Il Ministero del lavoro e delle politiche socialiAnche detto, nel linguaggio politico e giornalistico, Ministero del welfare. cfr. sul Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana, al lemma "welfare" è un dicastero del governo italiano, istituito nella sua forma attuale dal D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300. Si occupa delle funzioni spettanti allo Stato in materia di politica del lavoro e sviluppo dell'occupazione, di tutela del lavoro e dell'adeguatezza del sistema previdenziale e di politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone e delle famiglie.
Il ministro è Marina Elvira Calderone, in carica dal 22 ottobre 2022.
Il ministero ha sede nel palazzo Balestra di via Veneto, costruito da Gaetano Koch nel 1891 e dal 2009 ribattezzato palazzo Marco Biagi, in memoria del giuslavorista assassinato dalle Brigate Rosse nel 2002.
Storia L'antesignano del dicastero del lavoro era nel governo Boselli il Ministero per l'industria, il commercio ed il lavoro, istituito il 22 giugno 1916. Poco dopo, con r.d. 3 giugno 1920, n. 700, il governo Nitti II provvide alla costituzione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, scorporandolo da tale dicastero.
Successivamente il governo Mussolini, con r.d. 27 apr. 1923, n. 915, provvide alla costituzione del Ministero dell'economia nazionale, destinato a riaccorpare i due predetti dicasteri e il Ministero dell'agricoltura. Con RD 27 settembre 1929, n. 1663, tuttavia, questo nuovo ministero fu soppresso e le sue attribuzioni furono ripartite tra il Ministero dell'agricoltura e delle foreste e il Ministero delle Corporazioni, già istituito nel 1926.
Con RD 9 agosto 1943, n. 718 il Ministero delle Corporazioni viene soppresso e sostituito dal Ministero dell'industria, del commercio e del lavoro il quale, a sua volta, sotto il governo Parri, con d.lgt. 21 giugno 1945 n. 377, venne ripartito in due distinti dicasteri: nel Ministero del lavoro e della previdenza sociale e il Ministero dell'industria e del commercio (dal 1966 Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, divenuto nel 2001 Ministero delle attività produttive e nel 2006 Ministero dello sviluppo economico).
Con D.Lgt. 10 agosto 1945 n. 474 si è provveduto a distribuire le attribuzioni fra i due citati Ministeri. Successivamente, l'organizzazione interna del dicastero viene profondamente rivista col DPR 19 marzo 1955 n. 520 e con la successiva legge n. 628/1961. Con la legge n. 537/1993 viene previsto l'accorpamento degli uffici periferici, effettuato con DM nel 1996. Nel 1997 parte delle funzioni sono investite dal processo di decentramento di poteri alle Regioni di cui al D. Lgs. n. 467/1997. Con il D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, la cosiddetta riforma Bassanini durante il Governo D'Alema II, l'ordinamento del Governo viene modificato accorpando vari ministeri.
Proprio in tale occasione, viene prevista la costituzione di un nuovo dicastero che sarebbe entrata in vigore con la nuova legislatura nel 2001: tale dicastero viene denominato Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, che avrebbe accorpato le funzioni del lavoro e della previdenza precedentemente attribuite al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, quelle inerenti alle politiche sociali del Dipartimento per la solidarietà sociale della Presidenza del Consiglio, nonché la materia della salute del Ministero della sanità.
Tuttavia, nel 2001 il Governo Berlusconi II col D.L. 12 giugno 2001, n. 217 conv. nella legge 3 agosto 2001 n. 317, decise la separazione della componente afferente alla salute, con la reistituzione del dicastero che se ne occupava col nuovo nome Ministero della salute, ed erigendo le competenze residue nel Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Col Governo Prodi II, nel 2006 il Ministero fu nuovamente diviso dando luogo a tre ministeri: Ministero del lavoro e della previdenza sociale, il Ministero della solidarietà sociale e il Dipartimento per le politiche della famiglia.
La proliferazione dei dicasteri portò ben presto il Gabinetto Prodi a prevederne un accorpamento in 12 ministeri secondo quanto previsto dalla versione originaria del D. Lgs. n. 300/1999, la Riforma Bassanini, disponendolo con la Finanziaria per il 2008, la legge n. 244/2007, all'art. 1, comma 376, e pertanto viene prevista la reistituzione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, a far data dalla nuova legislatura. E proprio nel 2008, con la caduta del Governo Prodi II e la vittoria del PDL il Governo Berlusconi IV istituì nuovamente il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, nella sua versione originale. Per dare coerenza alla stratificazione normativa che era intervenuta dal 1999 al 2008, con il D.L. 16 maggio 2008 n. 85, conv. in Legge 14 luglio 2008 n. 121, recante Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il Governo adeguando le strutture di Governo mediante accorpamenti: il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali accorpò le funzioni del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, del Ministero della solidarietà sociale e del Ministero della salute.
Il Dipartimento per le politiche della famiglia venne riassorbito presso Presidenza del Consiglio dei ministri come Dipartimento. Ben presto ci si rese conto della difficoltà nel fondere competenze così dissimili quali lavoro, previdenza, politiche sociali e salute, pur facenti tutte parti del settore definito welfare, e nel 2009 il Governo Berlusconi IV presentò un disegno di legge per la reistituzione del dicastero della salute.
Con la legge 13 novembre 2009 n. 172, recante Istituzione del Ministero della Salute e incremento del numero complessivo dei Sottosegretari di Stato, il Ministero della salute viene reistituito scorporandolo dal predetto Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e pertanto, dal 13 dicembre 2009, opera anche il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Con l'ampia riforma del lavoro detta "Jobs Act", del Governo Renzi, il Ministero del lavoro in seguito soprattutto ai D. Lgs. n. 149/2015 e n. 150/2015 ha profondamente modificato la sua organizzazione perdendo due Direzioni Generali e tutta l'articolazione periferica per l'istituzione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e dell'Aspal oltre ad aver in parte mutato la propria presenza sul territorio nazionale.
Descrizione Competenze Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è competente per tutte le funzioni spettanti allo Stato in materia di politica del lavoro e sviluppo dell'occupazione, di tutela del lavoro e dell'adeguatezza del sistema previdenziale e di politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone delle famiglie, la solidarietà, i flussi di immigrazione insieme alle Prefetture o con lo Sportello dell'immigrazione.
In particolare, il dicastero determina in materia di politiche sociali e previdenziali:
i principi ed obiettivi della politica sociale, i criteri generali per la programmazione della rete degli interventi di integrazione sociale; gli standard organizzativi delle strutture interessate; gli standard dei servizi sociali essenziali; i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali, politica di tutela abitativa a favore delle fasce sociali deboli ed emarginate; l'assistenza tecnica, a richiesta degli enti locali e territoriali; cura i rapporti con gli organismi internazionali, coordinamento dei rapporti con gli organismi comunitari; prevede i requisiti per la determinazione dei profili professionali degli operatori sociali e per la relativa formazione; effettua il controllo e la vigilanza amministrativa e tecnico-finanziaria sugli enti di previdenza e assistenza obbligatoria e sulle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e sui patronati.
In materia di politiche del lavoro e dell'occupazione e tutela dei lavoratori:
stabilisce l'indirizzo, la programmazione, lo sviluppo, il coordinamento e la valutazione delle politiche del lavoro e dell'occupazione; dispone la gestione degli incentivi alle persone a sostegno dell'occupabilità e della nuova occupazione; determina le politiche della formazione professionale come strumento delle politiche attive del lavoro, nonché l'indirizzo, la promozione e il coordinamento in materia di collocamento e politiche attive del lavoro; effettua la vigilanza dei flussi di entrata dei lavoratori esteri non comunitari; cura il raccordo con organismi internazionali, la conciliazione delle controversie di lavoro individuali e plurime e la risoluzione delle controversie collettive di rilevanza pluriregionale; effettua la conduzione del sistema informativo del lavoro (SIL); sorveglia le condizioni di sicurezza nei posti di lavoro e i profili di sicurezza dell'impiego sul lavoro di macchine, impianti e prodotti industriali, con esclusione di quelli destinati ad attività sanitarie e ospedaliere e dei mezzi di circolazione stradale.
Prima dell'istituzione dell'INL disponeva le ispezioni sul lavoro e il controllo sulla disciplina del rapporto di lavoro subordinato, autonomo o parasubordinato, a prescindere dal contratto di lavoro tipico od atipico di volta in volta utilizzato; curava l'assistenza e l'accertamento delle condizioni di lavoro degli italiani all'estero.
In materia di Fondi pensione bisogna ricordare l'attività dell'autorità amministrativa indipendente di settore, la Commissione di Vigilanza sui fondi Pensione - COVIP, istituita ai sensi del D. Lgs. 21 aprile 1993 n. 124, e completamente autonoma dal Ministero, che ha il compito di garantire ed assicurare la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell'amministrazione dei fondi pensione.
In materia di sciopero è presente la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che è un'autorità amministrativa indipendente, istituita dall'art. 12 della L. 12 giugno 1990, n. 146, quale garante dei servizi pubblici nei periodi in cui sono proclamati gli scioperi.
Organizzazione
Il dicastero è organizzato su uffici di staff dipendenti direttamente dal vertice politico e uffici propri del ministero. A seguito del Decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2011, n. 144, recante "Regolamento recante la riorganizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali", in vigore dal 9-9-2011, l'organizzazione è stata riformata.
Questi gli uffici di staff: il Ministro; i Sottosegretari di Stato; gli Uffici di diretta Collaborazione; il Segretariato Generale; Biblioteca; Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale.
Sono strutture proprie del Ministero, le 10 Direzioni Generali in cui è diviso: D.G. per le Politiche del Personale, l'Innovazione, il Bilancio e la Logistica; D.G. per la Comunicazione e l'Informazione in Materia di Lavoro e Politiche Sociali; D.G. per le Politiche Attive e Passive del Lavoro; D.G. delle Relazioni Industriali e dei Rapporti di Lavoro; D.G. per le Politiche dei Servizi per il Lavoro; D.G. per le Politiche Previdenziali e Assicurative; D.G. per l'Inclusione e le Politiche Sociali; D.G. per il Terzo Settore e le Formazioni Sociali; D.G. dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione.
Uffici periferici Allo stato il Ministero non ha alcun ufficio periferico diretto, fatta eccezione per gli Uffici di Collocamento della Gente di Mare - UCGM, in numero di 29, incardinati presso le Capitanerie di Porto - Uffici della Guardia Costiera del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti suddivisi in 14 Direzioni Marittime, presso cui operano gli Uffici di collocamento, che dipendono funzionalmente, appunto, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ex DPR 18 aprile 2006, n. 231.