Di origini modeste, Massena diede prova di grandi qualità militari durante le guerre rivoluzionarie francesi, dimostrandosi uno dei migliori generali della Repubblica. Dopo essere stato il principale luogotenente del generale Napoleone Bonaparte durante la campagna d'Italia, vinse la seconda battaglia di Zurigo, che ebbe grande importanza per le sorti francesi nel 1799.. Durante l'Impero napoleonico confermò le sue notevoli capacità militari sia come generale alle dipendenze dirette di Napoleone sia come comandante autonomo in teatri secondari. L'insuccesso della guerra peninsulare contro gli anglo-portoghesi nel 1810 mise fine alla sua carriera di comandante sul campo..
Dotato di elevate capacità strategiche e tattiche, in grado di esercitare il comando con energia e avvedutezza, Massena aveva carattere solido ed entusiasta; Napoleone lo riteneva il suo miglior comandante, tanto da soprannominarlo "figlio prediletto della vittoria" per la sua brillante prova alla battaglia di Rivoli... Nonostante alcune debolezze morali, la grande avidità e i metodi di guerra a volte spietati, Andrea Massena è considerato uno dei più grandi generali francesi del periodo rivoluzionario e napoleonico.Enciclopedia Universale Rizzoli Larousse, vol. IX, voce: Andrea Massèna, p. 567.
Biografia Figlio di Giulio Cesare e di Caterina Fabre,I genitori di Massena si sposarono il 1º agosto 1754 a Nizza, nella chiesa di San Martino. nacque a Nizza, nel Regno di Sardegna, nel maggio del 1758. La nascita, avvenuta il 6, fu registrata all'atto del battesimo, il giorno 8, dall'abate Ignazio Cacciardi nello stato delle anime della cattedrale di Santa Reparata a Nizza.
Il nonno paterno Domenico aveva avuto, oltre al primogenito Giulio Cesare, altri due figli, Agostino e Guglielmo Marcello. Il padre, un piccolo commerciante di vini la cui famiglia, proveniente dal Piemonte e installata da tre secoli nella valle della Vesubia, possedeva alcuni appezzamenti nell'immediato entroterra nizzardo, morì ancora giovane il 13 dicembre 1764. Ultimo di tre figli, Andrea rimase così orfano all'età di sei anni. La madre si risposò presto e affidò il piccolo Andrea ai parenti che seguivano l'azienda agricola della famiglia, presso Levenzo e Sospello.
Trovatosi a lavorare sin da bambino e trascurato nell'educazione, a 13 anni Massena si imbarcò come mozzo su navi mercantili, effettuando anche alcune traversate oceaniche.Piero Crociani, Massena, Andrea , Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 71, 2008.
Volontario nel Royal-Italien Sbarcato nel 1775, diciassettenne, si arruolò come volontario nel reggimento Royal-Italien, un'unità militare francese dell'Armata Reale in cui militavano soldati italofoni, provenienti anche dalla Corsica, con base a Tolone. Presso tale unità aveva servito anche il padre (arruolato nel 1747) e, all'atto del suo arruolamento, vi era in servizio lo zio, Guglielmo Marcello. Massena vi rimase arruolato per 14 anni a fianco dello zio il quale, tra l'altro, gli diede un'istruzione di base e gli insegnò a leggere e capire le mappe.
Durante questi anni mostrò spiccate doti militari e avanzò nei vari gradi subalterni, fino a raggiungere nel 1784, a 26 anni, il grado di aiutanteCorrispondente al massimo grado tra i sottufficiali. (il massimo cui potesse allora aspirare un cittadino comune, essendo tutti i posti di ufficiale riservati alla nobiltà).
Durante la Rivoluzione francese Il 3 agosto 1789, durante i primi giorni della Rivoluzione francese, si congedò dal reparto e si stabilì ad Antibes, ove erano di guarnigione già da un anno gli Chasseurs royaux de Provence (Cacciatori reali di Provenza), nuova denominazione assunta dal Royal-Italien. Qui conobbe la figlia di un farmacista, Marie-Rosalie Lamarre, e la sposò, dedicandosi senza molto successo al commercio, quindi al contrabbando e, secondo alcuni,Lou Sourgentin n. 188, ottobre 2009, p. 16. anche alla pirateria. Nel frattempo, tentò invano di essere arruolato nell'appena costituita Guardia nazionale francese.
Massena, la cui carriera militare era stata bloccata per ragioni di classe sociale, intravide nella rivoluzione una possibilità di riscatto personale e aderì sin dal 1790 al Club des Amis de la Constitution (Club degli amici della Costituzione).
Con l'esilio di gran parte dei nobili (e dunque di gran parte dei quadri militari) e la caduta delle discriminazioni di classe per l'accesso ai gradi d'ufficiale, nel 1791 poté tornare ad arruolarsi direttamente con il grado di capitano. In breve tempo fu promosso aiutante maggiore nella Guardia nazionale e, poco dopo, fu impegnato a formare il 2º Battaglione dei Volontaires du Var (Volontari del Var), ottenendo la promozione prima a tenente colonnello e poi a colonnello entro l'agosto del 1792. Il 22 agosto 1793 salì al grado di generale di brigata e il 20 dicembre dello stesso anno divenne generale di divisione.
La Prima coalizione Andrea Massena cominciò la sua brillante carriera militare nel corso delle guerre rivoluzionarie francesi. Durante la guerra della prima coalizione partecipò alla prima campagna del Piemonte nell'esercito repubblicano, facendosi molto apprezzare dai superiori anche grazie alla sua perfetta conoscenza del territorio della contea di Nizza, divenuto teatro di guerra. Il 29 settembre 1792 Massena era al fianco del generale d'Anselme quando le truppe francesi entrarono nella città di Nizza; successivamente partecipò alle esazioni e alla campagna di scristianizzazione della popolazione, che scatenarono il movimento partigiano sabaudo detto barbetismo, contro il quale Massena condusse una violenta repressione.
Nel 1793 Massena partecipò all'assedio di Tolone e il 17 dicembre guidò con distinzione una delle ali dell'esercito francese che riconquistò, grazie al piano di operazioni progettato dal giovane maggiore Bonaparte, comandante dell'artiglieria dell'armata, l'importante base navale.. Per le capacità dimostrate in azione, Massena venne ancora promosso al grado di generale di divisione e assegnato al comando dell'ala destra della Armata d'Italia che era stata incaricata di attaccare la Repubblica di Genova, alleata dell'Impero austriaco..
La campagna del 1794 ottenne alcuni importanti successi: il generale Massena riuscì con le sue truppe a occupare i passi delle Alpi Marittime e prese parte alla conquista di Saorgio il 9 floreale anno II (29 agosto 1794); gravi difficoltà organizzative e la tenace resistenza delle forze austriache bloccarono però l'offensiva oltre le montagne. Inoltre i Termidoriani, i nuovi dirigenti politici rivoluzionari, avevano deciso su proposta di Lazare Carnot e in contrasto con i progetti di Maximilien Robespierre, di rimanere sulla difensiva in Italia,. quindi le grandi operazioni furono interrotte e non ripresero fino alla metà del 1795.
Finalmente nell'autunno 1795 il Direttorio diede ordine al comandante dell'Armata d'Italia, generale Barthélemy Schérer, di riprendere l'offensiva in forze sul fronte delle Alpi e il generale Massena divenne il principale luogotenente di Schérer guidando due divisioni dell'ala destra. Tra il 22 e il 24 novembre 1795 si combatté la battaglia di Loano, che si concluse con la netta vittoria delle truppe francesi guidate con efficacia da Massena. Gli austriaci subirono pesanti perdite e dovettero battere in ritirata, mentre il generale occupò Savona il 26 novembre 1795..
Nonostante il brillante successo, il generale Schérer rinunciò a proseguire l'offensiva e preferì ritornare nella base di Nizza, poiché intralciato da gravi problemi logistici: l'armata, soprannominata spregiativamente "dei cenciosi", era priva di rifornimenti e da due mesi i soldati non ricevevano le paghe. Schérer, deluso e irritato anche dalle pressioni del Direttorio e del ministro Carnot a favore di una ripresa dell'offensiva in Italia, decise di cedere il comando dell'Armata d'Italia e il 4 febbraio 1796 si dimise.
La prima campagna d'Italia
Massena, trentasettenne e già considerato un valente generale, sembrava destinato a succedere al generale Schérer nel comando della Armata d'Italia e accolse con un certo scetticismo la nomina invece del ventisettenne generale Napoleone Bonaparte, ritenuto inesperto e noto solo per le sue influenti frequentazioni politiche a Parigi. Anche gli altri comandanti di divisione manifestarono inizialmente ostilità verso il nuovo venuto, che peraltro fin dall'inizio diede prova di grande decisione, instancabile energia e sicura autorità di comando, impressionando fortemente Massena e gli altri generali che ben presto si misero disciplinatamente in azione per eseguire le audaci manovre studiate dal nuovo comandante.. Massena avrebbe ricordato in seguito che, durante il loro primo incontro, Napoleone "quando si mise in testa il cappello da generale parve essere cresciuto di colpo di mezzo metro".
Dopo un incontro con Bonaparte il 10 aprile 1796, in cui il comandante in capo illustrò a Massena i suoi piani, l'offensiva della divisione del generale attraverso il Passo di Cadibona ebbe immediato successo e frantumò in due parti lo schieramento degli eserciti austro-piemontesi. Seguirono rapidamente una serie di vittorie: il Regno di Sardegna firmò un armistizio, gli austriaci si ritirarono precipitosamente e il generale Bonaparte poté portare la guerra nel cuore dell'Italia settentrionale. Massena, che in un'occasione aveva rischiato di cadere prigioniero del nemico durante un contrattacco austriaco che lo aveva sorpreso nel letto di una sua amante,. ricevette l'encomio del Direttorio per l'energia e il coraggio dimostrato in queste vittoriose battaglie.
Dopo il forzamento del Po a Piacenza e la battaglia di Lodi, il generale Bonaparte entrò a Milano il 16 maggio dove, nonostante un'accoglienza entusiastica della popolazione, richiese una taglia di 20 milioni in oro e consentì alle truppe di saccheggiare liberamente, suscitando quindi dopo una settimana rivolte antifrancesi a Binasco e Pavia.. Il 21 maggio il comandante dell'armata decise di riprendere l'avanzata e fu l'avanguardia guidata dal generale Massena che entrò a Brescia il 27 maggio e a Verona il 1º giugno. Durante la lunga fase difensiva della campagna, caratterizzata dai ripetuti tentativi degli austriaci di liberare la fortezza di Mantova, il generale Massena fu sempre coinvolto in prima linea con la sua divisione e ricevette l'apprezzamento di Bonaparte che lo descrisse "attivo, instancabile e audace".. Nonostante gravi difficoltà logistiche e situazioni molto critiche, i soldati di Massena si batterono con valore a Castiglione, a Bassano e soprattutto alla battaglia di Arcole il 17 novembre 1796, dove il generale si impadronì del villaggio dopo un'accesa battaglia..
Il ruolo del generale Massena fu cruciale nella decisiva battaglia di Rivoli del 14 gennaio 1797. I suoi soldati combatterono e marciarono incessantemente per due giorni e, sotto la guida del generale, dimostrarono un morale altissimo e grande combattività. Dopo aver distrutto con un violento attacco alla baionetta la colonna del generale Franz de Lusignan, Massena marciò in soccorso del generale Barthélemy Joubert e, dopo aver assicurato il successo francese, ripartì verso sud assieme ai suoi soldati e al generale Bonaparte. Il 15 gennaio sconfisse e accerchiò in gran parte anche la colonna austriaca del generale Giovanni Provera, che aveva tentato di sbloccare la fortezza di Mantova.. Per i successi raggiunti, la grande energia e l'abilità tattica dimostrata Massena venne acclamato di fronte alle truppe dal generale Bonaparte l'enfant chéri de la victoire ("l'amato figlio della vittoria" o "il figlio prediletto della vittoria"). Nel marzo 1808 Napoleone, in ricordo della condotta di Massena nella grande battaglia, lo avrebbe insignito, al momento della creazione di quindici ducati da assegnare ai suoi migliori luogotenenti, del titolo onorifico di "Duca di Rivoli"..