccezione del comune di Viddalba, rimasto in provincia di Sassari), inclusa la costa nord-orientale della Sardegna (tra cui la Costa Smeralda), l'Arcipelago della Maddalena. Erano inoltre comprese nella provincia la parte settentrionale della regione storica del Montacuto, una piccola parte delle Baronie e il versante orientale del lago del Coghinas.

Del territorio provinciale facevano parte 9 Sistemi Locali del Lavoro, secondo la classificazione operata dall'ISTAT sulla base del censimento dell'anno 2001: Olbia (, include Olbia, Golfo Aranci, Loiri-Porto San Paolo, Padru, Telti, Monti, Su Canale, Berchidda, Oschiri); Tempio Pausania (, include Tempio Pausania, Aggius e Bortigiadas, nonché - nella Provincia di Sassari - Perfugas, Erula, Martis e Laerru); Calangianus (, include Calangianus e Luras); La Maddalena (, include La Maddalena e Palau); Santa Teresa Gallura (, include Santa Teresa Gallura e Aglientu); Arzachena (, include Arzachena, Luogosanto e Sant'Antonio di Gallura); Valledoria (, include Trinità d'Agultu e Vignola e Badesi, nonché - nella Provincia di Sassari - Valledoria, Viddalba e Santa Maria Coghinas); San Teodoro (, include San Teodoro e Budoni, nonché - nella Provincia di Nuoro - Torpè); Buddusò (, include Buddusò e Alà dei Sardi, nonché - nella Provincia di Nuoro - Osidda).

Nel territorio della provincia erano all'epoca delimitate una Unione di Comuni e una Comunità Montana: Unione dei Comuni "Alta Gallura" (costituita dai comuni di Tempio Pausania, Aggius, Aglientu, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Luras, Luogosanto, Santa Teresa Gallura e Trinità d'Agultu e Vignola) Comunità Montana del "Monte Acuto" (costituita dai comuni di Alà dei Sardi, Berchidda, Buddusò, Monti, Oschiri e Padru).

Istituzione province sarde del 2001

In seguito alla legge regionale n. 9 del 2001 e successive integrazioni fu effettuata una nuova ripartizione del territorio della Regione Autonoma della Sardegna, che portò il numero delle province da quattro a otto. Le modifiche hanno assunto piena operatività a partire dal maggio 2005, quando si sono svolte le elezioni per rinnovare tutti i Consigli provinciali.

La Provincia di Olbia-Tempio fu costituita da: 24 comuni provenienti dalla Provincia di Sassari, 2 comuni provenienti dalla Provincia di Nuoro.

Scelta del doppio capoluogo

La formalizzazione della scelta dei capoluoghi definitivi, già annunciata per il mese di febbraio 2006 ma più volte rimandata per le divisioni in seno al consiglio provinciale, è stata assunta con Deliberazione Statutaria il 31 agosto 2006. Dalla seduta del 17 febbraio 2006 il Consiglio provinciale si era infatti trasversalmente diviso sul tema della scelta del capoluogo definitivo, con 12 consiglieri favorevoli alla conferma del modello del doppio capoluogo (Olbia e Tempio Pausania) e altri 12 per l'indicazione del capoluogo unico (Olbia). Di fatto la diatriba sul capoluogo ha in parte paralizzato l'attività della neonata provincia, sino alla scelta definitiva ad agosto 2006.

Il 31 agosto 2006, a seguito di un accordo, il Consiglio Provinciale ha approvato con 18 voti favorevoli (e quindi con maggioranza qualificata superiore ai 2/3 prevista dalla legge istitutiva) la modifica dello Statuto dell'Ente, che attribuisce la qualifica di capoluogo ai comuni di Olbia (sede legale e principale, sede della Giunta provinciale e delle commissioni, sede condivisa della Presidenza, sede condivisa del Consiglio Provinciale) e di Tempio Pausania (sede condivisa del Consiglio Provinciale e sede condivisa della Presidenza dell'Ente). Gli organi della Provincia, per una loro maggiore funzionalità, efficienza ed economicità, opereranno con i propri organismi consiliari e articolazioni, presso la sede legale dell'Ente, a Olbia. Il tutto, ferma restando, allo stato attuale, la distribuzione degli uffici già presenti nei due comuni e la ripartizione, eventuale, degli uffici di nuova istituzione.

La sede provvisoria degli uffici, in attesa della formalizzazione della scelta del capoluogo o dei capoluoghi da parte del Consiglio Provinciale, era stata istituita a Olbia (nella ex sede della Comunità Montana in via Alessandro Nanni) mentre a Tempio Pausania (nell'ex Convento degli Scolopi in piazza del Carmine, era stata allestita una sede (la sede definitiva sarà nel palazzo Pes di Villamarina), in attesa che il consiglio provinciale si pronunciasse in merito al capoluogo o ai capoluoghi. La prima riunione del Consiglio Provinciale si era tenuta a La Maddalena mentre le riunioni ordinarie della Giunta e del Consiglio si tenevano a Olbia, dove aveva sede anche la presidenza; il consiglio provinciale si è riunito il 6 giugno 2006 anche a Tempio anche se ordinariamente si riunisce nella sede di via Nanni a Olbia.

L'ipotesi del doppio capoluogo prevedeva un modello basato sulla pari visibilità tra Alta e Bassa Gallura, con la suddivisione degli organi provinciali tra Olbia e Tempio Pausania nonché razionale distribuzione dei nuovi uffici e degli assessorati provinciali tra i due centri, ipotesi tramontata con l'insediamento della giunta a Olbia. Compito dei consiglieri era quello di trovare la soluzione più equa al fine di distribuire i nuovi servizi sul territorio.

D'altro canto Olbia, motore economico della Gallura, rivendicava la sede in virtù della sua maggiore dimensione demografica ed economica, al servizio di un maggior numero di cittadini in base al principio che gli uffici vanno dove c'è la popolazione, nonché del risarcimento di tanti servizi, della sede del tribunale e di uffici statali e regionali, per anni storicamente insediati a Tempio, i cui collegamenti stradali e pubblici presentano notevoli problematicità.

Il tutto ferme restando le dislocazioni degli uffici statali e regionali già presenti a Olbia (ASL, Agenzia delle entrate, INPS, INAIL, comandi superiori delle forze dell'ordine, Capitaneria di porto) e Tempio (Tribunale, Casa Circondariale, Agenzia delle Entrate e del Territorio, INPS, Servizio Demanio e Patrimonio, ERSAT, Corpo Forestale) sui quali la Provincia non ha alcuna competenza. La sede del Sistema Turistico Locale (STL) "Gallura-Costa Smeralda" dovrebbe essere ad Arzachena (sede provvisoria a Olbia).

Secondo la Legge Regionale la decisione richiedeva i 2/3 dei voti dei consiglieri. La deliberazione definitiva della scelta dei capoluoghi e sugli organi e uffici da insediare nelle rispettive città era pertanto stata rimandata a data da definirsi. A seguito di una potenziale crisi della giunta, i rappresentanti della maggioranza sembravano comunque aver trovato un accordo di massima con la scelta di un'opzione che da un lato prevedeva il doppio capoluogo e dall'altro prevedeva che l'"equa distribuzione delle sedi" dei nuovi uffici provinciali, regionali e eventualmente statali tra le due città venisse effettuata tenendo conto della necessità di privilegiare Olbia al fine di riequilibrare la situazione che vede attualmente Tempio favorita nella distribuzione degli uffici regionali e statali.

L'accordo trovato dopo lunghe diatribe non risolve comunque totalmente i problemi della neonata provincia (da un lato crea l'inedito artificio delle sedi alternate per gli organi provinciali della Presidenza e del Consiglio e dall'altro in un risveglio a funzionalità/efficienza/economicità provvede alla concentrazione di organi e uffici nella sede di Olbia, senza offrire garanzie sull'insediamento di nuovi uffici operativi e sul ruolo effettivo della città di Tempio, alla quale pur attribuisce la qualifica di capoluogo), anche se si tratta di un primo passo verso il consolidamento dell'Ente. La Provincia di Olbia-Tempio era l'unica tra le quattro di nuova istituzione regionale a non aver ancora provveduto alla formalizzazione dei capoluoghi definitivi (anche le rimanenti tre avevano tutte optato per la formula del doppio capoluogo).

Ripartizione degli uffici statali e regionali Per quanto concerne l'istituzione di uffici statali di rango provinciale, l'INPS (già presente con le agenzie di produzione di Olbia e Tempio) ha annunciato l'intenzione di inaugurare una sede provinciale, anche se tuttora la direzione provinciale resta a Sassari, e il Ministero dell'interno l'istituzione di una Questura a Olbia, mentre sono stati elevati al rango di reparti territoriali le Compagnie dei carabinieri e Guardia di finanza. L'ACI ha aperto a Olbia uno sportello decentrato del Pubblico registro automobilistico (PRA) (anche al fine di consentire la distribuzione della quota di competenza dell'IPT e della percentuale provinciale dovuta sui premi delle assicurazioni RC-auto). Altri organi già con sede a Sassari (Confcommercio, Ordine degli architetti, Cassa edile, ecc.) hanno assunto la doppia denominazione nelle more di una decisione sull'istituzione dei nuovi uffici locali. Con D.P.R. 11 settembre 2008, n. 161 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 248 del 22 ottobre 2008) è stata istituita la Direzione Marittima di Olbia, non si hanno invece notizie per l'eventuale istituzione dell'Ufficio territoriale del governo (Prefettura) e della Motorizzazione civile, i quali rientrano nella discrezionalità dello Stato.

Il Dipartimento funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell'economia e delle finanze, con circolare prot. 2006/189860 del dicembre 2006, hanno comunicato di aver definito la sigla di identificazione della Provincia in OT (acronimo di Olbia-Tempio), anche ai fini dell'immatricolazione automobilistica, confermando la sigla provvisoria già precedentemente assunta in diversi documenti e tabelle ufficiali emessi dallo Stato (Ministero dell'interno, Agenzia delle dogane, CIPE, ecc.). Questo codice è stato formalmente approvato con D.P.R. n. 89/2008 del 4 aprile 2008 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del n. 119 del 22 maggio 2008), con cui sono state definite le sigle per le nuove province della Sardegna, mentre la sigla postale OT è stata recepita nell'ambito della revisione generale dei CAP operativa dal 20 settembre 2006, pur mantenendo provvisoriamente invariati i codici postali sia dei capoluoghi sia del territorio della nuova provincia.