Militare di origini borghesi, Oudinot ottenne i gradi di ufficiale grazie alla Rivoluzione francese e si mise ben presto in luce durante gli eventi delle guerre rivoluzionarie francesi: ottenne varie promozioni sul fronte del Reno per poi diventare generale e servire sotto Andrea Massena durante le campagne in Svizzera e Italia. Escluso dalla prima nomina dei marescialli dopo la proclamazione dell'Impero, servì come comandante di divisione nelle armate napoleoniche durante le campagne in Germania e Polonia, distinguendosi in particolare nella battaglia di Friedland. Dopo la sua ottima condotta nella battaglia di Aspern-Essling, Oudinot ottenne il comando di un corpo d'armata che guidò nella successiva battaglia di Wagram; al termine di questa, fu nominato sul campo maresciallo dell'Impero.
Oudinot servì nel corso della campagna di Russia, mettendosi in luce in particolare durante la battaglia della Beresina, e poi ancora nella campagna di Germania del 1813 e nella campagna nel nord-est della Francia del 1814, con risultati altalenanti: ottenne varie volte comandi indipendenti di un certo livello, dimostrandosi però incerto e poco risoluto in essi. Fondamentalmente Oudinot non fu mai un grande stratega ma piuttosto un ottimo comandante subordinato, ligio alla disciplina, fedele ai giuramenti dati e gran trascinatore di uomini che sovente comandava dalla prima linea; ne fu una testimonianza il gran numero di ferite di guerra riportate nel corso della sua carriera militare, pari a ventiquattro (o trentasei secondo altri conteggi).
Dopo l'abdicazione di Napoleone giurò fedeltà alla monarchia restaurata, restando in disparte e non appoggiando i "cento giorni" di Bonaparte; servì ancora sul campo nel corso della spedizione di Spagna del 1823, per poi ritirarsi a vita privata nel 1830 dopo la "rivoluzione di luglio". Morì nel 1847 e fu sepolto all'Hôtel des Invalides; il suo nome è iscritto nell'Arco di Trionfo di Parigi.
Biografia Primi anni
Proveniente da una famiglia borghese della Lorena, Oudinot nacque nella località di Bar-le-Duc da Nicolas Oudinot (un birraio e distillatore di successo) e da Marie Anne Adam. Unico di nove fratelli a sopravvivere fino all'età adulta, fu un buono studente ma decise di non seguire l'attività di famiglia e nel 1784, all'età di diciassette anni, scappò di casa per intraprendere la carriera militare, arruolandosi come soldato semplice nel reggimento di fanteria Medoc. Senza avere alcuna possibilità di avanzamento di carriera a seguito delle sue modeste origini borghesi, nel 1787 si congedò con onore dal servizio con il grado di sergente, rientrando in famiglia per riprendere l'attività economica del padre.
Dopo lo scoppio della Rivoluzione francese e l'inizio delle guerre rivoluzionarie, Oudinot tornò sotto le armi: sostenitore della rivoluzione, nell'agosto 1789 fu eletto dal consiglio cittadino come capitano della compagnia a cavallo della milizia di Bar-le-Duc; nello stesso anno sposò Charlotte Derlin, la quale gli diede sei figli.
Dopo aver ottenuto promozioni in seno alla milizia, nel settembre 1791 Oudinot si arruolò nella Guardia nazionale e fu eletto come tenente colonnello del 3º Battaglione dei volontari della Mosa, di cui divenne comandante nel luglio 1792. Oudinot ebbe il suo battesimo del fuoco alla battaglia di Arlon il 9 giugno 1793 nel teatro bellico dei Paesi Bassi austriaci della guerra della prima coalizione; poco dopo il suo battaglione fu distaccato in forza all'Armata del Reno, e il 5 novembre Oudinot ottenne il trasferimento nell'esercito regolare e una promozione a colonnello del 2º Battaglione del 2º Reggimento fanteria di linea.
Le guerre rivoluzionarie Oudinot si mise in luce nel corso degli scontri di Gundershofen-Mietesheim del novembre 1793, parte della più ampia battaglia di Haguenau: dopo l'uccisione del suo comandante superiore, Oudinot assunse il comando della divisione cui era assegnato il suo reggimento e la guidò nel corso dei duri scontri con gli austriaci che li avevano circondati, finché non fu soccorso dalle restanti forze francesi. Nel corso della battaglia Oudinot fu gravemente ferito da una pallottola che lo colpì alla testa, la prima di ben ventiquattro ferite collezionate poi nel corso della sua carriera militare; Oudinot non rientrò in servizio fino all'aprile 1794: la ferita guarì molto lentamente e gli causò per sempre gravi mal di testa.
Il 22 maggio 1794 Oudinot comandò l'avanguardia della divisione del generale Jean-Jacques Ambert nel corso della battaglia di Kaiserslautern contro i prussiani: alla testa di due battaglioni di fanteria e 80 cavalieri, Oudinot dovette sostenere gli attacchi di diciannove battaglioni di fanteria e tredici squadroni di cavalleria nemici, tenendo la sua posizione per tre ore prima di ricevere l'ordine di ripiegare; durante la ritirata generale della divisione di Ambert, Oudinot guidò una carica per ricatturare l'artiglieria divisionale caduta in mano ai prussiani. Il comandante dell'armata, generale Jean René Moreaux, elogiò Oudinot nel suo rapporto e il 12 giugno 1794 il giovane colonnello fu promosso al grado di generale di brigata. L'8 agosto seguente, al comando di una brigata della divisione di Ambert, Oudinot partecipò agli scontri per la cattura di Treviri, rompendosi una gamba dopo che il suo cavallo fu ucciso da una pallottola; in attesa della guarigione fu fatto governatore della appena catturata città di Treviri, anche se dovette rientrare in Francia per completare la sua convalescenza. Oudinot non ritornò in servizio fino all'agosto 1795.
Nell'ottobre seguente Oudinot fu in azione nel corso dell'assedio di Mannheim come comandante di brigata nell'armata del Reno di Jean-Charles Pichegru; nel corso di un violento contrattacco delle truppe austriache, Oudinot ricevette in poco tempo sei ferite (cinque colpi di sciabola e un colpo di moschetto), e fu lasciato sul campo di battaglia come morto finché non venne soccorso dagli stessi austriaci. Detenuto come prigioniero di guerra a Ulma, Oudinot fu liberato il 7 gennaio 1796 dopo essere stato scambiato con il generale austriaco Zainiaü; rientrò in servizio attivo nell'agosto seguente, giusto in tempo per partecipare all'invasione della Germania lanciata dal generale Jean Victor Marie Moreau. Il 14 settembre 1796, nel corso di uno scontro con gli austriaci a Ingolstadt, Oudinot assunse il comando della divisione del generale Antoine Guillaume Delmas, rimasto gravemente ferito, e tenne il campo per tutto il pomeriggio contro superiori forze nemiche; l'azione gli costò altre cinque ferite (quattro causate da sciabolate oltre a una pallottola nella coscia), e dovette ancora una volta lasciare il servizio per le cure. In effetti, nei tre anni appena trascorsi il generale aveva passato più tempo in convalescenza che in azione sul campo.
Dopo la conclusione delle ostilità con l'Austria nell'ottobre 1797, Oudinot fu trasferito presso vari comandi prima di essere assegnato all'Armata della Svizzera di Andrea Massena nel novembre 1798. Il sodalizio di Oudinot con Massena si consolidò nel corso della guerra della seconda coalizione, scoppiata nel marzo 1799: Oudinot si mise ancora una volta in luce nel corso di un'azione a Feldkirch il 7 marzo, prendendo quattro cannoni e 1.000 prigionieri agli austriaci, e fu elogiato nel rapporto di Massena al Direttorio; dopo gli scontri della battaglia di Feldkirch il 23 marzo seguente, Massena raccomandò Oudinot per una promozione a generale di divisione, infine conferita il 12 aprile 1799. Oudinot continuò a servire sotto Massena nel corso della campagna in Svizzera contro gli austriaci, e il 4 giugno ricevette una pallottola nel petto nel corso della prima battaglia di Zurigo. Il 25 luglio fu nominato da Massena come suo capo di stato maggiore personale, mettendosi subito in luce come ottimo organizzatore e abile comandante in seconda.
Il 14 agosto, durante la battaglia di Schwyz, Oudinot fu nuovamente ferito da una pallottola che lo colpì alla spalla; rientrò in servizio alla metà di settembre, giusto in tempo per prendere parte alla decisiva vittoria francese nella seconda battaglia di Zurigo: nonostante il suo incarico amministrativo come capo di stato maggiore, Oudinot si pose alla testa dei reparti d'avanguardia che catturarono la stessa Zurigo, subendo la sua sedicesima ferita (una pallottola nella coscia). In seguito accompagnò Massena in Italia, e quando quest'ultimo fu assediato a Genova con la sua armata nell'aprile 1800 Oudinot fu inviato attraverso le linee nemiche per recapitare degli ordini alle forze di soccorso francesi del generale Louis Gabriel Suchet, combattendo sotto di lui nel corso dei fallimentari tentativi di rompere il blocco di Genova. Dopo la capitolazione di Genova nel giugno 1800, Oudinot fu assegnato come capo di stato maggiore all'Armata d'Italia del generale Guillaume Marie-Anne Brune, mettendosi ancora una volta in luce durante la battaglia di Monzambano: per questa azione Napoleone gli consegnò una spada d'onore.
Agli ordini di Napoleone
Nominato ispettore generale della fanteria durante il breve periodo di pace seguente il trattato di Amiens, con la ripresa delle ostilità tra Francia e Regno Unito nel 1803 Oudinot fu messo al comando di una divisione nel corpo d'armata Louis-Nicolas Davout. Dopo la proclamazione del Primo Impero francese nel maggio 1804 Oudinot fu proposto per la promozione a Maresciallo dell'Impero, ma fu infine scartato: pesarono il fatto di non aver mai combattuto agli ordini diretti di Napoleone e di non aver mai avuto un comando indipendente di un certo livello, oltre alla sua associazione con i generali della vecchia Armata del Reno considerati di tendenze troppo repubblicane; fu comunque insignito della Gran Croce della Legion d'onore da poco istituita.
Nel febbraio 1805 Oudinot fu messo al comando di una speciale "divisione granatieri" creata ad hoc all'interno del V Corpo d'armata del maresciallo Jean Lannes: l'unità, ben presto nota come i "granatieri di Oudinot", si guadagnò la reputazione di corpo d'élite anche per via del duro addestramento e della rigida disciplina imposta dal suo comandante. Dopo lo scoppio della guerra della terza coalizione, Oudinot servì con le sue truppe durante la campagna di Ulma come parte delle forze di avanguardia, combattendo alla battaglia di Wertingen (8 ottobre), alla battaglia di Amstetten (5 novembre) e alla battaglia di Schöngrabern (16 novembre), nel corso della quale guidò la cattura di un importante ponte sul Danubio riportando un'ennesima ferita (una pallottola nella coscia). Inviato in convalescenza a Vienna, rientrò precipitosamente presso l'armata non appena seppe che un'importante battaglia stava per essere combattuta contro gli austro-russi; Oudinot fu quindi presente alla testa dei suoi granatieri alla battaglia di Austerlitz il 2 dicembre, anche se la sua divisione vide poca azione nel corso dello scontro.
Dopo la conclusione del conflitto la divisione di Oudinot fu sciolta e il generale fu inviato a condurre una delicata missione diplomatica, l'occupazione del Principato di Neuchâtel da parte della Francia; Oudinot gestì l'operazione senza spargimenti di sangue, e fu per questo nominato cittadino onorario di Neuchâtel. Dopo lo scoppio della guerra della quarta coalizione Oudinot comandò una divisione di dragoni appiedati, un incarico di basso prestigio, anche se nel novembre 1806 Napoleone autorizzò la ricostruzione della sua "divisione granatieri" sempre in forza al V Corpo d'armata di Lannes. Nel corso della seguente campagna in Polonia, la divisione di Oudinot fu impegnata nella battaglia di Ostrołęka il 16 febbraio 1807 per poi partecipare all'assedio di Danzica dal marzo al maggio seguente; il 14 giugno 1807 i granatieri di Oudinot furono al centro degli scontri della battaglia di Friedland, conclusasi con una decisiva vittoria di Napoleone.