Il santuario di Oropa è un complesso di edifici di culto mariano che si trova a Biella in frazione Oropa, a circa Quota della chiesa vecchia - Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della regione Piemonte - 2007, in un anfiteatro naturale di montagne delle Alpi Biellesi.
Il complesso comprende, oltre al Sacro Monte di Oropa, la chiesa originaria sorta sulla base di un antico sacello e il santuario attuale vero e proprio, dotato di diverse strutture destinate all'ospitalità di fedeli e turisti.
A marzo 1957 Pio XII lo elevò alla dignità di basilica minore. Come parte del sistema dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, quello di Oropa è dichiarato patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Storia
Secondo la tradizione, il santuario di Oropa sarebbe stato fondato da Sant'Eusebio vescovo di Vercelli nel IV secolo. Benché questa tradizione non goda di riscontro documentale, certo è che Eusebio diffuse il Cristianesimo e la devozione mariana nelle valli biellesi. A quei tempi infatti la popolazione del vastissimo territorio che corrisponde grosso modo all'odierno Piemonte era ancora quasi tutta pagana. A Vercelli prevaleva il politeismo romano, mentre nelle valli alpine e nel Monferrato si conservava intatto il culto degli antichi celti, compresa la venerazione di grandi massi erratici.Mario Trompetto, S. Eusebio di Vercelli, Biella, 1961, pp. 9-10 L'attività apostolica di Eusebio si concentrò nella sostituzione dei culti tradizionali con il Cristianesimo, specialmente nei centri di antichissimo culto come a Oropa e a Crea, sostituendo il culto delle deità femminili celtiche con il culto di Maria, madre di Cristo.Mario Trompetto, S. Eusebio di Vercelli, Biella, 1961, p. 11
In una Bolla di papa Innocenzo III del 2 maggio 1207 sono menzionate a Oropa due chiese dedicate a Santa Maria e a San Bartolomeo. Secondo i più recenti studi storici questi edifici risalirebbero almeno all'VIII-IX secolo. Si tratta di due piccoli edifici montani, ma, mentre quello dedicato a Santa Maria è stato inglobato nell'espansione del santuario, quello dedicato a San Bartolomeo è stato recentemente riscoperto e riaperto al culto.Mario Coda, Vendesi antica chiesa in Rivista Biellese, anno XV, n. 2 aprile 2011
La chiesa di Santa Maria, sorge presso un masso erratico, il gran deyro, che probabilmente era stato un luogo di culto precristiano, il cui sito è ancora visibile nella parete nord della basilica antica. Fu consacrata dal vescovo Aimone di Challant nell'estate nel 1294. Aveva la stessa larghezza dell'attuale sacello e si prolungava fino all'attuale facciata.Bassiano Gatti, La Breve relazione d'Oropa, Biella, Sandro Maria Rosso, 1970, pp. 214-222 (nota a cura di Mario Trompetto)
Della prima metà del Trecento è la statua gotica della Madonna nera che si venera nel santuario, realizzata in legno dal cosiddetto Maestro della Madonna di Oropa, scultore e intagliatore valdostano dal nome sconosciuto attivo tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV secoloLa Valle d'Aosta e l'Europa, Volume 1, Sergio Noto, L.S. Olschki, 2008, p. 187. Alla Vergine sono attribuiti numerosi miracoli e grazie particolari..
Dal XV secolo le famiglie biellesi iniziano a costruire a Oropa case private, che occasionalmente possono ospitare i pellegrini. Del 1522 è il primo quadro ex voto, opera di Bernardino Lanino.
In epoca barocca il santuario ha una grande espansione architettonica, grazie anche alla protezione della Casa di Savoia. Furono le infante reali Maria Apollonia e Francesca Caterina (sepolta nella navata centrale della Basilica antica) che fondarono le "Figlie di Maria", un gruppo di donne che, pur senza proferire i voti in forma pubblica, si dedica ancora oggi all'assistenza dei pellegrini e alle necessità del santuario. Sono attivi ad Oropa architetti illustri, fra i quali Filippo Juvarra (cui si deve fra l'altro la monumentale Porta Regia del santuario), Ignazio Galletti e Guarino Guarini.
Agli inizi del Seicento la chiesa di Santa Maria viene ampliata e rifatta in forme più eleganti su disegno dell'architetto Francesco Conti, alzando i muri, erigendo il transetto e la cupola, rivestendo la facciata in pietra, inglobando la galleria aggiunta a meridione nel corso del Cinquecento e costruendo verso settentrione un'altra navata. In questa fase quattro cappelle preesistenti, erette tra Quattrocento e Cinquecento verso levante, furono raccordate alla chiesa e riutilizzate come sacrestie e penitenzierie.
Durante la peste del Seicento, la città di Biella fa voto alla Madonna d'Oropa e rimane incontaminata. Tuttora, annualmente, la città compie a Oropa una processione solenne in osservanza di questo voto.
Nel 1620 si ha la prima solenne incoronazione della Statua della Madonna nera. Successive incoronazioni si ripeteranno ogni cent'anni.
Attorno alla chiesa, dove sorgevano le case private delle famiglie biellesi, nella seconda metà del Seicento fu edificato un santuario in forma di chiostro, che aveva le funzioni di ospizio per i pellegrini.
Su un colle a ovest del santuario viene costruito il Sacro Monte di Oropa.
Oropa, nonostante la difficoltà delle comunicazioni, divenne dunque meta di frequenti pellegrinaggi, agevolati a partire dal 1911 dalla costruzione della tranvia Biella-Oropa, soppressa nel 1958.
L'effigie della Madonna d'Oropa viene riprodotta con affreschi sulle case e nei piloni votivi, statuette e immagini di ceramica si trovano in tutti i paesi attorno a Oropa per un raggio di cinquanta chilometri. Molte chiese ospitano copie del Simulacro oropense, fra cui celebre è la copia barocca della chiesa di San Giacomo al Piazzo di Biella.
I massi erratici Nelle cronache relative alla fondazione del santuario si narra che la statua della Madonna Nera fosse stata nascosta da sant'Eusebio sotto un masso erratico per impedire che essa cadesse nelle mani degli eretici. Sopra tale masso gli abitanti di Fontainemore costruirono nel primo Settecento una cappella, oggi detta del Ròc (ovvero del masso).
La chiesa vecchia di Oropa fu costruita inglobando parzialmente un secondo masso erratico, detto gran deyro o roc 'dla Vita (ovvero masso della Vita), tuttora visibile sulla fiancata nord-occidentale dell'edificio. Questo roccione era noto in passato per essere oggetto (come altri massi erratici) di culti pagani legati alla fecondità.Mario Trompetto, Storia del Santuario di Oropa, Biella, 1983, pp. 20-25 L'uso delle donne di strofinarsi sulla pietra per propiziare la nascita di un figlio, diffuso nel Medioevo, si ridusse progressivamente al gesto di battere il sedere contro il masso. Tale usanza è documentata fino al XIX secolo, quando l'accesso alla parte del masso interna alla chiesa - che già era stata ridotta e spianata - fu impedito con la collocazione di un cancelletto metallico. Quella di Oropa è comunque la vicenda più duratura e meglio documentata del Piemonte dell'utilizzo rituale di un masso erratico.
Grazie e miracoli Intorno alla sacra statua L'antico simulacro della Madonna Nera del Santuario di Oropa manifesta alcuni fatti particolari: la statua, nonostante il tempo, non presenta alcuna traccia di tarlatura e di logoramento; questa caratteristica fu descritta per la prima volta nel 1609 dal vescovo di Vercelli Giovanni Stefano Ferrero;Giovanni Stefano Ferrero, Vita di sant'Eusebio, 1609 cit. da Basilio Buscaglia, Grazie e miracoli della Madonna d'Oropa, Biella, 1930, ristampa Biella, 1991, p. 46 il piede, nonostante l'uso antico di far toccare oggetti di devozione destinati a fedeli e ammalati, non è consumato;Santuario di Oropa - (IV secolo) Patrimonio dell'Umanità (UNESCO), pagina web su www.reginamundi.info (consultato nell'ottobre 2012) di questa caratteristica la prima attestazione nota è del 1720, quando è menzionata nel panegirico del canonico teologo Agostino Penna in occasione della seconda incoronazioneBasilio Buscaglia, Grazie e miracoli della Madonna d'Oropa, Biella, 1930, ristampa Biella, 1991, p. 47 sui volti della Vergine e del Bambino, a differenza del resto della statua, non si ferma mai la polvere; anche di questa proprietà la prima menzione risale al panegirico di Agostino Penna del 1720. Una volta all'anno, intorno al 20 novembre in occasione della festa della Presentazione di Maria al Tempio L’ennesimo miracolo del volto senza polvere della Madonna Nera - La Stampa, viene pubblicamente effettuata una pulizia passando un panno sulla statua e sui volti. Il panno che terge i volti rimane pulito a differenza del panno passato sul resto della statua.Roberto Allegri, Il Mistero della Madonna Bruna, 2007 È dalla metà dell'Ottocento questa pulizia viene effettuata pubblicamente, con un panno bianchissimo, in modo da constatare la continuità del fenomeno.Basilio Buscaglia, Grazie e miracoli della Madonna d'Oropa, Biella, 1930, ristampa Biella, 1991, pp. 49-53
Secondo la Breve relatione del 1621 di Bassiano Gatti furono fatti due tentativi di condurre la statua in un luogo più vicino a Biella. A poca distanza dal santuario la statua sarebbe divenuta così pesante da impedirne il trasporto e sarebbe ritornata al peso normale solo quando fu deciso di ritornare verso il sacello originario. Furono erette due cappelle votive per commemorare questi avvenimenti: una dalla parte del Favaro, l'altra dalla parte di Pralungo.Basilio Buscaglia, Grazie e miracoli della Madonna d'Oropa, Biella, 1930, ristampa Biella, 1991, pp. 44-45 Questi tentativi, di cui è impossibile dare una precisa collocazione temporale, sono stati messi in relazione con la decadenza di Oropa della fine del XIV secolo e con l'erezione della chiesa di Santa Maria in Piano a Biella, incominciata nel 1402.Bassiano Gatti, La Breve relazione d'Oropa, Biella, Sandro Maria Rosso, 1970, pp. 226-229 (nota a cura di Mario Trompetto)
Le pestilenze In tre occasioni la Madonna d'Oropa fu pubblicamente invocata per la protezione della città di Biella dalla peste.
Nel 1522, la città fu colpita dal contagio e dopo essersi votata alla Madonna, il contagio cessò e il rettore di Biella Gherardo Scaglia a nome del comune presentò un quadro come rendimento di grazie.Basilio Buscaglia, Grazie e miracoli della Madonna d'Oropa, Biella, 1930, ristampa Biella, 1991, pp. 54-55
La pestilenza del 1599 mieté un gran numero di morti, 460 persone su poco più di abitanti. La CredenzaCorrisponde all'odierno Consiglio comunale. nella sua adunanza del 13 luglio fece voto alla Madonna d'Oropa. Il contagio cessò nel gennaio del 1600. Il 16 agosto fu sciolto il voto con una processione e la presentazione di offerte.Basilio Buscaglia, Grazie e miracoli della Madonna d'Oropa, Biella, 1930, ristampa Biella, 1991, pp. 55-59
La peste del 1630 risparmiò Biella, a differenza di quasi tutte le città vicine. La città di Biella, riconoscendo la protezione della Madonna d'Oropa, deliberò di donare un lampadario d'argento.Basilio Buscaglia, Grazie e miracoli della Madonna d'Oropa, Biella, 1930, ristampa Biella, 1991, pp. 59-61
Tre miracoli riconosciuti dalla Chiesa Fra i prodigi che la devozione popolare riconosce alla Madonna, tre sono stati indagati in processi canonici, che ne hanno riconosciuto l'inspiegabilità e li hanno ricondotti al presunto intervento della Madonna.