Fu l'ultimo imperatore dell'impero romano prima della separazione tra Pars Occidentalis e Pars Orientalis. Nel 380, con l'editto di Tessalonica, fece del Cristianesimo la religione unica e obbligatoriaCodex Theodosianus, 16, 1.2 dell'Impero; per questo fu chiamato Teodosio il Grande dagli scrittori cristiani e le Chiese orientali lo venerano come santo (San Teodosio I il Grande, commemorato il 17 gennaio).
Si diceva che Teodosio fosse un amministratore diligente, austero nelle sue abitudini, misericordioso e un devoto cristiano.Epitome de Caesaribus 48. 8–19Gibbon, Declino e caduta, capitolo 27 Per secoli dopo la sua morte, Teodosio venne visto come un campione dell'ortodossia cristiana, che aveva definitivamente annientato il paganesimo. In effetti, la sua politica anti-pagana, attraverso i decreti teodosiani, divenne estremamente dispotica e portò a un numero elevato di persecuzioni verso i paganiCodice Teodosiano (Libro 16, Titolo. 10, .11) e a una compressione delle libertà dei pagani.
Gli studiosi moderni tendono a ritenere la celebrazione di Teodosio come un'interpretazione degli scrittori cristiani. È abbastanza accreditato, invece, che abbia presieduto a un risveglio dei motivi dell'arte classica, che alcuni storici hanno definito "rinascimento teodosiano".Oxford Dictionary of Late Antiquity, pp. 1482, 1484
La sua opera di pacificazione nei riguardi dei Goti assicurò la pace all'impero durante la sua vita, ponendo le basi per la sopravvivenza della parte orientale (la più ricca e destinata a lunga vita), al collasso dopo le gravi sconfitte subite ad Adrianopoli e Tessalonica per mano dei Goti stessi.
Inoltre, Teodosio ha ricevuto critiche per aver difeso i propri interessi dinastici, a costo di due guerre civili. I suoi due figli si rivelarono governanti deboli e incapaci e furono partecipi di un periodo di invasioni straniere e intrighi di corte che indebolirono pesantemente l'Impero. I discendenti di Teodosio (vedi Dinastia teodosiana) governarono il mondo romano per i successivi sei decenni e la divisione est-ovest durò fino alla caduta dell'Impero d'Occidente alla fine del V secolo.
Biografia Origini e carriera militare Teodosio nacque in Hispania, per Idazio e Zosimo a Cauca (odierna Coca, nella Castiglia e León), nella Galizia romanaIdauzio, Chronicon, anno 379, II.Zos. Historia Nova 4.24.4., mentre per Giordane e Conte Marcellino a Italica, nella BeticaAlicia M. Canto, "Sobre el origen bético de Teodosio I el Grande, y su improbable nacimiento en Cauca de Gallaecia", Latomus 65/2, 2006, 388-421., l'11 gennaio del 347 da una facoltosa famiglia della nobiltà romana locale professante la religione cristiana. Suo padre, Teodosio (chiamato dagli storici "il Vecchio" per poterlo distinguere dal figlio), fu un funzionario imperiale di rango elevato, guadagnatosi la carica di Comes Britanniarum per il ruolo decisivo da lui ricoperto nella pacificazione della Britannia durante la cosiddetta "cospirazione barbarica"; sua madre, invece, si chiamava Flavia Termanzia. Teodosio aveva un fisico ben proporzionato, i capelli biondi e un naso aquilino. Uomo non privo di valore, come ci viene tramandato da Zosimo, condivideva la vita dei soldati e, pur amando la magnificenza e i piaceri, sapeva ritrovare tutta la propria forza ed energia nei momenti di pericolo.André Piganiol, L'Empire Chrétien (325-395), Parigi, Presses Universitaires de France, 1972 (II edizione curata e aggiornata da André Chastagnol), pp. 230-231
Il giovane Teodosio fece la carriera militare, seguendo le orme del padre. Nel 368 Teodosio il Vecchio era in Britannia, dove era stato inviato dall'imperatore Valentiniano I col compito di reprimere una cospirazione: qui lo raggiunse il figlio Teodosio al comando di truppe scelte.Ammiano Marcellino, xxvii 8 3. Il successo nell'operazione fece ottenere a Teodosio padre il comando dell'esercito, e il figlio restò al suo servizio nel nuovo incarico.Leppin, pp. 29-30. Nel 373, dopo una vittoria sui Sarmati, Teodosio il Vecchio fu incaricato di recarsi in Africa a sedare la rivolta dell'usurpatore Firmo, e anche in questo caso fu seguito dall'omonimo figlio, il quale, però, non partecipò alla vittoria del padre, nel 374, in quanto quello stesso anno teneva il suo primo comando in Mesia, quello di dux Moesiae, con l'incarico di difendere la provincia dagli attacchi dei Sarmati.
La promettente carriera del futuro imperatore subì un arresto improvviso dopo la morte dell'imperatore Valentiniano, cui succedettero Graziano e Valentiniano II in Occidente mentre Valente continuò a governare in Oriente. Nel 375/376 il padre fu accusato di alto tradimento per i fatti legati alla campagna africana: Teodosio il Vecchio fu giustiziato a Cartagine nel 376 e suo figlio perse il proprio incarico, tornando a vita privata nelle sue terre in Spagna, dove sposò la conterranea Flaccilla, da cui ebbe due figli: Arcadio e Onorio.
Imperatore d'Oriente Nulla si sa di lui fino a quando, il 19 gennaio 379, in seguito alla morte dell'imperatore Valente nella disastrosa battaglia di Adrianopoli combattuta contro i Goti, l'imperatore Graziano lo associò alla guida dello Stato, affidandogli la parte orientale dell'impero. Teodosio fissò inizialmente la propria residenza a Tessalonica. Verso la fine del 379 si ammalò gravemente e, ritenuto in punto di morte, venne battezzato dal vescovo di Tessalonica Acolio.
Rapporti diplomatici e militari con i Goti Durante il regno di Teodosio le regioni orientali rimasero relativamente tranquille, anche se i Goti e i loro alleati, insediatisi stabilmente nei Balcani, erano motivo di continuo allarme. La tensione crebbe a poco a poco, tanto che, a un certo punto, l'imperatore associato Graziano rinunciò a mantenere il controllo delle province illiriche e si ritirò a Treviri, allora compresa nel territorio della Gallia. La manovra aveva lo scopo di consentire a Teodosio di portare avanti senza intralci le successive operazioni militari.
Un motivo di grave debolezza degli eserciti romani del tempo era legato alla pratica di arruolare contingenti fra le popolazioni barbare e farli combattere contro altri barbari, spesso etnicamente affini. Per tentare di limitare gli effetti negativi che ne derivavano, Teodosio inviò ripetutamente le nuove reclute in Oriente, nelle province più lontane dai confini danubiani (soprattutto in Egitto), con la necessaria e costosa conseguenza di doverle rimpiazzare con leve romane più affidabili reclutate in altre aree dell'impero. Tale politica non fu esente da inconvenienti: oltre a improvvise defezioni si registrarono anche incomprensioni e persino scontri armati fra Romani e federati barbari. A Filadelfia, in Lidia, i federati Goti diretti in Egitto incontrarono sul proprio cammino un'armata romana proveniente da questa stessa provincia e ingaggiarono contro di essa una assurda e sanguinosa battaglia.André Piganiol, op. cit., p. 232
Graziano inviò alcuni generali per liberare l'Illiria dai Goti, consentendo a Teodosio, sconfitto a Tessalonica dai Goti e scampato per un soffio alla morte, di entrare finalmente a Costantinopoli il 24 novembre del 380, al termine di una campagna militare durata due anni. Il 3 ottobre 382 fu stipulato con i Goti stessi, o perlomeno con quelli che erano scampati alla guerra, un trattato che li autorizzava a stanziarsi lungo il corso del Danubio, che allora costituiva il confine dell'impero, e più precisamente nella diocesi di Tracia, e di godervi un'ampia autonomia. In seguito molti di loro avrebbero militato stabilmente nelle legioni romane, altri avrebbero partecipato a singole campagne militari in qualità di federati, altri ancora, riuniti in bande di mercenari, avrebbero continuato a cambiare alleanza, finendo col diventare un motivo di grande e perdurante instabilità politica per tutto l'impero. Negli ultimi anni del regno di Teodosio uno dei capi goti emergenti, Alarico I, partecipò alla campagna che Teodosio condusse nel 394 contro il rivale Eugenio, per poi rivoltarsi contro Arcadio, figlio di Teodosio e suo successore in Oriente, subito dopo la morte dello stesso Teodosio.
Il cristianesimo diventa religione di Stato
All'inizio del suo regno Teodosio insieme agli altri due augusti, Graziano e Valentiniano II, promulgò nel 380 l'editto di Tessalonica, con il quale il credo niceno diveniva la religione unica e obbligatoria dello Stato, che era imposta a tutti i sudditi. La nuova legge riconosceva esplicitamente il primato delle sedi episcopali di Roma e di Alessandria in materia di teologia; grande influenza avevano inoltre i teologi di Costantinopoli, i quali, essendo sotto la diretta giurisdizione dell'imperatore, erano a volte destituiti e reintegrati in base al loro maggiore o minore grado di acquiescenza ai voleri imperiali.
Teodosio professava il credo niceno che si contrapponeva all'arianesimo: solo due giorni dopo essere giunto a Costantinopoli (il 24 novembre 380), Teodosio, con un atto che non mancò di produrre una violenta reazione, espulse dalla città il vescovo ariano Demofilo di Costantinopoli, affidando la conduzione delle chiese cittadine a Gregorio di Nazianzo, il patriarca della piccola comunità locale che praticava il credo niceno.
Teodosio convocò inoltre nel 381 il primo concilio di Costantinopoli per condannare le eresie che si opponevano al credo niceno; durante questo concilio venne elaborato il simbolo niceno-costantinopolitano (una estensione del primo credo niceno), largamente in uso ai giorni nostri nella liturgia cattolica.
Nel 383 il giorno di riposo, il dies solis, ora rinominato dies dominicus, divenne obbligatorio:Codex Theodosianus, 11.7.13.
Altri provvedimenti nel 381 ribadirono la proibizione di tutti i riti paganiCodex Theodosianus, 16, 10.7 e stabilirono che coloro che da cristiani fossero ritornati alla religione pagana avrebbero perso il diritto di fare testamento legale.Codex Theodosianus, 16, 7.1; ribadito nel 383 (Codex Theodosianus, 16, 7.2).. L'auspicia e la stregoneria furono considerati reati punibili.
Vennero proibite le visite ai templi, molti dei quali furono distrutti, come per esempio il santuario di Delfi, che venne raso al suolo nel 390.
Nel 382 si sanciva, tuttavia, la conservazione degli oggetti pagani che avessero valore artistico.Codex Theodosianus, 16, 10.8 Il divieto dei sacrifici e delle pratiche divinatorie a essi collegate venne ribadito nel 385.Codex Theodosianus, 16, 10.9
Guerre civili Nel 383 Graziano morì assassinato mentre si apprestava a combattere contro Magno Massimo, proclamato imperatore dalle legioni di Britannia. Appena raggiunto il potere, Magno Massimo inviò una ambasciata a Teodosio per proporre un trattato di amicizia che fu accettato, anche se l'imperatore orientale si stava preparando segretamente per la guerra.Zosimo.
Sempre per sviare l'avversario, Teodosio impartì l'ordine di erigere una statua in onore di Magno Massimo ad Alessandria; l'ordine venne eseguito dal prefetto del pretorio Materno Cinegio, che era stato inviato in Oriente per reprimere gli antichi culti pagani.
Nel 387, Massimo Magno attraversò le Alpi, arrivando a minacciare Milano, sede della prefettura d'Italia retta da Valentiniano II e dalla madre, che cercarono rifugio da Teodosio I, il quale ottenne in sposa Galla, sorella di Valentiniano.
Teodosio mosse guerra a Magno Massimo, che fu sconfitto a Siscia (oggi Sisak), nella battaglia della Sava, a Poetovio (allora in Pannonia, odierna Ptuj in Slovenia) e definitivamente ad Aquileia nel 388.Zosimo, Storia nuova, IV, 45.4; 46.2.
Valentiniano II fu restaurato a Milano e sotto l'influenza di Teodosio lasciò l'arianesimo e aderì alla fede cattolica professata dal Concilio di Nicea.
Teodosio a Milano