Autore di musica contemporanea, è solitamente considerato tra i capifila del minimalismo musicale con Steve Reich, La Monte Young, Terry Riley, John Adams. Esaurito il periodo di massima produzione minimalista, contrariamente agli autori succitati, a parte forse Adams, si è progressivamente emancipato, scegliendo uno stile di più facile fruizione, postminimalista, meno rigoroso, e spesso volto verso la tradizione sinfonica americana.
Dagli anni ottanta ha preferito prendere le distanze dal termine, mantenendo nel suo stile una forma iterativa, ma ampliando al massimo le possibilità espressive offerte dalla tonalità, e accogliendo sempre più suggestioni dalle culture musicali extraeuropee, interesse del resto già manifestato all'inizio della carriera collaborando con il musicista indiano e compositore Ravi Shankar.
Tra le sue opere compaiono numerosi componimenti musicali di vario tipo, con una certa predilezione per le forme sceniche (teatro, danza, performance) e le colonne sonore di diversi film e documentari. Celebre, in quest'ultima categoria, la serie di film realizzati da Godfrey Reggio a cavallo tra il 1983 e il 2003 e basati su profezie degli indiani Hopi, nota come "Trilogia Qatsi": lo stesso Glass ha portato in tournée anche in Italia concerti live in cui il suo ensemble esegue le musiche direttamente sulle immagini dei film (prima esecuzione integrale: Torino, Settembre Musica, Auditorium "Giovanni Agnelli" del Lingotto, settembre 2005)
Ha collaborato con vari artisti della scena ambient (tra cui Brian Eno) e pop-rock (tra cui David Bowie, di cui ha adottato i temi di "Low" e "Heroes" per comporre le omonime sinfonie).
Philip Glass è stato inoltre posizionato al numero 9 della Top 100 geni viventi stilata nel 2007 dalla rivista inglese "The Telegraph".
Biografia Infanzia e studi Philip Glass nasce a Baltimora, nel Maryland,Contemporary Authors. New Revision Series. Vol. 131 (Farmington Hills, MI: Thomson Gale, 2005):169–180. figlio di immigrati ebrei provenienti dalla Lituania. Il padre possiede un negozio di dischi dalla ricca offerta di lavori - spesso invenduti - di compositori di musica moderna (Paul Hindemith, Béla Bartók, Dmitrij Šostakovič) e musica classica (i quartetti per archi di Ludwig van Beethoven e i due trio per piano di Franz Schubert) che il giovane Glass arriverà a conoscere molto presto. Da bambino studia il flauto presso il Peabody Conservatory of Music e a 16 anni si iscrive alla University of Chicago, dove studia matematica e filosofia. Frequenta successivamente la Juilliard School dove si dedica principalmente alle tastiere; tra i suoi insegnanti di composizione figurano Vincent Persichetti e William Bergsma. Nell'estate del 1960 studia con Darius Milhaud e compone un concerto per violino per una compagna di studi, Dorothy Pixley-Rothschild.Ev Grimes: "Interview: Education" in
A Parigi studia composizione con Nadia Boulanger dal 1963 al 1965, analizzando gli spartiti di Johann Sebastian Bach ("Il clavicembalo ben temperato"), Wolfgang Amadeus Mozart (i concerti per pianoforte) e Ludwig van Beethoven.. Riferendosi a quegli anni nella sua autobiografia - "Music by Philip Glass", (1987) - Glass racconta che la musica eseguita ai concerti del Domaines Musicale di Pierre Boulez non lo appassionava (fatta eccezione per i lavori di John Cage e Morton Feldman), mentre era molto impressionato dagli spettacoli messi in scena da Jean-Louis Barrault al teatro Odéon e dai film della nouvelle vague francese, di registi come Jean-Luc Godard e François Truffaut.
Dopo aver lavorato in Francia con Ravi Shankar alla colonna sonora del film Chappaqua, Glass nel 1966 viaggia attraverso il nord dell'India, dove entra in contatto con la comunità dei rifugiati tibetani. Diventa buddhista e incontra il quattordicesimo Dalai Lama, Tenzin Gyatso, nel 1972.
Dal lavoro con Ravi Shankar e dalla percezione delle proprietà ipnotiche dei ritmi indiani nasce lo stile compositivo di Philip Glass. Tornato a casa, rinnega i suoi lavori precedenti, scritti con uno stile moderatamente moderno simile a quello di Darius Milhaud, Aaron Copland e Samuel Barber, e inizia a comporre pezzi austeri basati su ritmi compulsivi. Tra questi primi lavori di taglio minimalista figurano le musiche per una commedia di Samuel Beckett (Comédie, 1963) ed un quartetto d'archi (No.1, 1966).Joan La Barbara: "Philip Glass and Steve Reich: Two from the Steady State School" in
Nel 2015 ha pubblicato la propria autobiografia, dal titolo Parole senza musica.
Il minimalismo Ricevendo poca attenzione dagli esecutori e dagli spazi di esecuzione tradizionali, Glass forma un gruppo nei tardi anni sessanta a New York con i suoi ex compagni di studi, tra cui Steve Reich e Jon Gibson, iniziando ad esibirsi all'interno delle gallerie d'arte. Queste gallerie rappresentavano l'effettivo punto di contatto tra il minimalismo musicale ed il minimalismo nelle arti visive - oltre alle amicizie personali tra gli artisti che, avendo interessi artistici simili, supportavano l'attività musicale di Glass e Reich e spesso preparavano i poster per i loro concerti.
Il primo concerto della "nuova" musica di Philip Glass è una serata alla Jonas Mekas's Film-Makers Cinematheque nel 1968. In questo concerto vengono inclusi Music in the shape of a square for two flutes (un omaggio a Erik Satie, eseguito da Glass e Gibson) e Strung Out for amplified solo violin, eseguito dalla violinista Pixley-Rothschild. Gli spartiti sono appesi alle pareti ed i musicisti devono spostarsi durante l'esecuzione. La risposta è entusiastica, anche se il pubblico consiste principalmente di artisti e appassionati di arti visive e performance art, già molto ben disposti verso l'approccio riduzionista di Glass.
Oltre all'eseguire la propria musica, Glass lavora come tassista, gestisce con Steve Reich una compagnia di traslochi e fa da assistente allo scultore Richard Serra. In questo periodo conosce e stringe amicizie con altri artisti della scena di new York, tra cui Sol LeWitt, Nancy Graves, Laurie Anderson e Chuck Close. Dopo alcune divergenze con Steve Reich fonda il proprio Philip Glass Ensemble (mentre Reich fonda il gruppo Steve Reich and Musicians) in cui entrano le tastiere, i fiati (sassofono e flauto) ed una voce di soprano.
Inizialmente il lavoro continua ad essere rigorosamente minimalista, diatonico e strutturato ripetitivamente, come in "Two Pages", "Contrary Motion" e "Music in Fifths" (un omaggio a Nadia Boulanger che trovò delle "quinte nascoste" nei suoi lavori di studente). Col tempo l'austerità viene meno, la musica sempre più complessa e drammatica, come in "Music in Similar Motion" (1969) e in "Music with Changing Parts" (1970). La serie culmina, nell'esecuzione della durata di quattro ore, di Music in Twelve Parts (1971-1974),Tim Page: "Music in 12 Parts" in . inizialmente concepito come un'unica composizione con dodici parti strumentali e successivamente evoluto in una composizione ciclica che riassume l'opera di Glass e la trascende - nella parte finale la voce soprano canta un tema dodecafonico.
La Portrait Trilogy: Einstein on the Beach, Sathyagraha e Akhnaten
Glass continua il proprio lavoro con due serie di opere strumentali, "Another Look at Harmony" (1975) e "Fourth Series" (1978-79), mentre è la sua musica per le produzioni teatrali a diventare più famosa. La prima opera è una collaborazione con Robert Wilson, una composizione che successivamente Glass identificherà come la prima di una trilogia di ritratti: "Einstein on the Beach" (composta nel 1975 ed eseguita per la prima volta nel 1976), centrata sulla figura di Albert Einstein, in cui figurano il suo gruppo, un violino solista, un coro e gli attori. Il Washington Post lo recensisce con parole entusiastiche.
Glass continua a produrre musica per opere teatrali componendo nel 1980 l'opera "Satyagraha", incentrata sui primi anni di vita del Mahatma Gandhi e sulle sue esperienze in Sudafrica. L'opera è anche un punto di svolta per Glass, che scrive per la prima volta dopo 15 anni per un'orchestra sinfonica, anche se le parti principali rimangono riservate a delle voci soliste e al coro.
La trilogia si completa con "Akhnaten" (1983-84), ritratto del faraone Akhenaton, una potente composizione vocale e orchestrale cantata in accadico, ebraico biblico e antico egizio. Alla parte cantata si alterna un attore che recita antichi testi egiziani nella lingua del pubblico. I violini spariscono e l'orchestra assume "un suono basso e scuro, che caratterizza l'opera e si adatta molto bene al suo soggetto" (da Music by Philip Glass, 1985).
Nello stesso anno Glass collabora con Robert Wilson alla stesura di un'altra opera, "the CIVIL warS", che debutta all'Opera di Roma.
Musica per il teatro: Glass e Samuel Beckett
I lavori di Glass per il teatro in questo periodo includono molte composizioni per la compagnia teatrale Mabou Mines, che ha cofondato nel 1970, che consistono principalmente in musiche per scritture e adattamenti della prosa di Samuel Beckett, quali "The Lost Ones" (1975), "Cascando" (1975), "Mercier and Camier" (1979), "Endgame" (1984) and "Company" (1984). Beckett approvò l'adattamento fatto dalla compagnia di "The Lost Ones", ma disapprovò in maniera veemente la messa in scena di "Endgame" all'American Repertory Theatre di Cambridge per la regia di Joanne Akalaitis. I quattro brevi pezzi composti per "Company" per quartetto d'archi, destinati ad essere eseguiti negli intervalli del dramma, divennero successivamente un brano da concerto per orchestra d'archi e vennero anche pubblicati separatamente.
Il postminimalismo: dal concerto per violino alla sinfonia numero 3
A partire dalle composizioni di opere e musiche per il teatro, Glass - specialmente a cavallo tra gli anni ottanta e novanta - scrive sempre più per ensembles più accessibili, come i quartetti d'archi e le orchestre sinfoniche, ritornando così in qualche modo verso le radici stilistiche dei suoi studi compositivi. Con questa direzione, i lavori per orchestra e da camera risultano essere scritti con una vena più lirica e poetica. Nei suoi lavori Glass arriva ad impiegare antiche forme musicali come quella della ciaccona, come ad esempio nel "Satyagraha" e nei movimenti lenti del suo "Violin Concerto" (1987) e della "Symphony No.3" (1995). Vi sono inoltre richiami a stili musicali storici (il barocco, il classico, il primo romanticismo e la musica classica di inizio del XX secolo), senza che tuttavia Glass abbandoni la propria cifra stilistica individuale, né a farne un mero pastiche.
Il "Violin Concerto" consiste di tre movimenti quasi neo-barocchi, su cui vengono cantati testi scritti nella lingua di Akhenaton. Nel 1992 il concerto viene eseguito dalla Vienna Philharmonic Orchestra condotta da Gidon Kremer. Ad esso fanno seguito una trilogia Sibeliana ("The Light", "The Canyon", "Itaipu", 1987-1989), "The Voyage", commissionata dalla Metropolitan Opera e altre due sinfonie da tre movimenti ("Low" nel 1992 ed una seconda nel 1994). Glass descrive la sua "Symphony No.2" come uno studio in politonalità comparabile alle musiche di Arthur Honegger, Darius Milhaud e Heitor Villa-Lobos, ma il tono dissonante, oscuro e meditabondo del pezzo evoca maggiormente le sinfonie di Dmitrij Šostakovič.
Centrali nella sua produzione di musica da camera del periodo sono gli ultimi due quartetti d'archi di una serie di cinque scritti per il Kronos Quartet (1989 e 1991) ed il pezzo "Music from The Screens" (1989). Questi lavori mostrano un aspetto molto diverso della produzione di Glass. The Screens ha le nella collaborazione con il musicista gambiano Foday Musa Suso e con la regista teatrale Joanne Akalaitis (la prima moglie di Glass). Oltre all'influenza di Suso, il tessuto musicale evoca remotamente la musica da camera classica europea, dalle sonate di Johann Sebastian Bach fino ai lavori da camera di Claude Debussy e Maurice Ravel.