La rivolta batava ebbe luogo nella provincia romana della Germania inferiore tra il 69 e il 70. I ribelli batavi, guidati da Gaio Giulio Civile, riuscirono a distruggere quattro Legioni, infliggendo sconfitte umilianti all'esercito romano, ma dovettero poi arrendersi al generale Quinto Petilio Ceriale. Dopo la stipula della pace la situazione tornò normale, ma i Romani mantennero una Legione stabilmente in zona.

Contesto storico L'anno dei quattro imperatori

La rivolta batava si materializzò nell'anno dei quattro imperatori, durante il quale vi fu un susseguirsi di pretendenti al trono imperiale, poiché questa popolazione germanica ritenne fosse un'opportunità particolarmente favorevole il fatto che ci fosse tanta discordia tra i Romani.Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, VII, 4.2. Le forze di ausiliari batavi

I Batavi erano una popolazione germanica, che abitava la regione oggi denominata Gheldria (nei Paesi Bassi), nei pressi del delta del fiume Reno (Rhenus bicornis), conosciuto anche come Insula Batavorum ("Isola dei Batavi", poiché circondata dai rami del Reno), parte della provincia romana della Germania inferiore.Tacito, Historiae IV, 18. Un tempo sottomessi ai Catti, migrarono in quel territorio. Stato cliente di Roma, erano una popolazione abile nella guerra, sia come cavalieri, sia come marinai e nuotatori.

Avendo ottenuto il privilegio di essere esentati dal tributum romani (tassa diretta sulla terra, richiesta normalmente ai peregrini),Tacito, Germania, 29 essi furono costretti a fornire all'Impero romano uno sproporzionato numero di unità di truppe ausiliarie (tanto che Tacito dice che sono impiegati nell'esercito "come fossero frecce o armi", velut tela atque arma),Tacito, ib. durante la dinastia giulio-claudia: un'Ala di cavalleria e cohortes equitatae.Tacito, Historiae IV, 12. Diverse coorti erano state impiegate da Gaio Svetonio Paolino nel 61, sotto Nerone, nella spedizione contro i Britanni e avevano servito con Agricola (quattro in tutto) contro Calgaco, combattendo la battaglia del Monte Graupio.Tacito, Agricola, XXXVI

I Batavi avevano inoltre fornito la maggior parte della guardia personale di Augusto (Germani corpore custodes), che prestò servizio fino almeno al 68 d.C. Una formazione scelta di cavalleria di Batavi era stanziata nel territorio all'epoca della rivolta ed era in grado di passare il fiume con cavalli e armamento senza alcun impedimento., da un'epigrafe sepolcrale di un batavo in Pannonia: aequora Danuvii cunctis transnare sub armisTacito, Historiae, IV, 12

Forze in campo Romani

Legioni distrutte a Castra Vetera dai rivoltosi e non ricostituite: V Alaudae e XV Primigenia. Legioni di guardia a Mogontiacum e poi ricostituite sotto altri nomi: IIII Macedonica, divenuta IIII Flavia Felix e XVI Gallica (divenuta XVI Flavia Firma). Altre legioni coinvolte: I Germanica, fusa con la VII di Galba per diventare la VII Gemina; VIII Augusta; XI Claudia; XIII Gemina; XXI Rapax; II Adiutrix; I Adiutrix; VI Victrix.

Batavi

Gli auxilia dei Batavi ammontavano a circa armati, implicando che durante l'intero periodo Giulio-Claudio, circa il 50% di tutti i maschi dei Batavi che veniva arruolato (dai 16 anni) potrebbe essere stato impiegato nelle unità ausiliarie.Birley (2002), p.43. E benché i Batavi costituissero solo lo 0.05% della popolazione totale dell'Impero romano (stimata in 70 milioni circa, nel 23 d.C.)Scheidel (2006), p. 9. costituivano il 4% circa dell'intera forza ausiliaria. Essi erano considerati dai Romani come una forza validissima (fortissimi, validissimi) tra i loro auxilia.Tacito Germania 29.1 e Historiae II, 28. Prestavano servizio tra gli auxilia romani sia con unità di cavalleria, sia di fanteria, utilizzando perfette tecniche per attraversare a nuoto fiumi, indossando armature e armi pesanti.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LXIX, 9.6.Tacito Historiae IV, 12.

La rivolta La crescente ostilità di Civile e dei batavi Gaio Giulio Civile (letteralmente: "Giulio il cittadino", chiaramente un nome latino adottato dopo aver ottenuto la cittadinanza romana, non il suo nome nativo) era un principe ereditario dei Batavi e prefetto di una Coorte ausiliaria. Aveva servito per 25 anni nell'Esercito romano, ottenendo la cittadinanza come veterano; si era distinto per il servizio in Britannia, dove le otto coorti dei Batavi avevano contribuito alla guerra in maniera egregia durante i primi anni della conquista dell'isola a partire dal 43.

Dopo che le coorti dei Batavi furono ritirate dalla Britannia e trasferite in Italia nel 66, Civile e suo fratello (altro prefetto di coorte) furono arrestati dal governatore della Germania inferiore con l'accusa di sedizione. Il governatore ordinò l'esecuzione del fratello, mentre Civile, che come cittadino romano aveva il diritto di appellarsi all'Imperatore, fu inviato a Roma in catene per essere giudicato da Nerone.Tacito Historiae IV, 13. Fu però rilasciato dal successore, Galba, il quale però sciolse i Germani corpores custodes, composti principalmente da Batavi, con il pretesto di un suo appoggio nei confronti di Gneo Dolabella, i cui giardini erano attigui al loro accampamento senza nessuna gratifica per la loro costante fedeltà ai Cesari.Svetonio, Vite dei dodici Cesari: Galba, 12 Anche sotto Vitellio, Civile aveva rischiato la condanna, essendo stato accusato dall'esercito, ma era stato risparmiato. Da questi fatti derivava, secondo Tacito, il profondo malanimo di Civile e la volontà di rivalsa contro i romani.

Nello stesso tempo, le relazioni tra le coorti dei Batavi e la legione (la XIV Gemina) a cui erano sottoposte ormai da 25 anni (dall'invasione della Britannia), peggiorarono notevolmente, degenerando in aperto conflitto almeno in due occasioni.Tacito, Historiae, I, 64 e II, 66. Contemporaneamente l'Impero romano fu coinvolto in una nuova guerra civile (esattamente un secolo dopo la battaglia di Azio). Il governatore della Germania inferiore, ordinò quindi di arruolare più truppe possibili, costringendo i Batavi a fornire un numero di uomini superiore a quanto era stato in passato stabilito nei trattati. La brutalità, la corruzione dei centurioni romani nell'eseguire gli ordini (compresi alcuni episodi di violenze sessuali su giovani uomini), portarono ad un profondo malcontento da parte dei Batavi, fino a indurli a meditare la ribellione.Tacito, Historiae, IV, 14

Civile progettò così di tradire i romani. Allo scopo di non trovarsi esposto ad ostilità da più parti nel caso si fosse apertamente distaccato dal popolo romano, finse inizialmente lealtà a Vespasiano e al suo partito, mostrandosi condiscendente verso Antonio Primo, ma nel contempo ricevendo raccomandazioni da Ordeonio Flacco, legato consolare nella Germania superiore, sulla possibilità di inscenare turbolenze nella provincia della Germania inferiore, trattenendo ivi le proprie forze, onde mettere a mal partito Vitellio.

Civile rompe gli indugi

Dopo le cautele iniziali, il popolo decide di eleggerlo a capo della sollevazione. Convocati in un bosco tutti i maggiorenti della nazione, tiene un banchetto ufficiale, dal momento che era usanza presso i popoli germanici discutere delle questioni di interesse collettivo durante tali cerimonie.Tacito, Germania, IV, 22 Prosegue Tacito:

Non v'era più ragione a quel punto di rimanere schiavi di un popolo ormai allo sbando, che non dava a mostrare nemmeno l'ombra di un governatore in una provincia abbandonata a prefetti e centurioni.Quando legatum cum imperio venire?, si domanda Civile. Per di più "i loro accampamenti erano ormai solo presidiati da vecchi e ricchi bottino". Schieratosi così inizialmente dalla parte di Vespasiano, l'allora governatore della Siria,Civile aveva probabilmente servito sotto Vespasiano durante la conquista della Britannia, 25 anni prima, quando questi era a capo della legio II Augusta. Cfr. Tacito, Historiae, IV, 13. rotti dunque gli indugi, inizia a chiamare a sé le vicine genti barbariche invitandole a prendere parte alla rivolta: manda messi ai Canninefati, suborna gli ausiliari di Britannia.Tacito, Historiae, IV, 15

La rivolta si trasformò in una lotta per l'indipendenza.Tacito, Historiae IV, 54. Civile approfittò del fatto che alcune legioni erano assenti dal limes renano a causa della guerra civile, e quelle presenti erano sotto-dimensionate. In aggiunta, i comandanti romani e i loro subalterni erano divisi nell'essere fedeli all'uno o all'altro imperatore.Tacito, Historiae IV, 24 e 27.

La guerra I primi successi di Civile

Messaggeri terrorizzati portavano la notizia al legato Ordeonio Flacco che i campi romani nella terra dei Batavi erano stati distrutti, le Coorti erano state spazzate via e il potere di Roma era apertamente rinnegato. In breve la rivolta si era propagata all'intera regione: un certo Brinnone era stato elevato a re dei Canninefati e, tratti a sé i Frisi, aveva massacrato due coorti romane adiacenti al mare. Il seme della ribellione aveva raggiunto subito le schiere ausiliarie germaniche e anche la flotta presente sul Reno.Tacito, Historiae, IV, 15-16. I ribelli quindi, raccolti in formazione a cuneo, si dettero ad assaltare le 24 navi romane rimaste esposte dopo l'incendio dei posti fortificati. Le azioni dei romani furono ostacolate dal fatto che una coorte di Tungri passò con tutte le insegne a Civile e gli stessi ausiliari batavi della ciurma intralciavano le mansioni dei marinai e dei difensori. La Classis Germanica (flotta militare sul Reno), largamente composta da truppe dei Batavi, cadde del tutto sotto il controllo di Civile.Tacito, Historiae IV, 16

Dopo questo successo, Civile puntò ad allargare ancora il coinvolgimento delle popolazioni vicine, inviando messi ai Germani e richiedendo solidarietà alle Gallie. Scrive infatti Tacito che l'intento di Civile era di "accaparrarsi il dominio di quelle ricchissime e fortissime regioni": Procedette quindi a rispedire presso le rispettive popolazioni i prefetti delle coorti ausiliarie catturati, mettendo i prigionieri di fronte all'alternativa se partirsene o rimanere a sostenere la rivolta.Tacito, Historiae IV, 17, 8

A quel punto Ordeonio Flacco impartì al legato Munio Luperco di uscire incontro a Civile con le sue due legioni, la V Gallica e la XV Primigenia, avendo ausiliari degli Ubii e dei Treviri a dar man forte. I batavi però, messe alle spalle dei combattenti le famiglie come era loro costume e incoraggiati dallo sfoggio delle insegne delle coorti catturate,Tacito, Germania, 7 riuscirono a vincerle grazie anche alla defezione improvvisa di un'Ala di cavalleria dei Batavi e allo sbando degli alleati Treviri e Ubii. Gli avanzi delle legioni sconfitte messe in fuga riuscirono a chiudersi dentro il campo fortificato di Vetera.

Diverse coorti di Batavi e Canninefati, che stazionavano a Mogontiacum insieme alla legione XIV Gemina, raggiunte dai messi di Civile mentre si dirigevano a Roma su comando di Vitellio, chiedendo a Flacco concessioni tracotanti per avere un pretesto alla rivolta, si ammutinarono e unirono a lui, riuscendo a sconfiggere e disperdere a Bonna la legio I Germanica di Erennio Gallo, sostenuto da coorti di Tungri e Nervii, che tentava di impedire loro di tornare nei loro territori d'origine.Tacito, Historiae, IV, 20 In quell'occasione si rivelarono gravi le mancanze di Flacco, titubante e restio allo scontro, incapace di concertare una manovra d'insieme con la legione di Gallo, che finì per affrontare da solo i ribelli.