Annoverato tra i più noti doppiatori italiani è ricordato principalmente per la voce di Fernandel nel ruolo di Don Camillo, di Eli Wallach in Il buono, il brutto, il cattivo e Jason Robards in C'era una volta il West.

Biografia Nato a Livorno, in Borgo dei Cappuccini 11, era figlio di Giuseppe Romano e dell'attrice Geltrude Ricci (nota con il nome d'arte di Dina Romano), fratello minore dell'attore Felice Romano e nipote di Attila Ricci. Debuttò all'età di cinque anni al Teatro Minimo di Trieste. Nel 1927, a diciannove anni, entrò come professionista nel mondo dello spettacolo nella compagnia di prosa formata da Virgilio Talli e Wanda Capodaglio. Venne notato per il suo stile personale che si rifletteva anche sulla recitazione, improntato alla simpatia e alla cordialità, quindi gli venne dato il nomignolo di Carletto, al quale rimarrà legato fino alla fine.

Poco più tardi, nel 1933, sposò l'attrice Flora Borgheri vedova Ward: lei prese il suo cognome, recitando da quel momento come Jone Romano, lui ne adottò il figlio di prime nozze Aleardo Ward,Aleardo Ward ilmondodeidoppiatori.it anch'egli attore e futuro padre dei doppiatori Monica Ward, Andrea Ward e Luca Ward, dei quali perciò Carletto Romano sarebbe diventato nonno acquisito. Rimasto vedovo nel 1961, si risposò in seconde nozze con Liliana De Stefano ed ebbe cinque figli: Giancarlo, Dina, Luciana, Serena e Rossella.

Durante la seconda guerra mondiale si dedicò per breve tempo al teatro di rivista. Le sue attività principali rimangono quelle cinematografiche, televisive, radiofoniche, e soprattutto come doppiatore.

Sul grande schermo recitò in una sessantina di pellicole tra il 1932 e il 1974; tra le sue interpretazioni più riuscite quelle in Cavalleria rusticana di Amleto Palermi del 1939, 4 passi fra le nuvole di Alessandro Blasetti del 1942, I pagliacci di Giuseppe Fatigati del 1943 dove impersona il compositore Ruggero Leoncavallo, e quindi con alcuni film di Alberto Lattuada e Federico Fellini, come Luci del varietà del 1950, firmato da entrambi, poi con I vitelloni di Fellini del 1953 e La spiaggia di Lattuada del 1954. Tra il 1954 e il 1975 collaborò inoltre alla stesura di una ventina fra soggetti e sceneggiature.

Al mezzo radiofonico iniziò nel 1939 con il dramma giallo Ombrello n. 13, scritto da Marcello Fantera e Antonio Conte, per la regia di Guglielmo Morandi, cui seguono nell'immediato secondo dopoguerra programmi come Hooop... là! (1947), Radio naja, condotto da Corrado, e successivamente Ciribiribin (1953); fa parte per diversi anni della compagnia del teatro comico musicale di Roma, spesso diretta dal fratello di Corrado, Riccardo Mantoni, dove partecipò a numerose trasmissioni di varietà, qualche volta nelle vesti del conduttore. Nel 1952 è tra gli interpreti del dramma La domenica della buona gente, scritto da Vasco Pratolini e Gian Domenico Giagni, per la direzione di Anton Giulio Majano, nel ruolo di Malesci, che impersonerà anche nel film realizzato l'anno seguente dallo stesso Majano. Verso la metà degli anni sessanta partecipò al quiz Caccia grossa, condotto da Pippo Baudo nel 1965, nella quale impersona l'ispettore di polizia cinese Chung-Haj, ed è quindi il protagonista di trasmissioni come Giallo-quiz nel 1966 e Nero nerissimo di Mario Brancacci del 1967. Tra le sue ultime presenze ai microfoni della radio, si ricorda la rivista comico-musicale La cicala del 1970, in cui fa coppia con Lauretta Masiero. Carlo Romano in radio fu il primo conduttore dello storico programma d'intrattenimento del mattino Voi ed io (debutto' il 5 gennaio 1970) sul Programma Nazionale Radiorai (oggi Radio 1) dal lunedì al sabato dalle 9,15 alle 11,30, esperienza ripetuta nel dicembre 1971, nel gennaio 1974 e nel maggio 1975.

L'attività per la quale è rimasto più noto è quella da doppiatore; con il suo timbro di voce inconfondibile presta la voce a innumerevoli attori stranieri e italiani, arricchendo di sfumature caricaturali e, all'occorrenza, di inflessioni dialettali, numerosi personaggi cinematografici per almeno quattro decenni. Tra i suoi doppiaggi più importanti quelli di comici americani come Jerry Lewis, del quale fu la voce ufficiale, Bob Hope, Lou Costello, conosciuto in Italia come il Pinotto della coppia Gianni e Pinotto, quindi Chico Marx, Jack Oakie, Red Skelton e il francese Louis de Funès. Tra gli attori più noti che ha doppiato: Fred Astaire, James Cagney, Peter Lorre, Ernest Borgnine, Peter Ustinov, Eli Wallach, Rod Steiger e il Jason Robards di C'era una volta il West. La sua voce è inoltre legata al personaggio di Don Camillo, interpretato sullo schermo per cinque pellicole dall'attore francese Fernandel. Fu uno dei tre doppiatori di Peter Sellers nel film di Stanley Kubrick Il dottor Stranamore, nei panni del presidente degli Stati Uniti Merkin Muffley, nella War Room.

Anche nei film d'animazione la sua voce fu una presenza costante: per la Walt Disney Pictures doppiò il Grillo Parlante in Pinocchio (1940), il Re in Cenerentola (1950, nel ridoppiaggio del 1967), il Cappellaio Matto in Alice nel Paese delle Meraviglie (1951), il castoro in Lilli e il vagabondo (doppiaggio del 1955), l'Avvoltoio Buzzie ne Il libro della giungla (1967), l'uccello segretario in Pomi d'ottone e manici di scopa (1971) e lo sceriffo di Nottingham in Robin Hood (1973). La sua voce è presente anche in alcuni film d'animazione italiani: La rosa di Bagdad di Anton Gino Domenghini e Il signor Rossi cerca la felicità, diretto da Bruno Bozzetto.

Romano fu attivo anche sul piccolo schermo: iniziò a collaborare dal 1956, quando fu il coautore, insieme a Bruno Corbucci, dello sceneggiato televisivo per la TV dei ragazzi, Il marziano Filippo. Nel 1959 è nel cast del programma Il Mattatore, accanto a Vittorio Gassman, mentre negli anni sessanta compare in alcuni sceneggiati conferendo tratti di istintiva simpatia e umanità ai personaggi da lui interpretati, come Kalubbe in Tutto da rifare pover'uomo (1960), il Luigi Paternò di Peppino Girella, diretto da Eduardo De Filippo e Isabella Quarantotti, quindi il Wilkins Micawber in David Copperfield, diretto da Majano nel 1965. È inoltre sua la voce italiana di Alfred Hitchcock nella serie Alfred Hitchcock presenta di Henry Calvin, il sergente Garcia nella serie televisiva Zorro (1957), oltre all'ultimo suo lavoro, il doppiaggio di Nick Carter, nelle trasmissioni dedicate ai fumetti trasposti per la TV Gulp! (1972) e in alcuni episodi della seconda serie intitolata Supergulp!, realizzato da Bonvi e diretta da Giancarlo Governi e Guido De Maria. Dopo la sua morte, il doppiaggio di Nick Carter venne effettuato da Stefano Sibaldi.

L'ultima apparizione come attore avvenne nell'originale televisivo Le cinque stagioni, diretto da Gianni Amico nel 1975 e presentato in televisione un anno dopo la sua scomparsa. Romano morì a 67 anni, la sera del 16 ottobre 1975, alla casa di cura Villa Flaminia di Roma, in cui era ricoverato da pochi giorni per un'improvvisa malattia. Riposa al cimitero del Verano accanto alla madre, al fratello e alla prima moglie.

Filmografia Cinema

L'ultima avventura, regia di Mario Camerini (1932) La signora di tutti, regia di Max Ophüls (1934) L'avvocato difensore, regia di Gero Zambuto (1934) Re burlone, regia di Enrico Guazzoni (1935) Tredici uomini e un cannone, regia di Giovacchino Forzano (1936) Partire, regia di Amleto Palermi (1938) Giuseppe Verdi, regia di Carmine Gallone (1938) L'argine, regia di Corrado D'Errico (1938) Sotto la croce del sud, regia di Guido Brignone (1938) I figli del marchese Lucera, regia di Amleto Palermi (1938) La voce senza volto, regia di Gennaro Righelli (1939) Io, suo padre, regia di Mario Bonnard (1939) Le sorprese del divorzio, regia di Guido Brignone (1939) Papà per una notte, regia di Mario Bonnard (1939) Follie del secolo, regia di Amleto Palermi (1939) Cavalleria rusticana, regia di Amleto Palermi (1939) Il socio invisibile, regia di Roberto Roberti (1939) Il ponte di vetro, regia di Goffredo Alessandrini (1940) Il capitano degli ussari, regia di Sándor Szlatinay (1940) Senza cielo, regia di Alfredo Guarini (1940) Il sogno di tutti, regia di Oreste Biancoli e László Kish (1940) Un marito per il mese d'aprile, regia di Giorgio Simonelli (1941) L'elisir d'amore, regia di Amleto Palermi (1941) Pia de' Tolomei, regia di Esodo Pratelli (1941) Scampolo, regia di Nunzio Malasomma (1941) Oro nero, regia di Enrico Guazzoni (1942) Fra Diavolo, regia di Luigi Zampa (1942) Arriviamo noi!, regia di Amleto Palermi (1942) Giarabub, regia di Goffredo Alessandrini (1942) Perdizione, regia di Carlo Campogalliani (1942) M.A.S., regia di Romolo Marcellini (1942) La bisbetica domata, regia di Ferdinando Maria Poggioli (1942) Musica proibita, regia di Carlo Campogalliani (1942) Sette anni di felicità, regia di Ernst Marischka e Roberto Savarese (1942) 4 passi fra le nuvole, regia di Alessandro Blasetti (1942) I pagliacci, regia di Giuseppe Fatigati (1943) Redenzione, regia di Marcello Albani (1943) Il treno crociato, regia di Carlo Campogalliani (1943) Piazza San Sepolcro, regia di Giovacchino Forzano (1943) Ho tanta voglia di cantare, regia di Mario Mattoli (1943) La casa senza tempo, regia di Andrea Forzano (1945) Non rubare, episodio de I dieci comandamenti, regia di Giorgio Walter Chili (1945) La vita ricomincia, regia di Mario Mattoli (1945) Fuga nella tempesta, regia di Ignazio Ferronetti (1945) Lettere al sottotenente, regia di Goffredo Alessandrini (1945) L'adultera, regia di Duilio Coletti (1946) Sinfonia fatale, regia di Victor Stoloff (1946) Il mondo vuole così, regia di Giorgio Bianchi (1946) Il segreto di Don Giovanni, regia di Camillo Mastrocinque (1947) Ho sognato il paradiso, regia di Giorgio Pàstina (1949) Campane a martello, regia di Luigi Zampa (1949) Strano appuntamento, regia di Dezső Ákos Hamza (1950) Cavalcata d'eroi, regia di Mario Costa (1950) Domani è troppo tardi, regia di Léonide Moguy (1950) Prima comunione, regia di Alessandro Blasetti (1950) Luci del varietà, regia di Alberto Lattuada e Federico Fellini (1950) Totò terzo uomo, regia di Mario Mattoli (1951) Bellezze in bicicletta, regia di Carlo Campogalliani (1951) Arrivano i nostri, regia di Mario Mattoli (1951) Bellezze a Capri, regia di Adelchi Bianchi (1951) Anema e core, regia di Mario Mattoli (1951) Tormento del passato, regia di Mario Bonnard (1952) Gli innocenti pagano, regia di Luigi Capuano (1952) Primo premio: Mariarosa, regia di Sergio Grieco (1952) Città canora, regia di Mario Costa (1952) Cinque poveri in automobile, regia di Mario Mattoli (1952) Cani e gatti, regia di Leonardo De Mitri (1952) Siamo ricchi e poveri, regia di Siro Marcellini (1953) La domenica della buona gente, regia di Anton Giulio Majano (1953) Fermi tutti... arrivo io!, regia di Sergio Grieco (1953) Le infedeli, regia di Steno e Mario Monicelli (1953) Sposata ieri (Jeunes mariés), regia di Gilles Grangier (1953) Il nemico pubblico n. 1 (L'ennemi public nº 1), regia di Henri Verneuil (1953) I vitelloni, regia di Federico Fellini (1953) Marsina stretta, episodio di Questa è la vita, regia di Aldo Fabrizi (1954) La spiaggia, regia di Alberto Lattuada (1954) Accadde al commissariato, regia di Giorgio Simonelli (1954) Il cardinale Lambertini, regia di Giorgio Pàstina (1954) Lacrime d'amore, regia di Pino Mercanti (1954) Accadde al penitenziario, regia di Giorgio Bianchi (1955) Il conte Max (1957) Addio per sempre, regia di Mario Costa (1958) L'amico del giaguaro, regia di Giuseppe Bennati (1958) Le cameriere, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1959) Ciao, ciao bambina! (Piove), regia di Sergio Grieco (1959) Le ambiziose, regia di Antonio Amendola (1961) Carmen di Trastevere, regia di Carmine Gallone (1962) I due toreri, regia di Giorgio Simonelli (1965) Indovina chi viene a merenda?, regia di Marcello Ciorciolini (1969) Lo sceriffo di Rockspring, regia di Mario Sabatini (1971)