È considerato, insieme ad Antonio Semino e Giovanni Cambiaso, uno dei primi esponenti del rinascimento genovese, e anche ritenuto l'inventore del tessuto dei jeans.
Origine Nacque nel1485 da Antonio Piaggio a Zoagli, Repubblica di Genova, fidandosi dall'iscrizioni lasciate dallo stesso nei suoi dipinti ("Teramus de Plasio de Zoalio"... "Theramus de Plagio quondam Antonimi").
Inizi accanto Antonio Semino Si formò insieme a Antonio Semino nella bottega genovese del nizzardo Ludovico Brea. Insieme, Antonio e Teramo aprirono una bottega, attiva almeno dal 1532, quando firmano congiuntamente la pala del Martirio di Sant'Andrea ("Antonii Cemini et Therami Zoalii sociorum") dipinta per la chiesa genovese di Sant'Andrea (dopo portata a quella di Sant'Ambrogio a Cornigliano). In quest'opera è difficile distinguere le mani dei due pittori, benché alcuni considerano che prevalga quella del Semino. La composizione è ritenuta l'ispirazione per diverse opere sullo stesso soggetto dipinte da Ottavio Semino.
Antonio Semino firma ed esegue poi le pale del Compianto sul Corpo di Cristo (1532) in San Domenico "il Vecchio" di Savona, ora al museo dell'Accademia Ligustica, e della Natività nello stesso convento domenicano, ora in San Giovanni Battista a Savona (1533-1535). In entrambe queste opere si pensa collaborasse con lui Teramo Piaggio; il quale avrebbe realizzato in esse la predella nel Compianto della Ligustica e la cimasa nel presepe savonese, parti entrambe perdute.
Nel 1548 lavora insieme a Gian Giacomo della Porta, Antonio Semino, Agostino e Lazzaro Calvi nel arco trionfale (effimero) costruito davanti la basilica di San Siro, raffigurante le vittorie dell'imperatore Carlo V in onore della visita del erede, Filippo II, a Genova.
Opere individuali Opera certa del Piaggio è quella del dossale double face ora al Museo Diocesano, ma proveniente dal duomo genovese con le Storie della Vita di San Giovanni Battista; nonostante la critica precedente le avesse ritenute ancora in collaborazione con Antonio Semino. Qui l'artista presenta legami con l'arte lombarda e fiamminga. In seguito lavorerà solo per le due Riviere Liguri, in particolare quella di Levante. La prima opera riferibile al solo Piaggio nella critica precedente (oggi ritenuta la seconda) è il polittico di San Bartolomeo con Santi dell'oratorio di San Bartolomeo di Varazze (1535), dove si vede il primo distanziamento dell'ordine lombardo di Semino, per un altro più prossimo a la tradizione genovese di Giovanni Cambiaso. Nel 1536 dipinse la pala della Madonna del Rosario per la cappella dei Delfini nel convento di San Domenico il Vecchio al Priamar (attualmente nella Chiesa di San Giovanni Battista in San Domenico a Savona). Trai 1537-1539 dipinse il trittico della chiesa di Ceparana, e più tarde le Scene della Passione di Cristo già citate per il santuario di Nostra Signora delle Grazie di Chiavari. Infine il polittico nella chiesa di San Pietro in Rovereto, presso Zoagli, di datazione incerta (rubato).
Dal 1539 in poi sappiamo di lui solo quanto citano i documenti scoperti da Federico Alizeri (1874): lavora per il governo della Repubblica di Genova in apparati effimeri nel caso la visita dell'Infante di Spagna Filippo d'Asburgo (1548-1549), e dipinge un'ancona per Portofino (1540), un tabernacolo commissionato da Pantalino Odicino di Lerma, due ancone inviate rispettivamente a Borzonasca (1551-1552) e alla Spezia (1553-1554).
Le attribuzioni gli restituiscono un trittico nella chiesa dei Santi Quirico e Giulitta di Rivarola (Carasco), due polittici in Santa Giulia di Centaura (Lavagna) e nella chiesa del Divo Martino, e la pala di Sant'Erasmo con quattro Santi alla Ligustica. In Sant'Ambrogio a Genova nella quarta cappella dipinge il Martirio di Sant'Andrea, assieme ad Antonio Semino (1532).
Nella riviera di Ponente sono sue opere nella chiesa di San Paragorio di Noli.
Il ciclo della Passione e l'invenzione dei jeans Nel 1538 riceve l'incarico dei monaci benedettini dell'abbazia di San Nicolò del Boschetto per dipingere quattordici tele con le storie della Passione. L'intenzionalità di questa serie monocroma e mobile sembra avere stato quella di coprire le mure della chiesa benedettina durante le liturgie della settimana santa.
Il ciclo della Passione è il precedente più antico conosciuto dell'uso dell'indaco per tingere di blu il fustagno o tessuto di Genova o di Gênes (cioè jeans), essendo d'alcuni ritenuto Piaggio come il primo creatore dei jeans, o almeno del precedente degli stessi.
Il ciclo Mariano delle Grazie Nel 1539 finisce l'affreschi del Santuario delle Grazie presso Chiavari (non è conosciuta la data d'inizio). Tutta la cappella (ad eccezione della controfracciata) è opera da Piaggio, compresse le pareti laterali e presbiterio, dipinti con le Storie del Cristo e della Vergine Maria. L'opera era presentata e datata da un'iscrizione in essa posta sotto l'Incoronazione di spine. La chiesa in origine aveva una navata coperta gotica, sostituita per l'attuale coperta lignea nel 1896.
Il Piaggio aveva condotto il suo ciclo in semplici forme narrative grandi riquadri, secondo una tipologia comune a molti santuari dell'area nord occidentale lombardo piemontese. Si trattava di una lettura evangelica semplificata con una sua dimensione pietistico sentimentale risolta nell'accostare la Passione di Cristo alla vita di Maria legata a modi devozionali diffusi in tutta Europa tra XV e XVI secolo.
Solo la controfacciata non vene intervenuta dal Piaggio, essendo affrescata inizialmente da Franchino Vaccaro, e dopo la sua morte nel 1550 da Luca Cambiaso.
Note
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