Le Guardie rosse () nella Repubblica Popolare Cinese erano gli studenti delle scuole superiori e delle università, protagonisti fondamentali del primo periodo (1966-1968) della Rivoluzione culturale. Le Guardie rosse che inneggiano a Mao Zedong, impugnando il Libretto Rosso, sono l'icona più nota della Rivoluzione culturale e della Cina maoista. Il movimento delle Guardie Rosse a Pechino culminò durante l'"Agosto rosso" del 1966, che in seguito si estese ad altre aree della Cina continentale.

Le loro attività sono strettamente collegate agli eventi della Rivoluzione culturale, un periodo caotico difficile da decifrare, come spiega il sinologo John K. Fairbank (Storia della Cina contemporanea, 1985), che propone una suddivisione in quattro fasi: fino all'estate 1966 - tensione all'interno del partito fra i radicali di "sinistra" e i moderati di "destra". Mao allontana alcuni vertici. dall'agosto 1966 alla fine del 1966 - sollevamento delle Guardie rosse e campagna contro gli intellettuali da gennaio 1967 all'estate del 1968 - presa del potere: le Guardie rosse occupano le istituzioni, lo stato non funziona. Le "unioni a tre" volute da Mao falliscono e le lotte di fazione degenerano. dall'estate 1968 all'aprile 1969 - smobilitazione delle Guardie rosse, controllo da parte dei militari e ricostruzione del partito. Il IX Congresso (aprile 1969) conclude la Rivoluzione culturale.

Contesto storico e politico Nel 1956, durante la Campagna dei cento fiori, emergono i primi seri contrasti fra i radicali vicini a Mao Zedong e i moderati facenti capo a Liu Shaoqi e Peng Dehuai (ministro della difesa): la "campagna contro la destra" che ne segue, allontana i tecnici e gli intellettuali. Sono le cosiddette due linee, che infiammeranno lo scontro politico successivo nella Rivoluzione culturale.

L'imposizione della linea maoista porta al grande balzo in avanti del 1958, che fallisce in modo disastroso, gettando la Cina nella più grave carestia della sua storia (oggi, i sinologi e lo stesso governo cineseMarie Claire Bergère - La Cina dal 1949 ai giorni nostri pag. 147 ritengono che la causa principale della carestia sia stata l'errore umanoMarie Claire Bergère - La Cina dal 1949 ai giorni nostri pag. 118, 146; John King Fairbank - Storia della Cina contemporanea pag. 382; Roderick MacFarquhar - The origins of the Cultural Revolution. 2: The Great Leap Forward 1958-1960 pag.332; Lo Keng-mo - Analysis of the information of China's planned economy pag. 8, J. A. G. Roberts - Storia della Cina, Jasper Becker - La rivoluzione della fame, Jung Chang & Jon Halliday - Mao. La storia sconosciuta). Mao perde molta popolarità; vengono ridimensionati il ruolo ideologico del "pensiero di Mao" e la pubblicazione dei suoi scritti. Cede a Liu Shaoqi la carica di Presidente della Repubblica, mantenendo quella di Presidente del Partito e ritirandosi dalla gestione politica quotidiana.

Alla "conferenza dei 7000 quadri" del 1962, Liu Shaoqi contraddice Mao, attribuendo a lui la responsabilità della carestiaMarie Claire Bergère - La Cina dal 1949 ai giorni nostri pag. 146, Jung Chang - Cigni selvatici (testimonianza del padre dell'autrice, uno dei 7000 quadri). Liu Shaoqi corregge gli eccessi di Mao attraverso una politica di liberalizzazione, in particolare favorendo la proprietà privata nelle campagne a discapito del collettivismo delle Comuni Popolari. Ristabilisce la supremazia dei tecnici e degli intellettuali e riduce la politica egualitaria nelle scuole: aumentando i requisiti d'ammissione e la qualità degli insegnamenti, riduce la partecipazione degli studenti più poveri e arretrati. Fra i vertici, Liu Shaoqi sarà la principale vittima della Rivoluzione culturale.

Peng Deuai è destituito dopo la conferenza di Lushan (luglio 1959), per aver criticato la politica di Mao e soprattutto il Grande Balzo. Gli succede Lin Biao.

La terza generazione Nel 1965, gli studenti fanno parte della cosiddetta "terza generazione", per lo più nata dopo o poco prima della rivoluzione del 1949. La prima generazione è quella di Mao e degli eroi rivoluzionari, che dovrebbero trasmettere la coscienza rivoluzionaria e il fervore ideologico ai giovani, affinché non cadano nel revisionismo guidato dall'Unione Sovietica di Chruščëv.

Nel 1957, Mao scrive "Sulle contraddizioni in seno al popolo", esprimendo un importante e caratteristico aspetto ideologico del maoismo: nella società socialista permangono contraddizioni "non antagoniste" all'interno del popolo, di minore importanza rispetto a quelle "antagoniste" fra il "popolo" e i "nemici del popolo". Tali contraddizioni sono in grado di restaurare il capitalismo e devono essere combattute con il dibattito anziché con la violenza. Mao invita a "non dimenticare mai la lotta di classe".

Alcuni Occidentali ritengono che la "terza generazione" possa allontanarsi dall'ideologia per avvicinarsi alla democrazia e all'Occidente. Gli stessi studenti discutono consapevolmente di questo argomento.

Retroscena

Per aumentare l'influenza dell'ideologia, Mao lancia il "Movimento per l'educazione socialista" (1962-1965), che sostiene l'importanza della classe di provenienza e del lavoro manuale nell'educazione. Il movimento ha scarso successo e Mao prepara una nuova offensiva che sfocerà nella Rivoluzione culturale.

Mao attacca i quadri legati al gruppo dei moderati, affermando che i nemici sono ovunque nelle organizzazioni di partito e che la destra usa la letteratura contro il partito. Il ruolo tradizionale degli intellettuali cinesi è infatti sempre stato quello di muovere critiche al governo attraverso il messaggio indiretto della letteratura e delle arti. Per Mao, sarebbero ignorati i principi di Yan'an, espressi negli anni '40, secondo cui "l'arte e la cultura devono servire il popolo".

Nel 1963, Mao ordina di "imparare dall'Esercito Popolare", saldamente controllato dal ministro della difesa Lin Biao e dalla scuola del "pensiero di Mao".

Nel febbraio 1964, Mao critica le scuole: vi si insegnano troppe materie, per periodi troppo lunghi e si dà troppa importanza agli esami. Troppo pochi studenti delle scuole di categoria inferiore (fra cui le scuole minban (民办, pinyin: mínbàn - "gestite dal popolo") passano alle scuole superiori, popolate soprattutto da figli di quadri di partito privilegiati.

Nel maggio 1964 Lin Biao pubblica il famoso Libretto Rosso, breve raccolta di scritti di Mao, destinato soprattutto all'esercito e ai giovani. Promuove così il culto della personalità di Mao, accompagnato da una diffusione impressionante di ritratti, busti e gadget diversi, come le spille.

Nell'autunno 1965 ha luogo un'offensiva contro gli intellettuali, fra cui i professori delle scuole e delle università, dove iniziano disordini e violenze da parte degli studenti.

Nel settembre 1965, Mao attacca l'opera teatrale di Wu Han dal titolo "La destituzione di Hai Rui", perché costituisce una critica indiretta alla destituzione di Peng Deuai, presentato come giusto accusatore degli errori di Mao. Il 25 maggio 1966, all'Università di Pechino (Beida), la giovane insegnante di filosofia Niè Yuánzǐ (聶元梓) critica il presidente dell'università Lu Ping tramite un dazibao (manifesto murale), perché egli non ha preso una ferma posizione politica contro la "destituzione di Hai Rui" (non ha quindi appoggiato Mao). Il testo, ufficialmente approvato da Mao e trasmesso per radio il 1º giugno, è considerato il primo dazibao della Rivoluzione culturale. Nie Yuanzi diventerà leader di uno dei principali gruppi di Guardie rosse.

Il periodo dal 16 giugno al 5 agosto 1966 è noto come periodo dei 50 giorni, durante il quale gli studenti attaccano il revisionismo e le autorità accademiche attraverso comizi e dazibao. Nello stesso periodo, Liu Shaoqi manda nelle università le "squadre di lavoro" (circa 400 gruppi di 25 persone) a svolgere attività di organizzazione politica, sedare le agitazioni e proteggere le organizzazioni di partito sotto il suo controllo; per questo si parla anche di terrore bianco. La sinistra radicale accusa Liu Shaoqi di istigare gli studenti verso la direzione sbagliata o di offrire bersagli secondari per proteggere i leader di partito che andrebbero destituiti. Il 24 luglio, Mao smobilita le "squadre di lavoro". In giugno si producono violenze nelle università; gli studenti ribelli che contestano le "squadre di lavoro" sono i precursori delle Guardie rosse. Il 16 luglio Mao dà mostra di essere ancora nelle sue forze attraverso la famosa nuotata nel fiume Yanzi.

La stampa, saldamente controllata dal partito, moltiplica gli appelli alla ribellione, allo scopo di attaccare le autorità locali: "fate piazza pulita di tutti i mostri e i demoni", "senza distruzione non c'è ricostruzione".

In occasione dell'11 plenum dell'ottavo comitato centrale (1-12 agosto), Mao trionfa e recupera le leve del potere. L'8 agosto diffonde la "decisione in sedici punti".

L'estate delle Guardie rosse

Nella primavera del 1966, nascono numerosi gruppi studenteschi, ciascuno con il proprio nome "rivoluzionario". Le "Guardie rosse" hanno origine nella scuola media connessa al politecnico di Pechino (Qinghua) e si ispirano alle omonime milizie degli anni '30, protettrici di Mao.

Il primo agosto, Mao riconosce ufficialmente le Guardie rosse e, il 5 agosto, scrive il suo primo e famoso dazibao "Bombardiamo il quartier generale" ("炮打司令部!", "pàodǎ sīlìngbù!"), che invita gli studenti ad attaccare la fazione avversa del partito. Lin Biao ordina all'esercito di aiutare gli studenti ad attaccare coloro che avevano sostenuto le squadre di lavoro. I movimenti studenteschi sono inizialmente istigati dal Partito, infatti, si manifestano nelle scuole privilegiate frequentate soprattutto dai figli dei quadri.

Il governo pianifica trasferte da tutto il paese per incontrare Mao in piazza Tienanmen. Il primo raduno avviene il 18 agosto. I giovani ricevono precise istruzioni dall'esercito, che organizza parate, canti e manifestazioni di lealtà al Presidente Mao. Elementi caratteristici di queste attività Agitprop sono l'inno L'Oriente è rosso e la Danza della lealtà. Gli studenti attendono per tutta la notte l'arrivo di Mao che, come un idolo giovanile, compare all'alba con il sole alle spalle. Una giovane studentessa, figlia di un quadro del Partito, applica la fascia delle Guardie rosse al braccio di Mao, il quale, siccome il suo nome Song Binbin significa "gentile", le suggerisce di "essere violenta"Roderick MacFarquhar & Michael Schoenhals (Mao's Last Revolution) pag. 108; Jung Chang & Jon Halliday (Mao. La storia sconosciuta). La foto che ritrae i due in primo piano sarà conosciuta anche in Occidente. Dal 18 agosto al 26 novembre, sono organizzati 8 giganteschi raduni, cui partecipano 11 milioni di giovani (18 e 31 agosto, 15 settembre, 1 e 18 ottobre, 3, 10 e 26 novembre). Tali manifestazioni di fanatismo sono state paragonate da Fairbank alle adunate naziste di Norimberga.

In un primo periodo, le Guardie rosse vengono reclutate secondo il criterio strettamente ideologico della "linea di sangue", per cui solo i "5 tipi di rosso" possono fare parte del movimento: i figli degli operai, dei contadini poveri, dei quadri di partito, dei martiri e dei soldati della rivoluzione. All'università di Canton, anch'essa precoce centro di agitazioni, si reca una delegazione di Guardie rosse di Qinghua, per spiegare la "linea di sangue".

Gli studenti hanno l'ordine di distruggere i "quattro vecchi": vecchi pensieri, vecchia cultura, vecchie consuetudini, vecchie abitudini. Viene detto loro di "Imparare a fare la rivoluzione facendola", secondo la filosofia maoista che ripone nel rapporto reciproco fra la "pratica" e la "conoscenza" il metodo da cui emergono le "idee giuste".