Carnunto (in latino: Carnuntum; in greco antico: Καρνοῦς, Carnous), centro di origine celtica, fu in seguito un'importante fortezza legionaria (misurava 480 × 368 metri, pari a circa 17,6 ha) dell'Impero romano a partire dal 50 e sede della Flotta Pannonica, diventando anche sede, prima del governatore della Pannonia e poi (nel 103/106) della Pannonia superior; attualmente si trova in Austria, nel comune di Petronell-Carnuntum.
Storia
Il centro era originariamente celtico; il nome deriva da kar- o karn-, che significa roccia.
Da Augusto a Claudio (6 - 50 d.C.)
Sotto il principato di Augusto, fu base delle operazioni di Tiberio durante la sua campagna contro Maroboduo, re dei Marcomanni del 6.Velleio Patercolo, Historiae romanae ad Marcum Vinicium libri duo, II, 109, 5.Manfred Kandler, Gli accampamenti militari di Carnuntum, in Roma sul Danubio, Roma 2002, pag. 121.
Carnuntum cominciò a subire l'influenza latina a partire da un primo insediamento di un forte alla fine del regno di Augusto o agli inizi del regno di Tiberio attorno al 17-19, in coincidenza con la sconfitta subita da Maroboduo, in lotta con il principe dei Cherusci, Arminio. Dopo questi avvenimenti Maroboduo chiedeva asilo politico a Tiberio e veniva confinato a Ravenna.
È solo nel 50 che una legione, la XV Apollinaris, fu inviata ad affiancare il forte ausiliario di truppe di cavalleria in zona, come ci racconta TacitoTacito, Annales, XII, 29.2., quando l'imperatore Claudio, pur rifiutando di intervenire direttamente in una nuova contesa tra i popoli germanici (si trattava di Quadi e Marcomanni, relativamente alla caduta del loro re Vannio), ordinò al governatore della Pannonia «di disporre una legione con un corpo scelto di ausiliari sulla riva del Danubio» per proteggere i perdenti e dissuadere la parte di barbari vittoriosi dalla tentazione di invadere la provincia pannonica. A questo periodo apparterrebbe un castra ausiliario di ala quingenaria di cavalleria a 1,2 miglia a sud-ovest della fortezza legionaria.
Il castra legionario dal 50 al IV secolo
Le legioni che qui risiedettero furono: la legio XV Apollinaris presumibilmente dal 50 al 113, anno in cui fu inviata in Oriente per le campagne di Traiano contro i Parti, per poi rimanere in Cappadocia; la Legio X Gemina, che sostituì temporaneamente la XV Apollinaris, partita per le campagne di Corbulone e di Tito in Armenia e Giudea dal 63 al 70. la Legio XIIII Gemina che qui rimarrà fino al IV secolo.
La città, già fortezza legionaria, con la divisione della Pannonia in Inferiore e Superiore operata da Traiano nel 103-104, divenne la capitale di quest'ultima provincia, al centro di un sistema di fortificazioni, che da Vindobona (oggi, Vienna) a Brigetio (l'odierna Szőny) controllava l'intero corso del medio Danubio.
Da Adriano alle guerre marcomanniche
Elevata allo status di municipio da Adriano, ricevette il nome di Aelium Carnuntum, essendo "Elia" il nome della gens dell'imperatore. L'importanza della città, sede anche di un fiorente mercato dell'ambra destinata all'Italia, è attestata anche dalla presenza di due imperatori: Marco Aurelio che qui soggiornò per tre anni (dal 171 al 173) in occasione delle sue campagne contro Marcomanni e Naristi (guerre marcomanniche), ed ancora nel 178 come attestato nel secondo libro dei suoi Colloqui con sé stesso; Settimio Severo che qui fu governatore della provincia Superiore quando, nel 193, fu proclamato imperatore dalle sue truppe.
Dai Severi alla crisi del III secolo
Sotto i Severi (193-235), Carnuntum ebbe un momento di vero boom economico, raggiungendo le dimensioni massime del suo abitato (canabae) intorno alla fortezza legionaria. Con l'avvento di Caracalla, fu elevato a colonia il centro civile di Carnuntum (Colonia Septimia Aurelia Antoniana) insieme a quello di Brigetio.Làszlò Borhy, Brigetio accampamento dei legionari e municipium sul Danubio, in Traiano ai confini dell'Impero, a cura di Grigore Arbore Popescu (1998), pag. 88. P. Oliva, Pannonia and the onset of crisis in the roman empire. Praga 1962, pag. 340. Di Carnuntum si dice diventò colonia sotto i Severi, di Brigetio negli anni attorno al 210-220. Nel 260, durante il regno dell'imperatore Gallieno, le armate pannoniche si ribellarono al potere centrale eleggendo l'usurpatore Regaliano, il quale istituì una zecca che coniò monete raffiguranti lo stesso e la moglie Sulpicia Dryantilla.J. Morris, A. H. M. Jones e J. R. Martindale, The prosopography of the later Roman Empire, Cambridge University Press, 1992, pag. 273, ISBN 0521072336; Temporini, Hildegard e Wolfgang Haase, Aufstieg und Niedergang der römischen Welt, Walter de Gruyter, pag. 852, ISBN 3110049716. Fu poco dopo ucciso dai suoi stessi soldati probabilmente a Carnuntum.
Il IV e V secolo
Nel novembre del 308 la città fu sede della cosiddetta Conferenza di Carnunto, a cui parteciparono l'allora Augusto Galerio, Massimiano e Diocleziano, i due precedenti Augusti, nel tentativo di risolvere la crisi in cui versava l'istituto della Tetrarchia,Zosimo, Storia nuova, II, 10, 4.Santo Mazzarino, L'Impero romano, Bari-Roma 1973, vol. II, pag. 598. come testimonia un'iscrizione di quell'anno qui rinvenuta che recita:
La città subì una pesante distruzione nel 374, a causa di una nuova incursione di Quadi e Iazigi, costringendo l'imperatore Valentiniano I, a programmare in territorio germanico, proprio dalla fortezza legionaria di Carnuntum, una spedizione dimostrativa che si rivelò assai felice.Ammiano Marcellino, Storie, XXX, 5.2.Anselmo Baroni, Cronologia della storia romana dal 235 al 476, pag. 1033. Nel corso di questa campagna militare, entrambe le fortezze legionarie di Brigetio e Carnuntim furono rinnovate per l'ultima volta, pur non tornando più agli antichi splendori, tanto che Carnuntum perse le proprie funzioni di centro militare a favore della vicina Vindobona. Valentiniano I morì, al termine delle sue campagne militari contro i Quadi nel 375, come ci racconta Ammiano Marcellino.Ammiano Marcellino, Storie, XXX 5,15 - XXX 6.
Sono state, infine, individuate tracce di antichi insediamenti databili alla prima metà del V secolo, all'interno dell'ex campo militare dove probabilmente si era ritirata la maggior parte della popolazione civile, che potrebbe aver abbandonato questo nuovo sito solo nella seconda parte del secolo.
Durante il Medioevo
Durante il Medioevo fu occupata dagli Slavi (che la chiamavano Carantano e vi accolsero l'esule longobardo Arnefrido)Paolo Diacono, Historia Langobardorum, V, 22., prima di essere definitivamente distrutta dagli Ungari.
Archeologia del sito Fino al XVIII secolo molte delle antiche rovine furono rimosse, poiché costituivano un ostacolo naturale all'utilizzo agricolo dei campi circostanti l'area archeologica. Il marmo fu utilizzato per la produzione di calce. A partire dal 1850 gli scavi, tuttavia, cominciarono a raccogliere principalmente i reperti di maggior valore, mentre le strutture insediative che sporgevano erano per lo più ricoperte di terra o demolite. Dal 1877 fino allo scoppio della seconda guerra mondiale cominciarono in modo scientifico le indagini archeologiche su larga scala, che si concentrarono inizialmente sulla fortezza legionaria e, in misura minore, sulle canabae tutte intorno; dal 1950 le indagini archeologiche si spostarono sull'abitato civile.
La fortezza legionaria
La fortezza legionaria di Carnuntum fu costruita nel 50 circa insieme al castra ausiliario di Arrabona (Győr) dalla legio XV Apollinaris, e rimane il più antico sito militare noto lungo il limes pannonicus. Entrambi i campi si trovavano lungo una rete di collegamenti stradali della provincia pannonica che conducevano nell'interno con Savaria, la più antica colonia della Pannonia, che poi continuava lungo la via dell'ambra fino a Poetovio e da lì fino in Italia ad Aquileia. Le dimensioni della fortezza erano di 480x368 metri, pari a 17,60 ha. Questo accampamento era la sede del legatus legionis ma non del Legatus Augusti pro praetore della Pannonia superiore, che risiedeva invece in un palazzo nelle vicine canabae.
L'accampamento si trova attualmente in località Petronell-Carnuntum, su terreni in gran parte di tipo agricolo, offrendo eccellenti opportunità per future indagini archeologiche del sito, come la misurazione geofisica e le fotografie aeree. Il campo aveva un perimetro irregolare con tutto intorno un fossato. Il fronte esposto a nord del campo, si trova poi affacciato sul vicino Danubio.
I primi scavi in modo sistematico risalgono al periodo 1877-1914, i quali misero in evidenza gran parte dell'originale struttura del campo militare (di quasi 18 ettari), dell'epoca traianea della legio XIV Gemina qui di stanza in sostituzione della XV Apollinaris partita per il fronte orientale. Fu così scavato gran parte della fortezza, i Principia (1), il Praetorium (2), l'ospedale militare (Valetudinarium, nella foto qui a fianco il n.5), tre delle sei case dei tribuni militari (3) e tre edifici commerciali di grandi dimensioni nella metà orientale del campo. Gli ultimi scavi risalgono invece ad anni più recenti (1968-1977) a cura dell'Accademia Austriaca delle Scienze in collaborazione con l'Istituto Austriaco Archeologico.
Canabae legionis
Le canabae legionis, circondavano l'accampamento legionario di Carnuntum su tre lati ed erano percorse da tre importanti strade: la strada del cosiddetto limes pannonicus che attraversava l'abitato civile da Ovest fino a congiungersi con la Via principalis della fortezza legionaria, parallela al Danubio; la strada che attraversava le canabae nella sua parte sud-orientale dalla porta decumana e proseguiva verso il forte di Gerulata (Rusovce); la cosiddetta via dell'ambra che dalla Porta principalis sinistra del campo legionario, conduceva verso sud a Scarbantia, Savaria e Poetovio fino in Italia ad Aquileia, lungo la quale sono stati trovate numerose lapidi funerarie.
Al centro della vita sociale ed economica delle canabae vi era come spesso accadeva in altri centri del genere, un grande forum (piazza) di 225,6 × 182 metri, circondata da alti colonnati lungo l'angolo sud-ovest del campo. Si affacciava poi direttamente sul Danubio il palazzo del governatore (Praetorium), che a causa di continue frane del vicino argine del fiume, è stato in buona parte smantellato. Sul lato orientale delle canabae vi era poi un anfiteatro militare di 97,55 × 76,40 metri a circa 110 metri dal lato nord-est del campo militare, con l'ingresso principale che conduceva al santuario dedicato a Nemesi. Vi era, infine, sempre ad est della fortezza legionaria, un grosso impianto termale, un santuario dedicato a Liber e Libera ed un tempio dedicato ad una divinità eliopolitana.
Galleria d'immagini significative delle canabae e dell'anfiteatro militare
Forte ausiliario di Ala di cavalleria
Presumibilmente sotto l'imperatore Domiziano (81-96), ad Ovest della grande fortezza legionaria fu costruito un forte per un'unità di cavalleria ausiliaria di 500 armati delle misure di 225 × 178 metri, in un primo momento in legno e terra, poi in pietra. Qui soggiornarono lAla I Tungrorum FrontonianaRHP 213; . (almeno al tempo di Traiano.), alcune vexillationes dellAla milliaria Pannoniorum Tampiana,AEA 1993/98, 274; ; ; . l'Ala III (?) Victrix Thracum; RHP 173; ; . e forse per un breve periodo Ala I Arevacorum..
Scuola gladiatoria e anfiteatro
Una scuola gladiatoria risalente al III secolo fu scoperta nel 2011 nelle vicinanze dell'anfiteatro grazie al ricorso a tecniche di prospezione geofisica tramite georadar.