La quarta coalizione fu un'alleanza costituita nell'agosto del 1806 tra Regno Unito, Prussia, Impero russo, Svezia, Sassonia e Regno di Sicilia per contrastare la Francia imperiale di Napoleone Bonaparte e le sue nazioni satelliti; l'alleanza venne costituita principalmente per la decisione della Prussia di ostacolare il predominio della Francia in Germania, conseguito dopo la sua vittoria nella guerra della terza coalizione, trovando in questo subito l'appoggio della Gran Bretagna (ininterrottamente in guerra contro i francesi fin dalla rottura della pace di Amiens nel 1803) e dell'Impero russo (ancora in guerra con la Francia anche dopo la sconfitta subita nella precedente battaglia di Austerlitz).

Dopo l'entrata delle forze prussiane in Sassonia, le ostilità tra la Francia e la coalizione iniziarono nell'ottobre del 1806: l'esercito prussiano, senza attendere l'arrivo dei russi, avanzò in modo confuso e disperso e Napoleone poté prendere l'offensiva con una brillante manovra strategica e vincere entro pochi giorni la battaglia di Jena il 14 ottobre 1806. La contemporanea vittoria nella battaglia di Auerstädt del maresciallo Louis Nicolas Davout contribuì alla totale disfatta dei prussiani. Dopo questi successi e il riuscito inseguimento del nemico in rotta, Napoleone fu in grado di entrare a Berlino e occupare gran parte della Prussia, ma la decisione del re Federico Guglielmo III di continuare la lotta con il sostegno dell'esercito russo obbligò i francesi a intraprendere una nuova campagna nei territori dell'attuale Polonia. Nel corso di duri combattimenti invernali i due eserciti si affrontarono nella battaglia di Eylau (7-8 febbraio 1807), che si concluse con gravi perdite per entrambe le parti e senza risultati decisivi; dopo una pausa i combattimenti ripresero con la bella stagione, fino alla definitiva vittoria francese nella battaglia di Friedland (14 giugno 1807).

La coalizione si dissolse con la sottoscrizione della pace di Tilsit (7-9 luglio 1807): Napoleone e lo zar Alessandro I riuscirono a raggiungere un accordo per la definizione delle rispettive sfere di influenza, stabilendo un'alleanza tra Francia e Russia che sarebbe durata ufficialmente fino al 1810; la Prussia invece subì le conseguenze della sconfitta, rimanendo occupata dalle truppe francesi fino al 1808 e venendo costretta a cedere una parte del suo territorio ed a ridurre considerevolmente le proprie forze armate, venendo ridotta all'impotenza e dovendo sottomettersi alla predominante influenza francese.

Costituzione della Quarta coalizione Disgregazione della terza coalizione e espansione napoleonica

La terza coalizione antifrancese si era disgregata improvvisamente subito dopo la battaglia di Austerlitz; lo zar Alessandro I, deluso e demoralizzato dalla imprevista e disastrosa sconfitta, aveva abbandonato il campo ed era rientrato con i resti del suo esercito in Russia, abbandonando l'imperatore d'Austria Francesco II che in pochi giorni concluse un armistizio con Napoleone e poi il 26 dicembre 1805 accettò la dura pace di Presburgo. Pochi giorni prima della battaglia di Austerlitz, la Prussia, che dopo il 1795 si era ritirata dalle coalizioni francesi e aveva contrattato con la Francia una serie di accordi per ottenere compensazioni territoriali nella Germania settentrionale, aveva concluso con lo zar la convenzione di Potsdam che prevedeva, nel caso in cui Napoleone non avesse accolto le proposte di mediazione che i prussiani avrebbero presentato, di entrare in guerra a fianco delle altre potenze della Terza coalizione. In realtà il re di Prussia Federico Guglielmo III, esitante e indeciso, temeva una guerra e aveva dato disposizione al suo inviato presso l'imperatore dei francesi, Christian von Haugwitz di attendere una risposta fino al 15 dicembre 1805.

Il 2 dicembre si combatté ad Austerlitz e la Prussia quindi dovette affrettarsi a sua volta a trattare con il vincitore. Il 15 dicembre Napoleone trattò bruscamente l'inviato Haugwitz e impose la conclusione del trattato di Schönbrunn che assegnava l'Hannover alla Prussia in cambio di un'alleanza con la Francia. Napoleone poté quindi organizzare l'Europa centro-meridionale secondo i suoi progetti e creare la struttura del cosiddetto "Grande Impero".. In Germania Napoleone prima assegnò il Tirolo, il Vorarlberg, ceduti dall'Austria, al regno di Baviera e al regno del Württemberg che divennero stretti alleati della Francia, quindi soprattutto creò il 12 luglio 1806 la Confederazione del Reno che, costituita da sedici regni o principati tedeschi, divenne il pilastro dell'egemonia francese in Germania; la Grande Armée rimase stazionata nella Germania meridionale a spese degli stati alleati.

L'Austria venne estromessa dalla Germania e il 6 agosto 1806 Francesco II abdicò dal suo titolo di imperatore del Sacro Romano Impero e mantenne solo il titolo di imperatore d'Austria. Nei Paesi Bassi Napoleone impose con facilità un trattato di alleanza e impose la trasformazione della Repubblica Batava in regno con sovrano suo fratello Luigi, proclamato re il 5 giugno 1806.. In Italia, il regno si estese occupando il Veneto austriaco, compresa Venezia; inoltre Napoleone decise fin dal 27 dicembre 1805 di prendere iniziative radicali contro i Borboni di Napoli e l'armata francese al comando del maresciallo Andrea Massena invase il Regno di Napoli e occupò il territorio senza incontrare molta resistenza. Il re e la famiglia reale si rifugiarono in Sicilia sotto la protezione della marina britannica e il 30 marzo 1806 il fratello maggiore di Napoleone Giuseppe, venne proclamato nuovo sovrano.

Ma presto la situazione dei francesi divenne difficile: i russi occuparono Corfù, mentre in Calabria si scatenò una violenta guerriglia popolare ispirata dal partito reazionario borbonico-clericale, i britannici dalla Sicilia sbarcarono un corpo di spedizione di uomini al comando del generale John Stuart nel Golfo di Sant'Eufemia il 1º luglio 1806 e poterono stabilirsi solidamente a Reggio Calabria dopo aver respinto in francesi nella battaglia di Maida; oltre soldati al comando del maresciallo Massena e del generale Jean Reynier furono impegnati fino al 1808 a reprimere la rivolta e controllare i britannici.. Le truppe francesi entrarono anche ad Ancona e Civitavecchia per bloccare questi porti al commercio britannico, mentre nell'aprile 1806 il maresciallo Auguste Marmont entrò in Dalmazia con il II corpo d'armata e, mentre i russi da Corfù occupavano le bocche di Cattaro, rimase sul territorio combattendo l'insurrezione montenegrina. Infine Napoleone riprese in considerazione anche i suoi progetti orientali: suoi incaricati arrivarono a Giannina, in Moldavia e in Bosnia; il sultano Selim III riconobbe ufficialmente l'imperatore dei francesi, ci fu uno scambio di ambasciatori tra Parigi e Costantinopoli; i turchi allentarono i loro legami con la Gran Bretagna e con la Russia..

Entrata in guerra della Prussia

L'espansione napoleonica rendeva molto difficile arrivare a una pace generale e duratura anche se per alcuni mesi si susseguirono tentativi di accordo tra la Francia e Gran Bretagna e Russia, le due potenze ancora in guerra. In Gran Bretagna era stato costituito, dopo la morte del primo ministro William Pitt, il nuovo "ministero di tutti i talenti", presieduto da Lord Grenville con Charles James Fox ministro degli esteri; si decise di inviare a Parigi con pieni poteri, Lord Yarmouth per ricercare una composizione del conflitto sulla base del mantenimento delle posizioni acquisite, della restituzione dell'Hannover e dell'assegnazione di un compenso territoriale per il re di Napoli, Ferdinando I.. Nel frattempo in Russia lo zar Alessandro sembrava intenzionato a seguire le proposte del suo consigliere polacco Adam Jerzy Czartoryski dirette a ricercare un compromesso con la Francia e a rivolgere l'espansionismo dell'impero in Oriente dove l'Impero ottomano sembrava prossimo alla disgregazione; il 12 maggio fu annunciato l'invio a Parigi del conte d'Oubril per aprire le trattative.

In realtà Napoleone cercava di approfittare di queste trattative per mettere in difficoltà la Gran Bretagna e creare un'alleanza continentale; le trattative con Lord Yarmouth furono interrotte e dopo l'arrivo in Francia il 6 luglio dell'inviato dello zar, d'Oubril venne ingannato con allettanti proposte di spartizione dell'Impero ottomano; il 20 luglio egli firmò un accordo svantaggioso con Napoleone che prevedeva per la Russia l'abbandono di Cattaro a favore della Francia pur confermando il possesso delle isole Jonie e la libera navigazione negli stretti del Bosforo. La Russia avrebbe dovuto riconoscere il dominio francese in Germania e Italia, anche se la Grande Armée sarebbe stata ritirata dal territorio tedesco.. In un primo momento sembrò che la Gran Bretagna rischiasse un nuovo isolamento e Lord Yarmouth presentò altre proposte più favorevoli alla Francia che prevedevano per i britannici Malta, il Capo e l'Hannover, mentre Ferdinando avrebbe ceduto la Sicilia ricevendo le Baleari in compensazione; soprattutto sarebbe stato riconosciuto il predominio francese in Germania.

Ma in Russia Alessandro cambiò rapidamente i suoi programmi; Czartoryski venne momentaneamente allontanato e sostituito dal tedesco baltico Andrej von Budberg, molto favorevole ad un'alleanza russo-prussiana in funzione antifrancese; l'aristocrazia russa rimaneva accesamente antirivoluzionaria e filo-inglese e lo zar non firmò il trattato concordato da d'Oubril. La Gran Bretagna, informata dei cambiamenti in corso in Russia e dei segni di irritazione della Prussia, modificò a sua volta le sue posizioni, le proposte di Yarmouth, considerate dal ministro degli esteri Fox troppo favorevoli alla Francia, vennero ritirate e venne inviato a Parigi Lord Lauderdale, con l'incarico di riaprire le trattative.. Nel frattempo in Prussia la situazione politica stava evolvendo in senso sempre più bellicoso e antifrancese; Napoleone non desiderava una nuova guerra con la Prussia; egli invece intendeva inserirla, nel ruolo di alleato minore, nel sistema continentale che stava organizzando.

Le trattative con l'inviato Haugwitz tuttavia ebbero un andamento burrascoso; l'imperatore rifiutò nettamente le richieste prussiane di conservare, oltre all'Hannover, anche Anspach e le città anseatiche; Napoleone impose invece un trattato più sfavorevole alla Prussia. Il 15 febbraio 1806 l'accordo imposto a Haugwitz stabilì che la Prussia doveva occupare subito l'Hannover nonostante l'ostilità britannica, chiudere i porti baltici al commercio inglese e cedere Anspach, Neuchâtel e parte del Ducato di Kleve.. Il partito della guerra in Prussia uscì rafforzato dopo questa umiliazione diplomatica e negli ambienti di corte e tra i militari cresceva l'ostilità antifrancese; era soprattutto la regina Luisa che manifestava apertamente la sua simpatia per lo zar Alessandro e al contrario il suo odio per Napoleone di cui parlava come del "mostro" e del "rifiuto dell'inferno". Inoltre il principe Luigi Ferdinando, alti dignitari, ufficiali come Karl Ludwig von Phull, Gerhard von Scharnhorst, Gebhard von Blücher, premevano per affrettare i tempi ed entrare in guerra.