Di famiglia benestante, entrò in politica da giovane, nel 362 a.C., distinguendosi per alcune azioni giudiziarie contro uomini politici molto in vista nell'Atene dell'epoca. Assunta una posizione di rilievo nel partito anti-macedone ateniese guidato al tempo da Demostene e Licurgo, collaborò con questi nel formare una lega di Stati greci contro Filippo II; dopo la sconfitta subita da questa lega nella battaglia di Cheronea (338 a.C.), promosse un decreto con provvedimenti straordinari per salvare Atene da un eventuale assedio, tra cui la liberazione degli schiavi e la concessione della cittadinanza ai meteci che si fossero arruolati nell'esercito.

Negli anni seguenti, Iperide, pur continuando a militare tra gli antimacedoni, svolse prevalentemente l'attività di logografo, che aveva già intrapreso in precedenza. Nel 324 a.C., in occasione dello scandalo di Arpalo, Iperide si schierò contro Demostene, accusandolo di aver agito contro gli interessi di Atene perché corrotto e ottenendo che fosse dichiarato colpevole. Nel 323 a.C., alla morte di Alessandro Magno, Iperide e Leostene furono i principali promotori della guerra lamiaca, combattuta contro i Macedoni. Questo conflitto, dopo un iniziale avvio favorevole alla lega greca, vide la morte di Leostene e la disfatta della lega stessa: Demostene riuscì a suicidarsi, mentre Iperide, catturato pochi giorni dopo, fu fatto uccidere dal reggente Antipatro.

Definito da Piero Treves come "avvocato abile" e "parlatore elegante", ma "politico molto mediocre",. e da Carl Schneider come "primo avvocato in senso stretto della storia", Iperide fu apprezzato più come oratore che come politico. Nell'antichità i pareri sulla sua eloquenza erano divergenti: la scuola di Rodi lo prese come modello; gli oratori romani, in particolare Marco Tullio Cicerone, ne ammirarono lacumen; gli atticisti del II secolo d.C., però, condannarono aspramente la lingua da lui usata, un dialetto attico non puro, contenente alcuni elementi del sermo cotidianus e altri che testimoniavano il passaggio alla koinè ellenistica. Il giudizio di questi ultimi, in particolare di Ermogene di Tarso, pregiudicò la tradizione delle orazioni di Iperide: attualmente delle sue orazioni, sul cui numero, probabilmente 71, le fonti sono comunque discordi, solo otto sono in buona parte leggibili. Di queste, sei provengono da papiri egiziani non posteriori al III secolo d.C., mentre le altre due sono state rinvenute in un codice bizantino del IX/X secolo, facente parte del Palinsesto di Archimede.

Biografia La principale fonte riguardo alla vita di Iperide sono le Vite dei dieci oratori dello Pseudo-Plutarco: le informazioni che esse forniscono sono confermate nella maggior parte dei casi da altre fonti o da iscrizioni..

Famiglia e data di nascita Sebbene la Suda lo indichi, secondo quanto detto da autori classici non precisati, come figlio di Pitocle,. è più probabile che suo padre fosse Glaucippo del demo di Collito, figlio di Dionisio, come attestato dallo Pseudo-Plutarco. e da alcune iscrizioni.. Sia Glaucippo sia Dionisio sono altrimenti sconosciuti; sembra che lo Pseudo-Plutarco abbia tratto il nome di Dionisio dal Sui monumenti di Diodoro Periegeta o dal Sui discepoli di Isocrate di Ermippo di Smirne..

È probabile che Iperide provenisse da una famiglia benestante, ma non si può escludere che abbia acquistato parte dei suoi cospicui beni grazie agli introiti che percepiva dalla sua attività di logografo:. aveva ereditato dal padre una casa ad Atene. e il possesso di una tomba di famiglia,. ma possedeva anche una casa al Pireo e una vasta tenuta a Eleusi, prese in affitto per quattro anni (332/331 a.C.-329/328 a.C.) dei terreni nella piana di Riaria al prezzo di 619 medimni all'anno ed ebbe in appalto una miniera d'argento a Besa (probabilmente, infatti, non si tratta di un caso d'omonimia).

Sulla data di nascita di Iperide, a lungo controversa, sono presenti oggi due ipotesi abbastanza vicine, senza che tra i sostenitori delle due teorie si sia arrivato ad alcun accordo. In un'epigrafe Iperide compare tra i dieteti della tribù Egeide dell'anno 330/329 a.C. Visto che si diventava dieteti al compimento dei 59 anni,. nel 1955 David Malcolm Lewis sostenne che Iperide nacque nel 389/388 a.C., e non, come aveva sostenuto Théodore Reinach nel 1892, nel 390/389 a.C... Lewis ricorda che gli Ateniesi avevano 42 classi di età: compiuti 18 anni si diventava efebi e si entrava nella prima classe, compiuti 59 anni si entrava nella quarantaduesima classe e si diventava dieteti.. Nel 1977 Gianfranco Bartolini sostenne l'opinione di Lewis, mentre Mario Marzi. nello stesso anno,. e poi ancora David Whitehead nel 2000, quella di Reinach..

Formazione e abitudini

Secondo vari autori antichi Iperide fu allievo, contemporaneamente a Licurgo, di Isocrate,.... dal quale derivò qualche tratto stilistico, e di Platone,. da cui trasse spunto per qualche convinzione a riguardo dell'immortalità dell'anima.

Secondo numerose testimonianze antiche Iperide, sfruttando il patrimonio di famiglia e i suoi introiti da logografo (attività che esercitò. per moltissimi anni, dato che l'orazione Contro Atenogene risulta posteriore al 330 a.C..), visse da gaudente: bevitore,. amante dei pesci rari e costosi (secondo il commediografo Timocle era tanto goloso da arricchire i pescivendoli, apud . e una possibile conferma di questa sua passione è ricavabile dal fatto che si recasse ogni mattina al mercato del pesce.), giocatore d'azzardo (secondo il commediografo Filetero era un appassionato giocatore di dadi.) e soprattutto amante delle donne, a tal punto che Alcifrone lo rimproverò di essere stato una sorta di patrono delle etere di Atene.. Secondo Idomeneo di Lampsaco Iperide da giovane frequentò Frine,. mentre da anziano mantenne contemporaneamente tre amanti: Mirrina nella sua casa di Atene, da dove aveva scacciato suo figlio Glaucippo, Aristagora nella sua casa del Pireo e Fila, che lui aveva riscattato per venti mine e aveva nominato sua amministratrice, nella sua tenuta di Eleusi.. Queste informazioni di solito sono considerate vere dagli storici moderni, ma secondo Craig Cooper almeno quelle sulle relazioni sentimentali con Frine non sono affidabili, visto che Idomeneo probabilmente le dedusse indebitamente dalla Per Frine..

Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff giudicò Iperide come un politico onesto, non molto ambizioso e nemmeno particolarmente perspicuo, ma patriota sincero nei momenti critici di Atene.. Sembra infatti che Iperide godesse di buona fama tra i suoi concittadini ateniesi: Diodoro Siculo lo definisce come "il primo oratore per eloquenza e per opposizione ai Macedoni". e risulta che gli Ateniesi, nel 307 a.C. (quindici anni dopo la sua morte), gli abbiano eretto delle statue..

Attività politica e diplomatica Fino alla pace di Demade Iperide entrò in politica da giovane, nel 362 a.C., anno in cui promosse una graphe (atto d'accusa), forse paranomon,. contro un personaggio molto influente, Aristofonte di Azenia, da lui accusato nell'orazione Contro Aristofonte, andata perduta, di vessazioni ed estorsioni nei confronti degli abitanti di Ceo, isola che faceva parte della seconda lega delio-attica:. Piero Treves vide in quest'azione a sostegno dei diritti degli alleati di Atene un influsso del pensiero di Isocrate.. Aristofonte fu assolto per due soli voti, risultato che procurò una certa fama al giovane accusatore..

Poco dopo, probabilmente nel 361 a.C., Iperide partecipò all'accusa contro Autocle coll'orazione Contro Autocle, andata perduta, poiché colpevole secondo lui di non aver aiutato il principe tracio Miltocite nella sua rivolta contro Cotys I, azione questa che avrebbe potuto consolidare la posizione di Atene nel Chersoneso Tracico..

Dopo questi due interventi nella vita pubblica cittadina, ai primi anni del governo di Eubulo corrispose un periodo di silenzio, durante il quale, per assenza sostanziale di fonti, non si può ricostruire ciò che accadde a Iperide.. Dopo il 349 a.C., anno in cui Demostene pronunciò le sue Olintiache, Iperide ricomparve sulla scena politica di Atene: dopo aver accusato di tradimento un tale Diopite del demo di Sfetto, trierarca nel 349/348 a.C.,.. promosse un'eisangelia contro il famoso Filocrate, un esponente del partito di Eubulo che nel 346 a.C. aveva concluso con Filippo II di Macedonia una pace svantaggiosa per Atene, e che veniva accusato da Demostene e da Iperide di essere stato corrotto dal re macedone. Filocrate, dopo la condanna preliminare pronunciata dall'Ecclesia, andò volontariamente in esilio senza attendere il verdetto finale e Iperide ebbe quindi la meglio, assumendo di conseguenza da questo momento in poi una posizione di rilievo nel partito antimacedone, che faceva capo a Demostene e si rifaceva alle sue idee. Iperide, in quanto ricco possidente, fu antimacedone non solo per convinzione personale, ma anche perché temeva i disordini che avrebbero potuto scaturire da una resa incondizionata di Atene ai Macedoni ed era contrario all'instaurazione di un'oligarchia, che sarebbe stata solo debolmente avversata dai filomacedoni..

Nel 343 a.C. gli abitanti di Delo, col fine ultimo e non ufficialmente dichiarato di ridiventare autonomi rispetto ad Atene, chiesero che gli Ateniesi restituissero loro l'amministrazione del fiorente santuario di Apollo posto sull'isola: la questione, religiosa ma con evidente significato politico, fu demandata al consiglio dell'anfizionia delfica, presieduta da Filippo II. L'avvocato dei Delii era Euticrate di Olinto, che aveva tradito la sua patria per conto di Filippo II, mentre il popolo ateniese scelse come proprio avvocato Eschine, gradito a Filippo II, il quale fu però rifiutato dall'Areopago che, con voto unanime, gli sostituì Iperide:.. questi, nonostante il tribunale gli fosse ostile, ottenne con la sua orazione Deliaco, andata perduta, che i privilegi di Atene fossero confermati...

Negli anni successivi ci fu una stretta collaborazione tra Demostene e Iperide, volta a creare un'alleanza di Stati greci in funzione antimacedone. Nel 341 a.C. Iperide riconciliò con Atene le isole di Chio coll'orazione Su Chio, andata perduta, e di Rodi coll'orazione Rodiaco, andata perduta,. e fece da mediatore, coll'orazione Ai Tasii, andata perduta, tra Maronea e Taso, che si contendevano il possesso di Strime. Nella primavera del 340 a.C. Iperide inviò Focione in Eubea per liberare l'isola dai tiranni favorevoli a Filippo II e, per questa occasione, fornì due triremi a nome suo e di suo figlio Glaucippo e ne allestì altre 38 grazie a delle contribuzioni volontarie.. In risposta Filippo II assediò Bisanzio, città che Demostene aveva convinto ad allearsi con Atene. Nel 339 a.C. la flotta delle 40 triremi salpò per l'Eubea; Iperide comandò in qualità di trierarco la trireme Andreia, da lui allestita. Nello stesso anno 339 a.C. Iperide, benché fosse esentato da altre liturgie perché aveva già esercitato la trierarchia, decise volontariamente di sobbarcarsi una coregia:. dato che lo Pseudo-Plutarco afferma che Iperide ricevette dei sussidi dalla Persia per combattere Filippo II e considerato che forse questa trierarchia e questa coregia furono le uniche liturgie sostenute dalla famiglia di Iperide, è possibile che queste due liturgie siano stato pagate grazie al denaro persiano.