Detiene numerosi record statistici dell'NBA in punti, rimbalzi e minuti, categorie nelle quali ha pochi eguali. Tra questi, il maggior numero di punti (100) e rimbalzi (55) in una singola partita. Sono suoi anche i record di media punti (50,4), punti totali (4.129), media rimbalzi (27,2), rimbalzi totali (2.149) e media minuti (48,5) in una singola stagione. È 1º per rimbalzi (23.924) e 8º per punti (31.419) nella storia della lega. È stato il miglior marcatore della storia NBA dal 1966 (quando ha superato Bob Pettit) fino al 1984 (quando è stato superato da Kareem Abdul-Jabbar).

Nella sua carriera ha vinto due titoli NBA (1967 e 1972), un MVP delle finali (1972), 4 MVP della stagione regolare (1960, 1966, 1967, 1968) e il premio di matricola dell'anno. Rimane tutt’ora uno dei due cestisti nella storia NBA (insieme a Wes Unseld) a vincere il premio di MVP della stagione regolare nel suo anno da rookie e uno dei tre (insieme a Larry Bird e Bill Russell) a vincerne 3 consecutivamente.

È stato selezionato a 13 All-Star Game, 10 All-NBA Team e 2 All-Defensive Team. Nel 1979 è stato inserito tra i membri del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. È considerato uno dei migliori giocatori della storia della pallacanestro.

Biografia Wilton Norman Chamberlain nacque e crebbe a Filadelfia Ovest, in Pennsylvania, in una famiglia di nove figli da Olivia Ruth Johnson, una lavoratrice domestica e casalinga, e William Chamberlain, un saldatore, custode e tuttofare. Il primo sport da lui praticato fu l'atletica leggera, che continuò a praticare all'Overbrook High School e all'Università del Kansas affianco alla pallacanestro.

Nel 1991 pubblicò un'autobiografia intitolata Visto dall'alto. Già ricoverato in ospedale per un'aritmia cardiaca nel 1992, morì d'infarto a 63 anni il 12 ottobre 1999.

Caratteristiche tecniche

Di ruolo centro, era alto 216 cm. Quando entrò all'high school misurava già 211 cm, guadagnandosi i soprannomi di Wilt the Stilt (il trampolo), Goliath (Golia) e il preferito The Big Dipper, in quanto doveva chinare la testa (to dip in inglese) per passare dalle porte. La sua presenza fisica sotto canestro era dominante, tanto in attacco quanto in difesa, e la sua forza era accompagnata da una sorprendente agilità, velocità, tecnica e coordinazione. Le sue doti fisiche gli permisero di eccellere anche in discipline atletiche quali salto in alto, getto del peso e 400 metri piani.

È stato pioniere del fadeaway, ossia il tiro in allontanamento, e del finger roll, un appoggio sottomano usando la punta delle dita. Faceva vasto uso di questi tiri e delle schiacciate nel post basso, note con il nome di dipper dunk, riprendendo il suo soprannome. Al college era in grado di schiacciare direttamente dalla linea del tiro libero partendo da fermo e questo portò l'NCAA a introdurre un nuova regola nel 1956, secondo cui era obbligatorio che il tiratore dei liberi mantenesse entrambi i piedi dietro la linea durante il tentativo; l'NBA la introdusse nel 1960. Durante le rimesse i suoi compagni di Kansas erano soliti lanciare la palla sopra il tabellone cosicché lui potesse schiacciarla, una sorta di alley-oop; anche questa tecnica fu proibita dall'NCAA. La sua dominanza nel pitturato portò l'NBA ad allargare l'area dei tre secondi nel 1964, da 3,66 a 4,88 metri.

È considerato uno dei migliori realizzatori di sempre. In 14 stagioni giocate nella lega ha tenuto una media punti di 30,07 e ha vinto 7 volte il titolo di miglior marcatore stagionale. Era molto efficiente nel segnare, risultando primo in NBA per percentuale di tiri dal campo segnati in 9 stagioni diverse. Al contrario, era estremamente impreciso nel tiro libero, sbagliandone 5.805 in carriera, record negativo.

È stato un eccezionale rimbalzista, mantenendo una media record di 22,9 rimbalzi a partita nella sua carriera e vincendo per 11 volte il titolo di miglior rimbalzista stagionale, anch'esso un record. In difesa si distingueva per la sua abilità nel bloccare i tiri avversari, anche se non vi sono dati ufficiali documentati dalla NBA sulle sue stoppate, statistica registrata solo a partite dal 1973-1974. Era dotato di un'incredibile resistenza, come dimostrano le medie record di minuti giocati a partita nella stagione regolare (45,8) e ai playoff (47,24) nel corso della sua carriera; per 8 stagioni è stato primo nella lega per minuti totali giocati, un record. Nonostante la sua difesa spesso aggressiva e l'alto minutaggio, non è mai uscito per falli né nella stagione regolare che nei playoff.

Il suo stile di gioco è evoluto nel corso della sua carriera. Nelle sue prime 4 stagioni in NBA ha segnato una media di 37,6, 38,4, 50,4 e 44,8 punti a partita, i quattro valori più alti mai registrati nella storia. Negli anni con i 76ers ha adottato un gioco più corale, accumulando passaggi decisivi ai compagni e diventando l'unico centro in grado di vincere il titolo di miglior assistman stagionale nel 1968. Nel periodo losangelino si è concentrato maggiormente sulla fase difensiva, a discapito delle statistiche realizzative.

Carriera

High school Frequentò un liceo locale, la Overbrook High School, giocando con la squadra di basket, gli Hilltoppers. Nella sua prima stagione vinsero la Philadelphia Public League, la lega delle scuole pubbliche, guadagnandosi un posto nella finale del campionato cittadino contro la vincitrice della rivale Philadelphia Catholic League; affrontarono la West Catholic High School e persero. Nel suo secondo anno Chamberlain guidò gli Hilltoppers a una stagione da imbattuti, conquistando Public League e titolo cittadino. Durante la stagione regolare batté anche il record della sua scuola di punti segnati in una singola partita, mettendone a referto 71. Migliorò il suo stesso record l'anno seguente, con tre partite consecutive da 74, 78 e 90 punti. La squadra si ripeté vincendo la terza Public League e il secondo titolo cittadino consecutivi.

Nell'arco di tre stagioni vinse 56 partite su 59 giocate, mantenne una media di 37,4 punti a partita e registrò 2.252 punti totali, battendo il record liceale di Filadelfia appartenente a Tom Gola.

College Terminata la high school nel 1955, era la recluta più ambita del paese e oltre 200 college provarono a reclutarlo. Scelse di giocare per i Jayhawks dell'Università del Kansas, allenati da Phog Allen. Fino al 1972, secondo le regole dell'NCAA, gli atleti del primo anno (freshman) non potevano giocare il campionato, bensì avevano una squadra apposita. La squadra dei freshman batté la squadra del college in un'amichevole pre-stagione e Chamberlain dominò, segnando 42 punti con 29 rimbalzi e 4 stoppate.

Il 3 dicembre 1956 Chamberlain esordì finalmente in NCAA. Il centro di Kansas mise a referto 52 punti e 31 rimbalzi, entrambi nuovi record della scuola, nella vittoria contro i Northwestern Wildcats. In quella partita addirittura ruppe un dito a Red Kerr con una schiacciata. Alcuni dei suoi avversari per battere Kansas lo triplicavano e quadruplicavano o usavano tattiche all'epoca consentite. Un esempio sono i ragazzi di Oklahoma State che riuscirono a battere la squadra di Chamberlain per 56-54 trattenendo il pallone per gli ultimi tre minuti e mezzo, il che era ancora consentito dalle regole (norma poi modificata a partire dal 1984 in NCAA), arrivando anche a 160 passaggi prima di prendere un tiro. I Jayhawks vinsero comunque la Big Seven Conference e Chamberlain fu nominato nel primo quintetto All-America.

Nel torneo NCAA 1957 Kansas affrontò SMU e Oklahoma State rispettivamente nella semifinale e nella finale regionali. Entrambe le partite si tennero a Dallas, Texas, dove la segregazione razziale era ancora applicata, e i giocatori neri come Chamberlain furono bersagli della folla; nonostante ciò, Kansas vinse e avanzò alle Final Four. Registrò 32 punti e 11 rimbalzi nella semifinale nazionale vinta contro i San Francisco Dons. Nella finale nazionale Kansas affrontò i North Carolina Tar Heels, imbattuti in stagione. In quella partita il coach avversario Frank McGuire usò tutte le tattiche possibili per fermare Wilt, che era sistematicamente triplicato in difesa. I minuti finali praticamente non si giocarono con la squadra di McGuire che faceva girare il pallone sterilmente. I tempi regolamentari si chiusero sul risultato di 46 pari. Ci vollero tre tempi supplementari per consegnare il successo a North Carolina. Chamberlain, autore di 23 punti e 14 rimbalzi, rivelerà che quella sconfitta fu una delle più dolorose della sua carriera. Nonostante la sconfitta, fu nominato Most Outstading Player delle Final Four.

L'anno successivo le partite furono ancora più frustranti per lui. Tutti gli avversari dei Jayhawks sapevano bene quanto fosse dominante e quindi più volte "congelavano" la partita rifiutandosi di giocare e lo marcavano con tre o quattro giocatori. Ciò nonostante riuscì a mettere a segno 30,1 punti di media a partita. Kansas terminò la stagione al secondo posto in Conference e non prese quindi parte al torneo NCAA di quell'anno.

Avendo perso la passione per il basket NCAA e volendo guadagnare soldi, lasciò il college rinunciando alla stagione da senior e passò al professionismo. Nelle due stagioni giocate a Kansas realizzò 29,9 punti e 18,3 rimbalzi a partita per un totale di 1.433 punti e 877 rimbalzi. Al termine del college aveva 21 anni ed era già apparso su giornali come il Time, Life e Newsweek ancor prima di diventare un giocatore professionistico.

Carriera da professionista

Harlem Globetrotters (1958-1959)

Nel 1958 l'NBA non accettava ancora i giocatori che non avessero terminato gli studi, quindi decise di accasarsi alla squadra itinerante degli Harlem Globetrotters per la somma di 50.000 $ (il giocatore più pagato dell'NBA di quell'anno ne guadagnava appena 20.000). Quella squadra entrò nella storia per il tour di nove partite in Unione Sovietica del 1959, in piena guerra fredda, che registrò il tutto esaurito; prima di una partita allo Stadio Centrale Lenin di Mosca furono accolti dal presidente russo Nikita Chruščëv in persona. Anche dopo aver iniziato la sua carriera nella NBA, Chamberlain continuò a giocare diverse partite con i Globetrotters, unendosi alla squadra quando poteva tra una stagione della lega e l'altra. Il suo numero 13, è stato ritirato il 9 marzo 2000 dagli Harlem Globetrotters.

Philadelphia/San Francisco Warriors (1959-1965) Al draft NBA 1959 fu scelto dai Philadelphia Warriors tramite territorial pick, con cui le squadre potevano scegliere un giocatore di un college locale. Il proprietario degli Warriors, nonché uno dei membri fondatori della lega, Eddie Gottlieb, fece leva sul fatto che Chamberlain fosse diventato noto già ai tempi dell'high school, che frequentava a Filadelfia, e che in ogni caso nessuna squadra avesse sede vicino all'Università del Kansas; venne quindi fatta un'eccezione.

Il 24 ottobre 1959 Chamberlain fece il suo debutto in NBA con gli Warriors e divenne subito il giocatore più pagato della lega. La squadra era allenata da Neil Johnston ed era composta da ottimi giocatori come Tom Gola, Paul Arizin e il suo rivale ai tempi dell'high school Guy Rodgers. Insieme a Ernie Beck, formavano il quintetto base, tutto nativo di Filadelfia. Nella sua prima partita, contro i New York Knicks il rookie mise a segno 43 punti e 28 rimbalzi. Alla sua quarta partita, affrontò i Boston Celtics, campioni uscenti, in quella che fu la prima di tante sfide con il centro rivale Bill Russell. Chamberlain segnò 30 punti mentre Russell 28, ma la squadra del Massachusetts si portò a casa la gara.