Le Villi è un'opera-ballo in due atti di Giacomo Puccini su libretto di Ferdinando Fontana, composta nel secondo semestre del 1883 e rappresentata il 31 maggio 1884 al Teatro dal Verme di Milano. Costituisce l'opera d'esordio del compositore lucchese.

Il successo della breve opera, che in origine era formata da un unico atto suddiviso in due parti, convinse l'editore Ricordi ad accogliere Puccini nella sua scuderia, commissionandogli immediatamente una seconda opera, Edgar, e accordandogli uno stipendio mensile di 200 lire.

Genesi Puccini scrisse Le Villi poco dopo essersi diplomato in composizione presso il Conservatorio di Milano. Fu il suo insegnante, Amilcare Ponchielli, a suggerirgli di prendere parte al concorso bandito dall'editore Sonzogno, annunciato il 1º aprile 1883 dalle colonne della rivista "Il teatro illustrato", e a metterlo in contatto con il poeta Ferdinando Fontana, che aveva già pronto il soggetto da proporgli. L'incontro tra Puccini, Ponchielli e Fontana avvenne intorno al 20 luglio a LeccoCosì avvenne l'incontro, nel ricordo di Fontana: Citato in Arnaldo Marchetti, Puccini com'era, Edizioni Curci, Milano 1973, p. 37, senza precisare la fonte.. Pochi giorni dopo, in una lettera alla madre Albina, Puccini si dichiarò contento del soggetto, «essendoci parecchio da lavorare nel genere sinfonico descrittivo, che a me garba assai, perché mi pare di doverci riuscire»Carteggi pucciniani, a cura di Eugenio Gara, Ricordi, Milano 1958, lett. 6. ISBN 88-7592-134-2.

In realtà, Fontana aveva in un primo tempo destinato il libretto ad un altro compositore, nominato nelle lettere come «40» e forse identificabile con il prolifico autore di romanze da salotto Francesco Quaranta (Napoli, aprile 1848 - Milano, marzo 1897)Arnaldo Marchetti, Puccini com'era, cit., p. 39, nota 1 alla lett. 20.. Da questo precedente accordo, il poeta appare già sciolto all'inizio di agostoLettera di Fontana a Puccini del 2 agosto 1883: «Ho potuto riavere dal N. 40 l'argomento che sa.», in Puccini com'era, a cura di Arnaldo Marchetti, Edizioni Curci, Milano 1973, lett. 20. Alla nota 1 il curatore del carteggio cita una lettera di Ponchielli a Puccini, datata 27 luglio 1883, nella quale si legge: «Lei non ha che scrivere dunque al Fontana, anche non volendo attendere la restituzione del libretto che tiene 40!».. Secondo la testimonianza dello stesso Fontana, il libretto fu consegnato nel mese di settembreArnaldo Fraccaroli, Giacomo Puccini si confida e racconta, Ricordi, Milano 1957, p. 39.. Anche grazie all'intercessione di Ponchielli, Fontana accettò di vendere il libretto a condizioni economiche: 100 lire alla consegna e 200 in caso di vittoria al concorsoPuccini com'era, cit., pp. 37-38..

Il manoscritto autografo, oggi conservato presso l'Archivio Ricordi, fu consegnato l'ultimo giorno utile, il 31 dicembre 1883, come risulta da una nota autografa della commissione vergata sulla prima pagina«No. 20 Presentato il 31 Xmbre 1883 / p La Presidenza / A. Ziglioli.» Dieter Schickling, Giacomo Puccini – Catalogue of the Works, Bärenreiter 2003, p. 139. ISBN 3-7618-1582-4. I singoli fascicoli recano il titolo Le Willis, con l'eccezione del primo, che reca il titolo definitivo. I due intermezzi sinfonici sono di mano di copista e furono con ogni probabilità inseriti in un secondo tempo in sostituzione delle relative pagine autografe; poiché entrambe le copie recano una datazione autografa anteriore alla consegna dell'opera ("L'abbandono" «Lucca 10.11.83», "La tregenda" «21.11.83»), Dieter Schickling ha ipotizzato che il compositore avesse previsto di farle eseguire separatamente, qualunque fosse stato l'esito del concorso Dieter Schickling, Giacomo Puccini – Catalogue of the Works, p. 60..

Ai primi di aprile 1884 la commissione, costituita da Amilcare Ponchielli (presidente), Amintore Galli, Franco Faccio, Cesare Dominiceti e Pietro Platania, annunciò l'esito del concorso. Non solo l'opera di Puccini non aveva vinto, ma non era stata neppure inclusa tra le 5 (su 28) considerate degne di menzione. Il primo premio era stato assegnato ex aequo a La fata del Nord di Guglielmo Zuelli e Anna e Gualberto di Luigi Mapelli, quest'ultima su libretto dello stesso Fontana. In passato, sono state avanzate due ipotesi per spiegare questo mancato successo: l'arrivo del manoscritto fuori tempo massimo e la difficoltà di interpretare la grafia pucciniana. Sennonché, la prima ipotesi è smentita dalla data che la commissione annotò sulla partitura e la seconda dall'obiettiva leggibilità del manoscritto, tra l'altro vergato in parte da un copista. Alla luce di tutto questo, la critica oggi è orientata a considerare il mancato successo delle Villi al concorso Sonzogno come il frutto di una manovra editoriale: un vero e proprio sgambetto di Ricordi all'editore concorrente. La commissione esaminatrice includeva infatti importanti personalità legate alla scuderia Ricordi, tra cui Faccio e soprattutto Ponchielli, già insegnante di Puccini al conservatorio di Milano, il quale, oltre a conoscere bene la scrittura dell'allievo, si era personalmente prodigato affinché Puccini potesse partecipare al concorso. È molto probabile, perciò, che siano stati proprio questi membri della commissione ad osteggiare la vittoria di Puccini, il quale si sarebbe altrimenti legato a Casa SonzognoSulla questione cfr. Michele Girardi, Giacomo Puccini. L'arte internazionale di un musicista italiano, Marsilio, Venezia 1995, pp. 35-36. Già nel febbraio 1884, prima che l'esito del concorso fosse stato ufficializzato, Puccini si era d'altronde recato da Ricordi insieme a Ponchielli. Osserva in proposito Girardi: .

Soggetto

Fontana trasse il soggetto delle Villi dal racconto di Alphonse Karr Les Willis (1852)Alphonse Karr, Contes et Nouvelles, in Oeuvres complètes d'Alphonse Karr, Parigi, Michel Lévy frères, 1862, pp. 136-151. - Testo francese on-line , a sua volta ricavato dal balletto Giselle (1841) musicato da Adolphe Adam su libretto di Théophile Gautier. Nessuna delle due fonti è citata nel librettoMentre il legame con il celebre balletto è da tempo noto alla musicologia, quello con il racconto di Karr è stato individuato solo in anni recenti da Julian Budden (cfr. The Genesis and Literary Source of Giacomo Puccini's First Opera, in "Cambridge Opera Journal", I/1, 1989, pp. 79-85)., mentre il nome di Alphonse Karr figura nel manoscritto della prima parte dell'intermezzo sinfonicoTitolo autografo: «Ia parte del N° 6° Le Willis (Alphonse Karr).».

Quella delle Villi - le creature ultramondane, spietate vendicatrici d'amore - è un'antica leggenda, originaria dell'Europa centrale e molto conosciuta in Austria, che per la prima volta ricevette una veste letteraria in Über Deutschland II: Elementärgeister und Dämonen, il saggio che Heinrich Heine dedicò agli spiriti e ai demoni in Germania, pubblicato nel 1834.

Simili soggetti fantastici, ricchi di suggestioni magiche e metafisiche, erano di moda nell'Italia settentrionale di quegli anni, prediletti in particolare dagli autori della Scapigliatura, il movimento letterario a cui Fontana apparteneva. Pochi anni prima, nel 1880, aveva debuttato a Torino un lavoro al quale la critica ha talvolta associato l'opera d'esordio di Puccini: l'Elda di Alfredo Catalani, il cui libretto, denominato «dramma fantastico», fu liberamente tratto da Loreley, una ballata pubblicata nel 1824 dello stesso Heine.

Il debutto

Dopo il verdetto negativo del concorso Sonzogno, Fontana si interessò affinché Puccini potesse far ascoltare l'opera in privato ad alcune delle più eminenti personalità della Milano intellettuale del tempo. L'audizione ebbe luogo nel salotto del giornalista Marco Sala. Vi presenziarono, tra gli altri, Arrigo Boito, Giovannina Lucca e Alfredo Catalani.

L'aiuto finanziario di un gruppo di sottoscrittori, per lo più vicini a Casa Ricordi, consentì di allestire l'opera al Teatro Dal Verme. Da una lettera di Fontana a Puccini databile all'aprile 1884 conosciamo i nomi di alcuni di essi:

La prima rappresentazione ebbe luogo il 31 maggio 1884 e fu un successo autentico, di pubblico e critica, come testimoniano le recensioni di Filippo Filippi sulla "Perseveranza" e di Antonio Gramola sul "Corriere della Sera". L'opera ebbe quattro repliche. In orchestra suonava come contrabbassista il giovanissimo Pietro Mascagni.

Casa Ricordi annunciò l'acquisto dei diritti sulla "Gazzetta Musicale di Milano" dell'8 giugno 1884 (p. 217), ma che un accordo fosse già stato preso è dimostrato sia dal logo di Casa Ricordi sul libretto della "prima", sia da una precedente lettera di Fontana, nella quale il poeta informa il compositore che all'indomani egli avrebbe spedito il libretto a Ricordi, «con una lettera co' fiocchi». Infine, a riprova della battaglia editoriale in corso, l'opera fu annunciata al pubblico, prima della rappresentazione inaugurale, come «un'altra delle opere presentate al concorso del "Teatro Illustrato" [la rivista di Casa Sonzogno] che non ebbero né premio né menzione».

Reazioni del mondo musicale

Il più noto critico musicale dell'epoca, Filippo Filippi, che aveva già elogiato senza riserve il giovane compositore in occasione della prima del Capriccio sinfonico, descrisse l'esito della serata sulla "Perseveranza":

La stampa fu unanime nel riconoscere i pregi dell'opera. Marco Sala, uno dei sottoscrittori, dalle colonne dell'"Italia" definì l'opera «un piccolo e prezioso capolavoro da cima a fondo». Persino la recensione della "Musica popolare" di Casa Sonzogno fu positiva. Mentre sul "Corriere della Sera" Antonio Gramola rilevò affinità con i maggiori operisti francesi:

Più cauto Verdi che, pur senza conoscere lo spartito (che riceverà solo nel febbraio 1885Verdi informò Ricordi di aver ricevuto lo spartito delle Villi in una lettera del 16 febbraio 1885 (Carteggio Verdi-Ricordi 1882-1885, a cura di Franca Cella, Madina Ricordi, Marisa Di Gregorio Casati, Istituto nazionale di studi verdiani, Parma 1994, lett. 288, p. 217. ISBN 88-85065-11-2).), commentò così le notizie che gli erano giunte all'orecchio:

Qualche riserva sul peso della componente sinfonica nell'economia della breve opera fu d'altronde avanzata dallo stesso Filippi, che in un articolo successivo a quello citato, apparso sulla "Perseveranza" del 2-3 giugno, affermò:

La sensazione generale, tuttavia, era quella di aver assistito alla nascita dell'operista in grado di rilanciare il teatro d'opera in Italia. Al riguardo, il 27 giugno 1884 Emanuele Muzio, l'unico allievo di Verdi, scrisse a Giulio Ricordi:

Revisioni Dopo il fortunato esordio al Dal Verme, tra il 1884 e il 1889 Puccini rimaneggiò l'opera a più riprese.

Tra il giugno e l'ottobre 1884 l'opera fu ampliata mediante l'aggiunta di brani solistici per i due protagonisti, ai quali stranamente la versione originale non riservava neppure un'aria. Nacquero così la romanza di Anna "Se come voi piccina", nel primo atto, e il monologo drammatico di Roberto "Per te quaggiù sofferse ogni amarezza", nel secondo. Inoltre, le due parti in cui l'atto unico era suddiviso diventarono altrettanti atti, fu aggiunta una quartina da far intonare al coro durante l'intermezzo sinfonico "L'abbandono", per accompagnare il corteo funebreFontana aveva suggerito di limitarsi a far ripetere «un paio di volte» il versetto Requiescat in pace!, soluzione che non convinse Puccini (cfr. lettera di Puccini a Fontana del 30 agosto 1884, in Carteggi pucciniani... lett. 8 datata erroneamente 30 agosto , e lettera di Fontana a Puccini dello stesso giorno, in Puccini com'era... lett. 82.), e fu ampliata considerevolmente la scena finale. In questa forma l'opera andò in scena al Teatro Regio di Torino il 26 dicembre 1884. Nello stesso mese Ricordi pubblicò la prima edizione per canto e pianoforte.