La città dell'Aquila si estende in modo molto vasto lungo le direttrici ove si incontrano la SS 17, la SS 80 e la SR 5 bis in una subregione dell'alta provincia dell'Aquila detta appunto Conca aquilana.

Geografia fisica

La città dell'Aquila occupa una porzione di territorio della conca, nella media valle dell'Aterno, caratterizzata dalla presenza di dorsali montuose su tutti i lati: a nord e nord-est è delimitata dal massiccio del Gran Sasso, a est dall'Altopiano di Navelli, a sud dalle propaggini settentrionali della catena del Sirente-Velino, a ovest dal gruppo montuoso dei Monti Ocre e Cagno e da quello dei Monti San Rocco e Cava, a nord-ovest dal Monte Calvo.

Orografia Le tre principali aree montane del territorio del comune sono: il versante aquilano del Gran Sasso d'Italia (quasi interamente la dorsale occidentale-settentrionale e occidentale-meridionale), Campo Imperatore e la relativa zona del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (cime più elevate Pizzo Cefalone (2511m s.l.m.), Monte Corvo (2623m s.l.m.) e Pizzo d'Intermesoli (2635m s.l.m.)). i Monti di Bagno e Roio (2077 m s.l.m.) appartenenti al gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno, appartenente alla catena del Sirente-Velino, posti a sud-est del territorio del comune. i Monti di Assergi, Tempera, Filetto, Camarda, Aragno, Collebrincioni, San Vittorino e Arischia a nord, nord-ovest e nord-est della città, che fanno da contrafforte alla dorsale occidentale del Gran Sasso (circa 100 km quadrati), che raggiungono elevazioni massime intorno ai 1600 m (Monte Stabiata), da esso separati a nord dalla Valle del Vasto.

All'interno del comune dell'Aquila è presente parte dell'altopiano di Campo Imperatore, nel cuore del Gran Sasso ed all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il territorio del comune presenta anche un'exclave, in territorio montano, al confine con il parco naturale regionale Sirente-Velino e la riserva regionale Montagne della Duchessa.

Idrografia Il territorio del comune è attraversato dal corso del fiume Aterno e dai suoi piccoli affluenti Vetoio, Raio e Vera, quest'ultimi a carattere torrentizio provenienti dalla parte sud-ovest e nord-est della Conca Aquilana. Gli unici specchi d'acqua del comune sono il Lago Vetoio e i Laghi di Bagno.

Clima

Il territorio dell'Abruzzo aquilano, e zone limitrofe, è particolarmente interessante dal punto di vista climatico.

Il clima è di tipo temperato-fresco submontano, con temperature che nell'ultimo ventennio variano nel mese più freddo (gennaio) dai + 2 °C del declivio su cui sorge la città a + 0,5 del fondovalle occidentale ai 21,5 °C del mese più caldo (luglio), di poco sotto i 20° a fondovalle, con temperatura media annua compresa tra gli 11,5° ed i 10°. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti (circa 750 mm annui) e concentrate soprattutto in autunno e in primavera.

In inverno la neve è frequentissima e può permanere al suolo per diverse settimane; in alcuni anni particolarmente rigidi di notte si sono arrivati a registrare dei valori di temperatura fino a -16 °C in città, mentre non possono definirsi eccezionali valori inferiori ai -20° a fondovalle come avvenuto il giorno 15 febbraio 2012 con un picco di -24,0° nei pressi di Preturo.

A causa dell'altitudine e soprattutto della posizione nel cuore di una vallata non particolarmente ampia, racchiusa da alti rilievi montuosi, le escursioni termiche tra il dì e la notte in periodi di alta pressione possono essere elevatissime (basti citare l'esempio del 15 giugno 2004, in cui la minima registrata fu di 9,1 °C, mentre la massima arrivò a toccare i 32,9 °C) a causa delle forti inversioni termiche notturne esaltate dal basso tasso di umidità.

Ambiente Flora

Fino al XVI secolo il comprensorio dell'Aquila era caratterizzato dalla presenza di enormi distese boscose. A partire dal XVI e XVII secolo ebbero inizio operazioni di disboscamento intensivo, soprattutto allo scopo di fornire nuovi pascoli alla pastorizia, che sconvolsero pesantemente il paesaggio. Tanto è vero che più volte si dovette vietare alle popolazioni di insistere nel taglio degli alberi. In particolare, l'essenza maggiormente penalizzata fu proprio l'abete bianco, che si era spinto a queste latitudini nel corso delle glaciazioni, e che fu quasi completamente eliminato.

Il versante aquilano del Gran Sasso possiede un substrato calcareo ed un clima continentale. Questi fattori favoriscono principalmente lo sviluppo di boschetti di pioppi, di carpini e di cerri. Nell'areale sono presenti il nocciolo, il castagno (che forma umbratili boschi), l'acero (spesso presente con esemplari mastodontici). Sui versanti più soleggiati si può trovare il sorbo montano e il ciliegio selvatico. Solo grazie a rimboschimenti sono presenti il pino nero, l'abete rosso, e il larice. L'introduzione di quest'ultima specie, secondo Fernando Tammaro e Carlo Catonica dell'Università degli Studi dell'Aquila, è stata giudicata un errore perché le condizioni ambientali del luogo sono troppo severe per una conifera decidua quale è, appunto, il larice.

Tra gli arbusti possono essere menzionati il ginepro, il mirtillo (commestibile), la belladonna (di aspetto simile al mirtillo, ma velenoso o addirittura mortale), l'agrifoglio.

Le fioriture sono caratterizzate da gigli (specie protetta da una Legge Regionale dell'Abruzzo), campanule, sassifraghe, primule, genziane, garofanini e numerose orchidee. Menzione a parte merita la stella alpina appenninica, una pianta rarissima sulle montagne dell'Appennino.

Fauna Data l'ampia estensione del comune, vi è un'ampia varietà di fauna, comprendente molte delle specie riscontrate nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L'area dell'aquilano è abitata anche da volpi, cinghiali e gatti selvatici, ma è possibile imbattersi anche in esemplari di caprioli e lupi appenninici. Per quanto riguarda gli uccelli sono presenti, tra gli altri, il falco pellegrino, il gheppio ed il lodolaio.

L'esponente più imponente della fauna della zona dell'Aquila è l'orso marsicano, una sottospecie di orso bruno, endemica dell'Appennino, di taglia relativamente ridotta. Presenti anche esemplari di lupo appenninico. Altri mammiferi di rilievo sono il gatto selvatico, il cinghiale, il daino ed il capriolo; meno diffuso che in altri areali abruzzesi è invece il camoscio, reintrodotto in tempi relativamente recenti.

Fra i rapaci meritano menzione l'aquila reale, il falco, la poiana comune e lo sparviero. Spicca, fra gli altri uccelli, la presenza del gracchio alpino e del picchio.

Fra i rettili va segnalata la vipera dell'Orsini, anch'essa endemica, di dimensioni inferiori rispetto alla vipera comune e caratterizzata da velenosità meno letale. Staziona nelle pietraie, vicino ai corsi d'acqua e nelle zone di bassi cespugli di ginepro.

Pinete Nel territorio del comune sono presenti quattro vaste pinete che si inerpicano rispettivamente su Monte Luco (Pineta di Roio), sopra al convento di San Giuliano (Pineta di San Giuliano), sui tornanti del Passo delle Capannelle (Pineta di Arischia/Pizzoli), la Pineta di Pesco Croce e quella del Colle Cerasitto (le due Pinete di Bagno). Le prime tre hanno subito danni negli anni 2000 e 2020 a causa di incendi boschivi dolosi ed hanno qualche itinerario escursionistico che le attraversa.

Parchi urbani

La città è ben dotata di parchi, tipicamente panoramici perché posti sulle parti più alte delle colline. Il "Parco del Sole" o Parco Chico Mendez, è situato alle spalle della basilica di Collemaggio. Da qui si gode di una vista eccezionale ed è spesso meta di cittadini che vogliono godere momenti di pace e tranquillità. Oltre al parco del Sole in città si trova il "Parco del Castello", che circonda la fortezza dagli anni '30 del XX secolo.

Inquinamento Data la sua posizione, il suo clima rigido e la mancanza di industrie fortemente inquinanti, L'Aquila è una città con poco inquinamento atmosferico. I forti venti che specialmente d'inverno spazzano il cielo aquilano, inoltre, contribuiscono a portare via lo smog prodotto dal traffico cittadino. La situazione è in parte cambiata dopo il terremoto del 2009 con il trasferimento nelle periferie di parte della popolazione residente e il flusso di traffico in ingresso e in uscita dalla città all'inizio e alla fine degli orari di lavoro.

Geografia politica e antropica

Il territorio comunale aquilano ha una superficie di 473,91 km² (che lo pone al nono posto in Italia per superficie)È preceduta da Roma, Ravenna, Cerignola, Noto, Sassari, Monreale, Gubbio, Foggia e Grosseto e ospita una popolazione di abitanti.

Confina dal versante reatino con i comuni di Antrodoco e Borgorose, dal versante teramano con Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso d'Italia e Pietracamela e dal versante propriamente aquilano con Barete, Barisciano, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Fossa, Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito e Tornimparte.

A causa dell'estensione territoriale molto elevata presenta una rete di servizi molto sparsa sul territorio ed è divisa in 49 frazioni. La città è attraversata dall'asse nord-ovest sud-est della SS 17, che permette un collegamento con il casello autostradale della A25 di Bussi-Popoli, e quindi con Pescara, e Sulmona. Nella zona occidentale della città inizia la SS 80, che collega il capoluogo abruzzese con i comuni dell'alta provincia aquilana e con Teramo.

È attraversata dall'autostrada A24, che collega la città con Teramo e la costa adriatica e con Roma e con il Tirreno. Il trasporto su rotaia presenta una singola linea, la Terni-Sulmona, con tre stazioni sul territorio comunale. L'aeroporto di Preturo (detto Aeroporto dei Parchi) è l'unico presente nella provincia; attualmente è chiuso, ma riaprirà come scalo di aviazione generale; per il trasporto aereo civile si usufruisce dei vicini aeroporti di Fiumicino, Ciampino e Pescara.

I Quarti

La città storicamente è suddivisa in quattro rioni, i "Quarti", rappresentati da uno stemma e da una chiesa capoquarto. I quarti sono: Quarto di San Pietro: occupa la parte nord-nord occidentale del centro storico, la chiesa capoquarto è quella di San Pietro a Coppito; Quarto di Santa Maria: occupa la parte nord orientale della città, la chiesa capoquarto è quella di Santa Maria Paganica; Quarto di Santa Giusta (o di San Giorgio): occupa la parte meridionale del centro storico, la chiesa capoquarto è quella di Santa Giusta; Quarto di San Giovanni (o di San Marciano): occupa la parte orientale della città, la chiesa capoquarto è quella di San Marciano.

Le chiese principali di ciascun quarto sono state fondate dai rispettivi castellani (come ad esempio la chiesa di Santa Maria Paganica nel rione Santa Maria proviene dalla chiesa dell'Assunta del castello Paganica, o la chiesa di San Pietro a Coppito dall'omonima sita nel castello di Coppito), e così anche le chiese minori (come ad esempio la chiesa di San Silvestro nel Quarto Santa Maria, fondata dai castellani dell'omonima chiesa di Collebrincioni, o la chiesa di Santa Maria di Roio nel Quarto San Marciano, fondata dai castellani di Poggio di Roio). Legati ad essi sono i "castelli" fondatori circostanti, ossia i comuni e le frazioni, che secondo le cronache di Buccio di Ranallo sarebbero 99. Nella ripartizione territoriale del 1276, i Quarti oltre al centro storico comprendevano anche i relativi castelli (ossia le frazioni) che fondarono ciascuno dei quattro rioni; anche se oggi tendenzialmente s'inquadrano i rioni rispettivi del centro, e a parte le frazioni, specialmente dopo le modifiche territoriali del decreto regio del 1927.

Le frazioni

Con l'approvazione del decreto "Grande Aquila" nel 1927,R.D. 29 luglio 1927, n. 1564