È considerato uno dei principali condottieri della storia e uno dei più geniali strateghi e valorosi condottieri, con tattiche tutt'ora studiate e valorizzate in quanto grandi esempi di genio militare.

Durante il suo regno condusse una serie di campagne militari che portarono alla conquista dell'Impero persiano e all'estensione del dominio macedone dalla Grecia all'Asia centrale e all'India nord-occidentale. La sua politica contribuì alla diffusione della cultura greca nei territori conquistati e segnò l'inizio del periodo ellenistico.

Dopo la sua morte il suo impero venne diviso tra i suoi generali, i Diadochi, dando origine ai principali regni ellenistici.

Descrizione fisica

Alessandro non era descritto dalle fonti come dotato di un fisico particolarmente avvenente: secondo alcune testimonianze era di statura relativamente modesta, di corporatura robusta e compatta. Le fonti antiche riferiscono inoltre che fosse mancino e che presentasse eterocromia, cioè occhi di colore diverso (uno chiaro e l'altro scuro, variamente indicato come azzurro, marrone o quasi nero), mentre la sua voce viene descritta come aspra. Portava abitualmente il collo leggermente inclinato verso sinistra, un tratto che ricorre anche nella ritrattistica ufficiale. Alcuni autori antichi menzionano la presenza di possibili malformazioni o disturbi congeniti, la cui reale natura resta tuttavia incerta e che, secondo ipotesi moderne, potrebbero aver influito sul suo stato di salute negli ultimi anni di vita.Hutan Ashrafian, "The death of Alexander the Great—a spinal twist of fate", in Journal of the History of the Neurosciences, 13 (2), luglio 2004, pp. 138-142.

Aveva capelli ispidi e rossicci, sebbene – secondo tradizioni riportate da fonti tarde – fosse solito schiarirli o profumarli con preparati a base di zafferano, potassa e fiori, trattandoli poi con essenze come incenso e mirra. Alessandro usava radersi regolarmente il volto anche in età adulta, un'abitudine piuttosto inusuale tra i Greci del suo tempo, probabilmente anche a causa della scarsa crescita della barba; per uniformità e per non distinguersi eccessivamente dai suoi dignitari, avrebbe incoraggiato anche loro ad adottare la stessa consuetudine.

L'immagine di Alessandro fu fissata da numerosi artisti suoi contemporanei, delle cui opere originali non rimangono purtroppo che copie romane e descrizioni letterarie. Il celebre Lisippo fu nominato suo scultore di corte e realizzò numerosi ritratti ufficiali del sovrano, contribuendo a definire l'iconografia canonica di Alessandro. Pirgotele fu invece l'unico incisore autorizzato dallo stesso Alessandro a raffigurarne l'immagine su sigilli e gemme. Sappiamo inoltre che il pittore Apelle lo immortalò in grandi tavole lignee, raffigurandolo sia in scene celebrative sia in episodi di battaglia.

Secondo Aristosseno di Taranto, discepolo di Aristotele, il corpo di Alessandro emanava un profumo naturalmente gradevole.. Ateneo di Naucrati, invece, sottolinea la sua inclinazione al bere e agli eccessi conviviali.Ateneo di Naucrati, I deipnosofisti, o sofisti a banchetto, 10.45 434F e 435A, si veda anche: Plutarco riferisce inoltre che Alessandro, almeno a partire dalla battaglia di Gaugamela, usasse indossare in combattimento la linothōrax, una corazza multistrato di lino pressato, in luogo della più tradizionale corazza oplitica di bronzo.. Tale scelta, probabilmente motivata da una maggiore leggerezza e libertà di movimento, è oggetto di dibattito tra gli studiosi, poiché l'effettiva capacità protettiva della linothōrax rispetto alle armature metalliche varia a seconda delle ricostruzioni sperimentali. In alcuni mosaici e raffigurazioni giunte fino a noi, Alessandro è effettivamente rappresentato mentre indossa questo tipo di corazza.

Personalità Alcuni dei tratti più evidenti della personalità di Alessandro si formarono sotto la forte influenza dei suoi genitori. Sua madre Olimpiade era una donna di grande determinazione e ambizione e lo incoraggiò fin dall'infanzia a credere di essere destinato a compiere imprese eccezionali, in particolare a sconfiggere l'Impero persiano.. Questa influenza contribuì a radicare in Alessandro una profonda convinzione nel proprio destino; Plutarco afferma infatti che la sua ambizione «rese il suo spirito grave e superbo con il passare degli anni». Tuttavia, il modello più immediato e determinante per Alessandro fu il padre Filippo, che egli vide fin da bambino impegnato quasi ogni anno in campagne militari vittoriose, spesso riportando ferite gravi. Il rapporto con Filippo forgiò la componente competitiva del suo carattere: Alessandro sentiva il bisogno di superare il padre, come si evince anche dal suo comportamento spesso audace e spericolato in battaglia. Egli stesso temeva che Filippo potesse non lasciargli «nessuna grande o memorabile impresa da mostrare al mondo», e non di rado tendeva a sminuirne i successi davanti ai suoi coetanei.

Secondo Plutarco, Alessandro mostrava tratti di un temperamento violento e impulsivo, che in alcune occasioni influenzò negativamente le sue decisioni. Pur essendo ostinato e poco incline a sottomettersi passivamente all'autorità paterna, era tuttavia disposto ad accettare argomentazioni razionali e ben motivate. Accanto a questo lato impetuoso, possedeva anche una natura riflessiva, intuitiva e calcolatrice. Aveva un forte desiderio di conoscenza, un profondo interesse per la filosofia ed era un lettore appassionato, inclinazioni dovute almeno in parte all'educazione ricevuta da Aristotele. Alessandro era dotato di notevole intelligenza e apprendeva rapidamente; tali qualità si manifestarono chiaramente nella sua abilità strategica e nel successo come comandante militare. Dimostrava inoltre un notevole autocontrollo nei confronti dei piaceri sessuali, mentre faticava maggiormente a imporsi limiti nel consumo di alcolici.

Alessandro era colto e padroneggiava sia le arti sia le scienze. Mostrava scarso interesse per le competizioni sportive e per i giochi olimpici – a differenza di Filippo – aspirando piuttosto a incarnare gli ideali omerici di onore (τιμή, timḗ) e gloria (κῦδος, kŷdos). Dotato di grande carisma e di una personalità dominante, fu un leader capace di esercitare un forte ascendente sui suoi uomini. L'eccezionalità delle sue capacità emerge anche dal fatto che, dopo la sua morte, nessuno dei suoi generali riuscì a mantenere unita la Macedonia e a preservare l'integrità dell'impero: un risultato che solo Alessandro era stato in grado di ottenere..

Negli ultimi anni di vita, e in particolare dopo la morte di Efestione, suo intimo compagno e figura a lui legatissima, Alessandro iniziò a manifestare comportamenti che alcune fonti interpretano come segni di crescente sospettosità e di esaltazione della propria figura.. Le sue straordinarie conquiste, unite a un forte senso del destino personale e all'adulazione costante del suo entourage, potrebbero aver contribuito a tali atteggiamenti. Le fonti antiche sottolineano la vastità delle sue ambizioni, talvolta descritte come illimitate, un tratto che divenne in seguito un vero e proprio cliché storiografico. Secondo alcuni autori, Alessandro arrivò a considerarsi di natura divina, o quantomeno a richiedere un trattamento conforme a tale status. Olimpiade sostenne sempre che egli fosse figlio di Zeus, convinzione che Alessandro ritenne confermata dalla consultazione dell'oracolo di Amon a Siwa, evento dopo il quale iniziò a identificarsi come figlio del dio.

In questo contesto si colloca anche l'adozione di elementi del vestiario e del cerimoniale persiano e il tentativo di introdurre la proskynesis, un gesto di deferenza rituale tipico delle corti orientali. Tale pratica, estranea alla tradizione macedone e greca, suscitò forte ostilità tra i suoi compatrioti, che la percepivano come incompatibile con il rapporto tra re e cittadini. Più che una prova di pura megalomania, tuttavia, molti studiosi interpretano queste scelte come il tentativo pragmatico di Alessandro di governare un impero multietnico, in cui il sovrano era spesso considerato una figura sacra o divina. In questa prospettiva, tali comportamenti possono essere letti come strumenti politici volti a rafforzare l'autorità regia e a preservare l'unità di domini culturalmente molto diversi.

Relazioni personali

Alessandro si sposò tre volte: con Rossane, figlia del nobile sogdiano Ossiarte di Battriana, probabilmente per ragioni personali oltre che politiche; e con le principesse persiane Stateira II, figlia di Dario III, e Parysatis II, figlia di Artaserse III, in entrambi i casi per motivi dinastici e di legittimazione politica. Dalla relazione con Rossane nacque Alessandro IV di Macedonia, figlio postumo, mentre un altro figlio, Eracle di Macedonia, sarebbe nato dalla concubina Barsine, sebbene la sua paternità non sia attestata in modo unanime dalle fonti. Alessandro perse inoltre un altro figlio quando Rossane abortì a Babilonia.

Alessandro ebbe un legame estremamente stretto con il suo amico, generale e membro della guardia del corpo reale Efestione, figlio di un nobile macedone. La morte di Efestione colpì profondamente Alessandro e provocò una reazione di lutto eccezionale per intensità; secondo alcuni autori, questo evento potrebbe aver contribuito al peggioramento delle sue condizioni fisiche e al suo stato emotivo negli ultimi mesi di vita.

La sessualità di Alessandro è stata oggetto di ampie discussioni e controversie in epoca moderna. Ateneo di Naucrati, citando Dicearco – contemporaneo di Alessandro – riferisce che il re «era incline anche a questo comportamento», alludendo a relazioni omosessuali, e racconta che Alessandro avrebbe manifestato pubblicamente affetto verso l'eunuco persiano Bagoa. Un episodio analogo è riportato anche da Plutarco, che attinge alla medesima tradizione. Alessandro ed Efestione furono spesso accostati ad Achille e Patroclo, una coppia paradigmatica della cultura greca classica. Durante la visita a Troia, Alessandro depose una corona sulla tomba di Achille, mentre Efestione fece lo stesso su quella di Patroclo. Claudio Eliano interpretò questo gesto come un segno del fatto che [Efestione] fosse lerómenos di Alessandro, così come Patroclo lo era stato di Achille». Il testo greco originale, Ποικίλη ἱστορία, è accessibile gratuitamente on-line in Bibliotheca Augustana.Secondo Platone, invece, il ruolo dellerómenos competeva ad Achille, che era molto più giovane dell'amico ().

Alcuni storici moderni, tra cui Robin Lane Fox, ritengono probabile che il rapporto tra Alessandro ed Efestione abbia avuto anche una dimensione sessuale, forse protrattasi oltre la giovinezza. Tale ipotesi, pur non unanimemente accettata, si inserisce nel dibattito sul diverso atteggiamento nei confronti delle relazioni omosessuali nelle varie realtà del mondo greco: mentre in città come Atene tali rapporti tra adulti erano generalmente stigmatizzati, è stato suggerito che la Macedonia, o almeno l'ambiente della corte reale, potesse essere più tollerante in questo senso.

Lo storico Peter Green sostiene che nelle fonti antiche vi siano poche prove di un forte interesse sessuale di Alessandro per le donne, evidenziando come egli non abbia generato un erede legittimo fino agli ultimi anni di vita. Al contrario, secondo Daniel Ogden, Alessandro avrebbe concepito almeno tre figli in circa otto anni, un numero non inferiore a quello attribuibile a Filippo alla stessa età. Oltre alle mogli ufficiali, Alessandro ebbe altre compagne, tra cui l'etèra Campaspe, e mantenne un harem sul modello dei sovrani persiani, che tuttavia – secondo le fonti – utilizzò con moderazione, mostrando un notevole autocontrollo nei cosiddetti "piaceri del corpo".