Primogenito di Andrea I, fu incoronato quando suo padre era ancora in vita nel 1057 o 1058. Tuttavia, fu costretto a fuggire dall'Ungheria dopo che suo zio, Béla I, detronizzò Andrea nel 1060. Affiancato dalle truppe tedesche, Salomone tornò e venne una seconda volta incoronato nel 1063. Durante quest'occasione sposò Giuditta, sorella di Enrico IV, imperatore del Sacro Romano Impero. L'anno successivo raggiunse un accordo con i suoi cugini, i tre figli di Béla I di nome Géza, Ladislao e Lamberto, i quali riconobbero la legittimità del governo di Salomone ricevendo in cambio un terzo del regno sotto forma di ducato semi-autonomo (Tercia pars regni).

Negli anni seguenti, Salomone e i suoi cugini combatterono insieme contro i Cechi, i Cumani e altri nemici del regno. Il rapporto di cooperazione si deteriorò all'inizio degli anni 1070 e Géza si ribellò contro di lui. Dopo la sconfitta riportata nella battaglia di Mogyoród il 14 marzo 1074, Salomone trascorse la maggior parte del suo regno in conflitto con i cugini Géza e Ladislao, essendo stato il suo dominio circoscritto soltanto a una piccola zona situata lungo le frontiere occidentali dell'Ungheria. Egli abdicò ufficialmente nel 1081, ma fu fatto prigioniero e accusato di aver cospirato contro il fratello e successore di Géza, Ladislao.

Salomone fu liberato durante il processo di canonizzazione del primo re d'Ungheria, Stefano I, nel 1083. Nel tentativo di riottenere per sé la corona, Salomone si alleò con i Peceneghi, ma re Ladislao sconfisse le truppe d'invasione che si erano spinte in territorio magiaro. Secondo una fonte quasi contemporanea, Salomone morì nel corso di una campagna di saccheggi nell'impero bizantino. Secondo delle leggende di epoca successiva, il vecchio sovrano sopravvisse e morì come eremita in una grotta a Pola, in Croazia.

Biografia Primi anni

Salomone era figlio del re Andrea I d'Ungheria e di sua moglie, Anastasia di Kiev, sposatisi nel 1038.. Nacque nel 1053 e fu il secondo figlio dei suoi genitori e il primo di sesso maschile...

Nel tentativo di assicurare la corona per suo figlio, il padre lo fece incoronare re nel 1057 o nel 1058, dopo aver concordato le nozze del giovane con Giuditta, sorella di Enrico IV di Franconia, re dei Romani... Un simile accordo era volto a porre un argine alle lotte che, per oltre un decennio, si erano protratte tra l'Ungheria e il Sacro Romano Impero... Tuttavia, l'incoronazione di Salomone suscitò le ire di suo zio Béla, che fino a quel momento vantava la maggiore pretesa al trono in virtù del principio di anzianità agnatizia applicato in Ungheria... Dal 1048 circa, Béla era stato posto a capo dell'amministrazione del cosiddetto ducato, che comprendeva un terzo del territorio dell'intero regno (Tercia pars regni)..

Secondo la Chronica Picta, un'opera del XIV secolo:

Secondo la Chronica Picta, al fine di assicurare la successione di Salomone suo padre organizzò un incontro con il duca Béla nella fortezza reale di Tiszavárkony... In quel frangente, Andrea avrebbe concesso a suo fratello la possibilità di scegliere liberamente tra una corona e una spada, ovvero rispettivamente i simboli del regno e del ducatus. Béla, che era stato precedentemente informato dai suoi sostenitori che alla corte di Andrea sarebbe stato assassinato per ordine del re se avesse optato per la corona, indicò la spada.

Tuttavia, Béla, che in realtà non aveva intenzione di rinunciare alla sua pretesa di subentrare a suo fratello in favore di suo nipote, fuggì in Polonia e cercò assistenza militare rivolgendosi al duca Boleslao II (al potere dal 1058 al 1079). Forte del supporto di quest'ultimo, Béla tornò in Ungheria alla testa delle truppe polacche.. Nella guerra civile che ne seguì, il padre di Salomone perse lo scontro decisivo e fu ferito a morte nella battaglia del passo di Theben. Salomone e sua madre fuggirono nel Sacro Romano Impero e si stabilirono a Melk, in Austria..

Béla fu incoronato re il 6 dicembre 1060, ma i consiglieri tedeschi del giovane monarca, che erano strenui sostenitori di Salomone (il fidanzato della sorella del loro monarca), rifiutarono di stipulare un trattato di pace con lui.. Nell'estate del 1063, l'assemblea dei principi tedeschi decise di invadere l'Ungheria per ripristinare al potere Salomone.. Lo zio di Salomone morì l'11 settembre, prima ancora dell'arrivo dell'esercito imperiale.. I suoi tre figli, Géza, Ladislao e Lamberto, partirono subito alla volta della Polonia..

Regno

Scortato di nuovo in Ungheria dalle truppe tedesche, Salomone fece il suo ingresso ad Albareale (Székesfehérvár) senza aver incontrato resistenza. In quell'occasione fu, secondo la Chronica Picta, cerimoniosamente «incoronato re con il consenso e l'acclamazione di tutta l'Ungheria» nel settembre 1063... La stessa fonte aggiunge che il monarca tedesco «fece accomodare» Salomone «sul trono di suo padre», ma non gli richiese di prestare giuramento di fedeltà. Anche il matrimonio di Salomone con la sorella di Enrico IV, Giuditta, la quale aveva sei anni in più del suo futuro marito, ebbe luogo in questa circostanza. Giuditta, al pari di sua suocera Anastasia, divenne una dei principali consiglieri del giovane marito.

I tre cugini di Salomone, ovvero Géza e i suoi fratelli, tornarono dopo che le truppe tedesche si erano ritirate dall'Ungheria. Questi giunsero con dei rinforzi polacchi e Salomone fu costretto a trovare rifugio nella fortezza di Moson, situata al confine occidentale del regno.. Il clero magiaro decise di intervenire e cercò di trovare una mediazione tra le parti per scongiurare il rischio di una nuova guerra civile.

Alla fine, Salomone e i suoi cugini raggiunsero un accordo che andò firmato a Győr il 20 gennaio 1064. Géza e i suoi fratelli riconobbero Salomone come legittimo re, anche perché quest'ultimo aveva loro concesso il ducatus amministrato dal padre.. In segno di riconciliazione, il duca Géza pose una corona sul capo di Salomone nella cattedrale di Pécs nella domenica di Pasqua. Tuttavia, le relazioni si fecero in alcuni casi tese; quando la cattedrale andò a fuoco la notte seguente, i due si accusarono inizialmente a vicenda per l'accaduto, ritenendolo un incendio doloso. L'episodio è descritto in siffatta maniera nella Chronica Picta:

Il re e i suoi cugini collaborarono in maniera assidua nel periodo tra il 1064 e il 1071... Sia Salomone che Géza furono, nel 1065 o nel 1066, presenti alla consacrazione dell'Abbazia benedettina di Zselicszentjakab (nei dintorni di Kaposvár), fondata dal palatino Ottone della famiglia Győr, un sostenitore del re.. Gli alleati invasero la Boemia nell'ambito di una campagna terminata con una vittoria dopo che i Cechi avevano saccheggiato la regione di Trencsén (l'attuale Trenčín, in Slovacchia) nel 1067.. Durante l'anno successivo, delle tribù nomadi irruppero in Transilvania e imperversarono nella regione, ma Salomone e i suoi cugini li sbaragliarono a Kerlés (oggi Chiraleş, in Romania).. Chi fossero realmente gli invasori resta incerto: gli Annales Posonienses e Simone di Kéza raccontano di combattenti peceneghi, mentre le cronache ungheresi del XIV secolo parlano di cumani e una cronaca russa parla sia di cumani sia di valacchi..

Le truppe peceneghe saccheggiarono Sirmia (oggi in Serbia) nel 1071. Il re e il duca sospettarono che i soldati della guarnigione bizantina a Belgrado avessero aizzato i razziatori contro l'Ungheria, ragion per cui decisero di attaccare la fortezza. Le armate magiare attraversarono il fiume Sava, malgrado i romei «soffia[ssero] fuochi solforosi per mezzo di macchine» contro le loro barche... Gli ungheresi espugnarono l'odierna capitale serba a seguito di un assedio durato tre mesi.. Tuttavia, si verificarono degli screzi quando il comandante bizantino, Niceta, cedette la fortezza al duca Géza anziché al re; secondo la Chronica Picta, ciò avvenne perché egli sapeva che Salomone «era un uomo duro e che per ogni cosa dava ascolto ai vili consigli del conte Vid, un uomo detestabile agli occhi di Dio e degli uomini»...

La divisione del bottino di guerra innescò un nuovo conflitto tra Salomone e suo cugino, in quanto il re concesse soltanto un quarto delle ricchezze al duca, che ne rivendicava la metà.. In seguito, il duca negoziò con gli ambasciatori dell'imperatore bizantino e liberò tutti i prigionieri romei senza il consenso del sovrano.. Le già evidenti increspature nei rapporti bilaterali si acuirono ulteriormente per via del conte Vid; stando alla Chronica Picta, questo nobile consigliere del re tendeva ad alimentare le tensioni tra il giovane monarca e i cugini per fini personali, affermando che, così come «due spade affilate non possono essere tenute nello stesso fodero», allo stesso modo il re e il duca «non possono regnare assieme nello stesso regno»...

I bizantini si reimpossessarono di Belgrado l'anno successivo, evento che spinse Salomone a decidere di invadere l'impero bizantino e a ordinare ai suoi cugini di accompagnarlo... Soltanto Géza si unì al re, mentre suo fratello Ladislao rimase con metà delle sue truppe nella regione del Nyírség. Salomone e Géza percorsero assieme la valle del fiume Grande Morava fino all'altezza di Niš.. Lì la gente del posto offrì loro dei «ricchi doni d'oro e d'argento e dei preziosi mantelli», con Salomone che ricevette anche il prezioso braccio di San Procopio di Scitopoli.. A sua volta, egli donò la reliquia al monastero ortodosso di Sirmio (l'odierna Sremska Mitrovica, in Serbia).

Dopo il loro ritorno dalla campagna, sia Salomone che Géza iniziarono ad allestire dei preparativi per l'inevitabile conflitto che si profilava all'orizzonte e cominciarono a cercare supporto all'estero.. I due conclusero una tregua, che sarebbe rimasta in vigore «dalla festa di San Martino fino a quella di San Giorgio», dall'11 novembre 1073 al 24 aprile 1074. Tuttavia, Salomone scelse di attaccare suo cugino non appena le truppe teutoniche inviate da suo cognato arrivarono in Ungheria. L'esercito reale attraversò il fiume Tibisco e sconfisse le truppe di Géza a Kemej il 26 febbraio 1074, anche per via del fatto che tra le file di quest'ultimo molti nobili avevano scelto di abbandonarlo..

Poco dopo, un esercito molto numeroso arrivò in Ungheria sotto la guida del cognato di Géza, il duca Ottone I di Olomouc. Nella battaglia decisiva che ne seguì, la quale fu combattuta a Mogyoród il 14 marzo 1074, Salomone fu sconfitto e costretto a fuggire dal campo degli scontri.

Abdicazione

Dopo la battaglia di Mogyoród, i soldati del duca Géza inseguirono Salomone e i suoi uomini «dall'alba al tramonto», ma questi riuscirono a trovare rifugio a Moson, dove sua madre e sua moglie avevano soggiornato... Secondo la Chronica Picta, la regina madre incolpò suo figlio per la sconfitta, evento che suscitò le ire di Salomone a tal punto da fargli desiderare di «colpire in faccia sua madre», la quale però riuscì a trattenerlo afferrandogli la mano..

La situazione peggiorò in maniera irreversibile per Salomone, poiché questi conservò il solo possesso di Moson e della vicina Presburgo (Bratislava, Slovacchia). Altre regioni del regno accettarono l'autorità di Géza, che era stato proclamato re dopo la sua vittoria...