Maserati è un'azienda italiana produttrice di automobili sportive di lusso.
Fondata a Bologna il 1º dicembre 1914 da Alfieri Maserati, produce automobili dal 1926; la direzione è stata spostata nel 1939 a Modena dopo l'acquisto dell'azienda da parte dell'imprenditore modenese Adolfo Orsi, tuttora sede del marchio. Dal 1968 al 1975 è stata di proprietà della casa francese Citroën per poi essere acquisita dal pilota e industriale Alejandro de Tomaso. Nel 1993 passò al Gruppo Fiat, che le permise di collaborare con il marchio Ferrari. Dopo la fusione tra il FCA e PSA appartiene al comprensorio Stellantis dal 2021.
La casa ha partecipato a numerose competizioni tramite la divisione sportiva Maserati Corse, correndo inizialmente nella Formula Grand Prix, poi in Formula 1, dove ha vinto due campionati del mondo piloti, ma anche nelle gare di Endurance. Dopo una crisi finanziaria, la squadra non ha più gareggiato all'interno di nessun campionato ufficiale fino al 2004, quando si iscrisse al FIA GT, guadagnando sei titoli mondiali nella classe GT1. Dal 2022 è impegnata in Formula E e dal 2024 in GT2.
Storia
Gli inizi La storia della Maserati inizia il 1º dicembre 1914 a Bologna, quando il pilota Alfieri Maserati fondò un'officina specializzata nell'elaborazione di vetture Isotta Fraschini assieme ai fratelli Ernesto ed Ettore. Durante la Prima Guerra Mondiale, Alfieri progettò una candela d'accensione per motori, per la quale nascerà a Milano la “Fabbrica Candele Maserati”, che verrà poi spostata a Bologna nel 1919. Successivamente si concentrò sul mondo delle corse assieme al fratello Ernesto, ottenendo numerosi titoli in gare di notevole importanza per l'epoca come il Mugello, l'Aosta-Gran San Bernardo e la Susa-Moncenisio a bordo delle vetture da loro elaborate.
Nel 1922 i fratelli Maserati ricevettero l'incarico di dirigere l'attività sportiva della casa torinese Diatto con Alfieri come pilota principale, ma dopo soli tre anni, a causa dei debiti, la casa piemontese si ritirò dalle competizioni.
Dopo il ritiro della Diatto dalle competizioni, fu determinante l’aiuto del pilota e amico Diego de Sterlich Aliprandi, noto come il “Marchese Volante”, che sostenne economicamente Alfieri Maserati e i suoi fratelli. De Sterlich finanziò l’acquisto dal fallimento Diatto di 10 telai Diatto, insieme a cambi e ricambi, materiale che venne messo a disposizione dell’officina Maserati e contribuì in modo decisivo all’avvio dello sviluppo della Maserati Tipo 26. Secondo alcune ricostruzioni, per sostenere l’operazione arrivò a impegnare circa 300 ettari di terreni.
La prima vettura a marchio Maserati fu la Tipo 26 del 1926, una vettura da corsa derivata dalla Diatto 30 Sport, equipaggiata con un nuovo motore 1.5 a otto cilindri in linea da 120 CV. Fece il suo debutto nelle competizioni alla Targa Florio del 1926, ottenendo la vittoria di classe e la nona posizione assoluta. Nello stesso anno, Mario Maserati, unico tra i fratelli ad aver scelto la carriera artistica anziché quella automobilistica, realizzò il celebre logo del Tridente, ispirato alla statua del Nettuno di Bologna. Secondo quanto riportato nel volume Maserati. Un secolo di storia. Il libro ufficiale, fu Diego de Sterlich Aliprandi a suggerire l’adozione del Tridente come emblema della nascente casa automobilistica, mentre a Mario Maserati spettò la sua elaborazione grafica.
Negli anni successivi, Maserati si affermò nelle corse automobilistiche, ottenendo successi significativi come la Coppa dell'Etna nel 1928 e la prima storica vittoria internazionale nel 1929 al Gran Premio di Tripoli, con la Tipo V4 16 cilindri guidata da Borzacchini, che nei 10 km lanciati di Cremona fece registrare il nuovo record mondiale di velocità, con 247,933 km/h. Tuttavia, nel 1932, Alfieri perse la vita a causa dei traumi subiti in un incidente automobilistico di 5 anni prima e Ernesto abbandonò la carriera di pilota per occuparsi della parte tecnica dell'azienda insieme a Ettore, mentre Bindo, il secondogenito dei fratelli Maserati, ne divenne il presidente. Diego de Sterlich Aliprandi venne nominato direttore sportivo.
La gestione Orsi Dopo pochi anni dalla morte di Alfieri il peso finanziario e la gestione della fabbrica diventarono insostenibili per i fratelli Maserati. Così nel 1937 cedettero l'attività all’imprenditore modenese Adolfo Orsi, rimanendo però consulenti tecnici. Nel 1939 Orsi trasferì la produzione da Bologna a Modena, tuttora sede del marchio. Verso la fine degli anni Trenta, la casa del tridente sviluppò la 8CTF, una monoposto grazie alla quale conquistò due vittorie consecutive alla 500 Miglia di Indianapolis nel 1939 e nel 1940, che ad oggi è l'unica vettura italiana ad aver compiuto l'impresa.
Con il termine della seconda guerra mondiale, la casa modenese realizzò la prima vettura stradale, una coupé disegnata da Pininfarina dotata di un motore a sei cilindri in linea denominata Maserati A6, prodotta in numerose varianti dal 1947 al 1956, sia stradali che sportive. Nello stesso anno terminò il contratto dalla durata di dieci anni che permetteva ai fratelli Maserati di restare nell'azienda, così fondarono per conto proprio un'officina volta alla produzione di vetture da competizione, la OSCA, che negli anni successivi vinse alcuni Gran Premi e partecipò alla Formula 1.
Nel 1957 entra in produzione la 3500 GT, GranTurismo stradale progettata dall'ingegner Giulio Alfieri, vettura con un nuovo propulsore a sei cilindri in linea che fece aumentare nettamente la produzione Maserati. Da essa ne derivò una vettura più potente, la 5000 GT, di cui fu realizzata una versione speciale per lo Scià di Persia Reza Pahlavi. Nel 1962 è il turno della Sebring, coupé sportiva con un sei cilindri, mentre l'anno successivo nascono due importanti modelli, la Quattroporte, la prima berlina di lusso ad alte prestazioni di sempre capostipite di una lunga serie arrivata fino ai giorni nostri, e la Mistral, disegnata da Pietro Frua per sostituire la 3500 GT. Un'altra coupé nata sotto la direzione Orsi è la Mexico del 1966, nominata in tal modo a causa della vittoria della Cooper T81 con motore Maserati al Gran Premio del Messico 1966 di Formula 1. L'ultima vettura progettata sotto la direzione Orsi fu la Ghibli, un'auto che sin dalla sua presentazione nel 1967 riscosse un notevole successo grazie al suo design, ad opera di Giorgetto Giugiaro.
I successi nelle competizioni
Successivamente Maserati fece il suo ritorno nelle competizioni riammodernando la 4CL, vettura che negli anni Quaranta vinse sei gare nella classe voiturette, Il risultato fu il modello 4CLT/50, introdotto nell'anno inaugurale del Campionato del mondo di Formula 1 del 1950. Tra il 1954 e il 1960 Maserati partecipò all'interno della Formula 1 con la 250F, dotata di un motore 6 cilindri da 240 cavalli, debuttò al Gran Premio d'Argentina 1954 vincendo la gara con Juan Manuel Fangio, che fece suo anche il Gran Premio del Belgio prima di passare alla scuderia Mercedes. I punti ottenuti con le due squadre permisero al pilota italo-argentino di conquistare il Titolo Mondiale Piloti. L'anno successivo Fangio colse quattro successi compreso l'incredibile GP di Germania, che fu successivamente soprannominato come la gara del secolo, e si laureò campione del mondo per la quinta volta.
Oltre alla Formula 1, la Maserati gareggiava anche nelle gare di durata: nel 1953 presentò la A6GCS/53, una barchetta che trionfò nella Mille Miglia, nella Targa Florio e dominò nel campionato 2 litri Sport. Di questa vettura ne furono realizzate 4 in versione berlinetta dalla Carrozzeria Pininfarina, definita sessant'anni dopo l'auto del centenario Maserati dai cultori del marchio e dalla casa madre, durante i festeggiamenti dei cento anni Maserati nel 2014. Nel 1955 la scuderia presenta la 300S, derivata dalla 250F della F1, che ha gareggiato nel campionato mondiale sport prototipi dal 1955 al 1958 vincendo alla 1000 km del Nürburgring nel 1956 e ottenendo il secondo posto nel mondiale marche. Verso la fine degli anni '60 nacque la Tipo 60, che è stata protagonista nelle gare di resistenza, come alla 24 Ore di Le Mans e alla 12 Ore di Sebring, pur non conquistando la vittoria. Fu conosciuta con il nome "Birdcage" a causa del suo particolare telaio formato da tralicci intrecciati ed ebbe tre eredi, la Tipo 61, 63 e 64, ma successivamente fu costretta a ritirarsi dal mondo delle competizioni a causa di una crisi finanziaria.
Il passaggio a Citroën
Nonostante i successi sportivi e le buone vendite delle vetture stradali, la casa modenese si trovò nuovamente in crisi a causa di alcuni debiti di Orsi, che per evitarne il fallimento, nel 1968 cedette l'azienda alla Citroën, rimanendone il presidente nominale. La relazione tra le due case iniziò come una joint venture, in cui Maserati avrebbe progettato e prodotto un motore per l'ammiraglia di Citroën chiamata SM. Lanciata nel 1970, la SM era un coupé a quattro posti a trazione anteriore, equipaggiata con un motore Maserati V6. Il primo progetto sotto la direzione francese è stata l'Indy del 1969, una GT a quattro posti carrozzata da Vignale con un propulsore V8, ne furono realizzati 1.100 esemplari. Fu poi creata la Bora nel 1971, la prima automobile stradale Maserati a motore centrale, dotata di sospensioni indipendenti a quattro ruote. L'anno seguente, partendo dalla Bora come base fu creata la Merak, utilizzando però un meno potente V6 derivato dalla Citroën SM. La sostituta della riuscita Ghibli fu la Khamsin, disegnata da Bertone nel 1973, una granturismo a motore anteriore. L'ultima creazione sotto la proprietà della casa francese fu la seconda generazione di Quattroporte, unica Maserati mai prodotta a trazione anteriore, equipaggiata con il V6 della SM, non entrò mai in produzione eccetto alcuni prototipi, dato che l'azienda era stata fortemente indebolita a causa della crisi petrolifera del 1973, evento che portò la Citroën a porre l'azienda in liquidazione nel 1975. Infatti, la domanda di vetture sportive e gran turismo è diminuita drasticamente a causa dei costi di mantenimento, l'unica automobile Maserati che ha continuato a vendere in quantità apprezzabili è stata la Merak grazie alla piccola cilindrata. Citroën invece è andata in bancarotta e iniziò il processo di incorporazione nella PSA Peugeot Citroën.
L'epoca de Tomaso L'8 agosto 1975, la proprietà di Maserati passò da Citroën alla società statale italiana GEPI mentre Alejandro de Tomaso, ex pilota automobilistico e proprietario dell'omonima azienda, ne divenne il presidente. Dopo l'acquisizione totale di Maserati da parte di de Tomaso nell'agosto 1975, licenziò l'ingegnere Alfieri il giorno stesso, il quale si era opposto al suo primo tentativo di acquisizione della casa modenese nel 1968.
A partire dal 1976, furono introdotti nuovi modelli, che condividevano la struttura ma non i motori delle auto De Tomaso; la prima fu la gran turismo Kyalami, derivata dalla De Tomaso Longchamp, alimentata dal V8 Maserati. Successivamente fu sviluppata la terza generazione di Quattroporte, basata sulla De Tomaso Deauville,venduta a partire dal 1979. Nel 1976 fu introdotta la Biturbo, vettura che doveva essere il modello dei grandi numeri: grazie al prezzo competitivo (poco più di 22 milioni di Lire al lancio) era prevista una produzione di almeno esemplari all'anno. L'obiettivo non fu subito raggiunto a causa dei problemi di affidabilità generati dall'incompleto sviluppo della vettura per accelerarne i tempi di commercializzazione. Il punto forte della Biturbo era il suo motore V6 dotato di due turbocompressori, il primo per un'auto di serie. La famiglia Biturbo ebbe un grande successo nonostante i problemi iniziali, vendendo circa unità.