Nel 1865 fu insignito del titolo di conte di Bismarck-Schönhausen, il 21 marzo 1871 di principe di Bismarck e nel 1890 di duca di Lauenburg.
Fu primo ministro del Regno di Prussia dal 1862 al 1890. Nel 1867 divenne il capo del governo della Confederazione Tedesca del Nord. Nel 1871 fu l'artefice della nascita dell'Impero tedesco, divenendone il primo Cancelliere. Benché promotore di riforme in campo assistenziale, fu avversario dei socialisti.
In politica estera, dopo il 1878 creò un sistema di alleanze che, determinando un equilibrio di forze in Europa, riuscì a isolare la Francia e a contenere le dispute fra Austria e Russia, e fra Austria e Italia. Bismarck portò inoltre la Germania a rivaleggiare con la Gran Bretagna in campo economico e militare.
Le origini e la gioventù
Otto von Bismarck nacque a Schönhausen, città situata a est del fiume Elba, nell'antica marca di Brandeburgo. La famiglia, benestante, aveva alcune proprietà a ovest di Berlino, nella provincia prussiana della Sassonia. Apparteneva per nascita agli Junker, la nobiltà agraria. Il padre, Karl Wilhelm Ferdinand von Bismarck (1771-1845), era un proprietario terriero e in passato era stato un ufficiale prussiano, benché a 23 anni avesse lasciato l'esercito evitando la sconfitta di Jena e la guerra di liberazione contro Napoleone Bonaparte.. La madre, Wilhelmine Luise Mencken (1790-1839), proveniva invece da una famiglia appartenente all'apparato della burocrazia statale.
All'età di sette anni, Otto si trasferì con la madre a Berlino, dove frequentò ambienti altolocati e conobbe i giovani della casa regnante di Prussia, gli Hohenzollern. Successivamente, dal 1832 al 1833, studiò giurisprudenza a Gottinga, dove fu membro dell'organizzazione studentesca Corps Hannovera Göttingen. Fra il 1833 e il 1835 frequentò l'Università di Berlino. Si laureò con risultati poco brillanti, avendo dedicato più tempo alle associazioni goliardiche (e ai duelli che allora ne erano la caratteristica) che ai libri. Il suo autore letterario preferito, tuttavia, era Walter Scott..
Nonostante sperasse di diventare un diplomatico, Bismarck cominciò a fare pratica nell'amministrazione pubblica a Potsdam e, dal 1836, ad Aquisgrana, dove corteggiò alcune ragazze inglesi: prima Laura Russell, nipote del duca di Cleveland, e poi Isabella Loraine-Smith, figlia di un ricco ecclesiastico. Non strinse un rapporto serio con nessuna delle due e compromise la sua carriera di piccolo funzionario statale a causa dei debiti che contraeva e per i lunghi periodi di congedo richiesti..
Bismarck prestò servizio militare per un anno come ufficiale nella Landwehr prima di ritornare alle proprietà familiari, dove si dedicò, dopo la morte della madre, alla tenuta presso Schönhausen. All'età di circa trent'anni strinse una forte amicizia con Marie von Thadden (1822-1846), sposatasi con un suo amico. Sotto l'influenza di Marie, che apparteneva a un ambiente religioso pietista, si convertì alla sua fede. Nel 1847 sposò una cugina di Marie, Johanna von Puttkamer, che frequentava lo stesso ambiente religioso. Da questo matrimonio nacquero tre figli: Marie (1848-1926), Herbert e Wilhelm.
Gli inizi (1847-1862)
Il re di Prussia dell'epoca, Federico Guglielmo IV, nel 1847 convocò a Berlino gli Stati provincialiOrgano rappresentativo delle province prussiane. in una “Dieta riunita”. Bismarck non vi avrebbe potuto partecipare, perché non era stato eletto dagli Junker della sua provincia, ma un componente eletto si dimise e toccò a lui recarsi a Berlino. In questa occasione si fece notare per la prima volta e, quando a giugno la Dieta venne sciolta, si era conquistato una certa notorietà fra i conservatori reazionari, anche per la sua notevole abilità oratoria..
Durante e dopo la rivoluzione dell'anno successivo, Bismarck si spese in tentativi di controrivoluzione e complotti di corte che, alla fine, si rivelarono inconcludenti. Tuttavia, quando in autunno Federico Guglielmo IV rioccupò con l'esercito Berlino e sciolse il parlamento radicale, Bismarck fu eletto nella nuova assemblea legislativa. I voti, ottenuti da un comitato di elettori, furono di 152 contro 144..
Dopo il ripristino della Confederazione germanica, nel 1850 la Prussia fu costretta ad accettare nello Stato federale un ruolo di secondo piano rispetto all'Austria. L'ingrato compito di rappresentare la Prussia alla Dieta di FrancoforteAssemblea federale germanica dal 1815. fu affidato a Bismarck, che era stato, fra gli uomini in vista, l'unico a manifestare fiducia nella collaborazione con Vienna. Per questo motivo, benché non avesse alcuna formazione di tipo diplomatico, egli divenne, nel 1851, l'inviato prussiano presso il governo federale..
Obiettivo di Bismarck alla Dieta fu di separare almeno la Germania del Nord dall'Austria e ottenere ciò grazie alle alleanze esterne. Il re di Prussia Federico Guglielmo IV si dimostrò favorevole, ma nel 1858 fu colto da gravi problemi nervosi e fu sostituito dal fratello Guglielmo, che governò come principe reggente fino al 1861, anno in cui divenne re. Costui si dimostrò di idee più liberali, definì Bismarck un reazionario accanito e all'inizio del 1859 lo allontanò, nominandolo ambasciatore a San Pietroburgo..
Ben presto, però, Guglielmo I si dovette ricredere. Lui e il suo governo, infatti, ebbero uno scontro con i liberali e il parlamento sulla riorganizzazione dell'esercito e, nel 1862, il Re pensò a Bismarck come all'uomo che avrebbe potuto risolvere la questione. Contattato, Bismarck chiese praticamente carta bianca e Guglielmo I non se la sentì di nominarlo capo del governo. Pensò, tuttavia, a un avvicinamento per averlo più a portata di mano in caso di crisi e nel maggio del 1862 lo nominò ambasciatore a Parigi..
Primo ministro prussiano (1862-1871) Scoppiata la crisi politica dopo l'affermazione elettorale dei liberali, il 16 settembre 1862 Bismarck fu richiamato a Berlino. Il 22 incontrò Guglielmo I nella residenza reale di Babelsberg (oggi a Potsdam) e alla fine dei colloqui tornò nella capitale con l'incarico di capo del governo. Due settimane dopo assunse anche la guida degli affari esteri: avrebbe conservato il potere per quasi 28 anni..
Il suo primo successo lo ottenne contro l'Austria, che nell'estate del 1863 aveva convocato a Francoforte i principi tedeschi per discutere la riforma della costituzione federale. Bismarck riuscì a convincere Guglielmo I a rifiutare l'invito e, senza la Prussia, la riunione non raggiunse alcun risultato. Da quel momento l'Austria, nell'ambito della Confederazione germanica, perse l'iniziativa politica..
La crisi dei ducati danesi
Bismarck, incoraggiato dagli eventi, era deciso a sottrarre la Germania dall'influenza austriaca e il terreno di scontro decisivo fu la questione dei ducati danesi.
Il nuovo re di Danimarca Cristiano IX nel 1863 emanò una nuova costituzione che comprendeva fra i territori nazionali lo Schleswig-Holstein. Il Trattato di Londra del 1852 aveva sancito invece che i ducati appartenessero in unione personale esclusivamente al vecchio re Federico VII, che era deceduto nel novembre 1863. Prussia e Austria decisero quindi di appoggiare la rivendicazione di un secondo pretendente, il Duca di Augustenburg.
Bismarck, però, dichiarò che la Prussia sarebbe entrata in guerra contro la Danimarca solo se avesse potuto annettere i ducati, spiazzando i liberali, che nella rivendicazione del duca avevano trovato una base per rilanciare l'idea di una unificazione della Germania del Nord su basi progressiste, idea appoggiata anche dall'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe. Per evitare la pericolosa alleanza fra liberali tedeschi e corona austriaca, Bismarck promosse un'azione militare congiunta austro-prussiana contro la Danimarca e l'impegno dei due Paesi a decidere, solo dopo, la sorte dei ducati. L'accordo fu stipulato il 16 gennaio 1864..
All'inizio di agosto del 1864, dopo una breve guerra, i danesi conclusero la pace rinunciando ai due ducati, la cui sorte doveva essere ora stabilita da Austria e Prussia. Un primo passo era compiuto, ma la partita fra Bismarck e Vienna era ancora aperta.
Un ritorno alla delicata questione danese avvenne nel febbraio 1865, quando Bismarck si offrì di riconoscere al duca Federico di Augustenburg la sovranità sullo Schleswig-Holstein a patto che la Prussia ne ottenesse il controllo militare. Federico invece reclamò la piena autorità sui territori e trovò, in questo, un alleato nell'Austria. Bismarck, allora, incitò re Guglielmo I a reclamare i ducati, ottenendone un rifiuto. Finalmente, il 14 agosto 1865, la Convenzione di Gastein stabilì il destino dei territori: l'Holstein passava all'Austria e lo Schleswig alla Prussia. Guglielmo si ritenne soddisfatto, Bismarck meno..
Alla fine del 1865 scadevano, intanto, i trattati dello Zollverein, l'unione doganale fra la Prussia, l'Austria e gli altri Stati della Confederazione germanica. Bismarck non si oppose alla volontà dei ministri prussiani di liberarsi degli impegni contratti con l'Austria: i dazi doganali che ne derivarono eressero una frontiera fra i due sistemi economici e le relazioni fra Berlino e Vienna subirono un notevole peggioramento..
L'alleanza con l'Italia e la guerra contro l'Austria
Fu l'atteggiamento di un terzo Paese, l'Italia, a dare il colpo decisivo alle relazioni austro-prussiane. L'8 aprile 1866, infatti, l'Italia, che aveva le stesse necessità della Prussia di liberarsi definitivamente dal controllo austriaco, spinta anche da Napoleone III di Francia, si impegnò in un'alleanza con la Prussia. Il trattato prevedeva l'entrata in guerra dell'Italia contro l'Austria se quest'ultima fosse stata attaccata entro tre mesi dalla Prussia. In cambio, Bismarck si impegnava a concludere la pace con l'Austria solo quando questa avesse ceduto all'Italia il Veneto.
Il 1º giugno gli austriaci misero in discussione il destino degli ex ducati danesi e il 12 giugno si impegnarono, con un trattato segreto, a cedere il Veneto alla Francia se questa fosse rimasta neutrale nei loro confronti.Mario Mazzucchelli Napoleone III, dall'Oglio editore, Milano 1968, p. 341 Ottenuta la neutralità di Napoleone III, due giorni dopo Vienna invocò la mobilitazione federale tedesca contro Berlino. Bismarck allora dichiarò sciolta la Confederazione germanica e inviò un ultimatum agli Stati germanici che avevano accolto l'invito austriaco. Scoppiò così la guerra austro-prussiana alla quale, come previsto, partecipò anche l'Italia. La campagna militare della Prussia durò appena 15 giorni e si concluse il 3 luglio 1866 con la battaglia di Sadowa, nella quale l'esercito austriaco subì una pesante sconfitta..
Bismarck, ansioso di porre fine alla guerra nel timore che Russia e Francia si sarebbero opposte a un riassetto dell'Europa centrale, propose all'Austria come condizioni di pace la supremazia prussiana a nord del fiume Meno e l'indipendenza degli Stati meridionali della Confederazione germanica.
Vienna, sconfitta, non fece troppe difficoltà, ma la Russia, che temeva una Prussia più potente, protestò. Bismarck minacciò allora di far scoppiare un'insurrezione nella Polonia russa e lo zar Alessandro II si persuase a cedere. Anche la Francia dovette rassegnarsi al nuovo assetto politico, non prima, però, di aver ottenuto da Bismarck la conferma dell'indipendenza della Germania meridionale e la promessa di plebisciti nei territori tedeschi annessi dai prussiani..