Saqqara (in arabo: سقارة) è una vasta necropoli situata in Egitto, nel Governatorato di Giza, a 30 km a sud della città moderna del Cairo, presso l'antica capitale egizia Menfi. Ospita molti complessi funerari; il più importante e famoso è la piramide a gradoni di Djoser della III dinastia, considerata la più antica tra le piramidi e l'antesignana di quelle che divennero poi, con la IV dinastia, le cosiddette piramidi perfette.

A nord del sito di Saqqara si trova il complesso piramidale di Abusir, e a sud il complesso piramidale di Dahshur, che insieme al complesso piramidale di Giza all'estremo nord comprende i Campi Piramidali di Menfi, o Necropoli di Menfi, che è stata designata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1979.

Il nome "Saqqara" deriverebbe dal nome del vicino odierno villaggio arabo; è tuttavia controverso se tale nome non derivi, a sua volta, da quello dell'antico dio della morte Sokar, il che sarebbe in linea con la scelta sepolcrale, o piuttosto dal nome di una tribù berbera, i Beni Soqar, che aveva prescelto la zona quale propria sede stanziale. Ma anche in questo caso esistono perplessità tra gli studiosi in quanto una tribù con questo nome non è documentata da nessuna parte. Studiosi medievali si riferiscono anche al villaggio come Ard as-Sadr (in arabo: ارض السدر, lett. terra dell'olivello spinoso). L'area era comunque già stata originariamente prescelta da funzionari e dignitari della I dinastia, che qui eressero le loro enormi màstabe (tanto che per lungo tempo si è creduto si trattasse di sepolture reali). Non furono comunque pochi i re dell'Antico Regno che prescelsero per le loro sepolture questa necropoli, forse proprio per la vicinanza con la neofondata capitale Menfi.

Storia Con l'unificazione territoriale avvenuta sotto la I dinastiaDi fatto, l’assenza di testi e la scarsità di documenti di ogni genere sul periodo dell'unificazione non consente di valutare se vi fu passaggio graduale tra la situazione precedente e quella che si venne successivamente a creare, o se tale passaggio avvenne traumaticamente come, del resto, alcuni manufatti del periodo (prima fra tutti la Tavoletta di Narmer) lascerebbero intendere; l'unificazione stessa, perciò, appare documentalmente come un episodio improvviso il cui verificarsi viene attribuito ad un unico re: Meni o Menes., si rese necessaria la scelta di una nuova capitale che i re meridionali, venuti dall'Alto Egitto, decisero di creare alla confluenza del Nilo con l'estesa area del Delta. Alla fine della II dinastia tale città era nota come Ineb Hedj, ovvero "il Muro Bianco", che i greci denominarono Menfi In realtà Mennefer, da cui i greci trarranno il nome Menphys, e quindi Menfi, era il nome della piramide di Pepi I a Saqqara.

Necessitando, in assonanza di quanto praticato nella terra d’origine, di creare un’area da destinare a necropoli ai margini della città, venne scelta, come area della necropoli reale, Saqqara (a circa 30 km) ove, direttamente derivanti dal tumulo primordiale. e dalle pietre sovrapposte a protezione delle sepolture più antiche, furono ideate strutture più squadrate ed architettonicamente più definite, complesse e monumentali: le mastabe Parola araba che, per corrispondenza di forma, indica una panca, o una sorta di sgabello.. Queste, di forma tronco-piramidale, al pari dei tumuli di pietre, di fatto proteggevano sepolture sotterranee ed erano, in origine, prive di locali interniL'elemento costituito dalle pareti inclinate, che apparirà costantemente nell'architettura egizia, deriva dalla trasposizione in materiale più duraturo delle pareti in cannicci intrecciati originariamente spalmate di fango che tendeva a scivolare verso il basso causando un ispessimento della base rispetto alla parte alta della parete... Esternamente le mastabe erano caratterizzate da un'altezza media di circa 6 m, con pareti a "rientranze e sporgenze" in mattoni cotti al sole che ricordavano la cosiddetta facciata di palazzo, rivestite di latte di calce, ad imitazione di stuoie e tende policrome in tessuto.

Con il collasso del potere centrale e la fine dell'Antico Regno, Saqqara perse la sua popolarità; purtuttavia anche nel Primo Periodo Intermedio non mancarono sepolture reali caratterizzate da una cappella con falsa porta fiancheggiata da mura decorate a rilievo. La rilevanza della necropoli di Saqqara verrà confermata anche nel Nuovo Regno quando, nonostante il trasferimento della capitale a Tebe e, per una breve parentesi, ad Akhetaton, qui verranno ancora realizzate tombe per funzionari della CorteIl generale Horemheb, in seguito successore di Ay (a sua volta successore di Tutankhamon), fece qui predisporre la sua sepoltura prima che, assurto al trono come ultimo re della XVIII dinastia, scegliesse la Valle dei Re (KV57).. Durante la XIX dinastia, sotto Ramses II qui verranno realizzate le necropoli degli animali sacri quali immagini viventi degli dei: i babbuini per Thot, i tori Api, i cani per Anubi, i gatti per la dea Bastet.

Sebbene successivamente sostituita dalla necropoli reale di Giza e in seguito, con la XVIII dinastia, da quella della Valle dei Re presso Tebe, rimase un'importante località di seppellimento e culto per più di anni fino al periodo Tolemaico e all'occupazione romana.

Nel ventennio 1936-1956, sotto la guida dell'egittologo britannico Walter Bryan Emery Walter Bryan Emery (1902-1971), egittologo britannico, sostenitore della Teoria della razza dinastica. vennero scavate numerose mastabe di Saqqara riscontrando che, alcune di esse, presentavano riferimenti a re della I e II dinastia di cui erano già note le tombe ad Abido.: questo fece supporre che le mastabe di Saqqara, località legata territorialmente alla nuova capitale, fossero in realtà cenotafi delle sepolture autentiche di Abido o viceversa. considerando, peraltro, che tale seconda località era intimamente connessa al culto del dio dei morti Osiride.

Le più antiche sepolture di nobili risalgono alla I dinastia ma è solo con la II dinastia che compaiono sepolture reali tra cui quelle di Hotepsekhemwy e Ninetjer.

Il sito ospita anche alcune dozzine di piramidi accessorie, di regine e principi reali, in vari stati di conservazione. Quella di Unis, faraone della V dinastia, posta a sud della piramide a gradoni, ospita il più antico esempio di Testi delle piramidi considerati i precursori del Libro dei morti del Nuovo Regno. Saqqara ospita anche un grande numero di tombe a mastaba che, essendo stati i complessi funerari coperti dalla sabbia per quasi due millenni, si sono preservate intatte sia nelle strutture esterne che nelle decorazioni interne. Particolare importanza è offerta, per lo studio della storia dell'Egitto, da un dipinto, scoperto nel 1861 in una tomba risalente al Nuovo Regno, in cui sono elencati i cartigli di cinquantasette sovrani dai quali afferma di discendere Ramses II. Cinquantadue di tali nomi sono tuttora leggibili e costituiscono la Lista reale di Saqqara.

Mentre la maggior parte delle sepolture risale comunque all'Antico Regno, è di particolare interesse la presenza della tomba del generale Horemheb, ultimo sovrano della XVIII dinastia, realizzata a Saqqara prima della sua ascesa al trono. Ulteriore monumento di rilevante importanza è il Serapeo: una galleria di enormi tombe, tagliata nella roccia, che avrebbero dovuto conservare i corpi mummificati di ben 64 tori Api, adorati a Menfi come personificazione del dio Ptah.. Scoperte nel novembre del 1851 da Auguste Mariette, le tombe si sono rivelate vuote; si è ipotizzato un saccheggiamento già nell'antichità, ma l'ipotesi è poco credibile vista la pesantezza delle lastre di copertura difficilmente rimovibili. Fu ritrovata una sola camera intatta, murata nel trentesimo anno del regno di Ramses II.Dictionnaire de la civilisation égyptienne, Hazan, Parigi, 1959

Nei pressi del Serapeo si trova un gruppo di statue di epoca tolemaica conosciute come il Circolo dei filosofi, queste, erette da Tolomeo I, comprendono immagini di grandi poeti e pensatori greci: Esiodo, Omero, Pindaro, Platone, Protagora ed erano verosimilmente posizionate nei pressi di un tempio di cui non resta traccia.

Monumenti La necropoli di Saqqara copre un'area di circa 7 × 1,5 km per complessivi 9 km2 suddivisi in tre aree: Saqqara nord, che ospita in gran parte le cosiddette Tombe Arcaiche risalenti alla I dinastia; l'Area Principale, ove si trovano, tra gli altri, il complesso di Djoser e il Serapeum, ovvero il sepolcro dei tori Apis, ma anche la tomba che il faraone Horemheb si fece costruire prima di salire al trono, della XVIII dinastia, e l'area Saqqara sud in cui si trovano i complessi dei re Pepi I, Pepi II, della VI dinastia, e Ibi dell'VIII dinastia. Con il Primo Periodo Intermedio terminerà l'usanza del seppellimento a Saqqara anche se, di fatto, la località permarrà, sia pur saltuariamente, nella storia stessa delle Due Terre con il seppellimento di sovrani delle dinastie successive: Medio regno, Secondo Periodo Intermedio e Nuovo regno.

I complessi di maggior rilievo risalgono alla III dinastia e comprendono la piramide di Djoser. Questa è circondata, come baluardo del complesso funerario, da un possente muro di cinta, alto circa dieci metri, edificato con il candido calcare della pietra di Tura nel modello definito a facciata di palazzo. Il muro che delimita la superficie rettangolare di quindici ettari è decorato a lesene, articolato ad aggetti e rientranze ed è dotato di quattordici false porte a due battenti. È la replica del Muro Bianco ossia della fortezza reale, costruita in mattoni crudi intonacati a calce, che si dice costruita da Narmer, identificabile secondo alcuni egittologi anche in Menes, fondatore di Menfi.

Scoperte recenti Nel marzo 2005, gli archeologi guidati da Zahi Hawass, l'ex capo del Consiglio Supremo delle Antichità (SCA) egiziano, hanno trovato, presso la piramide del re Teti a Saqqara, una mummia che si stima abbia 2.300 anni. Il suo sarcofago decorato è considerato uno dei più belli mai trovati in Egitto. All'inizio del 2009, un gruppo guidato da Zahi Hawass ha scoperto una camera funeraria della VI dinastia (ca. 2318-2168 a.C.) con 30 mummie, probabilmente della XXVI dinastia (664-525 a.C.).

Alla fine del 2009 sono state trovate altre due tombe di 2500 anni fa risalenti alla XXVI dinastia. Una di queste è la più grande tomba trovata nella necropoli fino ad oggi.

Nel luglio 2018, un team di ricerca tedesco-egiziano ha presentato al pubblico i suoi reperti, un laboratorio di mummificazione a sud della piramide di Re Unas nella necropoli di Saqqara con varie camere e una maschera di mummia parzialmente dorata. La maschera della mummia risale probabilmente al periodo saitano-persiano dal 664 al 404 a.C., secondo l'Università di Tubinga. La maschera è realizzata in argento placcato oro. Sulla bara della mummia, che è conservata solo in parte, sono riportati i titoli di "secondo sacerdote del coraggio" e "sacerdote delle Niut-schi-es", due dee egizie.

Nell'agosto e settembre 2020 sono stati portati alla luce 27 sarcofagi risalenti a circa 2500 anni fa, e nel novembre 2020 è stata annunciata la scoperta di oltre 100 sarcofagi non aperti risalenti al tardo periodo dell'Antico Egitto e al successivo periodo tolemaico.

Principali complessi piramidali di Saqqara