L'incrociatore portaeromobiliCiò giustifica l'utilizzo dell'identificativo C, associato agli incrociatori, invece della R in uso invece per le portaerei. STOVL Giuseppe Garibaldi (distintivo ottico C 551)stato maggiore della Marina - SMM2 - Nominativi internazionali delle navi e delle stazioni radio costiere italiane, edizione 2013 (Aggiornata al 23/12/2013) ., è stata un'unità della Marina Militare che prendeva il nome dal celebre generale del Risorgimento ed è stata la prima portaerei nella storia della Marina Militare ad entrare in servizio attivo dato che due unità portaerei, lAquila e lo Sparviero, furono approntate nel corso della seconda guerra mondiale ma non entrarono mai in servizio. La nave ha ricoperto il ruolo prestigioso di nave ammiraglia della Marina Militare dal 1987 al 2011, quando questo è passato alla nuova portaerei Cavour. Il ruolo di portabandiera della flotta era stato ricoperto dal 1961 al 1971 con lo stesso nome e la stessa matricola, dall'incrociatore leggero rimodernato Giuseppe Garibaldi.

La nave ha subito un ammodernamento nel 2003 e una profonda ristrutturazione nel 2013, quando è stata riconvertita in portaelicotteri per operazioni anfibie.

Il 1° ottobre 2024 la nave è passata in ridotta tabella di disponibilità (RTD) e il 24 agosto 2026 è terminata la sua vita operativa con la Marina Militare; ceduta dal governo italiano all'Indonesia, l'unità è stata presa in forza dalla Marina militare indonesiana il 24 settembre 2026 assumendo il nuovo nome di KRI Sriwijaya.

Costruzione Il programma della sua realizzazione nacque dall'esigenza di sostituire i due Doria, uno dei quali, il Duilio, destinato a nave scuola per gli allievi dell'Accademia di Livorno in sostituzione del San Giorgio. La scelta ricadde su un incrociatore tuttoponte per la lotta antisommergibile, con un ponte continuo per un consistente gruppo di elicotteri antisommergibile. L'unità doveva unire oltre alle capacità tipiche di una unità maggiore quali un incrociatore, anche capacità di comando e controllo per un gruppo operativo d'altura per coordinare l'attività di una formazione navale, mettendo a sua disposizione le proprie risorse da integrare con quelle delle altre unità impiegate nella missione.

La sua costruzione venne programmata in base alla Legge Navale del 1975, dopo che nel 1974 la Marina Militare aveva sottoposto all'industria italiana un progetto di massima per la realizzazione di un'unità navale tutto ponte. Il progetto iniziale prevedeva un ponte di volo piatto tipico delle unità portaelicotteri. Ad un progetto della Breda s'impose il progetto presentato dalla Italcantieri. L'unità venne ordinata dalla Marina Militare il 21 novembre 1977 e il contratto con l'Italcantieri venne stipulato il 20 febbraio 1978. La costruzione dell'unità è avvenuta negli stabilimenti di Monfalcone. Il taglio della prima lamiera è avvenuto il 28 aprile 1980 e il 9 settembre dello stesso anno ebbe inizio la costruzione del primo blocco in officina. Il 26 marzo 1981 il primo blocco venne impostato sullo scalo del cantiere navale di Monfalcone. Nel corso della costruzione dell'unità sullo scalo venne decisa l'adozione del trampolino (ski-jump) non prevista nella fase progettuale. Il 31 gennaio 1983 venne ultimato il montaggio dell'ultimo blocco sullo scalo e il 19 aprile venne completata la costruzione della sovrastruttura. La nave venne varata il 4 giugno 1983 alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri Amintore Fanfani e del Ministro della difesa Lelio Lagorio che tenne il discorso inaugurale; madrina del varo fu la signora Flavia Donata Solvetti in Garibaldi, moglie dell'ultimo discendente dell'Eroe dei due mondi. Dopo le prove in mare iniziate il 3 dicembre 1984 la nave è stata consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 1985 ed al momento della sua entrata in servizio era la portaerei più piccola al mondo.

La nave ha ricevuto la bandiera di combattimento a Napoli il 3 ottobre 1987, consegnata dalla presidenza dell'Associazione nazionale marinai d'Italia e dalla presidenza della Lega Navale Italiana.

Caratteristiche L'unità, progettata per operazioni antinave, antiaeree e antisommergibile e per assolvere funzioni di comando e di controllo di operazioni da parte di forze complesse, dispone di una componente aerea che può, alternativamente, essere composta fino ad un massimo di 12 aerei STOVL AV-8B Harrier II più 6 elicotteri per un totale di 18 aeromobili (12 in Hangar e 6 sul ponte di volo) oppure 18 elicotteri Agusta SH-3D. Lo scafo è suddiviso in 13 compartimenti stagni da paratie verticali, mentre è suddiviso in sei ponti in senso longitudinale. Particolare cura è stata posta, in fase progettuale, allo studio della carena, sottoposta a numerose prove presso l'INSEAN (Istituto nazionale per studi ed esperienze di architettura navale) di Roma che, su richiesta dell'Italcantieri, ha predisposto un bacino per le prove in condizioni di mare agitato e per lo studio dei fenomeni di cavitazione, mentre nel lago di Nemi sono state effettuate le prove di manovrabilità su un modello della nave di 8,57 metri. Lo scafo è dotato di normali alette antirollio, mentre con una velocità di navigazione superiore ai 18 nodi, due coppie di pinne retrattili, a comando elettro-idraulico, consentono una riduzione del rollio da 30° a 3°; e in funzione di riequilibrio dei carichi, in seguito a spostamenti di elicotteri o aerei, il servizio di bilanciamento trasversale viene assicurato da 2 casse di compensazione attive, poste in zona maestra, che sono riempite e svuotate mediante immissione od espulsione di acqua travasata da due elettropompe.

Il ponte di volo, dalla caratteristica struttura disassata rispetto all'asse longitudinale della nave, è dotato di un trampolino di lancio (ski-jump) inclinato di 6° 5', è lungo 174 e largo 30 metri ed è provvisto di una passerella laterale per il movimento del personale e per la sistemazione di attrezzature accessorie quali punti rifornimento carburanti, prese di energia e servizi antincendi. Tale passerella è posizionata circa un metro al di sotto del ponte di volo. e l'aumento di quota della prora, in seguito alla decisione di adottare lo ski-jump, ha consentito il miglioramento della stabilità della nave in condizioni di mare agitato.

All'equipaggio che con il personale del comando complesso sfiora i 600 componenti, vanno aggiunti 230 del personale del gruppo aereo. L'hangar per ospitare la componente imbarcata è situato al di sotto del ponte di volo; esso misura 108×15×6 metri, è diviso in tre sezioni da due pareti tagliafiamma ed è dotato di due elevatori da 18×10 m della portata di 18 tonnellate della Navalimpianti, posti rispettivamente a prua ed a poppa della sovrastruttura (detta isola) e praticamente in asse con la sovrastruttura, che a sua volta è raggruppata intorno all'unico fumaiolo, in cui vengono convogliati i gas di scarico dei due gruppi propulsori, dei generatori diesel e delle calderine ausiliarie. L'isola, posizionata sul lato di dritta è lunga circa 60 metri ed ospita la plancia di comando, i locali operativi, e i gli alberi che sostengono gran parte delle numerose apparecchiature elettroniche. Inizialmente era previsto un secondo ponte continuo al di sotto del ponte di volo, ma considerazioni riguardanti la stabilità della nave hanno indotto a preferire la soluzione alla fine adottata, con l'inconveniente che l'hangar, con i due elevatori collocati a proravia e poppavia dell'isola, blocca le comunicazioni tra i due lati dell'unità, possibili solo al di fuori della zona occupata dall'aviorimessa; sotto il ponte di volo si contano altri sei ponti.

La nave è dotata di impianto di condizionamento, usabile in assetto NBC, dotato di 6 elettrocompressori centrifughi posti a coppia su tre stazioni di condizionamento della ditta Termomeccanica con potenza complessiva di 3.000.000 fr/h, per il periodo estivo, e di due scambiatori di calore da 700.000 Cal/h, per il riscaldamento invernale.

Gli impianti di produzione dell'acqua dolce calda e fredda da distribuire in 6 casse di acqua (quattro a prora e due a poppa), erano inizialmente costituiti da due evaporatori ScamFlash della Ditta SCAM di Milano da 120 tonnellate al giorno ciascuno. Gli impianti sono stati sostituiti durante la sosta lavori del 2002/2004 con quattro impianti di dissalazione ad osmosi inversa della Ditta ROCHEM-MARINE posti a coppia nei locali apparato motore. Per il servizio acqua calda per il condizionamento caldo, provvedono due boiler misto elettrico-vapore il cui funzionamento è assicurato dal vapore a 105 °C prodotto da quattro calderine ausiliarie Bono (poste a due a due nei locali apparato motore ma poi sostituite nel 2014 con altrettanti impianti a pompa di calore) oltre che con scaldiglie elettriche (possono essere alimentati alternativamente o contemporaneamente sia con vapore che elettrico in caso di onerosa richiesta e/o quando l'Unità è in mare con il massimo degli effettivi).

Il gruppo aereo imbarcato A causa della legislazione vigente all'epoca dell'entrata in servizio, che permetteva esclusivamente all'Aeronautica il possesso di mezzi aerei militari ad ala fissa il Giuseppe Garibaldi non ebbe, fino al cambio della legge nel 1989, alcuna dotazione di aerei. In seguito all'approvazione della legge 36 del 1º febbraio 1989, la Marina fu autorizzata a dotarsi di velivoli ad ala fissa. Dopo una valutazione tra il Sea Harrier britannico e l'Harrier II americano, la scelta italiana ricadde su quest'ultimo, dotato di un radar multimodale più sofisticato uguale a quello montato sullo F/A 18 Hornet, e che contrariamente al Sea Harrier, Royal Navy è tuttora in produzione; nel 1990 venne emesso l'ordine per l'acquisto degli AV-8B+ con la consegna ai piloti e tecnici della Marina Militare dei primi due velivoli, che avvenne il 7 giugno 1991, presso la base dei Marine di Cherry Point nella Carolina del Nord, con la cerimonia ufficiale di consegna che avvenne il successivo 23 agosto a bordo del Garibaldi, ormeggiato nella base americana di Norfolk in Virginia.

Nonostante che il Garibaldi avesse imbarcato i primi aerei a bordo solamente a partire dal 1991, già in precedenza durante le esercitazioni internazionali, alcuni Harrier alleati avevano operato sul ponte di volo del Garibaldi come in occasione dell'esercitazione NATO Dragon Hammer 90.

Propulsione L'apparato di propulsione è del tipo COGAG, con quattro turbine a gas LM 2500 costruite dalla Fiat Avio su licenza della General Electric, ciascuna delle quali sviluppa una potenza di , ma che vengono impiegate ciascuna per una potenza di poco più ), allo scopo di permettere una lunga vita operativa, fornendo così una potenza, a regime, di () alle due linee assi dotate di eliche a cinque pale fisse che, in marcia avanti, girano verso l'interno (sovraconvergenti) e consentono una velocità massima di 30 nodi, con una velocità di rotazione delle eliche, la più bassa al momento realizzata.