Come imperatore appartenente alla dinastia teodosiana e a quella valentiniana, Valentiniano III fu il simbolo dell'unità dell'impero, la figura attorno alla quale si coagula la lealtà dei sudditi; in realtà, però, il potere fu esercitato da Flavio Ezio, il magister militum (comandante in capo dell'esercito), al quale va ascritta la politica che tenne unito l'impero malgrado le forze centrifughe che lo sconquassavano.
Biografia Giovinezza Il padre di Valentiniano, Costanzo III, patricius e generale romano, salito al trono dell'impero romano d'Occidente nel 421, quando Valentiniano aveva due anni, morì dopo pochi mesi di regno. La madre di Valentiniano era Galla Placidia, sorellastra dell'imperatore Onorio (393-423), figlia dell'imperatore Teodosio I e nipote dell'imperatore Valentiniano I. Placido Valentiniano era il secondo figlio della coppia, essendo Giusta Grata Onoria sua sorella maggiore.
Lo zio Onorio, non avendo figli, tentò di risolvere il problema della successione, associando al trono Costanzo III. Quando Valentiniano nacque, fu immediatamente un forte candidato alla successione, come indicato dall'attenta scelta dei nomi, che lo legavano sia alla casata di Teodosio che alla dinastia valentiniana. Dietro insistenza della sorella Placidia, Onorio stesso rafforzò la successione al trono di Valentiniano, nominandolo tra il 421 e il 423, nobilissimus puer, titolo che non fu riconosciuto dalla corte orientale.Jones; O'Flynn, p. 67. Placidia, però, entrò in contrasto con Onorio, e insieme ai figli, si trasferì a Costantinopoli presso il nipote Teodosio II (422/423).
Ascesa al trono
Il 15 agosto 423 Onorio morì; Teodosio II ritardò la scelta del successore. Nel frattempo, uno dei patricii di Onorio, Castino, ottenne dal Senato romano la proclamazione del primicerius notariorum (decano dei funzionari civili) Giovanni Primicerio. Il nuovo imperatore cercò il riconoscimento della corte orientale, ma il tentativo fallì quando Teodosio, dietro pressione della zia Galla Placidia, decise di porre Valentiniano sul trono d'Occidente.
Dopo essere stato fidanzato alla figlia di Teodosio, Licinia Eudossia, Valentiniano fu inviato in Occidente con un forte esercito, al comando del magister militum Ardaburio e di suo figlio Aspare, e sotto la tutela della madre Placidia, che agiva da reggente per il figlio di cinque anni;Durante il viaggio, la nave che portava Galla Placidia, Valentiniano e Onoria fu colta da una tempesta: la principessa fece voto a san Giovanni Evangelista di costruire una chiesa se avessero avuto salva la vita e, giunta poi a Ravenna, sciolse questo voto costruendo la chiesa di San Giovanni Evangelista, dove un'iscrizione raccontava l'accaduto (Liz James, Women, Men and Eunuchs: Gender in Byzantium, Routledge, 1997, ISBN 0415146852, pp. 53-54). mentre era in viaggio, a Tessalonica, fu nominato cesare da Elione,Teodosio era ammalato e non poté viaggiare con il nipote (Tony Honoré, Law in the Crisis of Empire, 379-455, Oxford University Press, 1998, ISBN 0198260784, p. 248). il 23 ottobre 424.Jones. Dopo avere svernato acquartierandosi ad Aquileia, l'esercito romano d'Oriente si mosse verso Ravenna, dove si trovava Giovanni; la città cadde dopo quattro mesi di assedio, per il tradimento della guarnigione, e Giovanni fu catturato, deposto e ucciso (giugno o luglio 425).
Tre giorni dopo la morte di Giovanni, il suo generale Flavio Ezio, allontanatosi a cercare rinforzi, arrivò con un grosso contingente di 60.000 Unni. Dopo alcune schermaglie, Galla Placidia ed Ezio giunsero a un accordo: gli Unni avrebbero ricevuto la propria paga e sarebbero tornati ai propri territori, e in cambio Ezio avrebbe ricevuto il titolo di magister militum per Gallias ("comandante dell'esercito delle Gallie"). Questo accordo segnò l'intero regno di Valentiniano, influenzando la scena politica dell'impero d'Occidente per i successivi trenta anni.
Il 23 ottobre 425, a Roma, Valentiniano fu proclamato augusto da Elione, all'età di sei anni.
Regno
I primi anni di regno di Valentiniano si svolsero sotto la tutela della madre, a causa della giovane età; lo stesso Teodosio mantenne una posizione di dominio sul giovanissimo collega, sebbene formalmente i due augusti fossero di pari dignità e potere, e le leggi erano promulgate a nome di entrambi in entrambe le parti dell'impero. Nel 426, per esempio, Teodosio e Valentiniano promulgarono la cosiddetta Legge delle citazioni, con la quale regolamentarono le fonti giuridiche del tempo: la legge infatti sanciva che il giudice era vincolato dal parere dei giuristi se riguardo al caso e alla materia vi era una communis opinio, cioè la convergenza del maggior numero di giuristi su un'unica interpretazione (la constitutio è anche celebre per aver concesso alle Istituzioni di Gaio il valore di fonte normativa). Inoltre la legge delle citazioni permetteva ai giuristi di citare solamente le opere di Giulio Paolo, Ulpiano, Papiniano, Modestino e lo stesso Gaio.
Nel 439, Teodosio e Valentiniano promulgarono il Codice Teodosiano: il codice, composto da sedici libri, contiene una raccolta delle leggi dell'Impero emanate nel corso di oltre un secolo e in buona parte costituì la base per la redazione del codice giustinianeo che vide la luce un secolo dopo. Esercitò un grande influsso sulla legislazione dei popoli germani che allora si andavano affermando. Per esempio la Lex Romana Visigothorum o Breviarium alaricianum (promulgada dal re visigoto Alarico II nel 506) che divenne la fonte principale del diritto romano in Occidente, sostanzialmente non è che un compendio del Codice Teodosiano integrato da altre raccolte. Valentiniano, a differenza di Teodosio, decise però di mantenere le restrizioni al divorzio unilaterale (repudium) introdotte da Onorio e Costanzo III nel 421.
Lotta intestina per il potere Tra il 427 e il 433 i tre maggiori esponenti dell'esercito romano – Costanzo Felice, magister militum praesentialis senior e comandante delle truppe italiane, Bonifacio, comes Africae, e Ezio, magister militum per Gallias, poi elevato al rango di magister militum praesentialis iunior in Italia – si scontrarono per determinare chi dovesse detenere il potere in Occidente: alla fine prevalse Ezio, che eliminò i propri avversari, si fece nominare magister militum praesentialis senior (il massimo grado dell'esercito) e, nel 435, assunse il rango di patricius. In tutto questo periodo Valentiniano rimase equidistante dalle parti, sebbene la madre, Galla Placidia, sostenesse prima Ezio, per poi avversarlo.Bury, pp. 5-6.
Valentiniano rimase sotto la reggenza della madre fino al 437; il 29 ottobre di quell'anno sposò a Costantinopoli la figlia di Teodosio II, Licinia Eudossia, da cui ebbe due figlie, Eudocia e Placidia.La prima andò in sposa a Unerico, figlio di Genserico, re dei Vandali, nel 455. La seconda sposò nel 461 il patrizio Anicio Olibrio, che fu in seguito proclamato Augusto di Occidente nel 472. Il potere effettivo rimase, però, nelle mani di Ezio, che si destreggiò abilmente con le varie popolazioni germaniche e con gli Unni, riuscendo così a salvare quanto ancora rimaneva dell'Impero romano d'Occidente, dopo che anche l'Africa fu conquistata dai Vandali.
Invasioni barbariche e declino dell'Impero La conquista vandalica dell'Africa e le campagne di Ezio All'inizio del regno di Valentiniano, l'Impero romano d'Occidente era sottoposto a forze che ne minavano l'unità: dall'esterno, alcune popolazioni barbare premevano sulla frontiera (gli Unni in Pannonia, i Burgundi e gli Alemanni sull'alto corso del Reno, i Franchi e i Sassoni sul basso corso del Reno); altre popolazioni si erano insediate, più o meno con il consenso dei Romani, in Aquitania (i Visigoti), Gallaecia (i Suebi) e in Hispania Carthaginensis e Baetica (i Vandali e gli Alani); alcune popolazioni locali si erano poi separate dall'Impero, come quelle della Britannia romana (separatasi intorno al 410) e l'Armorica (nello stesso periodo), mentre la Gallia nord-occidentale era sede di movimenti separatisti.Bury, John Bagnell, et al., The Cambridge Ancient History - XIV Late Antiquity - Empire and Successors, Cambridge University Press, 1925, ISBN 0521325919, pp. 3-4.
Secondo alcuni studiosi, i dissidi interni tra i tre generali più importanti dell'Impero - Bonifacio, Felice ed Ezio - per ottenere il comando supremo dell'esercito d'Occidente e il controllo sul piccolo Valentiniano, agevolarono nel periodo 423-434 un ulteriore deterioramento della situazione a tutto vantaggio per i gruppi migranti barbari.. Per esempio i Vandali, dopo il 423, anno della sconfitta di Castino, furono liberi di saccheggiare la Spagna meridionale e le isole Baleari tra il 426 e il 428. La situazione si aggravò ulteriormente con l'invasione vandalica dell'Africa romana del 429: né il comes Africae Bonifacio né il generale dell'Impero d'Oriente Aspar riuscirono a spingere al ritiro dall'Africa i Vandali, ma Aspar riuscì perlomeno a impedire loro temporaneamente la conquista di Cartagine, costringendoli a negoziare la tregua di Trigezio nel 435: secondo tale tregua, i Vandali avrebbero mantenuto le terre da essi occupate in Mauritania e Numidia, mentre Cartagine e le province di Proconsolare e Byzacena, oltre a una parte della Numidia, sarebbero rimaste in mani romane..
I conflitti interni terminarono solo nel 433-435 con la vittoria di Ezio, che - uccisi i suoi due rivali - ottenne nel 435 il rango di patrizio e il comando supremo dell'esercito d'Occidente. Ezio si concentrò sulla difesa della Gallia e, a tal fine, ottenne il sostegno militare degli Unni, ai quali, tuttavia, dovette cedere in cambio la Pannonia.. Con il sostegno degli Unni, Ezio e il suo subordinato Litorio riuscirono ad annientare nel triennio 436-439 Burgundi e Bagaudi (i gruppi locali secessionisti nella Gallia nord-occidentale) e a costringere ad accontentarsi dell'Aquitania i Visigoti, che furono costretti ad accettare le stesse condizioni del 418 dopo avere tentato invano di strappare ai Romani le città di Narbona e Arelate. L'impiego degli Unni come mercenari generò però lo sdegno di taluni scrittori cristiani, scandalizzati dal fatto che essi avessero saccheggiato in alcune circostanze i territori che avrebbero dovuto difendere, e che fossero stati autorizzati dal generale Litorio a compiere sacrifici alle proprie divinità pagane e a predire il futuro tramite la scapulomanzia.Kelly, pp. 93-96.
Mentre però Ezio otteneva questi successi in Gallia, nel 439 i Vandali ruppero la tregua e conquistarono Cartagine, da cui partirono incursioni navali che saccheggiarono la Sicilia e il Mediterraneo occidentale (440); l'Imperatore d'Oriente Teodosio II, cugino e suocero di Valentiniano, inviò una poderosa flotta romano-orientale per recuperare ai Vandali Cartagine, ma dopo una pericolosissima incursione degli Unni di Attila, Teodosio fu costretto giocoforza a richiamarla, costringendo l'Impero d'Occidente a negoziare una pace sfavorevole con i Vandali.. Nel 442, in base alla pace con i Vandali, Genserico otteneva il riconoscimento del possesso di Cartagine e della Proconsolare e Byzacena, oltre che di parte della Numidia; in cambio Valentiniano III riotteneva il possesso delle Mauritanie e del resto della Numidia, province però infestate dai nativi Mauri. Nel frattempo, nella Spagna romana il re degli Svevi Rechila riuscì a sottomettere Lusitania, Betica e Cartaginense riducendo la Spagna romana alla sola provincia di Tarraconense, anch'essa sotto precario controllo romano, poiché infestata dai ribelli separatisti Bagaudi.. Nel 446 la Britannia, fu invasa dai Sassoni e altre popolazioni; nel frattempo Ezio permise ad Alani e Burgundi di insediarsi come foederati in alcune regioni della Gallia, per tenere sotto controllo i Bagaudi.
Il problema fiscale