Tutte e tre le vocali vengono pronunciate separatamente, in quanto non corrispondono a un dittongo. è un genere di manga focalizzato su relazioni fisico-romantiche omosessuali maschili più o meno idealizzate, nella stragrande maggioranza dei casi con protagonisti ragazzi e studenti poco più che adolescenti; il suo corrispondente femminile è yuri. In Giappone il termine è stato in gran parte sostituito con quello equivalente di , comunemente abbreviato BL, anche a seguito del notevolissimo successo del film Boys Love del 2006.

Quel tipo particolare di fumetto rivolto apertamente ad un pubblico prevalentemente gay e femminile scritto da autori gay e autrici donne è invece considerato un genere a parte, oltre quindi la specificità dello yaoi, e viene chiamato : creatori di opere BL ed appassionati son attenti a distinguere tra le due forme, dato che il risultato può esser anche notevolmente differenteBrent Wilson, Masami Toku, "Boys' Love, Yaoi, and Art Education: Issues of Power and Pedagogy" 2003. Anche vari autori di opere seinen hanno prodotto saltuariamente dei BLWim Lunsing, "Yaoi Ronsō: Discussing Depictions of Male Homosexuality in Japanese Girls' Comics, Gay Comics and Gay Pornography" in Intersections: Gender, History and Culture in the Asian Context, n° 12, January 2006. Accesso 12 agosto 2008..

Lo yaoi va distinto anche dallo shōnen'ai (conosciuto anche come june o tanbi) in quanto si viene a focalizzare sull'aspetto più erotico dell'atto sessuale, mentre lo shōnen'ai si basa più su una relazione amorosa che tende al sentimentale. In Giappone comunque l'uso della parola shonen'ai è ormai del tutto obsoleto: esso difatti si riferiva in principio ad un sottogenere shōjo (equivalente allo shōjo ai) in cui ragazzini appena entrati nella pubertà si trovavano coinvolti in relazioni platoniche (ma non solo) con persone più adulte. Molte mangaka famose (es. Kazumi Ōya) hanno iniziato la loro carriera nell'ambito dello yaoi, per poi dedicarsi allo shōjo; anche per questo, nelle loro opere sopravvivono spesso molti riferimenti più o meno velati all'omosessualità o situazioni romantiche coinvolgenti giovani dello stesso sesso.

Lo yaoi poi tratta gli stessi argomenti del genere shotacon, ma quel che varia è la fascia d'età dei protagonisti: difatti le opere etichettate come shota sono caratterizzate da protagonisti in età anche prepuberale.

Terminologia Origine e significato

Il termine è un acronimo creato nel mercato delle dōjinshi alla fine degli anni settanta del XX secolo da parte di Yasuko Sakata e Akiko Hatsu e coniato nel 1980: YAmanashi, Ochinashi, Iminashi che in giapponese significa "niente climax, niente risvolti/epilogo, nessun significato". Questa frase è stata prima usata come eufemismo per indicarne il contenuto, ma a partir dal 1988 circa è stato considerato come di "significato comune" per i fan dei mangaSharon Kinsella, "Japanese Subculture in the 1990s: Otaku and the Amateur Manga Movement", Journal of Japanese Studies, Vol. 24, No. 2 (Summer, 1998), pp. 289–316..

Lo yaoi è solitamente più esplicito dello shōnen'ai ed è, a tutti gli effetti, un genere consigliato ad un pubblico maturo, per quanto al suo interno si può trovare una vasta casistica di sottogeneri. Questa caratteristica ha portato, nei paesi di lingua anglosassone, alla erronea credenza che l'acronimo significhi in realtà YAmete, Oshiri ga Itai ("fermati, mi fa male il sedere"); scherzosamente questa seconda interpretazione è stata adottata (almeno "ufficiosamente") da molte fujoshi o yaoiste (ragazze appassionate di yaoi) Yukari Fujimoto, "Shōjo manga ni okeru 'shōnen ai' no imi" ("The Meaning of 'Boys' Love' in Shōjo Manga"), in N. Mizuta (a cura di), New Feminism Review, Vol. 2: Onna to hyōgen ("Women and Expression"), Tokyo, Gakuyō Shobō, 1991, ISBN 4-313-84042-7.http://matt-thorn.com/shoujo_manga/fujimoto.php accesso 12 agosto 2008. "やめ て、お尻が、いたいから" – "Stop, because my butt hurts".

Un altro sinonimo utilizzato per yaoi è 801 in quanto proprio tale numero può essere pronunciato come yaoi: la lettura contratta di 8 dà YA, lo 0 vale O e l'1 I. Un manga degli anni duemila, tradotto poi in live action, che racconta le disavventure di un otaku innamorato di una fujoshi, è stato intitolato per l'appunto Tonari no 801-chan.

Storia e utilizzo Originariamente chiamato June, nome derivato da una rivista che pubblicava romanzi : storie scritte cioè tenendo sempre ben presente un ideale culto della bellezza e romanzi d'amore tra uomini più anziani e bei giovani con una particolar cura per il linguaggio più insolito e "fiorito". Il bosco degli amanti (恋人たちの森, Koibitotachi no mori, trad. italiana Luni Editrice, 2025) di Mari Mori è considerata la prima opera chiaramente BL.Keith Vincent, "A Japanese Electra and Her Queer Progeny ", Mechademia 2, 2007, pp. 64–79Dru Pagliassotti. 'Reading Boys' Love in the West' Particip@tions Volume 5, Issue 2 Special Edition, November 2008. Lo stesso termine era anche usato per descrivere uno stile autoriale più disinvolto del solito, come ad esempio quello di Yukio Mishima e Jun'ichirō Tanizaki. Era poi utilizzato anche il termine Bishonen manga, questo almeno fino al 1990 anche se era caratterizzato da una gamma più vasta di personaggi rispetto a quelli specifici dello yaoi. Il nome di questa storica rivista, June, era stato scelto come gioco di parole derivante dalla pronuncia giapponese del nome di Jean Genet. Dai primi anni novanta il termine cadde in disuso e venne sostituito da BL, soprattutto per indicare shojo e joseiMizoguchi Akiko, "Male-Male Romance by and for Women in Japan: A History and the Subgenres of Yaoi Fictions", U.S.-Japan Women's Journal, 25, 2003, pp. 49–75..

Le storie scritte da Kaoru Kurimoto alla fine degli anni settanta vengono considerate precursori dello yaoiKotani Mari, foreword to Tamaki Saitō, "Otaku Sexuality" in Christopher Bolton, Istvan Csicsery-Ronay Jr., Takayuki Tatsumi (a cura di), Robot Ghosts and Wired Dreams , University of Minnesota Press, 2007, ISBN 978-0-8166-4974-7, p. 223. Divenuto col tempo sempre più termine generico sia dalle creatrici che dalle lettrici di manga con personaggi adolescenti maschi innamorati tra di loro, è oramai ampiamente usato da tutti gli editori occidentali di manga.V. E. Jones, "He Loves Him, She Loves Them: Japanese comics about gay men are increasingly popular among women", Boston.com, April 2005.

Il grande momento d'innovazione è dato però con Il poema del vento e degli alberi, pubblicato a partire dal 1976, il primo manga shojo che ha ritratto una relazione d'amore duratura tra due ragazzi (e la cui pubblicazione è rimasta in sospeso per ben 9 anni proprio a causa di questa sua "esplicitezza" in ambito sentimentale)Matt Thorn, “Girls And Women Getting Out Of Hand: The Pleasure And Politics Of Japan's Amateur Comics Community.” in Fanning the Flames: Fans and Consumer Culture in Contemporary Japan, William W. Kelly (a cura di), State University of New York Press, 2004, ISBN 0-7914-6032-0, pp. 169–186. Accesso 12 agosto 2008.. Acquistò fama duratura per le sue raffigurazioni apertamente sessuali, stimolandone ampiamente lo sviluppo all'interno dello shojo nei tempi a venireMasami Toku, "Shojo Manga! Girls' Comics! A Mirror of Girls' Dreams ", Mechademia 2, 2007, p. 27.Midori Matsui, "Little girls were little boys: Displaced Femininity in the representation of homosexuality in Japanese girls' comics," in Gunew, S. and Yeatman, A. (a cura di), Feminism and The Politics of Difference, Halifax, Fernwood Publishing, 1993, pp. 177–196..

Seme e uke Rivolto essenzialmente ad un pubblico femminile adolescente, è apprezzato anche da alcuni maschi (non solo omosessuali); è molto diffuso sia in oriente sia, più di recente, in occidente. Al suo interno si possono notare numerosi stereotipi, come ad esempio una differenza spesso anche grafica tra colui che è insertivo nell'atto sessuale e colui che è ricettivo (uno più prestante, altro più femminile): l'insertivo "sottomette", anche e soprattutto caratterialmente e psicologicamente, il ricettivo. I personaggi, protagonisti e non, dello yaoi sono quindi conformi a questa formula indicata rispettivamente da e .

Dōjinshi e cosplay Lo yaoi indicava in origine una dōjinshi (opere auto-pubblicate, parodia di manga-anime ufficiali; non era cioè un'opera originale in commercio, come lo shonen'ai) la cui trama era incentrata su una relazione omosessuale tra due personaggi maschili, solitamente bishōnen; questo a partir dagli anni settanta. Successivamente il termine è stato esteso più genericamente e con egual significato anche a tutti i tipi di manga e anime trattanti questo tema.

Diversi yaoi nascono invero proprio come dōjinshi: questo significa che anche se la storia è originale, i protagonisti vengono "presi in prestito" da universi narrativi non yaoi, di solito manga o anime preesistenti, piuttosto famosi.

La sottocultura dojinshi viene considerata l'equivalente giapponese del fandom, entrambi originatisi nel corso degli anni settanta Il più tipico yaoi dojinshi crea coppie omosessuali da versioni ufficiali di manga e/o anime in cui tale tematica non è ufficialmente assolutamente presente: gran parte di tali opere deriva da shōnen e seinen contenenti rimandi ad amicizie più o meno strette tra i vari personaggi principali, percepiti da alcuni fan come implicita attrazione sentimentale omosessuale: com'è accaduto ad esempio con Capitan Tsubasa (Holly e Benji e Saint Seiya, ovvero I Cavalieri dello zodiaco), tanto per citarne solo due tra i più celebri. In particolare Saint Seiya era molto popolare tra i fans dello yaoi nella prima metà degli anni ottanta, in quanto aveva un gran numero di personaggi di sesso maschile adatti ad esser abbinati come coppie gay; il più famoso dei quali rimane certamente Shun (Andromeda) in quanto presentato già nella serie originale come il più delicato e sensibile, gentile di carattere e coi tratti femminei, capelli lunghi e con l'armatura di color rosa-violetto.. In Capitan Tsubasa la relazione riguardava ovviamente i due personaggi principali, mentre in Saint Seiya era tra Shun e Cristal il Cigno

A questo riguardo molto apprezzate dalle ragazze sono le vicende sentimentali-amorose riguardanti ad esempio (tanto per citar solo le più famose), la coppia SasukexNaruto tratta da Naruto, LxLight, MattxMello, MelloxNear (tutte e tre prese da Death Note), la coppia RoyxEdward tratta da Fullmetal Alchemist, GintokixHijikata da Gintama, oppure ZoroxSanji da One Piece. Il fenomeno si è poi esteso anche in occidente ed ha finito per coinvolgere personaggi che non provengono da manga o anime: è il caso ad esempio delle coppie DracoxHarry, tratta dai romanzi/film di Harry Potter o da quelle derivanti da Il Signore degli AnelliJennifer Granick, "Harry Potter Loves Malfoy", Wired.com, 16 agosto 2006.; oppure infine dal settore informatico come RikuxSora e AxelxRoxas, da Kingdom Hearts, vari personaggi di Dragon Quest o da Final Fantasy.Kingdom Hearts aestheticism.com. Tra le fujoshi più accanite non sembra esservi alcun limite di potenziale immaginativo (nel perseguimento del moe): riescono a creare relazioni di intimità stretta e anche molto trasgressiva tra personaggi davvero del tutto "insospettabili"Patrick W. Galbraith, Moe: Exploring Virtual Potential in Post-Millennial Japan, 31 ottobre 2009.